Il post-impressionismo
Col termine post-impressionismo si designano genericamente tutti quei fenomeni artistici che hanno seguito l'Impressionismo e che sono a questo collegati in qualche modo. Nel 1886 ha luogo l'ultima mostra impressionista a cui partecipano anche Seurat, che avrebbe causato uno scisma all'interno del fronte impressionista dando vita al Pointillisme, e Gauguin, che da lì a qualche anno sarebbe stato indicato tra i maestri della scuola simbolista.
Nella Parigi che si apprestava a riconoscere ufficialmente i vecchi maestri come Monet, Renoir e Degas, stavano già nascendo nuovi talenti che avrebbero dato vita a qualcosa di sostanzialmente diverso da quello che Seurat aveva chiamato Impressionismo lirico, per distinguerlo da quello scientifico da lui inaugurato. Proprio Seurat è forse l'artista cui bisogna imputare la responsabilità della crisi dell'Impressionismo o, meglio, la consapevolezza della necessità di rinnovamento che, di fatto, era già in corso.
L'impressionismo scientifico di Seurat
Parlando di Impressionismo scientifico Seurat non attuava una semplice biforcazione rispetto al quello lirico, ma ne segnava in qualche modo il superamento. Del resto in questi anni artisti come Monet e Renoir, i più impressionisti in assoluto, avevano già avviato una svolta inaugurando, il primo, l'idea di una pittura fatta di sequenze di immagini, e il secondo un ritorno a un disegno più classico. Nel frattempo tanto Degas quanto Cézanne perseguivano ricerche ormai lontane dai valori atmosferico-coloristici della prima stagione impressionista.
Quanto a Seurat, la sua scientificità opera su due piani. Da una parte l'artista si concentra sulla resa del colore, giungendo a rendere operante quel dettame impressionista nella pratica, che voleva la materia disposta a piccoli tocchi di colore non mescolato. Dall'altra egli si preoccupa di creare una perfetta bilanciatura delle sue composizioni, andando a recuperare criteri geometrici-proporzionali. Per quanto riguarda il colore, Seurat è probabilmente l'unico pittore a interessarsi realmente al problema scientifico della percezione. Il pittore sa che il colore puro diviso in piccoli punti, il che spiega il termine Pointillisme, viene a distanza mescolato automaticamente dall'occhio pur rimanendo singolarmente luminoso. Egli può compiere per punti l'accurata coloritura delle superfici in qualsiasi condizione di luce, anche artificiale, e si può considerare definitivamente tramontata l'epoca della pittura en plein air.
Il pointillisme e il divisionismo
Al di là della conversione di Pissarro, che praticò il Pointillisme per una decina di anni, furono soprattutto i giovani Cross e Signac a creare la nuova scuola dando seguito a un'avventura che, dopo la morte di Seurat, continuerà per diversi anni. Il punto di Seurat tende a diventare una piccola tessera di colore, che ricorda appunto l'effetto del mosaico. In questa chiave la useranno all'inizio del periodo Fauve di Matisse e Braque e, con intenti del tutto particolari, anche il Picasso cubista.
Il Divisionismo italiano sembra ignorare l'opera di Seurat per rifarsi direttamente ai principi scientifici della nuova tecnica e soprattutto per esprimere contenuti di natura simbolista, sociale e ideista. Nella transizione tra Divisionismo e Futurismo se ne registrerà la continuità in autori come Balla, Boccioni e Severini.
Il post-impressionismo in Francia
Per tornare alla Parigi del 1886 e quindi all'anno chiave per la nascita del Post-impressionismo, si può citare un episodio emblematico che la pittura stessa ci ha tramandato: il ritratto che un giovanissimo Thoulouse-Lautrec esegue prendendo per modello un pittore olandese 33enne appena giunto a Parigi, Vincent Van Gogh. L'incontro non è senza conseguenze per lo stile di entrambi, anche se le strade dei due artisti divergeranno presto.
Lautrec sarà sostanzialmente il continuatore di una tradizione realistica di soggetti cittadini, che discende direttamente da Manet e Degas, sia pure con un'eleganza di segno derivata dal giapponismo allora in voga e dal nascente Art Nouveau. Van Gogh dimostrerà come, spingendo all'estremo certi assunti del romanticismo nordico, arricchito dal colore della pittura francese, si poteva giungere molto vicino a quello che una quindicina di anni dopo si sarebbe denominato Espressionismo. Cioè quasi il rovesciamento delle posizioni dell'Impressionismo.
Le scuole post-impressioniste
Tra il 1886 e il 1890, sull'eredità degli impressionisti, il Post-impressionismo comincia a dar vita a diverse scuole che consideriamo oggi di vocazione simbolista. Al seguito di Gauguin in Bretagna si costituisce anzi tutto quella che venne chiamata Scuola di Pont-Aven; più tardi, nel 1888, Paul Sérusier avrebbe portato dalla Bretagna ai suoi amici di Parigi quel piccolo paesaggio dipinto sotto la direzione di Gauguin, il famoso Bois d'Amour a Pont-Aven. Questi amici, per cui quel piccolo paesaggio sarebbe stato d'ora in avanti, Il Talismano, formarono il gruppo dei Nabis, ossia dei Profeti, il più famoso gruppo post-impressionista/simbolista.
Neppur Van Gogh rimase del tutto estraneo al fascino sintetista. Lo testimoniano infatti alcuni suoi dipinti e in queste opere la linea di contorno diventa più marcata e fluida, la cosiddetta cloison o linea di recinzione, che avrebbe generato il termine cloisonnisme, mentre il colore viene usato, per quanto possibile, puro, senza o quasi connotazioni chiaroscurali. Se aggiungiamo a queste due importanti notazioni stilistiche il fatto che Bernard prediligeva una stilizzazione di carattere medievaleggiante, diventerà chiaro come presto le forme passate al vaglio del Sintetismo post-impressionista si porranno quasi all'opposto della trascrizione naturalista degli impressionisti.
Il Sintetismo ebbe grandi conseguenze su tutta la pittura europea e la scoperta di una linea di contorno netta come in una stampa giapponese unita all'intensità di un colore anti-naturalista, influenzerà ad esempio Munch segnando non solo il superamento di fatto dell'Impressionismo, ma anche lo sviluppo di un Espressionismo francese e nordico.
Le tecniche innovative e l'influenza della stampa
Tanto il Pointillisme quanto il Sintetismo sembrano corrispondere alle possibilità tecniche della stampa dell'epoca, da pochi anni in grado di pubblicare clichés retinati e litografie a colori. Toulouse-Lautrec deve in parte la sua fama ai suoi manifesti a colori, realizzati con il progresso litografico. La sua pubblicità ai ritrovi della Parigi notturna si distingue per una raffinatezza che contribuisce a confermare le potenzialità estetiche di un genere fino ad allora relegato a un ambito utilitario.
Le svolte innovatrici di Monet, Renoir e Degas
Guy de Maupassant scrisse un ritratto di Monet, in cui ricorda il pittore a Etretat, seguito da alcuni ragazzini che portano diverse tele, avviarsi o ritornare dalla scogliera che, a suo tempo, anche Courbet aveva dipinto. Monet sostituiva le tele col mutare della luce, così che poteva riprenderle alla stessa ora finché si presentavano le stesse condizioni di luce.
L'artista era nel suo periodo cosiddetto "espressionista", cioè usava delle vigorose pennellate a virgola, che avrebbe molto colpito Van Gogh e che testimonia la prima insofferenza di Monet verso l'Impressionismo iniziale. Monet, come Renoir, s'era reso conto che concentrando la propria attenzione sull'aspetto luce/colore dei paesaggi che dipingeva, rischiava di vanificarne completamente la forma e il disegno.
Due strade si offrivano allora a Monet e Renoir: o recuperare il disegno classico o far esplodere fino in fondo la contraddizione insita in quel tipo di pittura. Monet opterà per la seconda soluzione e realizzerà una serie di dipinti su un medesimo soggetto ripreso in varie condizioni di luce che il pittore esige siano esposti in sequenza e nascono così le serie dei...
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