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Da Chruscev a Breznev (1954-82)

Lotte di successione e ascesa di Chruscev

Nei primi giorni di marzo del 1953, Stalin fu colpito da ictus e in pochi giorni morì. Azioni e iniziative di coloro che attorniavano il despota sono rimaste avvolte da oscurità e congetture: si è ipotizzato che i soccorsi fossero stati portati in ritardo. Diffusasi la notizia, i tre uomini effettivamente al vertice del potere in quel momento, Malenkov, Molotov e Berija, cominciarono le proprie manovre nella lotta per la successione.

Fu convocata una riunione del Plenum del CC, del Consiglio dei ministri e del Presidium, in cui il numero dei membri del Presidium fu ridotto da 25 a 10 uomini e l’MGB (il ministero per la sicurezza dello stato) fu accorpato nel ministero dell’Interno (MVD), affidato a Berija. Malenkov cumulò la carica nella Segreteria del CC con quella di presidente del Consiglio dei ministri. Assieme a Malenkov dettero vita a una sorta di triumvirato.

Questo equilibrio però non durò a lungo: Malenkov dovette scegliere tra l’amministrazione del partito e dello Stato e optò per la seconda, abbandonando il suo posto nella Segreteria del CC. Si posero le premesse per l’ascesa di Chruscev. Intanto Berija decise di imprimere un’accelerazione al cambiamento: con un’amnistia furono rilasciati molti prigionieri dai campi di lavoro e fu dato inizio al ridimensionamento del Gulag. Tuttavia, a causa della politica di apertura verso le nazionalità non russe e per la crisi causata dalla rivolta anticomunista a Berlino est, fu arrestato e nel dicembre del 1953 giustiziato.

Chruscev, nominato primo segretario del partito, rafforzò il controllo di quest’ultimo sul ministero dell’Interno (MVD). Scorporò dall’MVD il Comitato per la sicurezza dello Stato (KGB).

La rivalità tra Chruscev e Malenkov era incentrata sulle politiche economiche. Malenkov aveva lanciato la propria linea politica economica, imperniata sulla trasformazione intensiva dell’agricoltura e su un maggiore sviluppo dell’industria leggera. Chruscev convocò una riunione dedicata all’agricoltura e avanzò le proprie proposte, incentrate sulla mobilitazione del partito a livello locale per promuovere il dissodamento di ampie aree di terre vergini nel Caucaso settentrionale, nel bacino del Volga, in Siberia occidentale. Chruscev poté contare sulla mobilitazione di molti giovani. Malenkov si dimise, per questo, alla presidenza del Consiglio dei ministri e fu sostituito da Bulganin.

Il XX Congresso, convocato con sei mesi di anticipo, nel febbraio 1956, segnò una svolta nella storia dell’URSS e dell’Europa orientale. Chruscev espose il nuovo indirizzo di politica estera basato sul concetto di “coesistenza pacifica”: la guerra tra URSS e paesi capitalistici non era inevitabile, e lo scontro frontale tra i due sistemi prometteva di diventare un retaggio del passato in un contesto internazionale caratterizzato dall’ascesa del Terzo mondo e dall’emergere del fronte dei non allineati.

Poi, con un discorso di quattro ore a porte chiuse, presentò il rapporto segreto sui crimini di Stalin e sulle degenerazioni del “culto della personalità” che inaugurò la stagione della destalinizzazione.

1. Il 30 giugno facevano parte del Comitato statale di difesa.

2. Succedette a Ezov al vertice dell’NKVD.

3. Nel 1950, Nikita Chruscev, all’epoca segretario del partito a Mosca, lanciò l’esperimento delle “città agricole”: si trattava di far confluire le fattorie collettive in unità più vaste, incentrate su insediamenti affini. Il tentativo fu dichiarato fallito: aveva incontrato l’ostilità dei contadini ed era dispendioso.

1. La denuncia era il frutto di un attento calcolo politico, e si configurò come una commistione di scioccanti...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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