Storia contemporanea: fine '800-inizio '900
Assetti geopolitici
Francia
Nel 1871, dopo la guerra franco-prussiana che ha portato la fine del II Impero e la nascita della III Repubblica, la Comune di Parigi viene repressa duramente dai soldati francesi liberati da Guglielmo I. Nel 1894 Duplice Intesa tra Francia e Russia dopo l’intensificazione dei rapporti commerciali.
Gran Bretagna
La regina Vittoria dispone di una grande flotta, un immenso impero coloniale, e risolve i conflitti con la Russia per il controllo sull’Afghanistan grazie ad un accordo.
Crisi di Fashoda (1898): la città sudanese di Fashoda diventa teatro di scontro tra le politiche coloniali in Africa di:
- Francia, la cui direttrice era ovest-est, dall’Atlantico al Mar Rosso
- Gran Bretagna, direttrice sud-nord, dal Sudafrica all’Egitto – “dal Capo al Cairo”
Una spedizione francese inviata in città incontra un reparto britannico: i due schieramenti si fronteggiano per giorni, pronti all’uso delle armi, fino a quando, grazie ad un accordo tra i due governi, i francesi si ritirano. Nel 1904 Intesa cordiale tra Francia e Gran Bretagna.
Russia
Lo zar Nicola II progetta l’espansionismo verso est e nei Balcani. Nel 1905 il Giappone, senza dichiarazione di guerra, attacca i russi in Manciuria. La battaglia di Port Arthur segna la prima grave sconfitta di una potenza europea ai danni di una asiatica quando la flotta zarista viene sconfitta clamorosamente da quella giapponese dagli armamenti più avanzati. La Russia si rivela essere un gigante dai piedi d’argilla.
Italia
Nel 1882 l’Italia firma la Triplice Alleanza con Austria e Germania dopo aver interrotto i rapporti diplomatici con la Francia, in seguito al Trattato di Bardo, che ha stabilito che la Tunisia, paese molto ambito proprio dall’Italia, ha accettato l’occupazione francese. Nel 1896 la sconfitta di Adua infrange i sogni colonialisti italiani.
Germania
L’imperatore Guglielmo II, dopo aver rimosso Bismarck, adotta una politica colonialista: dopo Alsazia e Lorena, i tedeschi ma hanno altri territori da conquistare se non oltreoceano. Decolla l’industria navale: se la Gran Bretagna è già una talassocrazia, la Germania vuole diventarlo chiaramente; vengono conquistati Tanganica, Togo, Camerun e Namibia.
I guerra mondiale (1914-1918)
Le cause
Le responsabilità maggiori della guerra furono attribuite ad Austria e, ancor più, Germania. Lo scoppio della Grande Guerra risultò dalla somma di più fattori, e non da uno solo:
- Il 28 giugno 1914 assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono di Austria-Ungheria, a Sarajevo, capitale della Bosnia-Erzegovina (annessa all’Austria nel 1908) ad opera del rivoluzionario Gavrilo Princip, di un gruppo irredentista slavo.
- L’Austria reagisce dando per certa la corresponsabilità della Serbia (punto di riferimento del nazionalismo slavo nei Balcani, dopo le conquiste territoriali ottenute nelle guerre balcaniche nel 1912-1913), percependo come un pericolo il suo rafforzamento, e impone a Belgrado un durissimo ultimatum: la Serbia avrebbe dovuto rinunciare alla propria sovranità ed accettare l’annessione all’Impero. Il suo rifiuto porta alla dichiarazione di guerra dell’Impero Austro-Ungarico.
Dilemma della sicurezza: accrescere la propria sicurezza significa aumentare l’insicurezza degli altri e indurli a fare altrettanto, innescando una spirale di tensione e di corsa agli armamenti. "Gioco a somma zero": ogni vantaggio per una parte corrisponde ad uno svantaggio per l’altra, e i margini di mediazione risultano molto ristretti. Politica coercitiva e strategia di rischio: comportamenti dettati dall’incertezza e volti a costringere gli avversari ad accettare scelte indesiderate, rimanendo consapevoli del rischio dell’aprirsi di un conflitto.
L’entrata in guerra dell’Inghilterra è dovuta al rischio di perdere la propria leadership sul continente europeo a favore della Germania, che stava perseguendo una politica mondiale di potenza dotandosi di una sua flotta militare; d’altra parte la Francia sentiva caldo il tema della revanche sulla vittoria tedesca del 1870, aspirando a riprendere possesso delle regioni dell’Alsazia e della Lorena. La Russia, infine, mirava ad espandersi verso Costantinopoli e il Mediterraneo e mal sopportava la presenza austriaca nei Balcani.
Disposizione strategico-militare offensiva: tutti gli stati europei agivano in base a dottrine militari e piani strategici di tipo offensivo, fondati sul concetto della guerra di movimento e sul culto dell’offensiva.
Gli schieramenti
Imperi Centrali: Austria-Ungheria, Germania, Impero Ottomano, Bulgaria (dal 1915) vs Triplice Intesa: Inghilterra, Francia e Russia, Giappone, Italia (dal 1915), U.S.A. (dal 1917).
La Germania dichiara guerra a Francia e Russia, e dopo l’invasione del Belgio anche la Gran Bretagna entra in guerra, seguita dal Giappone a fianco dell’Intesa. Il numero dei caduti della Grande Guerra (10 milioni ca.) supererà quello delle vittime di guerre europee degli interi due secoli precedenti.
Fronte occidentale
Fallimento del Piano Schlieffen, che prevedeva l’entrata in Francia delle truppe tedesche attraverso la rapida occupazione del Belgio neutrale: nel settembre 1914 l’offensiva tedesca viene arrestata dagli anglo-francesi sul fiume Marna; gli eserciti rimangono bloccati lungo una linea di trincee e reticolati senza fine che unisce la Manica alla Svizzera. Guerra di posizione e di logoramento: vince chi riduce allo stremo l’avversario, fiaccandone non solo i soldati, ma l’economia e le stesse popolazioni.
- Nel 1915 battaglia di Ypres: i tedeschi fanno uso, per la prima volta, di gas nervini urticanti.
- Nel 1916 se i tedeschi non riescono, dopo 5 mesi di violenti assalti, ad espugnare fortezza di Verdun, l’Intesa d’altra parte risponde con una controffensiva vincente sul fiume Somme.
- Battaglia di Amiens (agosto 1918) segna la svolta per l’Intesa: azione coordinata delle truppe di terra, dell’artiglieria, dell’aviazione e di una nuova arma, il carro armato.
L'Italia in guerra
L’Italia inizialmente resta neutrale: il patto di Triplice Alleanza stipulato con Germania e Austria, infatti, prevedeva l’aiuto militare italiano a una delle due qualora fossero state attaccate, e NON avessero mosso guerra per prime. Riassunto delle posizioni in merito all’entrata in guerra dell’Italia:
- Neutralisti
- Liberali vicini a Giovanni Giolitti: Italia troppo debole per prendere parte al conflitto, speranza di ottenere concessioni territoriali dall’Austria in cambio della neutralità.
- Socialisti: affratellamento delle classi operaie contro la borghesia, guerra come strumento di assoggettazione delle classi borghesi.
- Cattolici: guerra contraria ai principi della religione cristiana (Austria stato cattolico, Francia e Inghilterra stati laici e protestanti).
- Interventisti
- Liberali conservatori: guerra come occasione di arricchimento per le grandi aziende.
- Socialisti rivoluzionari, come Benito Mussolini: la guerra avrebbe aperto le porte alla rivoluzione sociale.
- Nazionalisti come Gabriele D’Annunzio: sostegno dell’imperialismo e del colonialismo, affermarsi dell’Italia come potenza mondiale.
- Irredentisti, come Cesare Battisti, Nazario Sauro e Guglielmo Oberdan: completamento dell’unità nazionale con la conquista del Trentino e della Venezia Giulia.
Nel 1915 il capo del governo Antonio Salandra e il ministro degli esteri Sidney Sonnino, con un patto firmato a Londra all’insaputa del parlamento e a conoscenza solo del re, impegnano l’Italia ad entrare in guerra a fianco dell’Intesa in cambio di larghe concessioni territoriali, tra cui Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia Giulia oltre a buona parte della Dalmazia con le isole adiacenti.
Fronte alpino
L’Italia impegna gli austriaci in diverse battaglie sul fiume Isonzo con modesti risultati, finché nel 1916 la Strafexpedition, la “spedizione punitiva” austriaca nei confronti del traditore italiano, viene fermata a fatica ad Asiago dopo aver messo a nudo l’impreparazione dell’esercito, guidato, in dispregio delle esigenze materiali e morali dei soldati, dal gen. Luigi Cadorna: “disciplina del terrore”.
- Nel 1917 nuovo sfondamento delle linee italiane a Caporetto: la disfatta italiana porta ad un nuovo governo presieduto da Vittorio Emanuele Orlando, mentre il gen. Cadorna viene rimosso, sostituito dal napoletano Armando Diaz, che consegue la vittoria decisiva di Vittorio Veneto (1918).
Si crea il mito della Guerra Bianca, la guerra combattuta dagli alpini. Cesare Battisti, trentino e cittadino austriaco di nascita, combatte per il completamento dell’unità d’Italia con Trento e Trieste: verrà catturato e giustiziato per alto tradimento tra le risate degli austriaci.
Fronte balcanico
- Nel 1915 la Bulgaria entra in guerra a fianco degli Imperi centrali: la Serbia, attaccata da due parti (dall’Austria e dalla Bulgaria), viene travolta.
- Nel 1916 la Romania interviene a fianco dell’Intesa con la speranza di realizzare le sue aspirazioni sulla Transilvania, ma viene rapidamente occupata dalle truppe austro-tedesche.
- Nel 1917 la Grecia entra in guerra contro la Germania, mentre con il patto di Corfù firmato dal governo serbo con croati e sloveni avviene l’unificazione delle popolazioni slave, fino alla fine della guerra, in un unico stato, la Jugoslavia.
Fronte orientale
- Nel 1914 la sconfitta dei russi nelle battaglia di Tannenberg e ai Laghi Masuri ne mette in luce il cattivo equipaggiamento, l’arretratezza degli armamenti e l’impreparazione degli alti gradi militari: disfattismo, i soldati russi fraternizzano al fronte con quelli avversari e disertano in massa.
- Pace di Brest-Litovsk (1918): La Russia firma una pace separata con la Germania, a cui cede tutti i suoi territori europei, ed esce dalla guerra, non potendo più sostenere economicamente lo sforzo bellico viste anche le tensioni interne al Paese.
Medio Oriente
- Nel dicembre 1915 l’Intesa attacca l’Impero Ottomano nella campagna di Gallipoli, allo scopo di forzare lo stretto dei Dardanelli, ma viene sconfitta.
- Dal 1915 genocidio degli armeni: accusati di disfattismo, più di 300 mila armeni vengono deportati e sterminati dai turchi; il genocidio armeno non verrà mai riconosciuto dal governo turco.
- L’Intesa promette la completa indipendenza degli arabi dall’Impero Ottomano qualora questi combattessero contro i turchi: Il capitano T.E. Lawrence, noto come Lawrence d’Arabia, convince i capi arabi a coordinare i loro sforzi per sostenere la strategia britannica: è la Rivolta Araba.
- Accordi Sykes-Picot (1915-1916): mentre Lawrence, ignaro, guida vittoriosamente il contingente arabo a Damasco, Regno Unito e Francia avevano segretamente già spartito tra di loro gli stati arabi in caso di vittoria, vanificando così la promessa di indipendenza:
- Libano e Siria sotto Mandato francese.
- Palestina, Transgiordania e Iraq sotto Mandato britannico; inoltre, con la dichiarazione Balfour (1917), il governo britannico afferma di guardare con favore alla creazione di un focolaio ebraico in Palestina.
Gli USA in guerra
Nel 1917 la Germania reagisce al blocco navale impostole dall’Inghilterra scatenando una guerra sottomarina indiscriminata nel Mare del Nord: entrata in guerra degli USA a fianco dell’Intesa. Queste le ragioni che spingono Woodrow Wilson, presidente USA, a fare questa scelta:
- Da un punto di vista idealistico, la guerra sottomarina tedesca, che ha portato all’affondamento del transatlantico Lusitania con a bordo tanti cittadini americani, costituisce una violazione del diritto internazionale; inoltre la rivoluzione di febbraio ha eliminato, con lo zarismo, la più grande contraddizione dell’immagine di una guerra democratica.
- Da un punto di vista economico, dall’inizio della guerra la crescita dei commerci con i Paesi dell’Intesa aveva arricchito gli Stati Uniti ma li aveva anche esposti finanziariamente e la loro sconfitta sarebbe stata disastrosa per gli interessi americani.
La disfatta degli Imperi Centrali
- Nel settembre 1918 un esercito franco-serbo penetrato in Macedonia muovendo da Salonicco costringe alla resa la Bulgaria.
- Nell’ottobre viene firmato l’armistizio di Villa Giusti tra Austria e Italia in seguito alla battaglia decisiva di Vittorio Veneto; alla fine del mese anche la Turchia si arrenderà.
- La controffensiva alleata in Francia costringe i soldati tedeschi alla ritirata, dopo che essi erano giunti nuovamente fino alla Marna. In Germania, l’ammutinamento della marina nella base di Kiel scatena una rivoluzione in tutto il paese che porterà il kaiser Guglielmo II ad abbandonare il regno e alla proclamazione della repubblica: nel novembre viene firmato l’armistizio di Rethondes: è la fine della Grande Guerra.
I quattordici punti di Wilson
Nel 1918 il Presidente americano Wilson, in un suo discorso al Senato, illustra, all’indomani della fine della Grande Guerra, i suoi propositi per un nuovo ordine mondiale, basati su quattordici principi di base:
- No alla diplomazia segreta: DISATTESO (es. Patto Molotov-Von Ribbentrop)
- Libertà di navigazione, no talassocrazia: PARZIALMENTE APPLICATO
- Libero mercato, no barriere economiche
- Riduzione degli armamenti
- Difesa degli interessi delle popolazioni soggette a regime coloniale (parità di diritti): DISATTESO (es. Libia italiana)
- Evacuazione dei territori russi ceduti alla Germania con la pace di Brest-Litovsk
- Reintegrazione delle frontiere del Belgio
- Alsazia e Lorena di nuovo francesi e riparazione del torto subito nel 1871
- Rettifica delle frontiere italiane “lungo linee di nazionalità chiaramente riconoscibili”
- Sviluppo autonomo dei popoli dell’Austria-Ungheria, secondo il principio di autodeterminazione dei popoli
- Reintegrazione di Romania, Serbia e Montenegro, sbocco sul mare per la Serbia
- Sovranità alle componenti turche dell’ex-Impero Ottomano, sviluppo autonomo delle altre nazionalità
- Creazione di uno stato polacco indipendente
- Creazione della Società delle Nazioni (SDN)
La pace
La conferenza di pace si apre a Parigi nel 1919 senza la partecipazione dei paesi vinti, convocati solamente per la firma dei trattati elaborati dai vincitori e dei quali devono accettarne indiscutibilmente le condizioni. USA, Gran Bretagna, Francia e Italia sono rappresentate rispettivamente da Wilson, Lloyd George, Clemenceau e Vittorio Emanuele Orlando.
- Trattati di Saint Germain e del Trianon con l’Austria-Ungheria: divisione dell’ex impero in quattro grandi entità: Austria, Ungheria, Jugoslavia, Cecoslovacchia e parte della Polonia (la Polonia intera nascerà ufficialmente nel 1921 con il Trattato di Riga, in seguito alla guerra russo-polacca).
- Trattato di Neuilly con la Bulgaria: perdita dei territori a favore di Grecia, Romania e Jugoslavia.
- Trattato di Versailles con la Germania: condizioni durissime:
- Pagamento di 32 miliardi di marchi d’oro per le riparazioni di guerra.
- Regione della Saar per 15 anni alla SDN come garanzia del pagamento.
- Regione della Ruhr smilitarizzata.
- Alsazia e Lorena alla Francia e territori orientali alla Polonia.
- Esercito ridotto a 100 mila uomini.
- No carri armati, sommergibili e aerei.
- No anschluss dell’Austria.
- Cessione di tutte le colonie.
- Consegna di gran parte della flotta mercantile e da pesca, del materiale ferroviario e rotabile, di carbone.
- Trattato di Sevres con l’Impero Ottomano: stato ridotto entro i limiti della penisola anatolica, dove vengono stabilite guarnigioni militari degli Alleati, con perdita della sovranità sugli stretti del Bosforo e dei Dardanelli.
L’Italia abbandona platealmente la conferenza di Parigi, dopo la mancata concessione della Dalmazia (prevista dal patto di Londra) e della città di Fiume, la cui popolazione era per buona parte italiana, e l’esclusione dalle trattative per la spartizione dei possedimenti tedeschi in Africa: mito della “vittoria mutilata”.
Le conseguenze
- Scomparsa dei vecchi regimi e dissoluzione degli Imperi Centrali.
- Nel 1923 in Anatolia un movimento nazionalista guidato dal generale Ataturk, Mustafa Kemal esautora il sultano e proclama la repubblica di Turchia, stato laico e moderno; contemporaneamente, il gen. Ataturk ottiene la revisione del trattato di Sevres e la sua sostituzione con il trattato di Losanna (1923): controllo degli stretti, aggiustamenti territoriali in Tracia e Kurdistan, piena sovranità economica.
- Successor States nell’Europa dell’est.
- Mandati in Medio Oriente.
- Reducismo e trincerocrazia.
Ruggenti anni Venti
Negli anni Venti gli Stati Uniti consolidano il proprio status di potenza mondiale: boom economico grazie a un apparato industriale in crescita. Nel 1920 vittoria delle correnti isolazioniste, quando il Senato, a maggioranza repubblicana, non ratifica l’adesione degli USA alla SDN, voluta ampiamente da Wilson. La propaganda repubblicana cavalca il sentimento di risentimento della nazione verso il presidente democratico Wilson e la sua politica estera che tendeva ad assegnare agli USA il ruolo di custode e garante del nuovo ordine internazionale: nel 1920 vince le presidenziali.
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