Come si riconosce un buon giornalista?
Gli eroi del giornalismo sono i cronisti, il cui lavoro è quello di scoprire le cose. Come categoria hanno una reputazione peggiore di molte altre a causa dell’abitudine di esagerare, semplificare e distorcere la verità, per costruire una specie di favola. La storia del giornalismo è sicuramente lastricata di malafede calcolata e lavoro scadente, ma c’è anche tanto di eroico, ci sono tanti cronisti i cui nomi vengono letti di sfuggita e ricordati di rado, quelli i cui sforzi per informare i lettori si scontrano non ostacoli ufficiali o risposte evasive, ma con l’intimidazione o peggio. Ogni anno, migliaia di giornalisti vengono arrestati e minacciati, centinaia imprigionati, molti uccisi.
Lo scopo principale per un buon giornalista è quello di fare domande, per riuscire a:
- Scoprire informazioni che vadano a sostituire voci e illazioni
- Resistere a controlli governativi
- Informare l’elettore dandogli potere
- Rovesciare coloro la cui autorità dipende dalla mancanza di informazione del pubblico
- Analizzare ciò che fanno i governi
- Analizzare l’attività imprenditoriale
- Confortare gli afflitti e affliggere le classi privilegiate
- Mettere la società davanti allo specchio, che rifletta le sue virtù e i suoi vizi, e che sfati i suoi miti più cari
- Assicurarsi che giustizia sia fatta
- Promuovere il libero scambio di idee
Qualità
Lo strumento più importante di un giornalista è nella sua testa: alcune qualità sono istintive, altre si imparano in fretta, la maggior parte si costruisce in anni di esperienza, soprattutto sbagliando.
Acuto senso della notizia
Indispensabile per tre motivi: individuare una buona pista, non sprecare tempo a inseguire storie dalle quali non uscirà nulla di buono, non lasciarsi sfuggire dettagli importanti ai fini della costruzione della notizia.
Amore per la precisione
Per essere precisi bisogna preoccuparsi di tre cose: registrare e appuntare correttamente ciò che la gente dice, fare in modo che l’esito complessivo della notizia sia fedele allo spirito e all’atmosfera della situazione, mai formulare dei desideri ma limitarsi a scrivere solo quello che si scopre.
Determinazione a scoprire le cose
La determinazione per andare sempre un po’ più a fondo per avere il pezzo e fare in modo che non sia scontato e superficiale.
Mai fare supposizioni
Questo vale per tutte le supposizioni, non bisogna raccontare solo ciò che si sa e non quello che si crede di sapere.
Mai avere paura di sembrare stupidi
Per quanto elementari possano sembrare le cose che si ignorano, se non si sa è sempre meglio chiedere; se non si capisce è sempre meglio sollecitare spiegazioni. Il momento giusto in cui mostrare la propria ignoranza è quando si fanno le domande, non quando si scrive l’articolo.
Diffidare di qualsiasi fonte
Diffidate delle fonti: perché una fonte racconta certe cose? Quali possono essere i suoi motivi?
Essere intraprendenti
Aguzzare l’ingegno e usare il proprio fascino per aggirare gli ostacoli fa parte del divertimento del mestiere (travestimenti, ecc.).
Lasciare a casa i pregiudizi
Un giornalista dovrebbe riferire accuratamente quello che è accaduto, non vedere ogni fatto attraverso la lente dei propri pregiudizi, per quanti li ritenga colti e intelligenti. Non si può partire prevenuti sul tono di un servizio prima ancora di conoscere i fatti.
Rendersi conto che si fa parte di un sistema
Un giornalista è sempre soggetto alle richieste di un direttore: è una questione di professionalità, sia per quanto riguarda i ruoli in redazione che i tempi da rispettare.
Immedesimazione con i lettori
Che cosa vorranno sapere i lettori? Che cosa gli va spiegato? Che cosa li aiuterà a capire? Trovate aneddoti, fate vedere come l’accaduto influirà sulla loro vita o su quella degli altri; usate esempi che fanno parte della loro esperienza; ma soprattutto, ogni volta che potete, raccontate la storia come farebbe la gente normale.
Voglia di farcela
Bisogna essere seriamente determinati a superare qualsiasi difficoltà si presenti sulla strada, catturare la notizia e dettare il pezzo al giornale il più in fretta possibile. Nella maggior parte dei casi la voglia del giornalista di arrivare alla notizia non costa così cara e verrà premiata.
Sotto pressione
Un po’ di sana competizione per arrivare primi fa parte del mestiere e aiuta a dare sempre il proprio meglio.
Il piacere di battere la concorrenza
Battere la concorrenza e arrivare per primi sulla notizia fa parte del divertimento del mestiere quanto usare il proprio ingegno per superare gli ostacoli.
Professionalità
L’atteggiamento del «questo può bastare» è il contrario di quello auspicabile.
Individualismo
I governi di tutto il mondo stanno sviluppando mezzi sempre più sofisticati per gestire le notizie, controllano rigidamente quali informazioni devono essere divulgate e a chi. Quando serve, un buon giornalista dovrebbe sempre essere pronto a prendere l’iniziativa andando là dove non va nessun altro, e prendersi anche i rimproveri del caso. Deve essere disposto a rifiutare la pappa pronta delle fonti ufficiali perché sa che c’è qualcosa di molto più succulento per chi va a cercarsi le informazioni da sé.
Carattere
Per essere bravi o grandi giornalisti bisogna possedere un vero talento e l’attitudine alla ricerca o alla scrittura, o meglio ancora entrambe le cose, nonché la capacità di entrare in rapporto con perfetti estranei. Le più importanti caratteristiche possono essere intese come: determinazione, faccia tosta, non aver mai paura di chiedere, la passione e il senso di giustizia, entusiasmo (non solo per una grossa storia, ma anche per fatti apparentemente poco promettenti), curiosità.
Un grande giornalista
Volendo scegliere un esempio che per qualità e forza rappresenti il meglio del giornalismo, conviene forse tornare indietro all’Inghilterra di 125 anni fa e all’Europa centrale lacerata dai nazionalismi e dalla violenza. La storia comincia con il sospetto che vengano commesse delle atrocità mentre i governi mentono, l’informazione viene censurata e l’impero sta morendo. Nell’estate del 1876 il Daily News, un importante quotidiano progressista londinese, contatta Aloysius MacGahan per un incarico urgente. Qualche giorno prima il quotidiano aveva pubblicato un servizio del suo inviato a Costantinopoli che riportava voci di tremende atrocità commesse dall’esercito turco contro la popolazione cristiana nella Bulgaria meridionale. Il ministero degli Esteri britannico era furioso, così come il Primo ministro Benjamin Disraeli, favorevole ai turchi. Adesso spettava al Daily News dimostrare le proprie accuse o fare un’umiliante marcia indietro. Nella sua spedizione MacGahan scoprì il massacro selvaggio e indiscriminato di 12mila uomini, donne e bambini bulgari; i suoi resoconti innescarono immediatamente una reazione a catena di enormi proporzioni, così da accrescere le pressioni per un intervento militare, tanto che nella primavera del 1877 la Russia dichiarò guerra alla Turchia.
I limiti del giornalismo
Esistono dei limiti a quello che un giornalista può fare. La frequente mancanza di tempo e di disponibilità delle informazioni costituisce due elementi endemici. Come lo sono gli errori che i giornalisti commettono quando sono sotto pressione.
Le proprietà dei padroni
I proprietari possono anche aderire in modo formale ai principi di verità, onestà e comportamento virtuoso, ma di solito hanno scelto di operare in questo settore per fare soldi o propaganda, se non entrambe le cose. La promozione delle loro idee, l’esclusione di quelle dei loro avversari, la presentazione tendenziosa delle notizie per adattarle a un certo punto di vista o a certi interessi commerciali, e le vendette personali, fanno ormai parte della storia della stampa. Oggi è molto probabile che un giornale appartenga a una società le cui esigenze di propaganda sono semplicemente quelle di sostenere un certo partito, blandire politici che possono esserle utili e sollecitare articoli che favoriscano i suoi interessi commerciali. In generale, le società fanno meno propaganda dei proprietari unici e mostrano pochissimo interesse per gli editoriali finché uno di questi non spaventa gli inserzionisti. Quello che sta loro a cuore è soprattutto ottenere i più alti margini di profitto e, se hanno finanziatori esterni, anche nel minor tempo possibile.
La cultura giornalistica
Nell’ambito di questa cultura, una delle qualità più ammirate è quella di avere naso per le notizie. Si può trattare di una vera abilità nel trovare l’aspetto interessante in cose che ad altri sono sfuggite oppure, nella sua forma più degenerata, in un’astuta tecnica per presentare il banale come se fosse eccezionale. Questo gioco di prestigio giornalistico si esegue eliminando il contesto. Una serie di notizie più o meno esatte va a costituire un insieme assolutamente inesatto. Il trucco di giocare con i fatti e scegliere con cura le informazioni per poi presentarle al di fuori del loro vero contesto viene spesso usato, anche se in forma più limitata, da tutti i giornalisti. In parte è inevitabile, perché la realtà, che per sua stessa natura è caotica e complessa, quando viene tradotta in parole deve essere semplificata, o almeno riorganizzata. Molti giornalisti tuttavia eliminano intenzionalmente il contesto e intensificano esageratamente questo effetto per rendere più drammatica la realtà.
La cultura dei giornali a grande tiratura apprezza anche uno stile narrativo agile. Per questo ci vuole sicuramente un po’ di talento, ma anche la capacità di forzare i fatti e il significato delle parole per ottenere un certo effetto. Con tutte queste attenzioni, spesso gli articoli ci guadagnano, ma in genere, come molti ammettono, tutto si riduce a stendere sul servizio una patina di sensazionalismo artificiale, a forzare ogni possibile implicazione dei fatti creando così un quadro complessivo falsato. Questa schizofrenia professionale diventa ancora più cronica dove la cultura prevalente preferisce le storie dai contrasti netti in bianco e nero, rispetto ai grigi e agli ambigui mezzi toni della realtà. Da questo a considerare le notizie come qualcosa che deve essere confezionato per renderlo conforme a una ricetta o a uno schema prestabiliti il passo non è molto lungo. È un tipo di giornalismo che si basa sui titoli. Presenta ai lettori un mondo in cui succedono sempre cose straordinarie, esistono solo certezze e cose semplici, chi ha torto e chi ha ragione, e soprattutto stereotipi. I giornali inglesi si macchiano di questa colpa più di quelli americani. Per vari motivi, il più importante dei quali è l’influenza della stampa popolare nazionale, per cui tutti usano lo stesso stile di scrittura giornalistico, il cosiddetto «giornalese».
I valori dei lettori
È in nome dei lettori che si scelgono articoli e argomenti e si stabilisce il taglio di una notizia. Tuttavia tra le fonti, i cronisti, direttori, proprietari e i lettori, questi ultimi sono i soli a non partecipare al processo di creazione. Occorre dunque prevedere i loro gusti. I giornali più consolidati e sofisticati lo fanno in vari modi: si costruiscono una «conoscenza aneddotica» di quello che vogliono i loro lettori, o credono vogliano. Spesso infatti tutto ciò si combina con i pregiudizi dei giornalisti e dei proprietari che offrono un’idea fortemente personalizzata di quello che i lettori vogliono. Le ricerche, se condotte in modo scientifico, possono costituire una soluzione parziale. Alcuni giornali utilizzano un istituto di ricerca per scoprire tutto quello che possono sui loro lettori. Le ricerche avviate dall’ufficio di redazione invece riguardano di solito gli atteggiamenti dei lettori nei confronti sia del giornale sia dei problemi e degli argomenti di cui si occupa tramite semplici sondaggi. I sondaggi tuttavia, se non sono ben condotti, sono disseminati di trappole, a partire dalla specificità e precisione delle domande. Gli inserzionisti sono l’altra componente del pubblico di un giornale, e per i quotidiani a bassa tiratura sono economicamente più importanti dei lettori. Il pericolo maggiore in questo senso è quando un giornale, di solito un quotidiano di provincia, dipende eccessivamente da un solo inserzionista o da un solo gruppo di inserzionisti: molto comune è l’influsso, oltre alle pressioni specifiche, che i potenziali inserzionisti hanno sulla scelta degli argomenti. L’ufficio commerciale esercita spesso forti pressioni sul direttore affinché scelga certi argomenti perché sa o prevede che attireranno pubblicità.
Che cos’è una notizia?
Il compito di un giornale è quello di reperire informazioni nuove su questioni di pubblico interesse e di comunicarle ai lettori nel modo più rapido e accurato possibile. Un commento certo non è una notizia, ma un’informazione sì. «Il commento è libero, i fatti sono sacri». Il nocciolo di questa affermazione sta nella contrapposizione tra il valore dei fatti e quello dei commenti. Quasi tutti hanno opinioni, ma pochissimi hanno nuove informazioni. Le prime sono comuni, le seconde sono merce rara e di valore.
Che cos’è una notizia
A fare notizia è tutto ciò che è insolito. Ma non basta. Deve essere anche qualcosa di nuovo, qualcosa di cui la gente non ha mai sentito parlare, e soprattutto che interessi ai lettori. Questo significa che non fanno notizia solo le questioni che riguardano il pubblico o che hanno un impatto sulla vita pubblica, ma anche quelle che presentano un qualche interesse per il pubblico. La notizia del divorzio di due famosi attori non è di interesse pubblico, ma interessa il pubblico.
Il valore di una notizia
Una notizia quindi è tutto ciò che è nuovo, mai pubblicato insolito e interessante in senso generale. I primi tre elementi si possono quasi sempre stabilire in modo obiettivo. È l’ultima parte a provocare le discussioni che ogni giorno si accendono in tutte le redazioni del mondo. Ai due estremi generalmente non c’è problema, ma è su tutte le informazioni che si trovano tra questi due estremi che i giornalisti discutono, cercando di decidere se una storia è forte o appetitosa.
I fattori che determinano il valore di una notizia
Anzitutto va stabilita subito una cosa: nel giudicare una notizia non si può sfuggire alla soggettività. La soggettività non è la prima cosa che molti giovani giornalisti notano appena mettono piede in redazione. A volte non assistono neanche a lunghe discussioni sul valore di una notizia. Vedono piuttosto che molti giudizi vengono emessi con rapidità e sicurezza, apparentemente in maniera istintiva. Il procedimento tuttavia è molto più ponderato di quanto possa sembrare. Ad ogni modo, i fattori che determinano il valore di una notizia sono otto: sei riguardano la storia, uno riguarda il pubblico e uno concerne il mondo in cui il pubblico e il giornale vivono.
- Argomento: è la categoria più generale in cui rientra la notizia (crimine, ambiente, salute, economia, guerra, politica, sport, ecc.). Per il pubblico in generale, ognuna di queste categorie ha un suo valore approssimativo che solitamente dipende dalla sua eccezionalità in un certo ambito sociale o in una certa zona.
- Mode: esiste anche un fattore legato alle mode (certi argomenti balzano improvvisamente alla ribalta e per un certo periodo non si parla d’altro). Questo risulta evidente nel caso di notizie che circolano con discrezione da molto tempo e poi all’improvviso qualcuno inventa un’espressione o una parola per descriverle. Ci sono alcune mode più durature nel mondo dei giornali: trent’anni fa, le inchieste e i servizi sui diritti dei consumatori e le analisi sulla povertà erano molto comuni; oggi sono stati sostituiti dalle notizie sui personaggi famosi, i media, gli stili di vita. I motivi di questo cambiamento sono due: il costo, e la necessità che molti direttori sentono di rendere i loro giornali più attraenti e accessibili al grande pubblico.
- Sviluppo: è l’evento specifico all’interno dell’argomento e della sottocategoria che è al centro della notizia. Dello sviluppo fanno parte i tre elementi che seguono.
- Fonte: il valore dello sviluppo dipende anche dalla fonte da cui proviene, a seconda che sia più o meno forte.
- Notorietà: vale a dire quante persone sono a conoscenza dello sviluppo. Le notizie di maggior valore sono quelle che riportano per la prima volta uno sviluppo ignoto a tutti tranne che alla fonte.
- Tempestività: diversamente dal vino, le notizie non migliorano invecchiando. Il tempo trascorso non è in sé il fattore principale, quanto piuttosto il tempismo nel far circolare la notizia al momento giusto.
- Lettori: l’importanza del giudizio del pubblico su una notizia è il motivo per cui bisognerebbe conoscere il più possibile i lettori. La conoscenza dei lettori dovrebbe servire a orientare i giudizi in generale, e non a condizionarli sempre e comunque. Il giorno in cui le notizie verranno viste semplicemente come una merce da vendere non esisteranno più giornalisti.
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