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Il legame tra cinema italiano e letteratura

Il cinema italiano è legato indissolubilmente alla letteratura; ultimo arrivato nel sistema delle arti, esso è testimone privilegiato dell'ingresso delle masse popolari sulla scena della storia. Con l'avvento dell'era del DVD il cinema affianca, con un ruolo identico, la biblioteca del passato. Il cinema ha pesato in modo determinante sull'invenzione dei movimenti d'avanguardia (come il futurismo). Visconti, Bolognini e Pasolini sono registi che hanno creduto nella traducibilità delle scritture letterarie in quelle cinematografiche, giungendo ad una ri-creazione del testo letterario.

Scrivere con la luce

Joyce fa del cinema con la penna, e sembra quasi precorrere gli sviluppi sintattici e narrativi del montaggio; in un certo senso avverte e annuncia l'avvento del potere del cinema nei confronti della letteratura. Egli capisce che con il cinema la parola diventa azione ed il cinema accelera in maniera irreversibile tempi e ritmi della scrittura letteraria (vigilia del Manifesto del Futurismo).

Il giudizio sulla fotografia e cinema di Baudelaire agirà però negativamente; egli scorge nel cinema un modo rapido per celebrare la nuova società di massa. Il cinema è destinato ad essere assunto come simbolo del passaggio irreversibile alla civiltà industriale, ai suoi nuovi ritmi e modelli temporali.

Il cinema: prima simbolo di modernità, poi viene accolto e metabolizzato nel corpo e lavoro intellettuale fino a divenirne parte integrante, linfa vitale. Oltre all'influenza del cinema sulla scrittura si può parlare della sua influenza sui costumi: <<l'amore moderno discende direttamente dal cinema>> (Robert Desnos).

Mentre folti gruppi di letterati in tutta Europa continuano a lanciare anatemi contro i pericoli del cinema, visto come pestilenza, altri sentono che il cinema è ormai iscritto nel proprio codice genetico. Grazie agli espliciti riferimenti nei manifesti futuristi del Novecento, l'invenzione dei fratelli Lumière è percepita come trascrizione su pellicola del monologo interiore, dell'attività onirica.

Il cinema ha però anche un potere distruttivo nei confronti delle forme artistiche che lo hanno preceduto, si offre come arma e strumento alternativo di scrittura, l'equivalente di un'“arte totale”. Nel Manifesto tecnico della letteratura futurista, Marinetti sottolinea le funzioni ritmiche del cinema, la sua capacità di scomposizione e ricomposizione del movimento; i futuristi però non ne teorizzeranno mai l'uso come arma o cassa di risonanza propagandistica.

I futuristi sono i primi a cogliere l'equivalenza assoluta tra l'inquadratura di un oggetto e l'oggetto stesso; per loro l'immagine è la cosa: il cinema ha un forte potere simbolico e connotativo. Il cinema è capace di tradurre il concetto di DURATA Bergsoniano, del divenire interiore …

I rapporti fra letteratura e cinema si offrono in una serie di combinazioni illimitate e sono caratterizzati da biunivocità. Il cinema assume da subito una funzione dominante nel territorio delle arti. La letteratura plasma e guida il cinema, mentre esso entra come un virus nel terreno letterario, immette nell'identità del poeta, dello scrittore germi che ne modificano le caratteristiche: etica e status professionale, ruolo creativo, immaginazione e scrittura.

Esso influisce anche (come intuito da Bergson) sulla manipolazione dei meccanismi temporali del racconto: mezzo di nobilitazione ed elevazione  potere onirico: sembra confondersi con il linguaggio dei sogni e tradurre le associazioni della mente.

Dal 1925 si inaugura un processo di “novellizzazione” dei film = riduzione narrativa dei soggetti. Il cinema - come sostiene Marinetti - è un modificatore delle strutture mentali dell'individuo. Per i futuristi la parola o realtà si traduce in immagine ma l'immagine può riprendere la parola in movimento ….abbiamo inoltre il fenomeno dell'interferenza della parola scritta all'interno dell'azione visiva del film. La parola, attraverso il filtro letterario, diventa immagine = elemento costitutivo del cinema italiano.

Il primo a fare del cinema l'oggetto di un proprio romanzo è Luigi Pirandello con i Quaderni di Serafino Gubbio Operatore.

La grande migrazione

Il primo cinema attinge alla letteratura come ad un grande serbatoio, ma anche la letteratura popolare trova nel cinema un modo per allargare il proprio bacino di utenza e consentire così di arrivare anche ad un pubblico analfabeta, praticando forme elementari di “bilinguismo”, promuovendo una conoscenza della lingua per immagini. Cinema = capacità narrative e rappresentative equivalenti alla letteratura.

Primi suoi obiettivi: intenzioni didattico-pedagogizzanti, diffusione della cultura  diffusione sullo schermo della neo costituita “biblioteca dell'italiano popolare”. Primo cinema di componente laica, socialisteggiante. Il cinema può servire a far brillare sullo schermo micce di spirito patriottico e contribuire ad una formazione rapida dell'identità nazionale, la sala cinematografica può divenire luogo privilegiato di trasmissione di uno spirito nazionalistico.

La cinematografia italiana cresce e si sviluppa con rapidità, letteratura e arti diventano aiutanti ad una piena legittimazione artistica e culturale del cinema. Nascita del Divismo = fenomeno di culto laico a diffusione universale. In Italia si auspica che il cinema si ponga a servizio della cultura: fra le prime trascrizioni cinematografiche abbiamo i Promessi Sposi…trascrizioni di romanzi di successo che producono da subito annunci di morte e paure per la letteratura e il teatro, cinema = elemento di rinnovamento.

Dal 1912-13 si comincia ad interrogarsi sul pericolo che il cinema possa uccidere il teatro. Il cinema si rivela come un’illustrazione dell’illustrazione, accessibile a tutti poiché chiunque è in grado di leggere le immagini. Nell’osservare l’“industria di celluloide” Renato Serra considera il cinema come uno dei veri sbocchi professionali.

Il cinema deve ancora inventare un proprio lessico specifico, una propria metrica, sintassi e agisce nell’immaginazione del letterato come sinonimo di movimento, emblema di modernità. All’interno di questo sistema giungono ben presto letterati sollecitati a cedere diritti delle loro opere o a collaborare in modo attivo, per ragioni puramente economiche: nasce una nuova figura di salariato intellettuale.

Testi capitali per la formazione dell’italiano: La Divina Commedia, I promessi Sposi, Cuore, Pinocchio andranno a toccare le strutture significanti della poetica di autori recenti come Pasolini, Fellini e Benigni. Esistono infatti influenze dirette ed indirette, reali e virtuali di...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Starsnstriped di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cultura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Martelli Matteo.
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