La relazione fra cinema e letteratura
Approcci di analisi
La relazione fra cinema e letteratura può essere analizzata attraverso due approcci:
Storico
Il rapporto di scambi a livello di testi, quali racconti letterari sono stati “trasposti” nel cinema e quale rapporto si instaura fra testo letterario di partenza e testo cinematografico di arrivo. Lo studio comparato di testi letterari e cinematografici si è concentrato sulla critica delle varianti, sull'elemento comune ai due media, il racconto. Quali sono i fattori che possono influenzare suddetto rapporto? Le relazioni intertestuali, il legame che tiene insieme un testo… quali trasposizioni cinematografiche sono passabili di un’analisi con il testo letterario e quali vanno considerati semplici riprese di temi e personaggi.
Matrice strutturalista
Analizzare in maniera comparata il funzionamento del dispositivo letterario e quello filmico osservandone le modalità e regole interne, cercando di ricavarne i principi generali. La letteratura descrive utilizzando segni convenzionali e arbitrari, mentre il cinema parte dalla stessa materia con cui ci confrontiamo nel “leggere” la realtà circostante.
Traduzioni intersemiotiche
Processo che, dato un libro, porta a riscriverlo in un linguaggio che utilizza una diversa sostanza espressiva, immagini fotografiche in movimento. Prima il cinema “ruba” dalla letteratura, poi è lei a rubare dal cinema (sceneggiatura), quindi entrambi sono inseriti in una rete intermediale, sono posti in relazione.
Origini
Il cinema nasce come fenomeno popolare o per meglio dire popolaresco, dai fratelli Lumière (inventori) convenzionalmente nel 1895. I primi successi sono le vedute, le gag, le ricostruzioni storiche (rappresentazioni della Passione di Cristo, testi shakespeariani, Divina Commedia...). Non solo i rappresentanti della letteratura “alta” formano i soggetti del cinema, come Pinocchio di Collodi rappresentato da Antamoro.
Il rapporto vero e proprio fra cinema e letteratura viene enfatizzato dal cinema italiano nel periodo muto. La letterarietà diventa un elemento caratterizzante. Il cinema italiano è borghese, e siccome il cinema dei primissimi tempi è un fenomeno da baraccone (volgare), si vanno a ricercare soggetti letterari e scrittori di fama per redarre soggetti originali e raggiungere un compromesso. Fra coloro che vengono interpellati a questo proposito abbiamo: Verga, Gozzano, Pirandello, D’Annunzio, i quali romanzi vengono portati nel cinema, ed il suo immaginario poetico influenza e condiziona pesantemente il cinema italiano degli anni '10.
In Italia nascono poi il divismo cinematografico e il colossal storico-mitologico; capolavoro nel 1914: Cabiria di Pastrone. L'atteggiamento che accomuna D'Annunzio e gli altri intellettuali è bivalente: - ragioni economiche, - cinema considerato come un’arte minore, pericolosa (secondo i Quaderni di Serafino Gubbio operatore). Inizialmente è l’impronta letteraria un punto di forza dell’industria cinematografica poi però essa diverrà un limite per le immense possibilità espressive del cinema.
Avanguardie e relazioni
Un caso particolare di relazione fra letteratura e cinema è quello rappresentato dalle avanguardie, che si accorgono in fretta della portata innovativa del nuovo mezzo e ne fanno uso per creare qualcosa di nuovo (Manifesto del Futurismo). Hollywood trae le proprie storie dalla letteratura di largo consumo, e siccome siamo entrati nel periodo del sonoro, si ha bisogno di figure capaci di elaborare dialoghi che intrattengano; grandi scrittori hanno sempre mantenuto un rapporto conflittuale con Hollywood ma anche proficuo.
Neorealismo e nuovi sviluppi
Di neorealismo si comincia a parlare nel 1943 con gli articoli dello scrittore Barbaro ed il film di Visconti Ossessione ispirato a Il postino suona sempre due volte. A capo della principale casa cinematografica italiana viene chiamato Cecchi, il quale pone le basi per la nascita dell’industria cinematografica, dando spazio a scrittori come Pirandello. Nel corso degli anni ’50 il rapporto fra cinema e letteratura subisce un radicale cambiamento: nasce il principio della “camera stylo”, cioè la pretesa per un autore cinematografico di potersi esprimere con la stessa libertà di cui godevano gli scrittori per quanto riguarda i temi e lo stile. Truffaut stigmatizza la formula “inventare senza tradire” = rispettare lo spirito delle opere letterarie, fare film con la stessa disinvoltura con cui gli scrittori scrivono libri e mantenere però rispetto per la natura del testo letterario.
Teoria dell'adattamento
Gli scrittori scoprono il cinema e vi si dedicano con crescente entusiasmo, alternano l’attività di letterati a quella di cineasti; in Italia lo stesso passo viene effettuato da Pasolini per cui però la letteratura rimarrà un interesse dominante (Decameron…). Da sempre il rapporto fra letteratura e cinema è corso su due binari paralleli: grandi autori dialogavano con autori letterari di pari grado, il cinema di genere invece attingeva dalla letteratura popolare.
Anni '60 e '70
Negli anni ’60 – ’70 il cinema di impegno civile di L. Sciascia...
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