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- sistema singolare (regole interne)

Queste nozioni vengono messe in discussione dalla doppia articolazione; per Pasolini ogni regista

deve creare la sua lingua, tramite inquadrature, i singoli oggetti, le immagini…

 cinema lingua che possiede una doppia articolazione.

Piano denotativo = informativo ; Piano connotativo = effetti di senso, espressività

Quindi il cinema ha elaborato una sorta di vocabolario autonomo, autoreferenziale di segnali; la

sua capacità di fissare modelli, stereotipi la desume dalla letteratura di genere.

Cinema di poesia =/ cinema di prosa: dibattito sulle capacità del cinema di andare oltre la pura

oggettività e di esprimere concetti astratti appartenenti al regno dell’invisibile (es: la fame).

METAFORA CINEMATOGRAFICA: realizzazione visiva della metafora verbale; la metafora filmica

quindi, per essere colta, deve essere traducibile in parole, quella letteraria in immagini.

P.P. Pasolini scrive nel ’65 Cinema di poesia, che raccoglie le considerazioni di Ejchenbaum

(riguardanti le differenze fra i modi della poesia e della prosa nel film e nel testo scritto).

=/ Cinema di prosa = Charlie Chaplin, John Ford, coloro che narrano in modo lineare e frontale

una storia, rispettando l’intelligibilità del soggetto.

Cinema e letteratura oltre che forme di arte, sono mezzi di comunicazione di massa, nodi di una

rete di apparati grazie ai quali circolano immagini, idee, sentimenti ….

Es: trasposizione di alcune novelle dell’opera di Boccaccio nel Decameron di PPP  manifesto

dell’ascesa della classe borghese (che si profila come una contraddizione, P. critica la borghesia)

QUINDI:

Il cinema per esprimersi ha bisogno di una lingua: la lingua delle immagini (differente da quella

letteraria con cui comunque ha dei punti di contatto);

Cinema possiede una natura intrinsecamente multimediale (fattori di natura eterogenea)

3. SCENEGGIATURA E ADATTAMENTO

Le sceneggiature cinematografiche sono costituite con uno scopo preciso: fornire una base alla

lavorazione del film. Esse sono caratterizzate da una natura ambigua, sono a metà strada fra

un’opera teatrale e un romanzo.

Pasolini giunge a due conclusioni:

1) letteratura elabora forme specifiche in funzione del cinema;

2) la sceneggiatura è una struttura strana, di passaggio, che non è libro ne cinematografica

“audiovisiva” (ibrido fra le 2 cose)

SCENEGGIATURA E TRASCRIZIONE: ELEMENTI COMUNI

Film e romanzo hanno degli elementi comuni, e possono essere collegati da alcuni fenomeni

funzionali all’uno ma che rientrano nel territorio dell’altro.

- storia : successione degli eventi;

- personaggi: azioni di determinati individui;

- dialoghi: componente verbale, dialogo parlato, voice over screen (discorso

indiretto/discorso diretto cinematografico = parole che escono dalla bocca dei personaggi,

di matrice teatrale);

- didascalie, cartelli, sottotitoli: soprattutto prima dell’invenzione del sonoro la componente

verbale del film era affidata alle didascalie, inserzioni letterarie all’interno della narrazione,

anche nei film parlati possiamo avere queste componenti che ci indicano un passaggio di

luogo, tempo.

Questo espediente fa convivere la dimensione cinematografica con la sua dimensione

letteraria.

 effetto straniante: la normale percezione del film viene alterata dal testo letterario.

In Italia, onde evitare questo effetto, più che ai sottotitoli si ricorre al metodo del doppiaggio.

Ciò che viene chiamato “soggetto” all’interno di un film è il testo da cui si possono desumere le

origini dello stesso: se il film è tratto da un’opera letteraria il soggetto sarà l’opera letteraria stessa.

Il “trattamento” è il copione che precede la fase della sceneggiatura.

La “sinossi” invece è l’esposizione sintetica e sistematica del film.

La “sceneggiatura” è invece quel testo letterario che comprende la suddivisione della trama in

scene, dialoghi ( che non differiscono molto dal comune discorso diretto del racconto), esposti in

maniera più schematica.

Distinzione: sceneggiatura “vera e propria” e “desunta” (trascrizione) = la prima è il testo al servizio

del regista, la seconda coincide con il film, lavoro di trascrizione.

Elementi della trascrizione: indicazione condizioni ambientali, luogo, dati spazio-temporali, numero

inquadratura, componente sonora (dialogo)… -> tradurre in immagini una lingua verbale.

ADATTAMENTO E TRADUZIONE

Le sceneggiature tratte da libri si chiamano “adattamenti” (rielaborazioni di opere letterarie in vista

di una loro rappresentazione scenica); se il confronto investe libro e film si parla invece di

“traduzione”.

Abbiamo 3 tipologie di approccio ad un testo letterario per il suo adattamento:

1. prendere il romanzo , mantenerne alcuni elementi e lasciare che il film segua la sua strada

liberamente – “non schema” (es. Apocalypse now);

2. Citazione problematica: del testo originale rimane praticamente solo il titolo (es: ladro di

orchidee),

oppure trasporre cinematograficamente un testo cogliendone solo alcuni momenti chiave,

opere “tratte da”…

3. Obiettivo della fedeltà assoluta, possibile solo nel caso in cui un romanzo nasca in

contemporanea ad un film.

Come si può passare da un sistema di segni linguistici ad un sistema di segni non linguistici quale

il cinema?

Si tratta di compiere una serie di equivalenze fra oggetti diversi: da qui si è arrivati a definire il

concetto di ISOTOPIA = linee di coerenza testuali che consentono di collegare un film ad un libro.

Sono di diversi tipi:

- Tematiche: questioni di fondo di cui si occupano libro e film;

- Figuarative: dati oggettivi che riguardano l’identità dei personaggi, le loro azioni..;

- Patemiche: cambiamenti caratteriali ed emotivi che subiscono i personaggi nel corso del

racconto.

REMAKE = film “tratto” da un film, due testi fatti della stessa sostanza.

Perché ci sono differenze fra libro e film?

- Sottrazioni: assenza di qualche elemento, personaggio o situazione del film rispetto al

romanzo;

- Aggiunte: applicazione di scene o personaggi al film che non compaiono nel testo letterario;

La dinamica di trasposizione è estremamente mobile e complessa.

“Espansione”: a metà strada fra l’aggiunta e la rielaborazione.

Esempio di dinamiche intrecciate e del meccanismo di traduzione: film di Kubrick e romanzo di

Nabokov.

Adattamento secondo Thierry Groensteen: <<processo di traslazione con cui si crea un’opera

finale da una iniziale>> le cui materie d’espressione utilizzate sono differenti; << reincarnazione di

un’opera in un media diverso da quello che offriva originariamente supporto>>.

La traslazione da un medium all’altro è accompagnata da elementi che fungono da mediatori.

Limiti lettura comparata: ogni opera va considerata nel suo ambito di competenza, ma solitamente

si evince sempre la superiorità del romanzo rispetto al film.

Ogni indagine comparata tra un film e romanzo chiama in causa la dialettica stessa fra cinema e

letteratura.

QUINDI:

• Quasi sempre il cinema presuppone un testo letterario di partenza, la sceneggiatura;

• Sul piano dell’analisi comparata è interessante analizzare quel testo di passaggio che è

l’adattamento di un romanzo preesistente;

• Film e romanzo devono sempre confrontarsi con un testo di riferimento (relazioni

intertestual).

4. ELEMENTI E STRUMENTI DEL RACCONTO

All’inizio degli anni ’60 si è sviluppata in Francia una serie di studi che adottavano un metodo

strutturalista per indagare la narrazione in se’.

Il racconto possiede una propria autonomia, per poter essere trasportato da un mezzo all’altro e la

narrazione è determinata dal racconto o storia.

La narratologia si occupa di: cosa significa raccontare una storia e quali siano le sue componenti e

forme del discorso, cosa si narra e come.

1)Storia = contenuto del racconto, categoria astratta che contiene gli elementi che possono

rimanere invariati in un film o libro, ciò che accomuna i due testi;

2)Eventi = azioni e avvenimenti che compaiono all’interno di una storia, legati da un ordine, una

successione, selezione e gerarchia, in ordine cronologico o meno.

- Analessi & prolessi: flashback e flashforward

- Storia e plot: fatti e intreccio, trama (creazione di reticoli di senso).

Quando il cinema comincia a muoversi grazie al montaggio e a sviluppare un’autonomia narrativa

che gli consentirà di narrare storie estremamente complesse, la preoccupazione è quella di

seguire il personaggio.

-Ellissi: durata della narrazione

3)Temporalità del cinema = durata e tutte le sue tipologie (si ricollegano all’ellissi).

4) Profilo spaziale = richiede da parte del lettore una cooperazione ben maggiore, egli infatti si

crea uno spazio immaginario; lo spettatore percepisce uno spazio unitario…

…per entrambi (scrittore e regista) è una questione di stile, ma in letteratura l’effetto è dato tramite

l’espressività, mentre nel cinema attraverso un rapporto fra location e macchina da presa.

5) Personaggi = funzione della storia

Barthes reintroduce il problema del personaggio: non è importante solo quello che i personaggi

fanno ma anche come sono tratteggiati; abbiamo il personaggio a tutto tondo e quello di superficie,

ovvero quello psicologicamente complesso e quello elementare (che si distinguono in base ai tratti

concessi loro dall’autore).

6) Discorso = espressione di una storia: periodi, parole, inquadrature ordinati in un intreccio.

7) Autore e narratore = autore può esser un gruppo di persone (spesso in un film) un numero

incalcolabile di persone (Bibbia), l’autore di un testo è colui che lo pone in essere; il narratore è

invece colui che concretamente al suo interno ne forma gli enunciati.

Si possono distinguere le due figure tramite l’analisi del punto di vista.

8) Punto di vista = punto fisico dal quale si osserva qualcosa, opinione di qualcuno, interesse di

qualcuno; in campo letterario per stabilirne i confini bisogna distinguere fra i diversi tipi di enunciati,

differenziandoli in base alla persona a cui possono essere attribuiti.

Nel cinema è basato sul rapporto che si instaura fra le tipologie di inquadrature che riproducono il

punto di vista del personaggio (soggettive) o che provengono da un narratore esterno.

Il punto di vista possiamo coglierlo anche tramite la componente sonora (che si affianca a quella

visiva), abbiamo quindi processi di auricularizzazione e ocularizzazione.

La base di partenza può essere quella narratologica, per capire se un film adotta lo stesso punto di

vista del romanzo da cui è tratto.

QUINDI:

• Sia cinema che letteratura raccontano delle storie, influenzate in modo differente dai mezzi

dei diversi sistemi espressivi;


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture straniere
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Starsnstriped di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cultura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Martelli Matteo.

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