Sul giornalismo
Di Joseph Pulitzer
1° saggio: “Scuola di giornalismo alla Columbia University”
Pubblicato per la prima volta su “The north American Review” maggio 1904
Il direttore di The north American Review chiede a Pulitzer di rispondere a un
articolo apparso sulle sue pagine dove veniva criticata la scuola di giornlaismo
per cui Pulitzer aveva istituito un fondo presso la Columbia.
Obiezioni alle quali Pulitzer risponde:
1) un vero uomo di giornale deve essere un giornalista nato, non diventato.
Risposta:
Se Shakespeare era un genio nato perché allora non ha scritto Amleto
molto prima? (essa è solo la diciannovesima). Si tende a credere che il
grande generale, ancor più del giornalista, sia un militare nato, non
diventato. Annibale, il più grande in assoluto, considerato genio militare
nato fu allievo di Amilcare suo padre, il più valente soldato della sua epoca.
Anch’egli ricevette quindi un’istruzione.
2) l’istinto per le notizie deve essere innato.
Risposta:
Certamente, ma anche in presenza di un grande talento senza il vaglio di
un giudizio assennato, frutto di esperienza e preparazione, i risultati
potrebbero portare più guai giudiziari che altro. In primo piano vi devono
sempre essere accuratezza e responsabilità.
3) la formazione di un giornalista è possibile solo attraverso una effettiva
frequentazione della redazione.
Risposta:
Nessuno in una redazione ha il tempo e la voglia di insegnare a un reporter
alle prime armi ciò che già dovrebbe sapere ancora prima di metter mano
persino alla più umile incombenza giornalistica.
4) sebbene l’istruzione universitaria sia auspicabile, tutto ciò che serve
viene già insegnato nelle università esistenti.
Risposta:
Lo studente di giornalismo può trovare un corso utile presso la facoltà di
legge, scienze politiche, letteratura… l’obiettivo della scuola di giornalismo
sarà esplorare l’offerta generale volta a capire ogni possibile percorso di
carriera o attività, per selezionare e concentrarsi esclusivamente su ciò
che seve ai giornalisti ed evitare di perdere tempo.
5) una scuola di giornalismo creerebbe delle gerarchie entro la
professione
risposta:
I giornalisti non fanno mai squadra, se invece i futuri giornalisti uscissero
dalla stessa università e si ritrovassero negli stessi locali finirebbero per
sviluppare un orgoglio di categoria che permetterebbe loro di lavorare di
concerto al servizio del bene pubblico. Se esistesse tale spirito di corpo,
nessun giornalista che si fosse degradato avrebbe il coraggio di guardare
in faccia i suoi colleghi. Non c’è nulla da temere in una distinzione fondata
sulla superiorità morale e mentale, sull’istruzione e conoscenza.
6) una scuola di giornalismo è già stata tentata e ha fallito
risposta:
Non vi sono state vere scuole, ma corsi presso college tenuti da
gentiluomini che hanno espresso le loro opinioni circa tale professione.
Alcuni hanno parlato solo dei fattori economici e mai dell’etica. La scuola
di Londra era rivolta a studenti di tutte e le età e solo 10 ragazzi.
7) non si troveranno insegnanti competenti.
Risposta:
Gli isegnanti dovrebbero anche essere giornalisti di grande esperienza. La
speranza di Pulitzer è che l’intera categoria veda in tutto ciò un appello al
proprio onore e all’orgoglio professionale.
8) alcune cose non possono essere insegnate da una scuola di giornalismo
risposta:
cose come immaginazione, spirito di iniziativa, entusiasmo, umorismo,
non possono essere insegnate. Eppure se coltivate nell’atmosfera del corso
proposto, non uscirebbero sviluppate e rafforzate?. L’istruzione è &
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