LE TEORIE DELLA CRITICA LETTERARIA
Metodi = ipotesi di lavoro da verificare i metodi nuovi soppiantano i precedenti, ma devono
non
essere tenuti in considerazione (non come regole fisse, ma tenuti presenti)
I nostri antenati
La critica è sempre stata oggetto di obiezioni quando è applicata all’arte e alla poesia: queste derivano
da un criterio di bellezza che sfugge al ragionamento, è impossibile cercarne una spiegazione. Da
questo presupposto
l’arte può risultarne sminuita, in quanto vista come “senza ragione”
- l’arte viene elevata ad un livello superiore (la dell’arte), il (oltre il limite) e
sacralità sublime
- non vi è ragione di applicarvi la critica
accenna a entrambe le possibilità
Platone Nella è contro le imitazioni, le favole false dei poeti
Repubblica
- In (un dialogo) paragona la poesia a un (manìa) da cui si è invasi o no e
Jone sacro furore
- assimila il poeta a un essere divino; l’ascoltatore è travolto dal sublime
Nel corso del tempo (500. 700, sentimentalismo romantico 800, oggi…) permane la concezione di arte
ed è malvista la critica che
sublime, giudica e separa.
Storia del Trattato
Il Trattato è un’attività critica che lavora sui testi per la costruzione di un modello che deve essere
ogni buona critica deve tener conto delle precedenti esperienze.
aperto: è il primo ad utilizzare questa forma di critica: nella “Poetica” considera la letteratura come
Aristotele
un modo di rappresentazione, una forma di imitazione. Individua altri generi, oltre a quelli già
identificati da Platone, classificati in base ai modi, ai mezzi (versi o prosa) e agli oggetti (persone
nobili o meno) coinvolti. Obiettivo del trattato è spiegare come dev’essere un opera per riuscire
per comunicare con il pubblico; il trattato detta un modello per il futuro e un metro di
perfetta,
giudizio per ciò che già esiste.
L’ideale di bellezza è legato all’unità dell’opera, all’armonia. E l’effetto sul destinatario non è una
mania, come per Platone, ma una i sentimenti che scaturiscono sono mediati dalla presa di
catarsi:
coscienza dello spettatore.
“Arte Poetica”, riprende le teorie di Aristotele rendendole più in forma di consiglio che non di
Orazio
norma; crea una serie di suggerimenti su come dovrebbe essere uno scritto (1 tema – tono confacente
– personaggi tradizionali mantenuti tali – personaggi costanti – conveniente – equilibrato – non
contraddittorio)
‘500: i trattatisti del ‘500, seguaci di Aristotele, al contrario di Orazio, ne esagerano alcuni aspetti
(criterio di unità, catarsi) e, grazie ad una profonda analisi si allarga la ricerca sui generi.
adotta la logica della integrandola con il ragionevole; esalta
Ludovico Castelvetro: verosimiglianza
l’autocoscienza (polemica con il furore)
(condannato x eresia) polemica contro le regole e classificazioni, inapplicabili alla
Giordano Bruno:
poesia
‘600: i trattatisti spiegano che l’imitazione dei grandi autori va intesa come emulazione del loro genio,
e non come pura imitazione ( acutezza): Baltasar Gracian, Emanuele Tesauro (barocchi) cercano di
attirare l’attenzione del destinatario e sorprenderlo aggiungendo alla verosimiglianza la capacità di
insaporire con invenzioni novità ( maraviglia)
Tuttavia, vi è un ritorno ai classici con Nicolas Boileau che recupera Orazio con il suo equilibrio,
naturalezza ed armonia, anche per conquistare il piacere del pubblico.
‘700: il trattato (Gianvincenzo Gravina) fa ancora riferimento ad una regola razionale, ai classici e alla
chiarezza, ma i modelli devono essere riadattati ai gusti moderni. Si accenna all’interpretazione
(Lessing), un lavoro critico che serve per scoprire il vero delle letture; il critico deve individuare
senso
il valore dell’opera
Il forma di critica che rende il testo più comprensibile, più diffondibile. E’ una pratica
Commento:
pluralista (commenti di vario tipo e da varie fonti, es. commento filologico per ritornare a un testo
originale) che semplifica l’opera. Necessita di arte
corretto, un’interpretazione Ermeneutica:
dell’interpretazione.
Nel Medioevo l’interpretazione diventa molto importante perché legata alla diffusione delle Sacre
Scritture (accederne al senso mistico) ed è molto controllata dalle autorità ecclesiastiche.
Interpretazione non significa ridurre i significati a quelli più ovvi, ma spiegare meglio per far emergere
altri significati nascosti. Se ne possono individuare 4 secondo la dottrina del 4 sensi:
Letterale ciò che i fatti narrano
- Allegorico la verità a cui i fatti rimandano
- Morale ordini e consigli che si possono ricavare per le nostre azioni
- 1
Anagogico proiezione nella prospettiva della storia della salvezza, legato alla vita
- eterna
include nel Convivio un autocommento a margine per renderlo più fruibile: spiegando il senso
Dante
letterale per arrivare a quello allegorico, si ottiene un ampliamento delle conoscenze (arricchimento
culturale)
C’è sempre il rischio però di un’interpretazione troppo arbitraria.
divide “verità” e “senso” (senso letterale): il senso può essere stabilito (con criteri
Benedetto Spinoza:
filologici), ma la prima è soggettiva (teoria rivolta verso le imposizioni interpretative della Chiesa)
Anche Diderot (700) scrive che la verità non è allo stesso livello del senso (Lettera ai sordomuti);
bisogna cogliere lo spirito di uno scritto.
700/800 Schleiermacher: Ermeneutica romantica (psicologica) interpretazione dell’autore, delle
sue caratteristiche psicologiche.
Critica militante
Mentre nel passato la Critica aveva principalmente una funzione emendatrice (Orazio critico è
il
giudice severo che i malvagi [Aristarco] Boileau consigli e rimproveri, con toni più
depenna -700
aspri; nessun modello viene preso in assoluto, neanche i nel 700, grazie all’introduzione di
grandi)
nuovi strumenti (giornali e riviste) si assiste anche a un cambiamento.
Il nuovo critico (militante) non si pone ne prima dell’opera (trattatista) ne dopo (commentatore); ma
interagisce con i testi sia rimanendo fuori dalla scena (Addison) sia prendendone posizione come nel
caso di due periodici italiani
(‘700 inglese) rivolto a un vasto pubblico (letteratura trattata in maniera
The Spectator
- accattivante)
“La Frusta” (Giuseppe Baretti) giudica severamente (Aristarco Scannabue), richiamando il
- buon gusto e il buon senso
“Il Caffè” (Pietro e Alessandro Verri, Cesare Beccaria ) Sia il titolo, sia l'impostazione del
- periodico erano nuovi nella tradizione italiana. Il titolo prendeva ad esempio i periodici inglesi
di Addison e serviva a presentare la rivista come punto di raccolta delle discussioni che si
tenevano in un caffè, gestito dal greco Demetrio, che era divenuto un luogo d'incontro per
dibattere di argomenti politici e sociali. L'impostazione era completamente diversa dalle riviste
dell'epoca più che altro legate a interessi eruditi o ad espressione delle varie Accademie. Fa
parte di un progetto di risveglio culturale; contestata l’autorità dei precetti formali; non
bisogna fermarsi su un piccolo difetto ma valutare l’effetto d’insieme dell’opera.
Dibattito sul gusto
(Regola c’è una gran varietà di gusti e la bellezza non è una qualità intrinseca
David Hume del Gusto):
dell’oggetto ma risiede nella mente di chi lo guarda; ognuno percepisce una bellezza diversa, anche se
di base vi è una struttura mentale che a provare piacere per determinate cose
predispone
Per le differenze dei giudizi sono differenze di grado che dipendono dalle doti naturali e
Burke,
dall’esercizio. (Critica giudicare bello qualcosa significa accorgersi che è in accordo con
Immanuel Kant del giudizio)
le nostre facoltà conoscitive; il giudizio rimanda quindi a un senso comune si può sperare nel
consenso degli altri. Sul gusto non si può disputare ma contendere.
Il gusto buono è quello disinteressato, universale, senza scopo, su cui tutti devono essere d’accordo
necessariamente, senza caratteri concretamente sensibili. Il giudizio estetico nasce dall’armonia tra
immaginazione e intelletto (aumento di carica vitale). Aumenta il senso dell’arte: la poesia è
l’esposizione di un concetto cui si accumulano molte altre idee con il risultato di fortificare l’anima.
Con l’età moderna nasce la necessità di una della loro
comprensione storica dei testi letterari,
evoluzione. La storia influenza i testi che si sviluppano a fasi, come la vita umana. La poesia
rappresenta una fase iniziale, conoscitiva. La storia può influenzare il giudizio del critico in vari sensi,
dal rifiuto alla totale accettazione delle opere.
(Scienza la storia influenza i testi; il loro sviluppo è come quello delle fasi
Gianbattista Vico nuova)
della vita umana (porgimenti, la letteratura – poesia è nella fase
progressi, stati, decadenze e fini);
iniziale, quindi ha valore conoscitivo e sociale
La considerazione storica come influenza il giudizio di valore? Modi diversi, dal rifiuto all’assoluzione
la storia serve a giustificare i limiti storici dei grandi del passato, pone quindi un distacco
Bettinelli:
con la storia la considerazione storica porta tolleranza e giustificazione verso le opere
Hohann Gottfried Herder:
passate, perché bisogna considerare l’apporto di valori del passato.
La storia è distaccata dalla critica? In realtà, anche se si dichiara distaccata dal materiale, l’arte è
spesso approfondimento di Bertold Brecht
interessata
LA CRITICA MODERNA TRA STORIA, SCIENZA ED ESTETICA
2
Il movimento romantico del 700/800 porta a un cambiamento nella concezione di letteratura e, di
conseguenza, per la critica.
La nozione classica di “imitazione” è superata: l’artista non deve riprodurre il mondo esterno, ma
esprimere quello si rifiutano le regole, il risultato dipende solo dal genio di chi crea.
interiore;
La critica non può più giudicare esternamente ma deve nell’opera e contribuire ai suoi effetti.
entrare
Il tentativo di confrontarsi con la costituzione profonda del testo da inizio alla modernità.
(Sulla tra antico e moderno perché si
Friedrich Schiller poesia ingenua e sentimentale): discontinuità
prende distanza dalla natura. Prima si poteva rappresentare subito la natura perché le si viveva
“insieme” ora invece va ricercata. C’è una scissione tra reale e ideale che porta un arricchimento dato
che si opera sui due diversi livelli. Individua tre differenti generi a seconda del rapporto tra ideale e
reale: (in contrasto), (alternati), (in accordo).
Satira Elegia Idillio
Lo stato d’animo dei moderni è in movimento e teso, rispetto alla serenità degli antichi.
Diverse opinioni sulla critica: è solo soggetto dell’emotività percepita o anche parte attiva di giudizio?
E, in questo caso, giudica solo l’emozioni o anche altri aspetti?
storicismo tollerante
- e attenuazione della discontinuità antico/moderno; Goethe mantiene
Herder Johann Worfgang Goethe:
la nozione classica di imitazione della natura ma la critica per esser produttiva deve interrogarsi sulle
ragioni dell’autore, cercare l’essenza delle cose
contrapposizione tra classicismo e romanticismo
- il romanticismo è un mix di elementi contraddittori e sempre in
Schlegel (August Wilhelm e Friedrich):
divenire; l’unità dei classici è sostituita dalla mescolanza e dall’antitesi. I momenti di riflessione che ci
sono nella poesia ne producono i continui cambiamenti e la critica deve scavare in queste riflessioni
per cercare il senso non immediato. Il critico deve esser capace di coglier al volo il senso generale
dell’opera e contemporaneamente di procedere ad un’attenta analisi dei particolari (partecipazione e
fino a comprendere l’opera meglio dell’autore.
giudizio) critica = prolungamento produttivo dell’opera, significa far proprie le
Novalis (von Hardenberg)
riflessioni dell’opera e semplificarle; non vi è giudizio
Seconda metà 800, dopo la Restaurazione, vi sono meno innovazioni teoriche nella critica
Permane il Romanticismo inteso nel senso di “sentimento traboccante”, quindi se prevale il patetico, la
critica ha poco spazio.
Samuel Coleridge mantiene lo spunto teorico dei romantici: Il genio non è nulla di trascendentale, ma
è l’unione del poeta e del filosofo, un unione che genera elementi che ravvivano il lettore
Shelley: + Platonico, verso il carattere istintivo della poesia
Madame De Stael: privilegia l’aspetto affettivo
In Italia, l’orgoglio nazionale tiene lontani gli autori nazionali dall’imitazione degli stranieri, per cui il
Romanticismo si diffonde con limiti.
e entrambi giudicano l’effetto della poesia.
Alessandro Manzoni Giacomo Leopardi:
-
Manzoni per giustificare l’impiego della realtà storica che colpisce maggiormente. L’artista è libero
nelle sue scelte, deve solo mantenere il soggetto; le passioni vengono sollevate per vedere come la
forza morale possa calmarle (catarsi). Mantiene l’unità dell’azione.
Leopardi valuta la poesia secondo la capacità di suscitare interesse; è per le passioni forte e durevoli;
non unità ma movimento e contrasto
Nell’ottica della la critica prendere in considerazione anche il momento temporale in cui
partecipazione
l’opera è stata prodotta (fattori geografico, sociale) anche per ricreare una coscienza unitaria dopo le
lotte per l’indipendenza.
è necessario spiegare le cause della decadenza della letteratura e presentare un giudizio
Ugo Foscolo:
determinato sugli autori; serve una linea storica che metta ordine nei fatti, non una storiografia
puramente compilativa.
Anche sostiene l’obbligatorietà di un decorso. L’arte è una fase nella vita dello spirito umano,
Hegel
destinata a morire lasciando il posto a religione e filosofia per un naturale suo decorso. Lo sviluppo
dell’arte è in 3 fasi a seconda del rapporto tra forma e contenuto: fase iniziale (contenuto grezzo)
centrale (armonia tra forma e contenuto) finale (prevalere del contenuto romanticismo); poiché la
mente vince sulla concretezza storica, l’arte non ha scampo.
(Storia rifiuta tutte le soluzioni precedenti. Propone di
Francesco De Sanctis: della Letteratura Italiana)
unire le tendenze e non è la storia che si adatta allo sviluppo dell’idea, ma l’idea
ideale reale (storica);
che si sviluppa secondo le condizioni poste dalla storia. Al centro c’è il problema del cambiamento
culturale e dell’elaborazione di una nuova cultura. L’arte è un fatto sociale. La storia e la vita sociale
non giustificano però i difetti. Il critico dimostra di capire la genesi dell’opera se la giudica secondo un
risultato ideale (organicità forma/contenuto) 3
Con l’influsso della componente storia, il giudizio del critico è raramente soddisfacente: forma e
contenuto non sono mai ben dosati
La personalità dell’autore rappresenta sia lo sviluppo culturale che quello delle tecniche letterarie; a
seconda del ruolo che prevale abbiamo:
l’uomo: contenuto grezzo - l’ artista: armonia applicata dall’esterno
- l’ artefice: prevale la forma
- poeta: alto contenuto sviluppato secondo l’essenza dello scrittore (ciò che sviluppa il
- contenuto non è solo il sentimento)
L’entusiasmo per gli autori si traduce in uno stile di scrittura vivace; rende addirittura reale l’autore
facendolo dialogare con l’epoca attuale. Utilizza metafore per rendere il giudizio più forte; i giudizi
sono sempre legati a un certo gusto.
Punti di forza della sua storia letteraria: espone le linee dell’evoluzione in ordine cronologico e nel loro
intreccio; riesce a richiamare la storia sociale collegandola alla valutazione dei testi
Critica Russa collega la lettura dei testi con il livello generale della situazione sociale e storica. I
Vissarion Belinskij
testi sono sempre immersi nella vita pubblica; l’arte esprime la società e la rappresenta fedelmente
(anticipazione del realismo)
successore di Belinski, politicità del testo; l’autore non deve necessariamente dare la
Dubroljubuv:
soluzione del problema che espone.
800: sindrome scientifica
Varie ricerche di stampo scientifico su autori, su fonti, su analisi di varianti e correzioni portano molti
validi risultati, anche per quanto riguarda la critica e la storiografia letteraria
(naturalismo: corrente letteraria basata sul pensiero positivista che applica i
Taine: (Filosofia dell’arte)
metodi utilizzati nelle scienze naturali anche nelle realtà psicologica e sociale) metodo sistematizzato:
le opere sono fatti sulle cui cause indagare; la prima mossa è la contestualizzazione storica per
mettere l’opera in relazione ad altre opere dell’artista, di quella scuola, del tempo.
Un’epoca è un tutto che genera un determinato tipo umano che ha un carattere dominante; ma questo
è la sola regola dietro i grandi artisti o è un modello che si può copiare? Non bisogna solo ricondurre i
fatti verso le cause, altrimenti non servirebbe più il giudizio.
Il giudizio è nel fatto che alcuni caratteri sono più notevoli / dominanti di altri e si misurano con:
l’importanza: l’invariabilità del c
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