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Primo Novecento: periodo di transizione – si passa dal modello scientifico (ricerca dei dati)

all’impressionismo / estetismo.

La conoscenza è fondamentale ma lo scopo è aiutare a comprendere e apprezzare.

STILE: critica applicata al linguaggio

Reazioni a Croce

segue le impressioni ma ricerca anche i dati (per lui non è in contrasto: le impressioni

Renato Serra:

sono comunque dati); escluso il giudizio, resta solo una lettura per non prevaricare l’opera (usa anche

molte citazioni dirette). Metro di valore: l’incanto; la felicità è il risultato dell’opera e la sensazione che

procura (anche qui, la sobrietà felice dei classici)

il giudizio è essenziale anche se drastico. Il rifiuto si esprime tramite l’esagerazione

Giovanni Boine:

della personalizzazione del discorso: meno si parla dell’opera, meno questa vale.

Metro di valore: il Nel poeta si cerca l’uomo e i suoi travagli

grande.

Mentre per Serra c’è il magico incantesimo, per Boine la presa del testo procura una scossa.

fisiologia della critica

Thibaudet:

professionelle: accademica (guarda al passato) o giornalistica (studia il presente)

- parleé: base della giornalistica

- d’artiste

-

servono competenze diverse ma le varie tipologie devono essere in relazione e correggersi a vicenda

(eclettismo)

Interiorità dell’autore. Sminuisce l’importanza della biografia. Introduce significante e

Valery:

significato (suono e senso); non esiste il vero significato di un testo.

la poesià contiene già un lavoro critico (selezione e giudizio); strumenti del critico: analisi

Eliot:

(tecnica dell’opera) e confronto (con gli altri testi – prospettiva storica)

Virginia Wolf: rivendica una ruolo femminile per la critica, campo in cui le donne hanno meno

possibilità; considera le biografie, l’immaginazione, le metafore; il critico è un aiuto per chiarire al

lettore le impressioni della lettura. Sostiene il giudizio severo

LE GRANDI TENDENZE METODOLOGICHE DEL NOVECENTO

La critica formal-strutturalista, la critica marxista e quella psicoanalitica si basano su discipline esterne

al campo letterario; si pongono nuovi tipi di interrogativi; sono superate le vecchie abitudini

interpretative. Nessun metodo ha prevalso sugli altri, ognuno ha mostrato punti deboli che hanno

portato a una 4° tendenza anti-metodologica (ermeneutica)

LA LINGUISTICA

Nel ‘900 la linguistica ha iniziato ad essere di supporto per la critica.

spiega tre distinzioni

De Saussure

1) Significante (supporto materiale, fonologia) e significato (contenuto mentale)

2) Langue (sistema della lingua) e Parole (messaggio, esecuzione individuale)

3) Sincronia (stato della lingua in un momento) e diacronia (processi di cambiamento e

mutazione)

aggiunge la distinzione tra Espressione (il significante) e Contenuto (il significato);

Hjelmslev:

entrambi dotati di una forma e una sostanza. Questo schema è utile per capire la complessità del

linguaggio letterario.La linguistica porta a una mentalità scientifico-analitica. Nasce una critica che

utilizza tali schemi e grafici per classificare elementi e trovarne relazioni.

La linguistica venne utilizzata come:

strumento per l’interpretazione

- metodo per ricostruire le regole del linguaggio

-

Lo STILE in passato era un modello di scrittura canonizzato dalla retorica; ora riguarda invece l’aspetto

individuale dell’opera (la è l’insieme di tratti linguistici che contraddistingue l’autore.

parole):

La Critica Stilistica determina tali caratteristiche

c’è un rapporto tra lo stato interiore e gli elementi del linguaggio; l’emozione porta all’utilizzo

Spitzer:

di un linguaggio diverso dal normale. Il critico deve riconoscere questa diversità espressiva (Spia dello

Stile) e, partendo da essa, risalire alla sua origine. Dall’impressione all’analisi alla verifica; quindi

si passa dal particolare al generale e viceversa (circolo filologico)

La critica stilistica non può assolvere tutti i compiti della critica; ciò porta alla separazione tra critica e

stilistica o alla limitazione dell’analisi stilistica a cui può seguire la critica impressionista-estetica.

Gli scostamenti dallo standard non sono facilmente verificabili; i criteri utilizzati per identificarli sono

ipotetici Critica delle varianti: le scelte sono rappresentate dalle correzioni apportate dagli

Gianfranco Contini

autori 6

Per Spitzer, dallo stile si può anche risalire alla tendenza dell’epoca. Teoria ripresa da nella

Auerbach

sua che è una ricerca sull’evolversi della rappresentazione della realtà. Lavora su campioni.

Mimesis

Seleziona dei brani campione che contengono tutti gli elementi tipici.

Confronta diverse soluzioni stilistiche, intendendo lo stile come canone di scrittura preesistente

all’opera. Ogni testo prende posizione rispetto ai livelli stilistici dell’epoca.

Stilistica storicizzante: il testo è comprensibile e giudicabile secondo i parametri della propria epoca

studia le ambiguità che sfruttano i vari significati depositati nella lingua considerando

William Empson

sia la critica individuale che la convenzione collettiva.

Negli USA, si parla di con Tate e Brooks che sponsorizzano il e

New Criticism, close reading

l’esplorazione dell’obliquità del testo Studiano il linguaggio poetico più che la storicità.

I circoli formalisti russi furono i primi ad operare per scoprire le proprietà del linguaggio letterario.

L’innovazione linguistica è parte fondamentale del testo letterario.

nozione di bisogna risvegliare la capacità di vedere le cose (vista offuscata

Sklovskij: straniamento:

dall’abitudine) ponendosi in una nuova prospettiva che crei sorpresa. L’arista ha il compito di

combattere l’automatismo.

Lo scarto diventa lo scostamento dalla letterarietà (testi di letteratura); si distingue perciò un

linguaggio

pratico: serve per realizzare i vari scopi della vita

- letterario: la parola è fine a se stessa, non ha obblighi comunicativi, può adornarsi come vuole

-

Gli scarti principalmente utilizzati sono la rima, il ritmo (per la poesia) e l’intreccio (per la narrativa)

studio sul ritmo

Osip Brik:

individua vari schemi per l’intreccio: a gradini, ad anello o con intrecci paralleli

Sklovskij

Viene privilegiato l’aspetto tecnico con l’intento di mettere in evidenza come è stata formata l’opera

La critica formalista si pone il compito di valutare come è fatto un testo, come funzionano i

meccanismi letterari.

Vladimir Propp: individua delle funzioni (atto del personaggio ben distinto nella sua azione) costanti

nelle fiabe.

Per però la letteratura non è così lineare come le fiabe.

Sklovskij

amplia il significato di sistematicità (sia l’opera sia la letteratura sono sistemi): l’evoluzione

Tynjanov:

letteraria è il susseguirsi di tali sistemi

La funzione varia a secondo del sistema; distingue autofunzione (funzione che assume un elemento

passando da un opera all’altra nella tradizione letteraria) e co-funzione (data dal rapporto con gli altri

elementi dell’opera-sistema). La funzione è soggetta a mutamento dinamicità della forma

La nozione di “sistema” e “funzione” vengono ulteriormente approfonditi negli anni ’30 dai letterati del

Circolo Linguistico di Praga, tra cui e confluiranno poi nello strutturalismo.

Jakobson,

La funzione è vista in senso generale, come relazione dell’arte con il mondo sociale / storico.

L’estetica e la letteratura hanno una funzione che varia nel tempo; alcuni caratteri sono però stabili,

specifici grazie al modo in cui sono conformati.

L’opera comunica un messaggio totale, non diversi piccoli messaggi. Il suo significato è quindi riferibile

al contesto complessivo dei fenomeni sociali.

I fenomeni linguistici possono essere presenti anche in altri ambiti, nell’opera assumono valore

estetico grazie alle connessioni tra i caratteri extra-extetici

si afferma in Francia e diventa un metodo generale delle scienze umano.

Lo Strutturalismo

il metodo viene applicato a tutte le discipline;

Levi-Strauss: si individuano gli elementi costitutivi di

ogni fenomeno e le relazioni i tra gli stessi, disponendoli in uno schema di classi che si oppongono e

combinano.

Riesce a paragonare così fenomeni molto diversi riducendoli a strutture elementari.

Lo strutturalismo trova che tutto è segno, la lingua contiene la società. Non servono più riferimenti al

sociale, si perde quindi l’attività giudicante. Il giudizio di valore diventa “se l’opera funziona bene”.

L’opera può addirittura essere considerata meno importante della struttura

Teoria generale delle forme letterarie: c’è un sistema generatore (schema generale) da cui discendono

le varie combinazioni. Questa prospettiva ha portato all’individuazione di grandi “codici”, ossia generi

Da tutto ciò l’autore resta sminuito

la critica significa decifrare i segni ed attribuire a un significante il suo significato.

Barthes:

La scientificità porta a un esubero di schemi e tabelle, ci si accorge della precarietà di qualsiasi

certezza scientifica.

Per Barthes la struttura è uno strumento metodologico e, insieme a (che punta

Genette

sull’intertestualità, ossia il rapporto del testo con altri testi) cerca di uscire dalle stretture di questo

metodo. Inizia qui la crisi dello strutturalismo, che considera il testo come oggetto chiuso.

dopo esser stato elemento fondamentale del formalismo in Russia, si trasferisce negli USA e

Jackobson

con l’opera “Linguistica e Poetica” spiega come un messaggio assume funzione artistica.

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Il linguista Roman Jakobson, nella sua "teoria della comunicazione verbale" ha schematizzato sei

aspetti fondamentali che sono tuttavia riconducibili anche ad altre forme di comunicazione, comprese

quelle che utilizzano un linguaggio non verbale ma che si servono, ad esempio, di suoni o di gesti.

Egli ha individuato 6 fattori: un (o locutore, o parlante) che è colui che invia un

mittente messaggio

al (o interlocutore), il quale si riferisce a un (che è l'insieme della situazione

destinatario contesto

generale e delle particolari circostanze in cui ogni evento comunicativo è inserito nel messaggio). Per

poter compiere tale operazione sono necessari un che sia comune sia al mittente sia al

codice

destinatario, e un che è al tempo stesso un canale fisico e una connessione psicologica fra il

contatto

mittente e il destinatario che consente loro di stabilire la comunicazione e di mantenerla.

Secondo Jakobson, ai sei fattori della comunicazione verbale corrispondono sei funzioni:

la funzione (contesto) nel comunicare qualcosa, il parlante collega

• referenziale

continuamente due serie di elementi: le parole con i referenti, compiendo un'operazione che è

alla base del linguaggio, la referenza. Il parlante, per poter compiere questo processo, deve

possedere una conoscenza extralinguistica che gli permetta di comprendere e di utilizzare il

fenomeno della corefenza e possedere una competenza testuale

la funzione (mittente) il mittente cerca di dimostrare, nel suo messaggio, il proprio

• emotiva

stato d'animo utilizzando vari mezzi, come una particolare elevazione o modulazione del tono

della voce, espressioni "forti" o alterazione del normale ordine delle parole.

la funzione (destinatario) (dal latino conari = intraprendere, tentare) quando il

• conativa

mittente cerca di influire sul destinatario mediante l'uso del vocativo o dell'imperativo.

la funzione (contatto) (dal latino fari = pronunciare, parlare) quando ci si orienta sul

• fàtica

canale attraverso il quale passa il messaggio che serve per richiamare l'attenzione

dell'ascoltatore sul canale comunicativo ("pronto?", "mi senti?", "attenzione, prova

microfono!").

la funzione (messaggio) quando, orientandoci sul messaggio, si pone al centro

• poetica

dell'attenzione l'aspetto fonico delle parole, la scelta dei vocaboli e delle costruzioni. Questa

funzione poetica non appare solamente nei testi poetici e letterari, ma anche nella lingua di

tutti i giorni, nel linguaggio infantile e in quello della pubblicità.

la funzione (codice) all'interno del messaggio sono presenti elementi che

• metalinguistica

definiscono il codice stesso, come il chiedere e il fornire chiarimenti su termini, parole e

grammatica di una lingua.

Queste funzioni non compaiono quasi mai isolatamente, ma accade spesso che un messaggio sia

contemporaneamente emotivo e conativo, oppure poetico ed emotivo. Inoltre i fattori possono avere

ordine gerarchico.

Per Jacobson il concentrasi di un messaggio su se stesso significa la proiezione del principio di

equivalenza della selezione (scelta tra termini simili) sulla combinazione (accostamento di termini

diversi)

La poesia risveglia il simbolismo dei suoni delle parole che fanno emergere legami tra suono e

significante (I like Ike)

l’arte letteraria è un sistema di (configura una rappresentazione della realtà)

Lotman: simulazione

(utilizza materiali preesistenti nella lingua naturale). Nel linguaggio artistico i segni

secondario

convenzionali della lingua sono legati a relazioni figurative con l’oggetto rappresentato. Il segno è

il significato è dato dall’intero testo; il testo stesso diventa segno.

integrale:

Le ricerche di sullel funzioni vengono estese al campo della narratologia, per cercare un codice

Propp

universale, in due direzioni:

determinare gli sviluppi dell’azione: Bremond è impossibile decidere dall’inizio la

- successione delle azioni (si può fare solo con le fiabe). L’unità minima della narrazione diventa

la sequenza di più funzioni che a sua volta diventa un’aèertra di possibilità narrativa. La

sequenza elementare è composta da 3 tempi: Le

virtualità, passaggio all’atto e conclusione.

sequenze possono essere montate con 3 metodi: “testa a coda”, sacca, legatura. I ruoli dei

personaggi sono determinati dalle azioni: attivi / passivi; volontari / involontari.

stabilire la situazione Greimas riconosce nel modello attanziale alcune precise funzioni dei

- personaggi (6 Soggetto / Oggetto; Destinatore / Destinatario; Aiutante / Oppositore.

attanti):

Ogni persona può ricoprire uno o più ruoli

Il rischio di entrambe le teorie è di rimanere a livello descrittico.

addirittura arriva a descrivere il Decameron in formula algebrica

Todorov

Genette cerca di inserire nei sistemi di studio aspetti e modi della narrazione finora non considerati

(es. persona narrante e tempo narrativo)

Barthes suggerisce di considerare, oltre alle funzioni anche gli indizi (notazioni appena accennate) che

forniscono informazioni preziose; inoltre distingue tra funzioni cardinali e di riempimento.

Si sta passando da un macro-sistema a un micro-sistema per cogliere i significati del romanzo

moderno. 8

Anche se il metodo strutturale tiene separate scienza del linguaggio e interpretazione critica, si passa

via via allo studio delle organizzazioni discorsive, quindi alla spiegazione del testo

semantica strutturale – segmenta analiticamente una novella di Maupassant. Divide il

Greimas:

significato in semi e isotopie (catene coordinate di semi); i semi possono avere valore positivo o

negativo. : hanno riclassificato la retorica secondo il metodo di Greimas, individuando 4 forme di

Gruppo

deviazione dal linguaggio standard: la soppressione, l’aggiunzione, la soppressione-aggiunzione, la

permutazione.

Il linguaggio normale è costituito da un’isotopia, mentre il linguaggio poetico è dotatoo di poli-isotopia.

Le reti semantiche spaziano in un triangolo con ai vertici uomo cosmo linguaggio: i significati si

rimando a entità astratte che sono al fondo di qualsiasi testo e non vengono considerate dagli

strutturalisti.

cerca di rintracciare la matrice interna di un testo, che sia chiave di lettura

Riffaterre:

In realtà anche Greimas considera questi problemi studiando il “quadrato semiotico”: un metodo di

classificazione dei concetti pertinenti ad una data opposizione di concetti quali maschile-femminili,

bello-brutto, ecc. e di classificazione dell'ontologia pertinente (derivato dal quadrato logico di

Aristotele). A partire da un'opposizione data di concetti S1 e S2, il quadrato semiotico per prima cosa

presuppone l'esistenza di altri due concetti, ossia ~S1 and ~S2, che stanno tra loro nelle seguenti

relazioni:

S1 e S2: opposizione

S1 e ~S1, S2 e ~S2: contraddizione

S1 e ~S2, S2 e ~S1: complementarietà

Il quadrilatero semiotico introduce anche prodotti, i cosidetti meta-concetti, che sono dei composti.

Tra questi, i più importanti sono:

S1 e S2

né S1 né S2

Per esempio, dalla coppia di concetti opposti maschile e femminile, si può ottenere:

S1: maschile

S2: femminile

~S1: non maschile

~S2: non femminile

S1 e S2: maschile e femminile, cioè ermafrodite, bisessuale

né S1 né S2: né maschile né femminile, asessuato

In Italia la scienza dei segni viene trattata da e

Maria Corti Cesare Segre

Semiologi russi (Lotman, se per comprendere bene un testo bisogna vedere il suo

Uspenskij):

contesto culturale, allora l’analisi deve riguardare la cultura, intesa come sistema dei sistemi, somma

e organizzazione di diversi codici, “lingua” da interpretare culturologia

il modello culturale è uno schema spaziale diviso da una frontiera che separa valori e

Lotman:

disvalori. Serve per capire il senso dell’intreccio.

I personaggi sono vincolati o mobili, a seconda che siano fissi in una parte dello spazio o meno.

Con il modello culturale si individuano vari tipi di cultura che alternandosi o succedendosi portano allo

sviluppo della storia. Si individuano vari tipi studiando l’atteggiamento rispetto al segno che si

definisce come paradigma (legame col significato) o sintagma (combinazione dei segni). La cultura si

definisce quindi come prevalere del tipo:

paradigma: il Medioevo, dove il segno è valorizzato

- sintagma: XVI – XVII sec, con il praticismo predomina la capacità di organizzare i segni

- nessuno dei due: illuminismo, il valore è assegnato a ciò che non è segno

- entrambi: XVII – XIX sec, soc. borghese da valore sia alla combinazione dei segni che al loro

- significato.

Il futuro per Lotman può essere rappresentato da modelli più complessi di sovrapposizione. Difficili i

passaggi tra le fasi.

E’ il maggior tentativo di avvicinamento alla storia compiuto da uno strutturalista.

La critica dell’ideologia – analisi del materialismo scientifico porta progressi nella

Marx ed Engels

comprensione della letteratura in prospettiva storica.

Il processo storico si fonda sulla motivazione sociale e su un nucleo di natura economica. L’aspetto

umano si trova nel lavoro e nella relativa organizzazione, non nel linguaggio.

Secondo la Quindi le istituzioni e

concezione materistica, è l’esser sociale che determina la coscienza.

pratiche culturali (sovrastruttura – forme giuridiche, politiche, religiose, filosofiche artistiche) vanno

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comprese nel loro intreccio con la base materiale (struttura, o base – base socio-economica) di cui

sono espressione.

[la sovrastruttura è espressione della base materiale socio-economica]

Ne consegue l’accantonamento delle elaborazioni culturali che diventano secondarie.

L’ideologia è una falsa coscienza che si ritiene indipendente e rappresenta i rapporti reali in modo

sbagliato. La critica dell’ideologia serve per liberare dalla confusione creata e poter portare avanti un

cambiamento verso l’emancipazione.

Non tutta la sovrastruttura è ideologia, solo parte di essa.

Problema estetico per Marx: lievi accenni. Riconosce la durata come metro di giudizio per la bellezza

Il rapporto tra invenzioni poetico/letterarie e la base socio-economica è interattivo perché si può

sviluppare in modo diverso; è per questo che mantengono il loro interesse.

Per la considerazione storico-sociale di un opera basta prendere in considerazione fatti esterni

all’opera (estrazione sociale dell’autore o del pubblico, analisi delle infrastrutture di supporto della

letteratura). Questa sarebbe sociologia della letteratura, non critica.

La critica si può riferire solo alla base materiale socio-economica, occorre ragionare su una valutazione

politica, determinare se c’è una tendenza progressista o conservatrice (bello – brutto). Il valore

estetico non è sottomesso al valore politico ma è ridotto, messo in secondo piano, strumentalizzato.

Il giudizio opta per la ricerca di temi utilizzabili per scopi politici. Il valore estetico rimane come puro

valore estetico anche se poco significante. L’obiettivo è non ridurre tutto allo scontro politico ma

trovare nella sovrastruttura letteraria uno scontro tra valori antagonisti.

espone una riflessione basata sul decorso storico; la critica si articola su tre livelli

Gramsci:

interconnessi ma non sovrapponibili:

Politica Cultura Letteratura

Secondo Gramsci, bisogna evitare sia l’autonomia del giudizio letterario sia l’interferenza di quello

politico: il politico cerca nei suoi giudizi un fine futuro, mentre il letterato rappresenta ciò che è; ne

deriva che il politico non potrà mai esser contento di un letterato.

La cultura agisce quindi da mediatore per entrambi.

Gramsci ricerca la connessione tra valori culturali ed estetici l’opera è un ogni

processo,

cambiamento nel contenuto deve determinare un cambiamento nella forma. Il contenuto (l’aspetto

culturale) prevale leggermente

Critica in Atto: afferma l’importanza della (intesa come del testo per la

struttura non poesia)

comprensione (contrario alla critica crociata)

Anche lo storicismo critico in atto in Italia (Russo, contrario ai precetti di Croce

spegno, Binni)era

Gyorgy Lukacs: teoria del rispecchiamento estetica sistematica in continuità con la visione classica

dell’arte. L’arte deve rispecchiare fedelmente la realtà nozione aristotelica e romantica adattata

secondo le tesi marxiste: l’arte deve cogliere le proprietà del momento storico della società umana, dei

conflitti di classe e dei rivolgimenti rivoluzionari.

Il singolo elemento del reale deve essere rappresentato in modo da indicare la totalità dei rapporti in

cui è inserito e la totalità dell’arte che esso è chiamato a rappresentare deve poter dare un’indicazione

della direzione del futuro prospettiva.

Lukacs è uno scrittore dove il realismo è sia una guida normativa per come devono essere le

realista,

opere, sia metodo di giudizio per il passato ( Aristotele). La critica deve giudicare la correttezza del

contenuto delle opere: è fedele il rispecchiamento rispetto alla verità storica?

Il rispecchiamento artistico si basa sul una categoria intermedia tra il singolare e

particolare,

l’universale (non è il singolo fenomeno, ma non è ancora l’universale) che sta a metà strada nel

processo conoscitivo.

Il particolare diventa il tipico in sede letteraria: non è una media perché è un carattere che tiene conto

di tutti gli elementi contraddittori, non livella le estremità.

Lukacs privilegia il genere narrativo, in particolare il romanzo storico.

Per un realismo autentico i fatti narrati non devono essere fini a se stessi ma devono rimandare alle

forze sociali portanti dell’epoca. E’ in polemica contro gli irrealisti e contro chi ripropone informazioni

sensoriali senza riorganizzarle.

Egli propone come alternative il Narrare (aspetto focalizzato sul nucleo drammatico della vicenda con

una forte partecipazione dell’autore che diventa partecipazione del lettore) e il Descrivere

(l’osservatore è distaccato, le parti vengono riportati ma senza spiegarne i rapporti)

Lukacs ritiene buona una forma utilizzata nel secolo precedente, un certo formalismo piuttosto rigido

che viene contestato da Bertold Brecht che reputa più opportuno, per meglio riportare le ragioni della

causalità sociale, esplorare nuovi strumenti formali. Lukacs modifica il contenuto da rispecchiare, ma

mantiene “lo stesso specchio”: rimane quindi di base conservatrice, anche se in favore della

prospettiva rivoluzionaria. Accetta la gerarchie di valore ereditate dalla tradizione e rimane ferma

all’idea del genio inconsapevole.

Scuola di Francoforte (dal 1924) – Horkheimer – Marcuse – Adorno l’arte e la letteratura vanno

considerare nell’ambito della società che le produce, ma a differenza di Marx, considerano l’ideologia

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solo in parte pericolosa per il fatto di essere dipendente dall’ottica utilitaria del mercato. Viene infatti

usata come propaganda o come portatrice di profitto e la cultura, trasformata in divertimento

dall’industria culturale, ne esce sminuita e neutralizzata nei suoi temi contestativi.

Nelle società industriali avanzate l’arte perde prestigio mentre avanzano altri mezzi di comunicazione,

i Questo non significa che i francofortesi si perdono nel ricordo di qualcosa che è passato;

mass media.

secondo loro proprio perché distaccata dalla realtà e sostanzialmente “inutile” l’arte può resistere

all’azione del sistema economico stabilito che tenta di ridurre tutti gli uomini a una norma unitaria.

L’arte diventa l’ultimo rifugio delle istanze dell’utopia.

l’arte raccoglie quella “promessa di felicità” disattesa da un sistema sociale alienante e

Marcuse:

repressivo. Per Marcuse la società moderna è ormai dominata dalla logica del guadagno e la felicità è

vista solo nella logica del dopolavoro, quindi con modalità comunque controllate.

Le aspirazioni umane possono trovare la loro realizzazione ideale nell’arte. Ma il piacere che la

bellezza risveglia è sotto sotto in contatto con la soddisfazione dei bisogni fondamentali dell’uomo,

negata dal regime utilitaristico. Secondo Marcuse bisogna liberare l’arte dai compiti ideali che le sono

stati attribuiti e restituirla alla semplice felicità sensibile.

se il condizionamento sociale è negativo, per assumere la giusta posizione nel suo tempo

Adorno:

l’arte deve staccarsi proprio da ciò che la determina e la deprime. La storicità delle opere d’arte sta nel

modo con cui si pongono fuori della situazione storica a loro toccata. L’arte è quindi rivoluzionaria x

sua natura nel senso che ha un’intrinseca forza di resistenza a qualsiasi prassi. L’arte autonoma non

legata al mondo delle cose quindi non verrà sminuita, ma apprezzata. L’arte adotta le soluzioni

estremiste dell’avanguardia per esprimere con la sua dissonanza il conflitto tra la vocazione alla

conciliazione (tra mondo reale e irreale) e vocazione alla verità

“L’autore come produttore” che non può quindi essere collocato all’esterno del mondo

Benjamin:

produttivo, ne con il compito di rispecchiare il mondo, ne di rifiutarlo. Il quesito non è come si pone

l’opera verso i rapporti di produzione dell’epoca, ma rapporti stessi. Le innovazioni tecniche hanno

nei

un ruolo essenziale, non sono per forza negative come per Adorno, ma possono essere sfruttate

positivamente o negativamente. Ogni momento storico pone un bivio in cui diventa determinante la

scelta politica.

L’infrastruttura tecnica influenza anche lo sviluppo dell’arte per via della comparsa di nuovi mezzi

come la fotografia e il cinema che aggiungono nuovi campi di attività e rivolgono l’arte verso un

pubblico + vasto. Le opere non hanno più valore esclusivo, ma si possono riprodurre in un numero

infinito di copie; emerge quindi il loro valore espositivo.

La scelta della giusta tendenza politica non è sufficiente a garantire il valore letterario, serve anche la

qualità dell’opera. La politicità deve entrare quindi nel campo specifico, non vi è sovrapposizione

meccanica della politica con la letteratura.

Benjamin riprende l’allegoria ampliandola all’opera stessa, non solo a parte di essa. I personaggi e gli

oggetti diventano segni estraniati dal mondo naturale (straniamento di Brecht). L’allegoria da una

parte si allontana dalla rappresentazione immediatamente realistica, dall’altra è l’allegoria stessa ad

essere un rimando alla realtà.

Per Benjamin l’opera d’arte serve per riscoprire significati e renderli disponibili per la collettività. Anche

il lavoro del critico deve essere volto a questo scopo: deve ricavare dalle opere del passato i significati

che possono essere utili x il presente e diffonderli. C’ un nocciolo conoscitivo nel passato che si

proietta nel futuro

Anche ritiene che l’attimo vissuto sfugge alla conoscenza e porta con se una spinta verso il

Ernst Bloch

futuro. Il critico deve spulciare la storia per ritrovare i particolari non immediatamente visibili.

Interrogare i frammenti ma senza disperdersi, connettere i particolari con la totalità

Marxismo e Strutturalismo (anni ’60)

Sartre: analisi che non si risolve nei grandi schemi ma che presta attenzione alle singolarità, non si

esaurisce nella situazione ma tende a superarla, guardando a un futuro.

sociologia della letteratura: per rintracciare il legame tra letteratura e società bisogna

Goldmann

uscire dal piano dei contenuti del testo ed avvicinarsi alla struttura intesa nel senso dello

strutturalismo. C’è un omologia tra la struttura mentale e culturale delle società e la struttura del testo

letterario, è quest’omologia che dona un carattere collettivo alla creazione letteraria.

Le strutture del testo sono sia formali che inconsce; il compito del critico è riscontrare quelle inconsce.

Criterio dell’omologia applicato sulla storia del romanzo tra ‘800 e ‘900, dove rintraccia non

Goldmann

un progressivo decadimento ma una nuova fase dello sviluppo sociale che si riflette sulla letteratura.

L’instaurarsi dei grandi monopoli e dei trust diminuisce l’importanza dell’individuo nella società in

narrativa sorge un protagonista anti-eroe, che non è più centro nevralgico dell’intera vicenda, il

personaggio si Ancora un’altra fase, dopo la seconda Guerra Mondiale: l’intervento statale

dissolve.

nell’economia, la pianificazione di larga scala portano alla scrittura d’avanguardia (gli oggetti resi

autonomi predominano sul personaggio e le sue azioni)

Lo di Goldmann si basa su un identico processo composto da due parti:

strutturalismo genetico 11

comprensione: identifica la struttura significativa giudizio di fatto comune nell’indagine

- strutturalista

spiegazione: ingloba la struttura compresa in una più vasta che apre alla genesi giudizio di

- valore correnti marxiste

Entrambi i livelli di giudizio sono indispensabili; unendoli si evitano le riserve di ognuno dei due

metodi. Goldmann resta però su strutture molto generali, senza andare nei dettagli e lega troppo le

opere alla loro epoca.

rielabora il nesso tra sovrastruttura e base, creando una struttura a dominante dove i

Althusser:

diversi settori sono dotati di proprie strutture regionali, tutte comprese in una struttura globale che

costituisce la dominante. I vari ambiti hanno cosi una certa autonomia relativa, una parziale efficacia e

permangono al tempo stesso le contraddizione interne e quella principale. Althusser vuole togliere

dall’azione rivoluzionaria tutti i valori rassicuranti che distolgono dalla realtà della lotta di classe.

Contrappone la teoria (attività di conoscenza scientifica) con l’ideologia (soluzione immaginaria e

illusoria) e la letteratura fa in genere parte della seconda categoria a meno che non sia dotata di una

struttura dinamica, dissimmetrica, dissociata che, con un’operazione di decentramento, porta verso la

totalità di cui fa parte pur rimanendo nell’ambito dell’ideologia. Il compito del critico è scoprire il non

detto, ciò di cui l’opera parla senza dirlo, deve spiegare l’opera in base alle contraddizioni che le sono

esterne. affronta il tema dello letterario. La conoscenza non può essere divisa in un livello

Della Volpe: specifico

intuitivo e uno logico, ma è un intreccio di sentimento e logica (contrario all’intuizione di Croce). La

specificità della letteratura risiede nell’aspetto “tecnico”, nel modo in cui è organizzato il linguaggio

poetico. Apparentemente simile ai formalisti, in realtà a differenza loro teorizza che il fine ultimo è uno

solo e può essere raggiunto con mezzi diversi. Suddivide il linguaggio in tre categorie:

Equivoco: il linguaggio comune nel quale il significato delle parole dipende dalla relazione con

- parole / frasi dette prima o da altri; si trova in un contesto aperto, oggetto di numerosi

influssi.

Univoco: il linguaggio scientifico nel quale una parola deve esprimere sempre uno stesso

- concetto; si può ridefinire un concetto, quindi il contesto è aperto ma riferito a una precisa

catena di contesti, non illimitato

Plurivoco (o polisenso): il linguaggio poetico nel quale un termine può valere per diversi

- concetti, ma non per tutti, dipende dalle relazioni che si creano nel testo. Il contesto è definito

dal testo

La poesia quindi fa parte del discorso, le idee vanno cercate nel pensiero-stile che organizza il

discorso, nella specificità del testo. La poesia ragiona tramite immagini e concetti, con l’apporto

ausiliario di effetti di suono, musicalità e ritmo (ausiliari, non sono indipendenti).

Il critico avrà quindi il compito di dare un giudizio sulla validità delle idee (che hanno la responsabilità

formale dell’opera) e sulle loro forme, e, nello stesso tempo, del grado in cui le idee incidono nel

momento storico attuale, della loro necessità storica.

Lo specifico letterario è quindi costituito dalle idee-forza, idee-azione

Linguistica parte dal codice e deduce le singole occorrenze

Semiotica parte dal segno e cerca di capire a quali codici appartenga

il Segno è causato da un Oggetto e produce un effetto che ne costituisce l’Interpretante;

Peirce:

l’interpretante può essere a sua volta costituito da un segno che ha un suo interpretante e così via

(seriosi illimitata). Dato che l’effetto dei segni incide sulla coscienza e le sue abitudini, ossia sul

rapporto tra mondo interno ed esterno, la catena degli interpretanti è delimitate nel perimetro della

comunità.

Semiotica materialista del 900 – l’orizzonte sociale e il problema del potere sui codici.

Michail Bachtin:

L semiotica non serve a precisare e articolare meglio la problematica dell’ideologia. Non esiste

ideologia senza uso di segni. Il segno è in relazione con la realtà sociale, ma vale per qualsiasi classe

sociale, il segno incorpora quindi l’intero conflitto della società. Non è un rispecchiamento, perché la

società non è riflessa ma rifratta (riprodotta in maniera distorta)

l’avanzare del capitalismo pare diffondere il concetto che tutto è merce, ha

Ferruccio Rossi-Landi:

valore di scambio, anche la cultura. Si riduce quindi la distanza tra sovracultura e struttura (la

sovracultura diventa anch’essa economia). La realtà è definita come “riproduzione sociale”, ossia

l’insieme dei processi necessari a una società per sopravvivere. Il linguaggio diventa un capitale

linguistico, frutto di lavoro. Il ciclo produttivo, produzione scambio consumo vede concentrarsi i

segni nel mezzo. La stessa produzione di segni è un ciclo produttivo, produzione e comunicazione si

intrecciano. Non c’è più una sovra-struttura, la comunicazione è dentro, al centro del meccanismo

produttivo.

Per sfuggire all’alienazione linguistica si possono seguire due alternative:

le ideologie conservatrici, con il loro valore extrastorico e depositato nel passato; il realismo,

- codice dominante perché capito subito dalle persone

12

le ideologie proiettate verso il futuro, con un maggior grado di consapevolezza; l’avanguardia,

- più difficile perché richiede maggiore informazione e un rinnovamento comunicativo

L’autore ha un’eccedenza di se stesso, producendo valori nuovi in cui ritrae la società che immagina. Il

critico deve reinserire l’autore nel processo della riproduzione sociale e confrontarlo con essa a vari

livelli

Le azioni dei personaggi possono essere confrontate con i comportamenti (segni non-verbali),

programmi non promulgati ma comunque molto forti. Il critico deve valutare l’eccedenza dell’autore

che non deve produrre meccanicamente ma che è consapevole di produrre novità e consapevolezza

La psicoanalisi applicata alla letteratura

La letteratura assume nuova impronta dopo l’avvento della psicoanalisi (anche in questo caso prende

degli strumenti nati per scopo diverso)

introduce innovazioni nel trattamento delle malattie mentali che non vengo attribuite

Sigmund Freud:

a disfunzioni cerebrali, ma ad accadimenti traumatici dell’esistenza trascorsa, che il paziente non

ricorda più. Il medico diventa analista e deve interpretare particolari sfuggenti e scavare per trovare

impressioni nascoste.

L’apparato scientifico della psicoanalisi si fonda su:

nozione di inconscio: è il luogo delle pulsioni (istinti) elementare, tra cui dominano le pulsioni

- sessuali; è dove risiedono la maggior parte delle ragioni del comportamento umano, anche per

personalità normali

preconscio: stato intermedio tra coscienza e inconscio. Sono i sogni e le libere associazioni.

- Attraverso il preconscio, l’inconscio può affiorare alla coscienza.

Censura: situata tra preconscio e inconscio, è un meccanismo che impedisce l’accesso ai

- desideri inconsci e ne provoca la rimozione. E’ possibile che però le pulsioni si riaffaccino, con

un ritorno al rimosso, puntando verso obiettivi diversi da quelli che erano stati impediti.

La psicoanalisi è un metodo interpretativo; l’analista cerca qualcosa al di la delle apparenze

immediate.

complesso di Edipo: frutto dello studio di come si organizzano le pulsioni durante l’infanzia, è

- la formula per cui un bambino è attratto per il genitore di sesso opposto e si sente in

competizione con quello del suo stesso sesso.

Sistematizzazione della struttura psichica

- Io: parte della psiche in contatto con l’esterno, attraverso la percezione

- Super-io: divieti che l’io è costretto ad accettare, erigendoli a valori ideali; è solo in parte

- cosciente, e può schiacciare l’Io con sensi di colpa

Es: è il serbatoio primario della psiche, contiene sia le pulsioni ereditarie e innate, sia

- quelle rimosse.

Psicologia del profondo: applicazione delle scoperte della psicoanalisi (processi costitutivi della psiche)

anche ad altre aree delle scienze umane. Per Freud la sorte della società moderna dipende dal risultato

di grandi conflitti tra le questioni profonde dell’uomo: da un lato piacere / realtà, dall’altro ero /

pulsioni di morte.

Interpretazione dei sogni: punto di partenza per Freud che scopre un contenuto latente sotto il

contenuto manifesto dei sogni che si manifestano in modo incongruente per il loro particolare

linguaggio (onirico) basato sui procedimenti di:

condensazione: diverse figure vengono fuse in una sola

- spostamento: l’intensità psichica sostituisce il proprio oggetto, x via della censura, e si

- materializza in una figura o aspetto marginali.

Davanti al sogno l’analista si comporta come un critico che cerca di trovare il vero senso al di la del

testo.

Freud e l’arte

L’arte e la scrittura creativa si trovano su un piano paritario, a metà strada tra coscienza e inconscio,

tra realtà e fantasia. L’arte si avvicina al profondo, ne comprende le vere ragioni e fornisce importanti

indicazioni per la psicoanalisi; a differenza di questa però tiene leggermente nascosti gli impulsi

inconsci.

Freud lega la letteratura con la psicoanalisi cercando le attività comuni che possono essere affiliate alla

poesia: il gioco e la fantasticheria. L’arte è una specie di fantasticheria che diventa atto di

comunicazione, invece di restare attività privata. L’autore modifica la propria fantasticheria e si prende

il piacere di renderla pubblica. Il divieto viene aggirato: questo è il godimento che procura l’arte.

Il collegamento tra deviazione mentale e grandi opere può sembrare una riduzione del valore delle

stessa, per questo Freud espone le sue teorie con molta cautela, sostenendo che comunque la

psicoanalisi non può risolvere il mistero dell’origine dell’arte, non può spiegare perché un trauma

diventa spesso nevrosi, e raramente opera d’arte. Non si intromette sulla questione dell’estetica.

Le ricerche di Freud hanno due obiettivi: scoprire da quali nodi psicologici provengono i temi trattati

dal poeta e scoprire come egli riesce ad avvincersi con questi temi. Il percorso d’indagine è uno:

dall’impressione del destinatario, ai caratteri dell’opera, all’interiorità dell’autore.

13

L’arte suscita un interesse palpitante perchè (secondo Freud) ci spinge a riconoscere le ns. pulsioni

profonde. Questa capacità di avvincere il lettore è innescata dalla presenza nell’opera di materiali

elementari che coincidono con contenuti profondi presenti a livello inconscio anche nei destinatari.

L’autore modifica la sua fantasia rendendola pubblicizzabile; il lettore ne è affascinato perché i temi

toccano anche il suo inconscio profondo.

Per Freud il contenuto e i caratteri presenti sono il nucleo dell’opera (il valore della forma è che rende

accettabili certi contenuti non consentiti). Lo spettatore, tra i tanti divieti di cui è circondato può

tranquillamente identificarsi con il personaggio, proietta su di lui i propri desideri rimanendo al sicuro,

lontano da rischi. Nell’eroe si concentrano i tratti di un certo tipo psicologico. Si analizza il personaggio

rappresentato come se fosse vero e come se fosse portavoce diretto dell’autore.

Ci sono due tipi di personaggi:

presi dal patrimonio culturare: (es. Edipo), + difficile risalire all’inconscio individuale,

- parlano dei sogni secolari della giovane umanità

inventati liberamente: più facile da analizzare, più somigliante all’autore

-

Interessato principalmente alla figura dell’autore, rischia di cadere in una biografia più che critica,

dove l’opera è una testimonianza tra le altre.

Merito di Freud: atteggiamento basato sull’analisi di particolari apparentemente insignificanti che

portano a grandi rivelazioni

La letteratura è un compromesso per aggirare la censura personale.

Seguaci di Freud insistono sulla psicoanalisi dell’autore o del personaggio, meno degli effetti

studio del tema del Doppio, un personaggio che compare in molti romanzi dell’800, del

Otto Rank:

tutto identico al protagonista che lo sostituisce, perseguita, e lo porta alla morte (es. Il ritratto di

Dorian Gray)

Secondo Rank è segno di una costellazione psichica dominata dalla scissione dell’Io nell’autore

(psicoanalisi dell’autore); tutti gli autori che utilizzano questa figura manifestano infatti una struttura

psichica identica, vicina alla malattia mentale. Il lavoro del critico si completa con la comparazione tra

letteratura e folklore e si scopre che il motivo del Doppio rivela un legame con l’atteggiamento

narcisistico – il narcisismo è un eccessivo interesse dell’io per se stesso.

studia la produzione anonima e popolare

Georg Groddeck: psicoanalisi applicata alla biografia, da per scontata l’identificazione tra autore e

Marie Bonaparte:

personaggio (cosa non sempre valida)

psicoanalisi del personaggio analizza le analogie tra Amleto ed Edipo, ma inserisce

Ernest Jones:

anche alcuni riferimenti alla biografia dell’autore (agli accadimenti privati successi in quel determinato

momento) e alcuni elementi comparativi con i temi primordiali dei miti e delle leggende e con le

precedenti versioni della storia.

Questo per quanto riguarda l’utilizzo della letteratura da parte degli psicanalisti. Nel caso contrario (i

critici che utilizzano la psicoanalisi) non cambia molto, sono solo un po’ + liberi.

propone una psicoanalisi esistenzialista, un indagine sull’individuo autore che prende in

Sartre

considerazione anche la scelta di posizione nel mondo dello stesso. E’ comunque ricerca biografica, le

opere servono per la ricostruzione della totalità dell’autore

In Italia, Giacomo Debenedetti che considera la biografia (personaggio = emissario dell’autore) ma

introduce l’interesse per alcune scene che portano significato (vicino alla critica tematica)

critica femminista, di denuncia prima, di analisi della lettrice, poi

Kate Millet

Critica degli effetti, utilizzata solo sulle fiabe, dove è impossibile la biografia.

Bruno Bettelheim: la fiaba attira i bambini perché è adatta ai loro bisogni, serve per esteriorizzare in

modo controllabile i propri conflitti interiori e così li aiuta a costruire la propria personalità.

approfondisce un aspetto già individuato da Freud ossia la presenza di simboli, di

Jung

rappresentazioni inconsce riconducibili a un patrimonio di immagini antico.

Egli considera l’inconscio collettivo (più profondo di quello individuale) e le immagini ancestrali ivi

contenute gli archetipi, presenti in qualsiasi società e in qualsiasi epoca. Sono immutabili

nessuna influenza storica.

L’opera esprime “oltre” le caratteristiche dell’autore; il grande poeta è colui che riesce a superare la

coscienza singola per far emergere gli archetipi, come richiesto dalla collettività. L’effetto dell’opera

non va spiegato, ci si deve abbandonare ad esso (modello platonico)

prende spunto da Jung e spiega la “tetravalenza della fantasia” per cui il regno

Gaston Bachelard:

della fantasia è diviso in 4 ambiti che corrispondono a fuoco – aria – acqua – terra; ogni autore

propende per uno di questi elementi. L’analisi degli aspetti elementari dell’immaginazione porta

all’analisi sulle forme spaziali (rapporto tra uomo e dimensione spaziale) o topo-analisi.

Prende in considerazione singole immagini, tralasciando il contesto e la determinazione storica. Si

stacca dalla psicoanalisi ed esclude qualsiasi atteggiamento critico, il critico è più che altro un lettore

appassionato. 14


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Critica letteraria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Gaspari Gianmarco.

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