Critica letteraria 4 ottobre 2006
Partiremo con un piano di azione che è quello di definire la
terminologia adeguata per poi addentrarci in casi specifici ed
analizzarli.
Inizieremo con l’analisi di un termine per risalirne all’origine
dimostrando come con il trascorrere del tempo esso sia stato oggetto
di tali cambiamenti da stravolgere le motivazioni che lo hanno
prodotto.
Lapalissiano
per noi questo termine indica qualcosa che è ovvio;
• 1
possiamo paragonarlo alla figura retorica della tautologia
• vogliamo dimostrare che non fu pensato per questo
• 2
25 febbraio 1525 – battaglia di Pavia
Francia vs Spagna
3 4
Francesco I Carlo V
1 Tautologia: una tautologia è un'affermazione vera per definizione, quindi fondamentalmente priva di valore informativo.
Le tautologie logiche ragionano circolarmente attorno agli argomenti o alle affermazioni. La frase “prendiamo un triangolo
con 3 lati” è una tautologia perché per definizione sappiamo che un triangolo è una figura geometrica con 3 lati!
2 Combattuta nel parco attuale della Vernavola a nord est della città. Le fazioni in lotta erano due e si contendevano l’Italia.
3 Parlava come lingua l’italiano e aveva ricevuto il Benvenuto Cellini con la celebre battuta : “ Benvenuto Benvenuto”.
4 Fu l’imperatore che pronunciò: “ Sul mio impero non cala mai il sole”. Stella Pagani 1
Rinascimento è un periodo molto strano, contraddittorio, in quanto a
eventi di inaudita crudezza si contrappongono le migliori produzioni
5
culturali . Nella battaglia di Pavia c’è tale Monsieur de La Palìsse o
la Palice(Jean Antoine) condottiero della famiglia CHABANNES,
che lottava per la Francia che perde.
La sera della sua morte i suoi soldati composero il seguente canto
funebre: Monsieur de la Palisse est mort,
il est mort devan Pavie.
Un quart d’heure avant sa mort
6
Il étoit ancore en vie.
È legittimo dunque pensare che la sera della morte del loro capitano
i soldati si mettessero a cantare una tale sciocchezza per celebrarlo?
Dante Zanetti, “ Vita, morte e trasfigurazione del Signore di
Lapalisse (1992, Mulino)docente di diritto a Pavia, non convinto si
occupò del caso per rintracciare la vera origine del termine.
Partiamo da una considerazione fondamentale: con l’introduzione
delle armi da fuoco il modo di fare guerra cambia notevolmente.
Per comprenderne appieno la portata di tale cambiamento ci
7 8
rifacciamo all’Ariosto e alle sue edizioni dell’Orlando Furioso .
Come sappiamo l’Ariosto scrive una guerra tra musulmani e cristiani
e fa comparire l’uso delle armi da fuoco( in realtà immette una
conoscenza del suo tempo nel tempo del romanzo, anticipando di
parecchi anni il vero avvento delle armi da fuoco).
5 Celebre è la battuta di Welles quando dice che in secoli di lotte gli italiani hanno prodotto ottima cultura mentre in secoli
di pace gli svizzeri hanno prodotto solo l’orologio a cucù!
6 Était
7 1474-1533
8 Ricordiamo che l’opera dell’Ariosto è piena di anacronismi, ossia contraddizioni spazio temporali. Stella Pagani 2
Ricordiamo che l’opera ebbe 3 edizioni:
1. 1516: in cui le armi non compaiono
2. 1521 : compare il primo ferrobugio
3. 1532 : archibugio + prime bombe
Quindi come possiamo constatare lo scrittore si mostra sensibile
all’avvento delle nuove tecnologie di guerra nel suo tempo( anche
nella guerra di Pavia comparvero alcuni primi esemplari) tanto che
nelle stesure successive del poema, scritte dopo l’introduzione delle
armi da fuoco, ne possiamo rinvenire traccia, benché il poema sia
ambientato molti secoli addietro.
Dante Zanetti nel suo testo descrive come andarono veramente le
cose per il Signore de la Palisse, durante la battaglia di Pavia.
Va considerato che:
Il condottiero aveva una armatura di ottima fattura
• Essendo un cavaliere la sua armatura era più consistente verso
• il basso, poiché doveva proteggere le gambe
Fu attaccato da un soldato con un pugnale, arma che in quel
• tempo era corredo tipico per tutti
Fino al 1900 gli italiani eccellevano nella produzione dei
• 9
pugnali e dei coltelli
Tipologie di coltelli in uso a quel tempo:
Vendetta era un tipo di pugnale ricurvo e non sempre si
portava alla bandoliera, solitamente nelle scarpe
Misericordia Pugnale a lama lunga molto stretto, in genere non
ricurvo, che si teneva alla cintura ed era in
dotazione a ciascun soldato.
La lama era sottile e flessibile perché doveva
9 Le spade invece erano prerogativa di spagnoli( Toledo) e inglesi (York). Stella Pagani 3
penetrare tra l’elmo e la gorgiera(da
gorge=collo=) in un punto molto stretto e piccolo.
Se un soldato ti attaccava con un coltello ci voleva sempre del tempo
prima che riuscisse a penetrare tra elmo e gorgiera ed arrivare alla
gola…minuti nei quali un uomo, tanto più un grande condottiero,
tentava di difendersi al meglio, scalpitando. Da qui assume senso il
quarto d’ora della canzone in onore di La Palisse: intende significare
il tempo che ci misero gli spagnoli a cercare di ucciderlo mentre lui
si difendeva valorosamente!!!Quindi come possiamo vedere il senso
ultimo dei versi è molto diverso da quello che è giunto sino a noi ai
nostri giorni. Quei versi infatti dunque intendevano esaltare il valore
del condottiero e non proporre un termine che intenda un’ovvietà.
È dal ‘700 che il senso originario cambia sino ad arrivar a quello
attuale. Cosa abbiamo fatto con il termine
lapalissiano?
Abbiamo applicato un metodo di indagine, un metodo filologico
per indagare l’origine e il vero significato!
Quindi il nostro piano di azione sarà applicare il metodo della critica
letteraria in diversi aspetti della vita.
Mario Lavagetto ha scritto “Eutanasia della critica”
La critica ha subito un’evoluzione in questi anni, dovendo affrontare
anche problemi razziali.
10
Critica deriva da Krinéin = giudicare, discernere
Discrimine cioè separare attraverso un giudizio o un pregiudizio
hanno la stessa radice
10 Critica è una parola dotta. Con “parola dotta” intendiamo quelle parole che anche in altre lingue vengono scritte come
nella nostra poiché prima di un certo periodo non esistevano in lingua straniera. Stella Pagani 4
Crinale, cioè separazione geografica da un luogo a un altro
Critica è un termine usato in relazione stretta all’esame e valutazione
di un’opera d’arte.
Grecia= la cultura era diffusa anche se non era scritta!Molti erano gli
analfabeti ma anche il contadino ad esempio sapeva a memoria
Omero, i cittadini si acculturavano vedendo le tragedie.
Nella cultura greca la regola è fondamentale. Non a caso la prima
poetica fu scritta da Aristotele.
Aristotele (384- 322 a. C.) scrisse “La Poetica” opera in cui
troviamo i fondamenti teorici e le regole per la creazione artistica.
Poetica da poietiké, tèkne = arte, capacità di fare, creare, arte del
comporre.
Nella poetica si danno dunque le regole, i fondamenti del fare per
eccellenza( fare qualcosa che non era mai stato fatto prima) I greci
definirono in molti campi l’aspetto che poi avrebbe assunto e
perseguito la nostra civiltà, l’attenersi alle regole. La critica sin dalla
Poetica di Aristotele è fortemente regolativa, prescrive qualcosa a
cui bisogna attenersi. Anche Orazio ( 64 a.C. -8 d. C.) scrive una
Poetica o “Arte Poetica” con la medesima impostazione regolativa,
definisce certe limitazioni a cui attenersi.
Nella poetica di Aristotele c’è la regolamentazione della tragedia con
le tre unità:
1. tempo
2. luogo 11
3. azione
Fino alla fine del ‘600 la Poetica e le poetiche che poi seguiranno
mantengono grande validità a cui tutti gli scrittori si atterrano.
11 L’azione non può svolgersi in un luogo diverso per tutta la durata dello spettacolo. Stella Pagani 5
Nel 1674 - Boileau scrive “Art poètique”, opera con cui metti in
versi i precetti aristotelici. È un manifesto del gusto rococò a cui si
attengono figure come Racine, Molière, Corneille.
Nel panorama italiano Alfieri è l’unico autore tragico di un certo
rilievo, segue le regole di Aristotele, ma si pone anche
l’interrogativo se per caso non si può discostarsi. Shakespeare invece
utilizza le regole a suo piacimento, a volte le rifiuta. Dopo il ‘700 la
tradizione e il suo conservarla e perpetuarla attraverso opere che si
attenessero strettamente ai dettami delle poetiche non era più così
importante.
Petrarca con le sue opere fu il primo a definire un modello tipico di
innamorato che scrive all’amata. Un modello in cui la donna non è
mai definita nei suoi contorni, dettagli, è piuttosto generica tanto che
è adattabile a chiunque, è universale. Ognuno si riconosce
nell’amore cantato da Petrarca a Laura e cantabile attraverso i suoi
12
modelli. Petrarca fissa quindi una tradizione, uno stereotipo della
lirica occidentale fino a quando, col Romanticismo, l’originalità non
prende il sopravvento.
Fino alla metà del ‘700 la critica mantiene una funzione
13
sostanzialmente regolativa, alla quale si lega la Poetica .
Fino alla fine del ‘700 vige il cosiddetto principio di imitazione: ad
esempio la poesia italiana si ispira al modello petrarchesco e lo
imita, questo, come abbiamo visto, vale anche per la lirica europea.
12 Lo stesso Shakespeare oppure Calderòn de la Barca si ispirano al modello petrarchesco nelle loro liriche.
13 Si ha poi con il passaggio dall’antico al nuovo regime, il cambiamento da una concezione statale(del potere) ad un’altra.
Stella Pagani 6
Alla fine del ‘700 c’è la rivoluzione e con i rivolgimenti politici ci
sono anche dei cambi sociali: da lì in poi il principio di imitazione va
in crisi e assume invece valore il termine originalità.
Originalità: l’artista è inventore e creatore della sua poetica. Non
sottostà più alle regole dettate dalla tradizione e da altri.
Da Aristotele a Boileau(1674) la Poetica è intesa come quel
complesso di regole a cui attenersi.
Dal ‘700 la poetica viene intesa come quel complesso di scelte
proprie di un artista con suoi contenuti e caratteristiche precipue.
L’idea di originalità è molto legata al Romanticismo.Nel periodo
illuminista invece ci sono ancora regole e canoni fissi su cui
costruire un’opera d’arte.
Possiamo infatti dire che fino al ‘600 anche i critici(coloro che
commentano l’opera) non danno giudizi di valore bensì meri
commenti, hanno lo scopo di rendere più chiaro il testo o l’opera
in genere, mettono in luce determinati aspetti con note, edizioni
14
specifiche, trattati.
Il critico però anche solo con il commento continua a riproporre e
imporre il modello imperante proposto dalla Poetica e contribuisce
altresì a portarlo avanti.
Come abbiamo detto però dalla metà del ‘700 tale sistema si incrina
soprattutto per via della rivoluzione industriale e per i movimenti a
livello sociale che interessano l’Europa occidentale.
Conseguenze della rivoluzione industriale:
Brusca accelerazione della diffusione di alcuni mezzi che
• diffondono la cultura.
Evoluzione editoria.
• Sviluppo dei giornali(periodici).
•
14 Trattato: testo sistematico intorno ad un argomento. Stella Pagani 7
Anche le donne si avvicinano alla lettura.
• Nuova importanza del tempo in relazione alle trasformazioni
• industriali.
I media diffondono in forma nuova elementi già presenti e creano
15
altresì nuovi contenuti culturali
A Venezia nasce “La gazzetta” (così chiamata dalla moneta usata
per pagarla)
A Bologna abbiamo “Il resto del carlino”.
1746 “La bottega del Caffè” di Goldoni
1764-1766- “Il caffè, periodico milanese dei Verri (rifacentesi
all’illuminismo italiano)
Nei caffè si leggevano i giornali e si socializzava In questo periodo
assume grande importanza il valore del tempo libero, ovviamente
per quelle nazioni e soprattutto per quegli strati sociali che se lo
possono permettere. Nascono anche i primi parchi pubblici ove si
legge e si passeggia.
Questo era impossibile prima per via del peso dei libri, erano infatti
tomi pesanti e questo è il motivo per cui si leggeva in piedi con un
leggio su cui il libo era posto per poterlo sfogliare comodamente.
Una volta si leggeva anche ad alta voce davanti a un pubblico, rari
erano i casi di lettura silenziosa. Il primo caso è riscontrabile nelle
Confessioni di Sant’Agostino, nella parte in cui lui vede
Sant’Ambrogio leggere movendo solo le labbra ma non proferendo
suono.
Ora invece il modo di fruizione de libro cambia anche nel versante
della lettura: si inizia a leggere in silenzio, per sé.
15 Ricordiamo McLuhan e la sua frase: “Il medium è il messaggio” Stella Pagani 8
1740-1789= periodo di grandi cambiamenti.
Nasce industria editoriale
• I critici non scrivono più trattati ma iniziano a scrivere sui
• giornali(nuove forme di diffusione del sapere)
Nasce la figura del critico di professione.
•
Inghilterra è il primo stato in cui trova spazio la rivoluzione
industriale. 16
Urbanizzazione
• Nascono i primi problemi legati alle periferie.
• Città diventa un centro di risposta anche a bisogni diversi
• rispetto al passato, tipo quelli legati al divertimento.
La città della fine del ‘700 diventa dunque un modello di città nel
senso moderno del termine. Troviamo botteghe, teatri, caffè e per la
prima volta si scopre il valore del tempo libero.
In Inghilterra quindi prima che altrove la figura del critico subisce
delle trasformazioni per cui diventa una figura professionale.
Samuel Johnson (1709-1784) è l’emblema del critico in senso
moderno.
Egli creò dei periodici che ebbero notevole successo: 17
The Rambler(il vagabondo) 1750-1752: periodico scritto quasi
• interamente da Johnson.
Egli aveva una tale influenza che poteva condizionare il successo di
18
un autore . 19
Boswell ha scritto “Vita di Samuel Johnson ” delineando la sua
figura che è estremamente interessante per vari motivi:
16 Londra è la città più grande del mondo con circa 3 milioni di abitanti.
17 Nel periodico si occupa anche di politica e riesce così a condizionare anche il parlamento inglese.
18 Ricordiamo il caso di Richardson.
19 Johnson inoltre crea la figura del critico di professione grazie ai suoi periodici Stella Pagani 9
Grande narratore
• Scrive di impulso
• Grandi interessi culturali
• Grande preparazione, specie in relazione alla letteratura inglese.
•
Dal 1771 al 1781 Jhonson scrive “Lives of poets”, in cui commenta
non solo l’opera ma anche la vita degli autori (cosa mai fatta prima
poiché le vite non erano considerate interessanti. In quest’opera
unisce biografia e giudizio critico, cosicché si possono caratterizzare
meglio gli autori della letteratura inglese. Quasi la metà dell’opera è
incentrata sulla figura di William Shakespeare.
1765 Johnson raccoglie tutte le opere teatrali di Shakespeare in:
“The place of W. Shakespeare”, opera in cui canonizza la grandezza
di Shakespeare consacrandolo a fulcro della letteratura inglese.
Il pregio di Shakespeare e la sua validità universale- ancor oggi le
sue opere sono di “moda”- sono dovute alla sua capacità di rendere
con realismo le passioni che possono essere di chiunque:
emblematica a tal proposito la figura di “Amleto”(1599-1602), che è
la figura dell’antieroe.
Ricordiamo inoltre negli stessi anni Cervantes con “Don
Chisciotte” -1602- anche lui un anti-eroe.
Johnson ritrova determinate peculiarità in Shakespeare e le
sottolinea:
Realismo: dipinge nelle sue opere quel dramma che è lo
• spettacolo della vita.
Universalità: tutti possono riconoscersi.
• Non ci sono eroi: ogni personaggio è ridotto all’essenzialità
• delle sue passioni, sono solo uomini. Stella Pagani 10
Johnson non presentare ipotesi da verificare, ma parte dalle sue idee
presentandole come verità. Questa peculiarità deriva dal suo scrivere
per i giornali.
Johnson ha un triplice pregio:
Fa nascere la figura del critico in senso moderno
• Pone l’accento su aspetti che prima non venivano considerati
• importanti(come le vite dei poeti appunto) dando anche giudizi
di valore.
Il giudizio di valore assume importanza: il lettore legge ciò che
• qualcuno ha ritagliato per lui e ha scelto per lui.
•
L ’opera di Johnson segna uno scarto netto rispetto al
passato:impone Shakespeare come verità assoluta 20
Nel nuovo periodo culturale che sta per giungere, il Romanticismo ,
l’opera d’arte viene valutata con canoni diversi rispetto a quelli
dettati dalle poetiche: ora assume valore in base alla sua originalità!
Arte si sottrae dunque all’imposizione di regole e si impone un
nuove concetto, quello di gusto; concetto che richiede quindi una
definizione di tipo filosofico.
Immanuel Kant (1724-1804) è colui che traghetta l’opera d’arte
dall’illuminismo al romanticismo modificando il concetto di gusto.
1790 “ Critica del giudizio”
Kant si chiede come mai su un’opera possono
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