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critica letteraria - la critica psicanalitica Appunti scolastici Premium

Appunti per l'esame di critica letteraria del professor Gianmarco Gaspari, corso di laurea in scienze della comunicazione. Gli argomenti trattati sono la critica psicanalitica, Sigmund Freud vita e pensiero, la psicanalisi in Italia, il confronto tra metodo analitico e critica testuale..

Esame di Critica letteraria docente Prof. G. Gaspari

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La critica psicanalitica

Sigmund Freud – tedesco di origine ebrea, nasce a Vienna nel 1856 e muore a Londra nel 1938.

Freud era interessato alla scrittura e alla tradizione letteraria, per lui era importante la componente

inconscia dell’opera letteraria. Tra i suoi libri in casa troviamo Goethe, Shackespear e molte raccolte di

tragici greci…

Egli studiò medicina a Vienna, si occupò di fisiologia e diventò un grande conoscitore di anatomia

cerebrale. Nel 1885 ottenne una cattedra in neuropatologia che già in quegli anni iniziò a chiamarsi

psichiatria. Successivamente si trasferì a Parigi dove incontrò Charcot (altro luminare in psichiatria).

Charcot aveva sperimentato l’ipnosi chiamando il metodo “catartico” che significava: arrivare a un livello

superiore. Freud allora applica l’ipnosi agli isterici

1895 abbiamo la sua prima opera: “studi sull’isteria”. Ma freud si stanca presto dell’ipnosi per

sostituirla poi con una più blanda tecnica di rilassamento. Lui diventa psicanalista: il paziente parla con

lui in libertà a partire da un dato che lo psicanalista gli presenta. Freud chiama questo metodo “libere

associazioni”

Le sue opere più importanti:

- “L’interpretazione dei sogni” 1900 = la più importante!!!!

- “La psicopatologia della vita quotidiana” 1904

Per quanto riguarda l’interpretazione dei sogni, l’opera è divisa in tre parti:

studio sulla storia del problema del sogno (questo perché lui voleva arrivare a una spiegazione

- scientifica del sogno)

analisi degli elementi costitutivi del sogno

- teoria della formazione del sogno che è tripartita in: - elaborazione

- - cause

- significati

Per freud il sogno è la rappresentazione della realizzazione di un desiderio; dai desideri più semplici si

passa però a quelli più complessi. Il sogno è un pensiero che si svolge per immagini ma non tutto quello

che noi desideriamo può trasformarsi in immagini, ne deriva che alcune immagini sono il livello nascosto

di pensieri che noi ci autocensuriamo. Molte delle immagini che noi sogniamo sono il frutto di censure

interne e alcune perciò sono forme allegoriche (simboliche)

Il sogno ha per freud una natura bipartita: ha un contenuto manifesto e un contenuto latente

Freud poi identifica un elemento comune a tutti i sogni: la pulsione sessuale. Per lui le stratificazioni, le

censure sono da eliminare per arrivare alla sessualità che secondo lui era spostata sugli oggetti del

sogno e per questo non più riconoscibile .

L’analista ha perciò il compito di eliminare queste stratificazioni e ha la necessità di trovare la causa,

perché la scoperta della causa è la guarigione della malattia.

L’interpretazione dei sogni è un’opera interessante anche dal punto di vista letterario perché al suo

interno freud concentra la sua attenzione su 2 importanti opere:

“l’Edipo”--- da cui deriverà poi l’omonimo complesso

- “l’Amleto” di Shackspear. Amleto è il primo antieroe, è colui che non agisce pur sapendo che lo

- zio aveva ucciso il padre. Con Amleto, freud rappresenta uno dei caratteri tipici dell’isteria. E in

più da risalto al fatto che la tragedia è stata scritta da Shak poco dopo la morte del padre

1907 freud è in trentino ed effettua uno studio sulla “Gradiva” (dal latino, colei che cammina): novella

lunga con sottotitolo “una fantasia pompeiana” scritta dal tedesco W. Jensen

Il protagonista della novella è un archeologo che in casa ha tra i suoi oggetti un’icona che raffigura la

Gradiva(arte greca). Un giorno dalla finestra vede passeggiare sotto casa sua proprio questa gradiva e

se ne stupisce, decide perciò di partire per Pompei dove alla fine incontra questa persona che si rivela

essere reale e sua vecchia conoscente

Freud scrive un saggio in merito: “delirio e sogni nella gradiva di Jensen” dove arriva a 2 conclusioni: 1°-

per gli autori i sogni hanno una propria realtà e 2°- l’autore vede i sogni come freud: il poeta va al di la

dell’analisi e della psicologia, ma non si schiera, mostra solamente. Perciò il sogno dice sempre qls sul

personaggio e gli scrittori se ne servono in questo senso.

Quando F. pubblica il saggio Jensen è ancora vivo e rinnega il fatto che la sua novella sia un’opera

psicanalitica, ma F. risponde che l’opera letteraria elabora già prima della nascita della psicoanalisi

problemi che sono propri della psicoanalisi. (vedi fotocopie sulla gradiva)

Da qui in poi si vorrà intenzionalmente produrre romanzi psicoanalitici.

La psicanalisi in Italia

Siamo nell’area geografica di Trieste, inizi del ‘900. In quel tempo quei territori erano di lingua

tedesca.

Parliamo di Italo Svevo: nasce a Trieste nel 1861 e muore 1928 (vero nome=Ettore Schmitz)

Svevo viene da una famiglia di chimici(avevano una sociètà di vernici) e perciò stava bene. Sceglie però

di avere una doppia vita: fa il direttore di marketing per la sua azienda e alla sera si dedica alla lettura.

Tra i testi inizia a leggere quelli di Freud. Fu proprio lui infatti a tradurre l’interpretazione dei sogni

per l’Italia

Negli anni della 1a GM la lettura di Freud è sistematica, Svevo si appassiona alla psicoanalisi anche

grazie ad un suo cugino psicanalista (Weiss) che ebbe il merito di diffondere per primo il metodo

psicanalitico in Italia.

Sempre a Trieste in quegli anni c’è James Joyce(irlandese di Dublino) Joyce nel 1922 pubblica a Parigi

“l’Ulisse” che però aveva scritto a Trieste. L’ulisse è una ricostruzione di ciò che viene narrato

nell’Odissea ma con ambientazione Dublino. Il protagonista è un borghese di Dublino e insieme a lui c’e

poi un altro personaggio che altro non è che la proiezione di Joyce. La vicenda si svolge in 24 ore: ogni

ora è un capitolo

Joyce conobbe Svevo e tra i due nacque una profonda amicizia. Joyce fu importante perché promosse

l’opera di Svevo “La coscienza di Zeno” del 1923, opera che egli aveva già letto prima della sua

pubblicazione. C’è da dire che Svevo aveva già prodotto nel 1898 “Senilità” che però non aveva avuto

successo. La storia parla di un impiegato che s’innamora di una ragazza molto prorompente e vistosa che

però è innamorata di un suo amico artista il quale è l’oggetto del desiderio anche della sorella

dell’impiegato. (è tutto un chiasmo). Il protagonista nel libro capisce da solo che la ragazza è stata

idealizzata, è diventata solo un simbolo per lui col passare del tempo. Perciò già in questa opera erano

presenti elementi psicanalitici che comunque nessuno poteva capire visto che a quell’epoca la psicoanalisi

non si era ancora affermata come disciplina.

Anni ’80 del 900: Proust, Joyce e Svevo caricano i loro romanzi del tema del tempo e dell’esistenza di

un’interiorità dell’uomo.

“La coscienza di Zeno” di Svevo racconta la lunga psicoanalisi di un paziente che vuole smettere di

fumare. Il romanzo è composto secondo la tecnica del manoscritto ritrovato: è il diario di un medico

che (casualità!?) si firma S. E’ una delle prime volte in cui in un romanzo compare il termine psico-analisi.

La vicenda si conclude con l’odio di Zeno verso il suo analista che in qualche modo ricambia.

Sempre a Trieste tra i pazienti di Weiss c’è anche Umberto Saba (1883-1957) che è uno dei maggiori

poeti del 900. Anche Saba sviluppa grande interesse per la materia ed è colui che fa entrare la

psicoanalisi nella poesia. (ad esempio la poesia “la capra” è dedicata alla moglie che viene vista sotto le

caratteristiche di parecchi animali). Nel 1946 sempre Saba compone un saggio “Poesia, Filosofia e

Psicoanalisi” in cui contrasta l’opinione di Croce che vedeva la psicoanalisi come una forma di

decadentismo, un qualcosa che poteva servire solo ai malati.

Michel David: il testo “La psicoanalisi nella cultura italiana” 1970 è un’importante riferimento per

studiare la penetrazione della psicoanalisi in Italia. David è anche colui che lesse e analizzò “Il

Gattopardo” del 1958 di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957) Il gattopardo è un romanzo

impregnato di termini e temi psicoanalitici e c’è da ricordare che Giuseppe Tomasi era sposato con una

psicologa. Il gattopardo fu il libro più venduto e la casa editrice Feltrinelli con esso fece la sua fortuna.

Uno degli allievi di Tomasi di Lamp. fu Francesco Orlando. Egli fu poi interpellato da Luchino Visconti

per la messa in scena cinematografica del romanzo. Oggi Orlando insegna a Pisa ed è un grande esperto

di critica psicoanalitica in Italia.

Confronto tra metodo analitico e critica testuale

Prendiamo in esame il racconto di Freud sull’incontro con un ragazzo ebreo in treno. Durante questo

viaggio Freud incontra questo ragazzo che sta tornando da Napoli dove aveva lasciato una ragazza

incinta… Ad un certo punto il ragazzo pronuncia questa frase: “Exoriare ex nostris ossibus ultor”. La

frase latina è tratta dall’eneide di Virgilio e Freud conoscendo bene l’opera nota subito la presenza di

un lapsus. La frase originale infatti era: “Exoriare aliquis nostris ex ossibus ultor”. E’ la frase che

pronuncia Didone prossima al suicidio riferendosi ad Enea che l’aveva abbandonata e significa: “sorgerà

dalle nostre ossa un qualche vendicatore”

Freud sentendo quella dimenticanza e sapendo che comunque la frase funzionava lo stesso (aliquis vuol

dire “un qualche”) chiede al ragazzo di dire cosa gli veniva in mente pensando alla parola mancante

(analizza perciò le libere associazioni); il ragazzo risponde:

reliquien, liquidation, flussigkeit= liquido, fluid, san Simonino (bimbo ucciso dagli ebrei), san Gennaro e il

suo liquido, sant’Agostino…. Il tutto per Freud è riconducibile alla situazione in cui il ragazzo si trovava,

ciò aveva messo incinta la ragazza col suo fluido e in qualche modo pensava alla possibilità di farla

abortire, ossia di uccidere il bimbo. Il lapsus per Freud è infatti un segnale, un’indizio che arriva

direttamente dall’inconscio.

La critica testuale analizza il fatto con metodo differente e lo possiamo verificare nel testo “Il lapsus

freudiano- psicanalisi e critica testuale” 1974 di Sebastiano Timpanaro= correttore di bozze che

s’intendeva molto di critica testuale. Anche Timpanaro analizza il verso pronunciato dall’interlocutore di

freud e arriva alla conclusione che qualsiasi parola avesse dimenticato il ragazzo in qualche modo Freud

sarebbe arrivato alla sua conclusione e perciò smentisce il metodo analitico. (leggi fotocopie “Didone,

san Gennaro e lo spettro di una gravidanza indesiderata”).

La Critica Marxista

Il Prof proietta”Tempi difficili” di Charles Dikens del 1854, esattamente 4 anni prima dell’opera più

importante per il marxismo. Cita questo romanzo perché è stato letto da Karl Marx (Marx parla di

questa sua lettura ne “Il capitale”) Marx capisce subito il valore documentario del romanzo chè è un

“affresco” sociale di ciò che accadeva in quell’ epoca nella città. E’ un romanzo che descrive tra l’altro le

rivolte degli operai, gli scioperi. (leggi fotocopia su dickens)

Karl Marx nasce a Treviri (in germania) nel 1818, muore in Inghilterra nel 1883. Insieme a Engels

(1820-1895) scrive nel “Il manifesto”che viene pubblicato a Bruxelles nel 1848. Il manifesto non è

soltanto l’atto di nascita del marxismo ma è anche un testo letterale importante, Marx infatti era

anche un buono scrittore. Per Marx i testi scritti sono importanti per capire la struttura di una società,

quindi la letteratura aiuta a capire sia la struttura economica di una società sia la struttura sociale. Per

lui l’opera d’arte non serve a produrre capitale, perciò la considera sovrastruttura.

Marx amava i classici (le tragedie greche e il teatro inglese, proprio come Freud) ma ciò che più lo

appassionava erano i romanzi perché erano gli unici testi a rappresentare la struttura sociale borghese

e i suoi feticci (denaro, merce, rapporti tra innovazione e conservazione, ecc.). Marx conosce bene i

romanzi della tradizione inglese (Scott, Dickens) ma conosce altrettanto quelli francesi (Balzac e

Stendal). Il romanzo per lui è la forma moderna della narrazione e si fa carico dei problemi sociali (cosa

che invece la poesia non fa)

Il prof proietta “Il circolo Pickwick” di Dickens, romanzo del 1828 che segna l’inizio del mercato

editoriale, se ne vendono infatti 40000 copie. Il romanzo parla di Pickwick che è in carcere per non

aver pagato i debiti alla sua affittuaria che gli aveva fatto causa per “mancata promesa di matrimonio”.

Leggendo il testo (che comunque non è nei materiali dati dal prof) vediamo scritto: “questa non è


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Menzo

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Critica letteraria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Gaspari Gianmarco.

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