Critica d’Arte e Architettura – docente: Pierluigi Panza
LEZIONE del 11/03/2020
Gli appunti saranno divisi in tre parti principali : una parte teorica, una parte di anniversari degli architetti e
una parte sulla contemporaneità. Consisteranno in una serie di riflessioni fatte dal docente a lezione sulla
base degli scritti proposti da esso stesso.
ARTE – il significato della parola
Arte = ? (cosa mettiamo dall’altra parte dell’uguale?)
Che cos’è l’arte? Il suo sinonimo? Il suo significato?
Nel ‘700 nasce l’enciclopedia durante il periodo illuminista che provava a raggruppare le conoscenze del
mondo. I studiosi provarono a classificare quindi le parole in modo tale che tutta la popolazione capisse il
significato in quanto la conoscenza era considerata universale e per tutti.
Molti studiosi hanno studiato le parole stesse per poterle definire.
Oggigiorno è la tecnologia che prevale sul senso delle cose.
Il pragmatismo americano ha sostituito l’approcio filosofico tradizionale (conoscenza del mondo). Spiegato
in altre parole: è inutile cercare la verità, vale quello che c’è. L’incessante progresso è valore assoluto.
Esempio: se prendo l’aspirina e mi fa star bene, non mi interessa il modo in cui essa agisce, mi interessa
soltanto l’effetto.
1946 – Scuola di Francoforte (Adorno e Marcuse) sostengono però che con ogni progresso si ha una
perdita. Per esempio: I navigli a Milano nel secolo scorso che sono diventati un valore identitario perso.
L’avvento dell’automobile ha portato alla proposta di cementificazione del canal grande a Venezia. Una
volta passati gli anni ’70 questa tendenza inizia ad invertirsi.
Abbiamo una svalorizzazione generale della tradizione. Alle persone non interessa più nulla del nostro
albero genealogico e se non abbiamo questo tipo di legame con quelli che ci hanno preceduto rischiamo di
perdere il valore italiano che proviene da una realtà storica molto ricca.
Arte – significato
- Alla fine del medioevo l’arte corrisponde a tutto il sapere (retorica, grammatica, arti liberali, arti
meccaniche). Gli artisti sono tutti e si occupano del sapere umano in generale
- Lo stendardo come oggetto fa parte della processione (esempio: omero di Santa Lucia). Raffaello fa
il ritratto del Papa. Quest’ultimo manda il quadro a Firenze al matrimonio di suo cugino perché non
aveva voglia di spostarsi. L’arte quindi interviene quando.
- In Europa si usa riempire i VASI di reliquie. Vasi = Arte
Colui che fa i vasi è un artista perché è un lavoro manuale. Nel ‘500 troviamo molte lettere scritte
da genitori preoccupati ai figli che vogliono diventare artisti (vivere col lavoro fattto dalle proprie
mani)
- Persino il farmacista è un artista del tempo: trova il modo di far star bene il corpo umano
- Il cuoco di corte è un artista perché crea delle opere dolci: oggi verrebbe chiamato cake design
- Nel ‘500/’600 anatomista e artista sono la stessa cosa, oggigiorno la mostra di ‘realbodies’ a Milano
ci sembra un horror dal vivo.
- Rubens: l’arte diventa racconto, con i quattro elementi della natura lui crea le composizioni più
famose della sua carriera
- Arcimboldo alla corte di Rodolfo II: inventa un esercizio di memoria. Come meglio ricordare le cose
se non mettendole una vicina all’altra? Esso viene chiamato il sistema di mnemotecnica.
Arcimboldo studia le figure umane per ricordarsi tutte le verdure e pesci che le compongono.
- L’arte è testimonianza – sostitutivo di giornale, telegiornale. La colonna traiana a Roma ne è un
esempio, creata da Apollodoro di Damasco. Essa racconta la guerra dell’impero romano contro la
Dacia, attuale Romania. In questo caso viene raccontata la storia di Traiano.
- Templi del Kamasutra – ricorda tutte le posizioni scolpite in cui si può fare l’amore. Kama: amore,
Sutra: libro – è un libro sacro della religione induista.
- Gioconda: l’arte serve per tramandare le nostre fattezze. L’arte è testimonianza di cosa non c’è più.
- Giorgione in ‘la tempesta’ – l’arte è un linguaggio di segni che bisogna capire per leggere il quadro
del’500 (età ICONOLOGICA – disciplina che serve per indicare come raffigurare i significati morali,
es. bilancia = giustizia). L’opera d’arte diventa significato morale.
- Melanconia di Durer – fa vedere gli stati d’animo. La melanconia è raffigurata come persona che ha
la testa appoggiata sulla mano, ha una clessidra e una sfera. Il significato di melanconia è l’angoscia
di dover morire.
- Velasquez in Spagna – Las Meninas, opera che prova a spiegare che cos’è la pittura: cioè è un arte
che mostra ciò che non c’è. Abbiamo infatti un piccolo specchio che ci mostra due figure,
probabilmente il re e la regina, che Velasquez sta dipingendo in quel istante. Tutti coloro che
guardano il quadro sono soggetti dipinti da Velasquez.
Con il ‘900 arriva Hegel…
Sostiene che l’arte non vuole essere qualcos’altro (reliquia, televisione, chef di torte)
E’ qualcosa a cui dobbiamo dare un significato. E’ un linguaggio a sé stante e basta. Hegel sostiene che
l’arte si da un senso da sola e che va nella direzione del trasformarsi in filosofia. Quando il concetto di
un’opera d’arte supera la forma materica allora l’arte si avvicina di più al concetto filosofico. Di per sé l’arte
è un concetto: esprime la verità al suo interno. Inventa un tipo d’approcio mai affrontato prima: L’arte per
l’’arte.
Nel ‘900 l’arte cessa di essere rappresentazione e diventa concetto.
Esempio:
- Il tema agnello raffigurato da Rembrandt è una tipologia di raffigurazione che si basa sulla
mediazione estetica
- Il tema dell’agnello presentato da Damien Hurst è senza mediazione estetica in quanto l’agnello è
imbalsamato direttamente.
Esempi del periodo: Duchamp – urinatoio, Piero Manzoni – merda d’artista. L’arte è per l’arte, l’arte riflette
su se stessa.
Damien Hurst è un artista contemporaneo, vince il Turner price, che è il premio d’arte contemporanea e
arriva alla fama con un teschio del ‘700 cinese che ricopre di diamanti, lavorato grazie a un oreficeria
londinese.
Jeff Koons – famoso oggi per la statua del cagnolino gonfiabile, espone le sue opere al palazzo grassi a
Firenze, diventa famoso anche per essere il marito di Cicciolina, pornostar degli anni ’90.
IL SISTEMA DELLE ARTI DEL’500
Benedetto Varchi
Uno dei primi studiosi che si pone la domanda, che cos’ è l’arte. E’ un fiorentino che insegna alla facoltà di
Padova. Uno dei primi studiosi di Dante, si fa fare il ritratto mentre ha un libro aperto che indica appunto la
sua capacità di lettura.
Nel libro ‘’lezioni’’ del 1546 spiega che cos’è per lui l’arte. Ci dice che per lui l’arte è tutto: arti liberali,
grammatica quindi oppure anche arti meccaniche: geometria e musica
Individua due tipologie di arti:
Le arti del fare: cioè dopo che si fanno rimangono nel tempo (architettura)
Le arti del contemplare: dopo l’operazione non rimane niente: cavalcare, suonare, cantare (arti
performative).
Delle arti che ci lasciano qualcosa abbiamo le arti imitative, cioè quelle che imitano la natura, la scultura è
l’arte imitativa per eccellenza.
Sperone Speroni
E’ un accademico, amico di Torquato Tasso.
Si chiede nel 1596, che cos’ è l’arte. Ordina un sistema delle arti che è fondato sul rapporto con i 5 sensi:
- Ci sono gli artisti meccanici: cioè chi lavora con le mani
- Ci sono le arti piacevoli che secondo il linguaggio dell’epoca:
la dipintura fa star bene gli occhi,
la musica fa star bene l’udito,
gli unguentari fanno star bene il naso (profumi)
il cuoco fa star bene il gusto
la stufa fa star bene il tatto, il corpo con temperatura adatta si conforta.
Oggigiorno il progettista d’aria condizionata è un artista nel sistema di Sperone Speroni.
Francesco Dè Vieri
Gli artisti fanno qualcosa per far star bene i nostri corpi.
L’arte aiuta la natura o la imita (verosomiglianza). L’architettura impara dalla natura però le va contro.
Gli artisti invece fanno un quadro di paesaggio così vero che mi sembra di vedere il paesaggio.
Lezione del 22/03/2020
Il lessico (600esco) dell’Arte – novità, genio, gusto, sublime
Nel ‘600 verranno introdotte nuove parole (genio, gusto, immaginazione) nel lessico dell’arte, che fino ad
ora non abbiamo trovato, che ci condurranno a due direzioni:
nascita dell’estetica
- come quella branchia della filosofia che studia il rapporto tra l’individuo e il mondo
esterno (in che modo l’uomo entra in contatto con la natura o gli oggetti d’arte), concetto che
nell’ottocento avrà grande successo.
nascita critica d’arte
- che è una disciplina che nasce nel 18°secolo, oggi è caduta in disgrazia (il critico non
vale molto quanto un influencer tipo Ferragni).
Ci eravamo lasciati in Europa nel ‘600 in cui tutto ruota intorno a una scienza di grande successo, che è
l’alchimia. Tutti in quel periodo ambiscono a fare gli alchimisti cioè a capire come la natura possa essere
trasformata in materiale prezioso. Non vale solo per i materiali ma anche per l’uomo (individuo che passa
da uno stato di nigredo a uno stato di albedo) o le città (costruire città ideali).
Tutti i grandi pensatori d’inizio ‘600 soprattutto tedeschi, tipo il fondatore dei rosacroce, Jean Valentin
Andrea, colui che scrive i quattro manifesti dei rosacroce tra il 1614-1618, prima della guerra dei 30 anni,
non fa anche lui che disegnare mondi ideali, religioni ideali, città ideali.
simboli
Abbiamo visto anche come l’arte ha dei precisi – se vogliamo dare un significato a qualcosa, usiamo
una figura e gli accordiamo quel tipo di significato (Alciati, ‘Iconologia’)
la fisiognomica
Si afferma nel ‘600 una disciplina anche che oggi non c’è più, – Giacomo Della Porta, studi di
corrispondenze ed espressioni – studio delle corrispondenze delle espressioni, importantissimo per i pittori,
di meno per gli architetti. L’artista deve saper dipingere gli stati d’animo. Fino alla fine del ‘800 si veniva
schedati come persone pericolose in relazione ad esempio alle caratteristiche del viso (Charles Le Brunn,
pittore del re sole – studi del sopracciglio per espressioni).
… e le cose cambiano …
Le trasformazioni avvengono nel tempo in base a scoperte, virus, avvenimenti importanti.
Francesco Bacone,
Arriva per esempio la figura di giurista inglese sotto i Tudor. Nel 1620 pubblica il Novum
ragionamento
Organum Scientiarum (Nuovo Strumento delle Scienze), dove si teorizza la bontà del
induttivo (cioè io faccio un esperimento e dall’esperimento cerco di indurre, cioè capire i risultati
dell’esperimento per andare avanti, allora era una cosa che faceva molto riflettere).
Individua tre facoltà umane a cui corrispondono tre discipline:
MEMORIA – storia
INTELLETTO – filosofia/scienza
IMMAGINAZIONE – poesia
D’ora in poi sarà l’immaginazione uno dei fondamenti sui quali si baseranno i Sistemi delle Arti, ovvero la
definizione di Cos’è l’Arte?
Prima non si parlava di immaginazione, non si pensava che partisse tutto (andare a studiare i cadaveri per
poi disegnarli) dall’immaginazione. Ci si pone allora il problema da dove venga questa immaginazione?
John Locke, filosofo e medico inglese del liberalismo e dell’empirismo. Nel suo ‘’Saggio sull’intelletto
umano’’ (1630) non ha dubbi: le idee nascono dall’esperienza.
Kant
Per non sarà così, perché esistono degli a-priori dell’intelletto (spazio e tempo sono categorie a priori
della sensibilità). E’ un tema che oggi affrontano i linguisti e i logici.
Oggigiorno di questi problemi so occupano i logici e i linguisti, coloro che studiano come si sviluppa la
lingua, come si sviluppano i meccanismi di grammatica. Ancora oggi non ce unitarietà.
Lezione del 25/03/2020
Metà ‘700 nasce la figura del critico d’arte e nasce la critica d’arte, e vediamo con che funzioni:
un gruppo di vastissima conoscenza di opere e buon gusto non fa il conoscitore d’arte.
Nei salotti nasce la figura dell’amatore, il curioso; il flaneur; il viaggiatore
Nascono anche le prime accademie d’arte – per insegnare come si fa l’arte
Nascono i primi grandi musei pubblici. Non che mancassero le collezioni. I nobili già collezionavano nel ‘600.
I grandi musei nascono anche perché viene scoperta Pompei, Ercolano. Il papa istituisce una commissione,
un sistema legislativo che dice che un terzo va al proprietario del terreno, un terzo al scavatore e uno al
museo capitolino e nella parte di arte antica nei musei vaticani (Pio clementino), cioè da sé stesso.
Bottari fa il primo catalogo del museo Capitolino, Visconti invece lo fa per Pio Clementino.
I Visconti sono una famiglia a partire da Gian Battista fa questo di mestiere, catalogano i pezzi nei musei.
Nascono le prime leggi. 1733, 1750 (Valenti) protezione opere a Roma. Ma per far degli ordinamenti
giuridici serve un dibattito e serve il critico cioè qualcuno che orienta la discussione. Ha il compito di
selezionare il gusto. Di fare il catalogo, di suggerire le leggi. Si sviluppa in maniera sostanziosa i scambi
mercantili e incominciano a circolare soldi e qualcuno comincia ad arricchirsi, quando un mercante si
arricchisce cosa fa? Imita quello che ha visto fare dai nobili. Si fa fare copie di quadri. Lui non sa niente,
quindi chiama dei mezzi conoscitori, abati, che svolge questo compito di mediazione, ha uno strumento di
giudizio. Setaccia, giudica e consiglia al nuovo mercante cosa comprare e cosa non comprare.
18° secolo, inizia anche la vendita delle immagini. Iniziano a girare le stampe. L’incisione si è diffusa, che è
come se fosse una cartolina. Si va in studio Piranesi, si fa la stampa e me la porto a casa.
Anche in questo caso sono influenzato da chi se ne intende. Ascolto anche in questo caso il critico.
Nascono i falsari. I critici sulla base della conoscenza ti dicono cosa è vero e falso.
Il critico fa anche da cicerone, accompagna per l’antichità i ricchi britannici e sa dove pagare il dazio, devi
avere conoscenza e sapere il territorio.
Incominciano a nascere le riviste, che si vendono nei centri postali dove i cavalli si fermano per riposare.
Quindi si vendono i primi fogli con indicazioni sulle scoperte archeologiche.
La figura del critico è nata quindi per esigenze vere. Sapere il posto e dare indicazioni a riguardo.
Però bisogna considerare che quello di cui stiamo parlando guarda una piccola parte della popolazione. Un
operatore che serve la nobiltà e borghesia. Girano soldi che permettono la nascita del critico d’arte.
I fratelli verri, fondano la rivista il caffè nasce una società autonoma, nobili che si riusniscono e discutono e
si reggono sui soldi che hanno già.
CRITICA
Dal greco Krités. Giudice-arbitro.
Ci sono dei modi in cui si svilupperà questa critica. A posteriori persone che si occupano della storia della
critica hanno individuato dei filoni, per capire come si è sviluppata questa figura.
Abbiamo due grandi critiche:
Critica Illuministica – L’arte ha un fine etico-sociale e la critica ne verifica la rispondenza.
Critica Romantica – Vanno a vedere se l’opera disvela la verità con la bellezza, anche il sublime, la critica
aiuta a capire come avviene questo disvelamento. L’arte disvela la verità anche attraverso bellezza e la
critica aiuta a comprendere in che modo
Si può esprimere questi due punti anche con:
Critica artistica – Verificare il rispetto delle regole interne all’opera OGGETTIVA (in architettura il professore
che ti riprende dicendo che non stai rispettando i regolamenti antincendio, oppure i rapporti
illuminotecnici)
Critica estetica – Verificare l’incidenza dell’opera sulla sensibilità dei fruitori indagine sui sentimenti BELLO
SUBLIME
Kant – Giudizio Riflettente, Giudizio Determinante
Il primo: dati della sensazione che rientrano nella sfera del piacere
Il secondo: sensazione mediante i dati a priori dell’intelletto.
Grande differenza è tra cosa piace al critico e cosa piace al pubblico.
Negli anni 70 subito dopo la rivoluzione del ’78 tutta l’arte che veniva apprezzata doveva essere NON
COMMERCIALE. L’idea che un’opera piacesse a molti, lo rendeva una cosa abbastanza da poveri, che non
fosse sofisticata, che trovasse quel nuovo. Negli anni ’70 abbiamo il trionfo del critico. Non ti verrà mai
indicato il romanzo che sta in testa. Cos’è bello, non è conosciuto, è neoavanguardia italiana. Quindi negli
anni ’70 è considerato sofisticata la cosa poco conosciuta e complessa da capire.
Oggi questa cosa è quasi contraria:
L’influencer ci conduce verso il mainstream – OPINIONE (doxa) – sia una cosa costruita dal potere
finanziario.
Adesso si pensa che il critico non vale, se a tanti piace qualcosa vuol dire che quella cosa vale.
L’influencer non potrebbe esistere fuori da questo meccanismo. La Ferragni negli anni ’70 non può esistere.
Oggi la situazione si è ribaltata.
IL CRITICO
Alcuni pensatori sulla figura del critico:
FLAUBERT ritiene che il critico è un delatore (una figura sbagliata).
O. WILDE: il critico è un art
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