A.INTRODUZIONE
1.Alterare la sociologia? di Cirus Rinaldi
Alterare ha in sè la radice alter ed indica trasformazione e tensione verso il cambiamento ma
significa anche guastare ed intervenire sull'aspetto. Abbiamo paura di alterarci, di cambiare. Ma può
essere anche inteso un cambiamento volontario: una volta alteratosi si diventa qualcun'altro.
La sociologia ha normalizzato la realtà rendendola immune alle alterazioni; ha avuto difficoltà nello
studio della sessualità e si è occupata di omosessualità inserendola tra le condotte devianti al fine di
normalizzarne gli assetti, le manifestazioni e le pratiche. La sociologia dovrebbe interrogarsi sulle
differenze fra le relazioni che costituiscono la realtà che non è mai statica.
Seidman distingue fra teoria sociologica (tenta di fornire una spiegazione totalizzante della società e
delle nuove soggettività emergenti: è prodotta da e per professionisti) e teoria sociale (si sotanzia
approssimandosi all'interno del dibattito pubblico e del conflitto sociale: spiega i fenomeni sociali e
tenta di influenzarli).
Dapprima l'omosessualità è stata considerata come la negazione e la contraddizione
dell'eterosessualità. Non si può parlare di omo senza includere la eterosessualità con i suoi modelli
normativi. Si tendono ad usare le dicotomie (etero/omo ma anche maschile/femminile) il che porta
alla definizione di categorie identitarie con l'illusione che la sessualità sia fissa e statica. La matrice
eterosessuale prescrive che si possa essere maschio (genere predominante) etero e femmina (genere
derivato) etero, tutte le altre possibilità non sono prese seriamente. Risulta fondamentale studiare i
significati culturali che vengono attribuiti alla sessualità.
B.COSTRUIRE,MISURARE E PRODURRE LE OMOSESSUALITA'
2.La costruzione medica dell'omosessualità e la sua relazione con il diritto nell'Inghilterra del XIX
secolo di Ivan Crozier
Gli atti contro-natura erano considerati un crimine, in base al decreto di Enrico VIII del 1533; solo
nel 1967 si prese atto che la legge non riusciva a prevenire le pratiche omoerotiche e così gli atti
omosessuali, compiuti fra uomini, in privato, furono depenalizzati.
Difficilmente si scriveva in maniera esplicita di sesso, le cose cambiarono con gli scritti di Ellis. I
comportamenti omoerotici furono oggetto di studio soprattutto per due branche: la medicina ed il
diritto. Per quanto riguarda la medicina se ne occuparono per lo più psicologi come Ellis (che
costenevano che le norme vigenti andavano abrogate e che l'omosessualità non dovesse essere di
competenza dei giuristi) e i venerologi (i quali hanno ideato parecchi test usati dai medici legali
nella lotta alla sodomia).
La medicina nell'Inghilterra del XIX secolo
Nel corso di questo secolo la medicina ha cominciato la sua trasformazione in professione e nuove
idee in campo medico stavano per essere importate dal Continente. Assistiamo anche alla creazione
delle specializzazioni mediche. La medicalizzazione dell'omosessualità fu ostacolata dal diritto. I
nuovi specialisti cercarono di colmare tale lacuna.
La medicalizzazione della sodomia: la medicina legale
La descrizione di atti omoerotici si è sviluppata tra i medici legali ma ciò non significa che essi
avessero una conoscenza approfondita dell'argomento. In particolare ricordiamo l'opera dei Beck
che descrissero i segni corporei da cui si poteva evincere la prova della sodomia. Affermarono
inoltre che le prove di carattere medico non potevano essere le uniche da prendere in considerazione
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per accusare qualcuno.
I contributi più importanti, nell'ambito della medicina legale, si devono a Alfred Taylor, il quale,
oltre a descrivere i segni corporei della sodomia, sostenne che fosse altamente improbabile che un
rapporto anale potesse essere frutto di uno stupro. (Rammentiamo che il sesso orale non era
considerato illegale, almeno fino al 1885; tuttavia poteva essere considerato un atto di conspirazione
a commettere sodomia). I contenuti di tale testo furono usati nel famoso processo in cui Boulton e
Park furono accusati di aver commesso atti contro natura. I due imputati furono visitati da ben sette
medici. L'arresto avvenne nel 1870 in un teatro di Londra, mentre i due indossavano abiti
femminili. Ogni medico interpellato espresse opinioni diverse riguardo i corpi degli imputati; molti
di loro non avevano esperienza e gli veniva chiesto, come requisito per provare la loro competenza
in materia, se avessero letto i testi di Tardieu e Casper. Il fatto che molti medici non avessero mai
visto segni evidenti di sodomia portò a pensare che tale pratica fosse molto rara in Inghilterra. (I due
furono assolti).
Altri modi di medicalizzare la sodomia: la venerologia
I testi più importanti furono quelli di Acton; egli non considerava la sodomia come mezzo per
l'appagamento sessuale. Criticò i medici che cercavano in maniera eccessiva i segni corporei
arrivando ad affermare che un atto sodomitico può essere commesso senza lasciare alcun segno. Si
occupò anche dei comportamenti omosessuali fra gli studenti, invitando chi di dovere al controllo e
alla prevenzione di tali atti. Aveva paura che la relazione fra due giovani potesse avere le parvenze
di un rapporto sentimentale e accusò i testi classici di coltivare la lussuria nei giovani. (Ricordiamo
che, prima del 1861, uno poteva essere impiccato per aver sodomizzato la moglie consenziente).
La medicalizzazione dell'omosessualità: la psicologia della sessualità
Savage suggerì, velatamente, che il diritto non è lo strumento più idoneo da utilizzarsi in casi di
omosessualità. Symonds illustrò le sue categorizzazioni del comportamento omosessuale:
1. forzata astinenza da rapporti con donne;
2. sfrenatezza e curiosa ricerca dopo la scoperta del nuovo piacere;
3. indifferenza per le donne ed innata e istintiva preferenza per gli uomini.
Per la prima volta l'omosessualità è stata concepita come un tipo e non come una serie di segni
corporei o sintomi comportamentali. Symonds affermò che il diritto non preveniva l'omosessualità
ma favoriva il ricatto. Altri medici affermarono che l'omosessualità poteva essere congenita o
acquisita. Ellis e Symonds sostennero che non vi era nessuna oscenità se due persone adulte e
consenzienti compivano atti sessuali nel privato. Affermarono inoltre che compito della legge
dovrebbe essere proteggere i minori, prevenire la violenza, perseverare l'ordine pubblico e la
decenza e tutto ciò non si ottiene perseguitando gli omosessuali. Ovviamente il loro approcio non fu
tenuto in considerazione dai giuristi.
3.I desideri delle donne per altre donne: l'inversione sessuale e altre rappresentazioni nella
sessuaologia italiana (1870-1900) di Chiara Beccalossi
Il sesso smise di essere solo una questione di pratiche e divenne uno strumento per identificare
tipologie di individui e gruppi all'interno della popolazione. Il sodomita era un'aberrazione
temporanea mentre l'omosessuale è diventato una specie. Più che altro ci si è occupati, nel corso
della storia, dell'inversione sessuale maschile. Le pratiche sessuali fra donne avevano poche
implicazioni sociali in quanto non erano punite dalla legge. Prima che il termine inversione sessuale
facesse il suo ingresso nel vocabolario italiano, esistevano già nozioni di varie forme di desideri
femminili per il proprio sesso all'interno della conoscenza medica.
I desideri per individui del proprio sesso prima dell'inversione sessuale
Medicina forense e psichiatria: prima dell'unificazione d'Italia, la sodomia veniva punita con la pena
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di morte nello Stato Pontificio o la prigione nel Regno di Sardegna e nel Lombardo Veneto; il resto
della penisola aveva adotatto il Codice Napoleonico che non faceva cenno ad atti sessuali privati.
Con l'unificazione in tutto il paese venne adottato il codice del Regno di Sardegna, ad eccezione del
sud Italia, dove i legislatori preferirono non punire l'omosessualità maschile in questa zona in
quanto considerata una pratica legata alla cultura e alla tradizione locale (ci riferiamo a rapporti
omosessuali fra adolescenti considerati come fase temporanea della loro vita). Nel 1889, grazie al
codice Zanardelli, l'omosessualità fu decriminalizzata in tutta Italia. La pederastia (rapporto
sessuale fra un adulto e un adolescente) era di frequente menzionata negli atti forensi a differenza
del tribadismo (il termine trae origine dalla parola sfregare, ma il suo significato va ben oltre al
semplice sfregamento degli organi genitoli includendo varie pratiche sessuali fra donne) il quale
saltava fuori solo in casi di violenza e abusi (ad esempio quando una donna toglieva la verginità ad
una ragazzina attraverso la penetrazione di dita o oggetti per avviarla alla prostituzione e fare in
modo che il primo rapporto con un uomo fosse meno traumatico).
Gli alienisti (specialisti in malattie mentali) si concentrarono sulle varie forme anomale della
sessualità. Era difficile per loro che taluni indivdui che adottavano comportamenti immorali fossero
dotati di una completa capacità intellettiva.
Devianza femminile: secondo Lombroso l'uomo ama la donna per la sua vulva mentre la donna ama
nell'uomo il marito e il padre (la maternità è quindi l'unico scopo del sesso per le donne).
Ovviamente si credeva che le donne fossero inferiori all'uomo e che l'intelletto femminile fosse
dominato dal sentimento (si credeva che gli atti immorali compiuti dalle donne fossero conseguenza
di lutti o delusioni amorose).
Tonini studiò le tribadi e arrivò ad affermare che spesso loro assumevano le sembianze maschili con
cambiamenti anche fisici (amenorrea, seno poco sviluppato, enorme clitoride).
L'inversione sessuale
Diversi medici arrivarono ad affermare che l'omosessualità era innata e si concretizzava
nell'assumere le sembianze e gli atteggiamenti del sesso opposto. Questo concetto portò all'idea che
l'omosessualità fosse una malattia mentale.
I manicomi come primi laboratori per lo studio dell'inversione femminile
A differenza di Tamassia, che sosteneva che l'omosessualità fosse legata ad una errata percezione
dell'io che portava a cambiare le proprie sembianze, Cantarano credeva che tale cambiamento non
era condizione necessaria per essere omosessuali. Le invertite erano solitamente soggetti
discriminati dalla società borghese; nei manicomi di solito finivano donne povere che
vagabondavano.
La prostituta-tribade
Secondo Lombroso una donna normale in genere è frigida e faceva sesso solo per procreare (sulla
base dell'istinto materno). La donna criminale ha un eccessivo erotismo, proprio come gli uomini,
non aveva istinto materno ed era attratta da pratiche e abitudini tipicamente maschili; queste qualità
virili si associavano con le peggiori qualità femminili come la passione per lo sfarzo, la vendetta, la
crudeltà, la menzogna e la furbizia. In alcuni casi le prostitute tribadi erano schifate da abusi subiti
da uomini e ripiegavano avendo rapporti con donne; in altri casi erano delle ninfomani che non
guardavano in faccia nessuno e andavano con chiunque pur di soddisfare il loro desiderio sessuale.
Il pericolo principale ha origine dalla convinzione che tali donne potessero "infettarne" altre.
La fiamma
Si fa riferimento a rapporti omosessuali fra donne in ambiti femminili come scuole o conventi. Le
fiam
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