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coinvolgimento (il tempo che una persona dedica alle diverse attività; più tempo impiega in

• tali attività meno tempo avrà per compiere atti devianti);

convinzione (che le norme sociali siano valide e debbano essere rispettate).

Sampson e Laub hanno eleborato la teoria del controllo sociale informale. Secondo loro in ogni fase

della vita si è sottoposti al sudetto controllo: da bambini la famiglia e la scuola poi i colleghi e il

datore di lavoro. Spesso la devianza si manifesta durante i periodi di svolta, quando cambiano cioè i

nostri punti di riferimento.

II. Scuola di Chicago: disorganizzazione sociale ed ecologia urbana della devianza

Con Scuola di Chicago ci riferiamo al gruppo di sociologi che opera agli inizi del XX secolo presso

il dipartimento di sociologia e antropologia culturale dell'università di Chicago. Gli esseri umani

sono visti come animali sociali modellati dalla loro interdipendenza con gli altri e dalle risorse

dell'ambiente in cui vivono. Hanno studiato il processo di sviluppo della città. Al centro vi è il

quartiere commerciale (zona 1) e, attorno ad esso, troviamo una zona (zona 2) in transizione con

industrie e imprese commerciali; questa è una zona di deterioramento dove abbiamo le camere di

affitto e gli immigrati, è una zona ad alta mobilità residenziale. La terza zona (zona 3) è abitata da

operai specializzati e quindi benestanti, è un'aea di insediamento di immigrazione secondaria

(seconda generazione). È la parte di città in cui sperano di trasferirsi gli abitanti della zona 2. Infine

vi è la zona dei lavoratori pendolari (zona 4) che si trova al di là dei confini della città. Si osserva

che i problemi sociali e i tassi di criminalità sono più elevati nella zona di transizione; il problema

della devianza non va cercato negli individui (transizione indica appunto che la popolazione cambia

di continuo) ma nelle zone in cui si vive. Cambiamenti sociali come l'immigrazione, lo spostamento

dalle campagne alle città e l'urbanizzazione indiboliscono le relazioni sociali primarie e va

diminuendo anche il controllo sociale.

Shaw descrive il processo che stuttura le carriere criminali (di giovani ragazzi), evidenziando la

connessione fra devianza e spazio geografico:

i delinquenti sono persone normali;

– le aree con alti tassi di delinquenza si caretetrizzano per la mancanza di controllo sociale e

– per la debolezza delle realzioni sociali primarie; spesso gli adulti non stigmatizzano il

comportamento deviante e dunque i ragazzi crescono in un mabiente in cui la devianza è una

forma di condatta accettata e talvolta appropriata;

queste aree offrono poco incoraggiamento per attività lavorative convenzionali;

– le attività criminali sono intraprese in età precoce con un insegnamento da parte dei ragazzi

– più grandi ai ragazzi più piccoli;

la carriere delinquente prende forma quando il giovane si identifica nel mondo criminale e

– assume nella propria filosofia di vita i valori che prevalgono nei gruppi criminali con cui è

entrato in contatto.

Contagio sociale: si fa riferimento alla regioni morali che non sono necessariamente dei luoghi di

residenza ma spesso sono luoghi di incontro, per cui è molto semplice passare da un ambiente

morale all'altro.

Teoria del conflitto culturale: è stata elaborata da Sellin il quale sostiene che le definizioni legali,

cioè che è criminale e ciò che non lo è, mutano nel tempo come risultato dei cambiamenti nelle

norme di condotta. I gruppi sociali che detengono il potere impongono a tutti gli altri gruppi, le

proprie norme sociali. Il conflitto ha origine quando un soggetto, per seguire le norme del suo

gruppo, va contro le norme sociali del gruppo dominante.

Teorema di Thomas (chiamato da Merton profezia che si autoadempie): se gli uomini definiscono

reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze.

Le politiche

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A. Lo sviluppo di programmi per rafforzare i legami sociali

Bisogna modificare le condizioni di vita nella comunità e potenziare i legami tra i soggetti a rischio

devianza e le istituzioni comunitarie, i gruppi sociali, le associazioni, ecc... Lo scopo è quello di

rafforzare il controllo sociale informale. Un esempio ci arriva dal progetto "Chicago Area Project"

di Shaw e McKay che aveva lo scopo di riorganizzare i quartieri: attività ricreative per i ragazzi,

campagne di sensibilizzazione circa il miglioramento delle condizioni di vita di comunità, aiuto per

i giovani a rischio devianza o per chi aveva già avuto problemi con la giustizia.

B. Le politiche per affrontare il conflitto culturale

Secondo tali politiche occorre promuovere il processo di integrazione degli immigrati nelle società

riceventi favorendo l'acquisizione dei valori e delle norme di condotta della cultura dominante. Il

processo di integrazione è orientato da tre logiche: immigrazione temporanea, assimilazione e

logica pluralista. Applicazione delle teorie ai casi

Mario

L'uso di droghe è visto come frutto del cattivo funzionamento della società. Bisogna vedere se il

consumo di dorghe è un fenomeno diffuso nel suo quartiere e se è cambiato nel corso del tempo.

Bisogna inoltre valutare se l'utilizzo di droghe sia promosso dalle norme di condotta della cultura di

cui Mario fa parte. Se facciamo riferimento alla teoria dell'etichettamento si dovrà stare attenti agli

effetti negativi della reazione sociale su Mario. Dovremmo favorire l'assimilazione delle norme di

condotta della cultura dominante.

Luca

Non è applicabile la teoria della Scuola di Chicago ma solo quella dell'anomia. Si può intervenire a

livello strutturale consolidando i legami sociali e a livello culturale promuovendo l'uso responsabile

delle risorse e del potere. Bisogna valutare se lo smaltimento illegale dei rifiuti è un comportamento

diffuso e accettato dall'azienda per cui Luca lavora

Mohamed

Si devono rafforzare i legami sociali ed incrementare la capacità di empowerment della comunità

locale. La teoria del conflitto culturale non è applicabile poichè sia in Italia, sia nel suo paese

d'origine lo spaccio e lo scippo non sono moralmente e legalmente acettati.

3.Il paradigma sociale: la teoria della tensione e la teoria delle subculture

Le teorie

I. Merton: la teoria della tensione

Secondo Merton la struttura sociale crea disposizioni ad agire. In ogni società sono definiti

culturalmente sia la mete sia i modi attarverso cui raggiungerle; si fa riferimento a norme

istituzionalizzate alle quali la maggioranza della società attribuisce valore. Non sempre i modi

istituzionalizzati sono i più semplici eveloci per raggiungere le mete. Visto che i mezzi non sono

distribuiti equamente, molti individui devono sperimentare modi nuovi per raggiungere le mete. I

tipi di adattamento si distinguono in:

Conformità: mete prestabilite e mezzi istituzionalizzati; è il tipo di adattamento non

– deviante.

Innovazione: si fa ricorso a mezzi non istituzionalizati per raggiungere le mete prestabilite

– 6

dalla società (vedi classi sociali inferiori che hanno pochi mezzi). Questo tipo di

adattamento non si applica sempre, ci riferiamo alle caste indiane, in cui ogni strato ha delle

proprie mete alle quali i membri si adattano.

Ritualismo: il ritualista è colui che pur rinunciando a mete ambiziose segue rigidamente le

– norme istituzionali (classe sociale media-inferiore).

Rinuncia: non si hanno i mezzi ma non si vuole andare contro alle norme istituzionalizzate

– (psicopatici, vagabondi, drogati, alcolisti).

Ribellione: rifiuto di mete e mezzi istituzionalizzati. Si vuole cambiare la società

– (rivoluzionari).

II. La teoria della subcultura di Cohen

Molti comportamenti criminali sono commessi da gruppi di ragazzi che spesso condividono una

subcultura con proprie norme e valori. Osservando il comportamento dei ragazzi (figli della classe

operaia) delle bande, si nota come le loro azioni criminali siano orientate dalla gartuità, malignità e

distruttività. Non si ruba per fame ma per divertimento.

La subcultura rappresenta inoltre una valida alternativa a chi non ha i mezzi istituzionalizzati.

Cohen sottolinea come gli appartenenti alla classe operaia siano in contatto con la classe media

(vedi insegnanti) e vengono quindi educati a raggiungere le mete della classe media. Secondo

Cohen per affrontare il problema di adattamento, i giovani possono ricorrere a tre soluzioni:

impegnarsi nello studio per arrivare al successo (ragazzo di college), se c'è un insuccesso scolastico

possono entrare a far parte della classe operaia senza però entrare in aperto conflitto con la cultura

dominante (ragazzo di strada) o possono intraprendere la carriera criminale.

Nel caso dei giovani della classe media, la subcultura delinquente si forma come risposta ai

problemi di identificazione sessuale descritti da Parsons. I ragazzi vivono in famiglie dove il padre

lavora e la madre sta a casa. Per allontanarsi dalla figura femminile e far emergere la loro

mascolinità, vanno contro a quanto gli è stato insegnato dalla madre.

III. La teoria di Cloward ed Ohlin

Secondo i due autori i ragazzi della classe media inferiore hanno a disposizione, per realizzare le

loro aspirazioni, una struttura illegittima delle opportunità. La natura della risposta deviante è

influenzata dall'ambiente in cui vive l'attore. Hanno individuato tre forme collettive di adattamento

alle tensioni strutturali:

la subcultura criminale: si utilizzano mezzi illegali per procurarsi il denaro; si crea in

– ambienti dove vivono criminali di diverse età e soggetti criminali e non criminali. Sono i

più gradi che insegnano ai piccoli e questi ultimi tendono ad imitare i grandi visti come

soggetti da ammirare;

la subcultura conflittuale: si ricorre alla violenza per acquisire uno status; la troviamo in

– zone con un'organizzazione sociale precaria e instabile. Le bande combattono per acquisire

una reputazione;

la subcultura astensionista si consumano droghe; i suoi membri vivono in una condizione di

– doppio fallimento poichè non hanno raggiunto il successo nè con i mezzi legittimi nè con

quelli illegittimi.

La tensione non porta sempre a soluzioni delinquenti di tipo collettivo; gli adattamenti collettivi

emergono quando il fallimento viene attribuito all'ordinamento sociale anzichè a difetti o incapacità

personali. Le politiche

A. Le politiche strutturali

Favorire una maggiore redistribuzione delle risorse in favore dei soggetti appartenenti alle categorie

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più svantaggiate. Non punire quindi ma creare nuove opportunità.

B. Le politiche culturali

Rendere più importante seguire le procedure istituzionalizzate piuttosto che raggiungere gli scopi

con qualunque mezzo e modificare i valori sociali che una società deve perseguire.

Applicazione delle teorie ai casi

Mario

Il tipo di adattamento è la rinuncia. Ehrenberg sostiene come molte persone (anche della classe

media) utilizzino psicofarmaci e droghe per affrontare la tensione determinata dalla necessità di

mostrarsi sempre all'altezza. Probabilmente Mario non appartiene ad una subcultura astensionista,

quindi il consumo di droghe non può essere spiegato col doppio fallimento. Anche i membri delle

classi sociali superiori possono sperimentare la tensione fra i mezzi a disposizione e le mete da

raggiungere (come il successo economico). Esempio: un funzionario del comune guadagna un tot,

per arricchirsi potrebbe usare mezzi illegittimi come la richiesta di somme di denaro ai cittadini per

la disbriga più veloce di pratiche amminitrative.

Luca

Bisogna vedere se si trattava di una prassi del luogo di lavoro (innovazione) o una scelta

individuale. Sarebbe inutile un intervento a livello strutturale se è coinvolta l'intera azienda, si può

puntare piuttosto alla rieducazione.

La teoria della subcultura non può essere applicata al caso in questione. Vi è però una prospettiva

teorica, derivante dalla suddetta teoria, che può essere applicata ai crimini dei colletti bianchi: la

subcultura organizzativa. Tali subculture possono favorire la criminalità in due modi:

fornendo ai propri membri le razionalizzazioni per compiere il reato (neutralizzare la norma

– che deve essere violata, loro continuano a credere nella norma ma la sospendono

momentaneamente e conservano così la loro integrità morale);

isolando i propri membri dai modelli normativi convenzionali (sostituzione delle norme).

Mohamed

Anche qui il tipo di adattamento è l'innovazione; tuttavia bisogna distinguere fra immigrati di prima

e di seconda generazione. I primi acquisiscono la meta del successo economico attraverso il

processo della socializzazione anticipatoria, poi arrivati nel paese si rendono conto che non lo

possono ottenere coi mezzi legittimi. I secondi assumono come gruppo di rferimento quello degli

autoctoni ma anch'essi non possono raggiungere le mete in modo legittimo. Anche nell'illegalità gli

immigrati africani sono collocati negli strati più bassi (esempio solo spaccio poichè non hanno

accesso a risorse per avanzare di grado nel mercato illegale).

Si dovrà valutare se il comportamento di Mohamed è espressione di una modalità di adattamento

collettiva o individuale. Si comportà illegalmente per trovare un ruolo in una subcultura o agisce

così perchè crede che sia l'unico modo per quelli come lui?

4.L'apprendimento del comportamento deviante

Le teorie

I. Shuterland e la teoria dell'associazione differenziale

La sua teoria su basa su tre concetti: conflitto normativo, organizzazione sociale differenziale,

associazione differenziale. 8

Conflitto normativo: è il gruppo dominante che decide quali comportamenti sono criminali e quali

no. Il più alto tasso di delinquenza si avrà laddove esistono subculture in conflitto con la cultura

dominante.

Organizzazione sociale differenziale: il tasso di criminalità non è il prodotto di un deficit sociale ma

è funzione dell'organizzazione sociale dei diversi gruppi. Il comportamento crimnale può essere

spiegato individuando i processi che agiscono nel momento in cui il reato si verifica (spiegazione

situazionale) o i processi che agiscono nella storia antecedente dell'autore del reato (spiegazione

storica). Se mi trovo in un appartamento vuoto posso decidere di rubare ma ciò non dipende solo

dalla situazione ma anche dalla persona e della sua storia. Molti di noi si trovano in condizioni di

compiere un atto immorale o illegale ma non lo facciamo.

Associazione differenziale: Shuterland speiga il processo attarverso cui il singolo individuo giunge

a intraprendere un comportamento criminale. La versione finale della sua teoria si articola in nove

asserzioni:

1) Il comportamento criminale è appreso.

2) Il comportamento criminale è appreso attarverso l'interazione con altre persone in un

processo di comunicazione.

3) L'apprendimento si realizza all'interno di gruppi di persone in stretto rapporto fra loro.

4) L'apprendimento include le tecniche di commissione del reato e l'inidirizzo dei moventi,

delle iniziative, degli attegiamenti e delle razionalizzazioni.

5) L'indirizzo suddetto viene appreso attraverso le definizioni favorevoli e non ai codici della

legge.

6) Una persona diventa delinquente quando le definizioni favorevoli alla violazione della legge

superano quelle sfavorevoli (è questo il principio dell'associazione differenziale).

7) Le associazioni differenziali possono variare in durata, frequenza, intensità e priorità.

8) L'apprendimento criminale è identitico a qualsiasi altro tipo di processo di apprendimento.

9) Nonostante il comportamento criminale sia espressione di bisogni e valori, questi non

possono spiegarlo in quanto sono gli stessi che del comportamento non criminale.

Shuterland descrive inoltre quattro modalità che dovrebbero spiegare il comportamento criminale di

una persona: frequenza (tempo strasvorso con gruppi criminali), durata (dell'esposizione ai modelli

negativi), priorità (associazione a tali modelli) e intensità (emozionale dell'associazione e il

prestigio di coloro che manifestano il comportameto osservato).

Non esistono gruppi sociali immuni dalla criminalità. I reati dei colletti bianchi sono premeditati,

realativamente unitari e corenti. I criminali dal colletto bianco sono in grado di contrastare il

processo di criminalizzazione impedendo che i loro comportamenti criminali siano considerati una

minaccia per la società. Va sottolineato che la società tende a giustificare i reati commessi da coloro

che provengono da classi sociali elevate: ad esempio un ladro della classe operaia è un ladro, un

ladro della classe media è un cleptomane.

II. La teoria della neutralizzazione di Matza e Sykes

Le definizioni favorevoli alla trasgressione della norma precedono il comportamento deviante

stesso rendendolo possibile. Anche se si fa parte di una subcultura deinquente non si può negare che

ognuno di noi fa parte della cultura dominante e deve confrontarsi con essa. Per delinquere dunque

un soggetto deve giustificare il suo comportamento. Le tecniche di neutralizzazione

(giustificazione) descritte dai due autori sono:

negazione della responsabilità (non è colpa mia perchè ero sotto l'effetto di droga)

– negazione del danno (non ho fatto male a nessuno)

– negazione della vittima (si meritava di essere picchiato perchè è omosessuale)

– 9

condanna di chi condanna (ce l'hanno con me)

– richiamo a lealtà più alte (l'ho fatto per il bene dell'azienda)

I valori che dovrebbero far parte solo delle subculture delinquenti in realtà sono presenti in ogni

gruppo sociale (uso di droghe, guidare senza patente, marinare la scuola). Nessuno è costretto a

deviare; la volontà di trasgredire una norma può essere ativata da due condizioni: la preparazione e

la disperazione. Le politiche

A. La prevenzione del comportamento deviante: isolare gli individui dai modelli normativi devianti

Sarebbe inutile un trattamento individualistico ma bisogna intervenire modificando le relazioni di

gruppo del potenziale deviante in modo diretto. Gli interventi devono avvenire in ogni gruppo

sociale, poichè nessuno è immune alla criminalità. Bisogna inoltre intervenire sui meccanismi che

attivano la neutralizzazione.

B. La rieducazione del deviante

Interveniamo affiliando un soggetto deviante ad un gruppo virtuoso. Tale affiliazione può avvenire

o avvicinandoci ai contesti sociali in cui il deviante vive o inserendolo in apposite organizzazioni.

Secondo però la teoria dell'associazione differenziale è inutile allontare il soggetto dal suo gruppo e

"rieducarlo" poichè non modifica la natura delle relazioni sociali del deviante. Merita un cenno la

mediazione penale che prevede l'incontro del criminale con la sua vittima affinchè si possa

contrastare la neutralizzazione.

Ricordiamo che per un giovane criminale è difficile uscire dalla subcultura delinquente se gli viene

offerta come unica alternativa diventare un bravo ragazzo secondo i canoni della classe media. Gli

sarà più semplice adattarsi allo stile di vita del ragazzo di strada secondo i canoni della classe

operaia.

C. La prevenzione del comportamento deviante:interventi sul contesto sociale e culturale

L'irresponsabilità personale può essere sostenuta da modelli di pensiero che sono dominanti in una

determinata società; si può prevenire il comportamento criminale modificando tali modelli.

Applicazione delle teorie ai casi

Mario

Si dovrà analizzare il processo di apprendimento e si possono ipotizzare tre tipi di intervento:

interventi rivolti alla comunità in cui Mario vive (prevnzione primaria); interventi rieducativi nei

confronti di Mario con gruppi di non consumatori (astinenza); interventi rieducativi nei confronti di

Mario con gruppi che gli insegnino un cosnumo di droghe non dannoso per sè e per gli altri

(strategia di riduzione dei danni). Quindi essendo stato segnalato dovrà seguire un programma

terapeutico che lo porti a smettere definitivamente di far uso di droghe ma, se fosse stato contattato

per strada, gli operatori avrebbero potuto promuovere comportamenti di consumo meno

problematici e dannosi.

Molti giovani che fanno uso di droghe illegali convivono con adulti che utilizzano droghe legali

(alcol e psicofarmaci).

Luca

Probabilmente lo smaltimento illegale di rifiuti è una prassi dell'azienda per cui Luca lavora e avrà

imprato da colleghi e superiori non solo il modo di trasgredire le norme ma anche le giustificazioni.

Luca dovrebbe cambiare il gruppo di lavoro oppure dovrebbe modificarsi la cultura di quel gruppo.

È probabile che Luca non si ritenga un delinquente e venga assolto dalla società. Un intervento

possibile è metterlo in contatto, affinchè si confronti con loro e capisca le conseguenze del suo

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Servizio sociale
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aleunam88 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Criminologia e sociologia della devianza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Rinaldi Cirus.

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