Introduzione
Libro di testo: “Compendio di criminologia” Ponti ed 2008
Capitoli:
- 1 introduzione, riferimenti all'800 scientista importante per i suoi cambiamenti e per la nascita di molte discipline tra cui anche criminologia ma soprattutto per l'applicazione dei metodi scientifici agli studi umani, dell'uomo.
- 2 sviluppo storico: come quelli prima di noi hanno affrontato il tema della criminologia. La parte storica è importante in quanto l'essere umano è irripetibile, non possiamo tracciare linee uguali per tutti gli individui. La tecnica è uno strumento che va usato con intelligenza.
- 3 verranno analizzate le correlazioni tra socialità e criminalità, dimensione individuale e criminalità, malattie mentali e criminalità e abuso di sostanze e criminalità.
Sviluppo storico della criminologia
Quando si studia un fenomeno la sequenza deve essere minimo trentennale. Con l'aumento della popolazione è normale che cresca anche la criminalità. Per evitare questo errore io calcolo il quoziente ovvero il numero di crimini in relazione alla mia popolazione di interesse, il che mi conferma che effettivamente c'è stato un aumento della criminalità.
Scienze criminali
Scienze criminali: complesso di discipline tra loro distinte e autonome aventi in comune l'oggetto ovvero la criminalità:
- Politica criminale
- Diritto penale
Criminologia: scienza interdisciplinare finalizzata a conoscere e analizzare le azioni criminose e si interessa alle cause che le hanno favorite, alla personalità del delinquente e ai vari problemi relativi alla punibilità, alle procedure di giudizio.
- Criminologia eziologica (perché?)
- Antropologia criminale
- Biologia criminale
- Psicologia criminale
- Vittimologia
- Sociologia criminale (si occupa del gruppo)
- Criminologia clinica (che fare? Organizzare, come intervenire sul soggetto)
- Criminologia critica: definisce la criminalità in quanto le norme possono cambiare, i processi selettivi dei fatti criminosi e i meccanismi e finalità dei controlli sociali.
Criminalistica
Criminalistica = insieme delle tecniche per l'investigazione criminale:
- Medicina legale e antropologia forense
- Dattiloscopia
- Balistica giudiziaria
- Grafilografia e comparazione calligrafica
- Analisi materiali biologici
Problemi della definizione della criminalità
- Realtà ontologica/naturalistica
- Creazione politica e/o sociale
- Il reato è ciò che è previsto dalla legge come tale privilegiando il principio di certezza del diritto
- Il reato è un comportamento antisociale alla ricerca di principio di giustizia
Problema delle cause della criminalità
- Libero arbitrio (non arbitrarietà) che presuppone una libertà morale assoluta
- Il determinismo biologico o sociologico che nega ogni libertà
- Le posizioni probabilistiche e multifattoriali che individuano una libertà condizionata
Metodi e fonti delle conoscenze criminologiche
- Statistiche di massa: è una fonte ma non una risposta, ma una base per la costruzione della mia risposta
- Investigazione individuale: sono le storie di vita, capire cosa ha condizionato il suo comportamento per vedere quali sono stati i fatti che lo hanno portato alla scelta deviante
- Inchieste su gruppi campione: perché, capire a motivazione del comportamento dall'interno del gruppo (= osservazione partecipante)
- Inchieste confidenziali agli autori (impraticabile da noi), alle vittime, ai testimoni privilegiati (immagine diversa da quella che registriamo)
Bisogna sempre analizzare come indicatori e non come soluzione.
Statistiche e percezione della criminalità
Nel 2007 l'entità dei reati è di 2.933.146 di cui 1.363.656 furti, 627 omicidi volontari 40% dovuto a criminalità organizzata, 20% insieme ad un altro reato, 20% nella famiglia, 63.602 lesioni dolose, 140 per associazione mafiosi (sottostimate soprattutto in relazione al numero di danneggiamenti che ammontano a 384.529), 382 usura. I dati fanno emergere che le persone si sentono più insicuri su alcuni crimini piuttosto che altri, soprattutto quelli riguardanti mafia e usura. Sono importanti il quoziente e il numero assoluto.
Per la criminalità abbiamo un periodo di stasi dal 1900 al 1970 dopo di che si registra un picco in salita. Questo picco è stato condizionato dall'aumento di ricchezza in Italia. (Va tenuto presente che nel 1970 l'Italia non è ancora paese di immigrazione per cui essi non sono affatto causa del nostro picco).
Omicidi denunciati: eccetto il picco degli anni 50 dovuto alla guerra, l'omicidio sta pian piano diminuendo. Tutta la paura per l'omicidio è dovuto soprattutto perché ci viene sempre raccontato al telegiornale, alla radio, sui quotidiani per cui cambia solo la percezione del reato non la sua gravità.
Delitti contro le persone: presenta un andamento stazionario. È l'informazione che viene storpiata in quanto i dati sono facilmente manipolabili.
Reati contro il patrimonio: sono aumentati considerevolmente dal 1970 dovuto soprattutto all'aumento di ricchezza in Italia.
Nell'unione europea i delitti denunciati sono maggiori nei paesi più ricchi come Germania, Italia, Francia, Spagna, Regno Unito. Mentre sono più frequenti i reati contro la persona, il numero di omicidi nei paesi più poveri come Lituania, Estonia, Lettonia, Bulgaria, Finlandia.
Non viviamo affatto in una società pericolosissima e ingiusta come ci viene dipinta dai media. A conferma anche i dati in Emilia Romagna sono abbastanza costanti.
Delitti ignoti e incertezza della percezione
Delitti ignoti: non sono affatto aumentate le capacità investigative perché se nel 1986 c'erano 66.8% di delitti commessi da ignoti, nel 2004 sono aumentati al 80.7%. Questo giustifica la nostra insicurezza che noi canalizziamo nei reati per noi più gravi. Contrariamente le rapine, le estorsioni, i sequestri commessi da ignoti sono diminuiti perché sono aumentate le misure di sicurezza.
L'omicidio non ha una grande percentuale di risoluzione e tra quelli che sono risolti la maggior parte avvengono in famiglia o a causa di una rissa. I condannati per delitto con sentenza definitiva sono sempre in calo. Sono passati da 280 a 199 e se poi andiamo ad analizzare le condanne, la maggior parte sono multe mentre su 3.000.000 di denunce solo 5000 vengono poi condannati alla reclusione per un anno o più.
Risultato modesto con un alto investimento:
- 3.000.000 delitti denunciati
- 550.000 persone denunciate
- 250.000 persone condannate
- 80.000 puniti con multa
- 120.000 reclusione fino ad un anno
- 40.000 reclusione fino a tre anni
- 9.000 reclusione fino a dieci anni
- 1.000 reclusione superiore a dieci anni
Va tenuto comunque presenti che ci vogliono 3 anni per un processo di 1° grado, e 5 anni per l'appello. Per quanto riguarda i furti i condannati sono soprattutto tra il 18 e i 24 anni, ma rimane comunque alto tra i 24 e 35 anni. Il picco si sposta più avanti per gli omicidi. La maggior parte sono giovani e maschi (le donne sono quasi nulle). In Italia però la natalità è diminuita ed è qui che ci hanno aiutato gli immigrati, a mantenere i dati costanti.
Il numero oscuro
A. Il delitto può essere ignoto:
- Omicidi di vagabondi, prostitute, persone che vivono da sole
- Molestie sessuali
- Frodi che non vengono rilevate dalle vittime (aggiunta di acqua al latte, adulterazione del vino)
B. Il fatto può essere spiegato in modo innocuo:
- Accidente
- Suicidio
C. Il delitto anche se scoperto, non viene denunciato:
- Il furto dei grandi magazzini
- Furti nei confronti delle banche
- Ricatti
- Criminalità organizzate (estorsioni)
- Particolarità del reato (violenza sessuale)
- Reati commessi contro la famiglia
- La vittima non condivide la norma (gioco d'azzardo, vilipendio)
- La vittima nutre sfiducia nella giustizia
- I beni oggetto del reato sono di scarso valore
- I reati sono commessi ai danni degli autori di altri reati
D. Il delitto presenta difficoltà di intervento per le forze di controllo ufficiale:
- Criminalità amministrativa (inosservanza di norma di tutela del lavoro, impossibilità di controllo sugli evasori fiscali)
- Criminalità economica
- Computer crimes (frodi informatiche e simili)
Noi abbiamo solo rappresentato nei nostri dati ciò che è stato denunciato. Per scoprire il numero oscuro posso solo fare un test di vittimizzazione così ricavo il tasso di occultamento che varia per i vari crimini. L'immagine del nostro criminale che emerge dai dati è ciò che permette una migliore organizzazione delle forze di polizia. Ma dopotutto la nostra conoscenza è imperfetta, in quanto noi ci avviciniamo solo al fenomeno. Le stime dei dati ISTAT dicono che il numero di reati denunciati è il 52% dei reati realmente commessi. Per cui stimiamo che il numero oscuro sia il restante 48%. Tendono a denunciare di più le donne e soprattutto sopra i 40-45 anni e tendenzialmente le persone più scolarizzate che quelle no.
Cenni storici
Esistono due grandi scuole di pensiero:
Scuola classica
Fa riferimento a Cesare Beccaria ed è la parte che ha un assunto più filosofico, in cui gli studi evolvono poi in studio del diritto. La loro idea era che il fondamento del sistema penale è la responsabilità del delinquente originata dal libero arbitrio, per cui ogni uomo libera poteva commettere reato. La giustizia quindi deve fare delle normative per il controllo. Le restrizioni devono essere:
- Poche
- Chiare
- Scritte
L'amministrazione della giustizia deve essere strutturata sulla presunzione di innocenza, ovvero le prove devono essere portate dall'accusa e non dal difensore come prova della propria innocenza.
Inversione dell'onere della prova
Le pene devono essere:
- Retribuite
- Proporzionate alla gravità del reato
- Certe
Le difficoltà sorgevano nel caso del soggetto infermo di mente. Di fronte a ciò la scuola classica ha ratificato questa nozione di fondo e ha accettato alcune nozioni della scuola positivaneoclassicismo.
Scuola positiva
Il suo principale esponente è Lombroso, un medico legale molto interessato alla marginalità e alla povertà che si occupava di statistiche. Seguiva l'esercito e poteva disporre di molto materiale da studiare. Si muove verso la metà dell'800, stesso periodo che vede l'affermarsi di Darwin e delle sue teorie. Lombroso riflette sui reati di sangue e analizza come essi sono distribuiti perché se fossero originati dal libero arbitrio allora dovrebbero essere omogeneamente distribuiti su tutto il territorio. Questo però non accade e allora comincia ad analizzare altre componenti come per esempio le anomalie dei solchi della mano. Secondo lui l'evoluzione può subire degli intoppi e se uno di questi si verifica l'individuo non si svilupperebbe completamente, non giungerebbe a maturità. Regolatore di tutti i fenomeni naturali è il principio di causalità che spiega ogni fatto della vita fisica e psichica individuale e sociale (compresa la delinquenza) come manifestazione necessitata di determinate cause.
Determinismo causale
Il diritto penale non si può fondare sulla responsabilità del singolo che non esiste ma deve basarsi sulla pericolosità sociale che è un giudizio di probabilità dell'atto criminoso. La pena non ha più ragione di esistere ma deve essere sostituita da un sistema di misure di difesa sociale (Lombroso poteva anche accettare la pensa di morte se un individuo era pericoloso). Alla fine l'ipotesi di Beccaria è stata vincente perché la maggior parte della gente è in grado di comprendere e di volere. Per cui coloro che non lo erano, se erano pericolosi venivano tenuti sotto controllo e talvolta isolati fino a quando fosse stato deciso che non erano più una minaccia. Però se è stato stabilito un minimo di detenzione non ne è stato stabilito un massimo. Lombroso propone una scuola interdisciplinare. Nasce quindi la teoria delle stimmate lombrosiane:
- Fronte bassa
- Zigomi pronunciati
- Occhi strabici
- Sopracciglia folte
- Naso storto
- Grandi orecchie
- Mascella anomala
- Barba rada
Attorno a queste teorie si costruisce una particolare attenzione alla componente biologica da cui avranno origine le teorie costituzionaliste. Esse nascono con l'interesse per le teorie lombrosiane affiancate con la patologia biologica applicata ai comportamenti. Reati più ripartizione ripartizione:
- Leptosomico (persona molto alta con uno scheletro gracile): Schizofrenia, Ladro 20% 20%
- Atletico (persona proporzionata): Schizofrenia, Reati violenti 30% 30%
- Picnico (persona con il tronco di aspetto rotondeggiante, con spalle esili e arti poco sviluppati): Ciclotimia, Frodi 20% 15%
- Misto 25% 25%
- Displastico (presenta lineamenti non armonici): Schizofrenia, Reati sessuali 5% 10%
Sempre importanti furono gli studi che si effettuarono sui gemelli. I due più importanti sono stati quelli a Lange e a Yoshimasu. Lange: 30 detenuti di cui 17 gemelli dizigoti 2 criminale - 11%; 13 gemelli monozigoti 10 criminali - 76%. Yoashimasu: 46 detenuti di cui 28 gemelli monozigoti criminali 60,6%; 18 gemelli dizigoti criminali 33%. Se fosse solo un fattore biologico allora nel caso dei gemelli monozigoti entrambi dovrebbero essere in carcere, se invece non è così allora c'è qualcosa in più, oltre alla componente biologica. I soggetti però erano in ospedali psichiatrici e questo ha reso poco attendibili i dati raccolti.
Il cervello
Cosa ci possono dire neuroni e sinapsi? Dobbiamo interrogarli e conoscerne i limiti. Tutti questi studi sono dovuti al trauma cranico causato negli incidenti stradali. Ci sono due campi di studi in criminologia:
- Campo clinico
- Campo sociologico
Due modalità di lavoro molto distinte. Nei paesi anglosassoni i criminologi si occupano più di criminologia sociale, in questo momento invece l'interpretazione biologica del comportamento è tornata in auge ma le conoscenze acquisite sulla nostra struttura cerebrale non possono esaurire le caratteristiche e le determinanti del nostro comportamento. Sappiamo, infatti, che le determinanti da considerare sono davvero tante, per esempio la dinamica della vita di gruppo, la struttura sociale, o la struttura biologica. Nel nostro cervello ci sono parti più antiche che condividiamo con altri organismi biologici e strutture più recenti caratteristiche proprie dell'umanità. È costituito da due emisferi ed è definito un sistema crociato di informazioni, i destrimani per esempio hanno l'area del linguaggio situata nell'emisfero sinistro, i mancini nell'emisfero destro. Il volume del cervello non determina le capacità dell'organismo, è sempre una questione di proporzioni rispetto alla taglia degli organismi. Rapporto peso/volume.
Nel cervello umano, rispetto alle specie più semplici, ci sono moltissimi più solchi, caratteristica tipica della corteccia cerebrale, caratterizzata da uno spessore medio dai 2 ai 2,5 cm, e massimo di 4 cm. La corteccia è l'ultima parte sotto il profilo evolutivo, in essa risiedono tutte quelle capacità che riteniamo tipicamente umane.
Ma qual è la cellula tipo? Il neurone, composto da nucleo, assone e dendriti, cellule estremamente interconnesse pur non toccandosi mai. Esiste infatti uno spazio tra di esse, luogo della trasmissione dell'informazione. Canale di uscita dell'informazione è l'assone, mentre le antenne riceventi sono i dendriti che ricevono appunto le informazioni dagli assoni vicini di cellule differenti. Dalla nascita, attraverso lo sviluppo, la loro intensità diventa sempre più ricca, le connessioni aumentano nell'individuo nel corso della crescita, non è il numero delle cellule che aumenta. I neuroni comunicano attraverso due modalità principali:
- Elettrica
- Biochimica
Le nostre cellule nervose sono dotate di un potenziale elettrico differenziato. Uno stimolo esterno altera il potenziale elettrico (eccitazione) e il neurone lungo i suoi tubuli interni all'assone provoca la corsa dei prodotti del nucleo centrale che, arrivati al terminale dell'assone eccita la membrana, la quale essendo semipermeabile, rilascia nello spazio intersinaptico i neurotrasmettitori come adrenalina o noradrenalina. Dall'altra parte nel dendrite del neurone vicino, attraverso recettori specializzati, avviene il passaggio dell'informazione. Se il neurotrasmettitore trova il recettore specifico sulla membrana del dendrite, questo si aggancia e l'informazione viene trasmessa al neurone successivo.
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