Riassunto lezione 23 e capitolo 9
Costo
Il costo è il valore monetario di beni o servizi impiegati per ottenere benefici futuri.
Tipi di costo
Costo di prodotto: costo ascrivibile alla realizzazione dei prodotti dell'azienda.
Costo di periodo: costo che non si può imputare alla produzione.
Determinazione dei costi di prodotto
Determinare i costi di prodotto è necessario per delle pressioni esterne: i sistemi contabili tendono a focalizzarsi sulla determinazione dei costi di prodotto al fine di individuare il costo del venduto e le scorte in magazzino.
Ulteriore classificazione
- Costi industriali
- Diretti: direttamente ascrivibili alla produzione
- Indiretti: non direttamente ascrivibili alla produzione, ma appartenenti all'ambito industriale
- Costi non industriali: costi che non fanno parte dei precedenti
- Di marketing
- Di ricerca e sviluppo
- Di distribuzione
- Di vendita
- Generali e amministrativi
Costi fissi e variabili
Costi fissi: i costi fissi rimangono costanti al variare del volume della produzione. Il grafico teoricamente dovrebbe rappresentare una retta costante, ma la rappresentazione più fedele è quella di un grafico a scalini, in quanto i costi fissi possono variare e poi rimanere costanti, fino alla prossima variazione.
Costi variabili: i costi variabili variano in funzione del volume della produzione. La rappresentazione grafica teorica rappresenta una retta che cresce proporzionalmente, fenomeno che non avviene nella realtà. Infatti, i costi possono essere progressivi (aumentare all'aumento del volume della produzione) e degressivi (diminuire all'aumento del volume della produzione).
Ricavo
Il ricavo è l'utilità economica che un'impresa crea attraverso l'attività economica basata sulla vendita di una quantità x di prodotti o servizi. È misurato di grandezze finanziarie e si riconosce con un'entrata di denaro. Quasi sempre variabile. Può avere un andamento proporzionale o degressivo.
Si parla di ricavo fisso quando si tratta di un abbonamento che viene pagato a prescindere dalla prestazione del servizio (es. assicurazioni).
L'analisi dei costi
Serve all'azienda per prendere decisioni nell'ambito della gestione:
- Decidere se scegliere economie di scala, di raggio d'azione o d'apprendimento
- Make or buy
- Break even point
Economie di scala
Consistono nella diminuzione dei costi medi di produzione derivante da un aumento del volume della produzione. Si ricorre alle economie di scala per esempio quando si decide di cambiare macchinario, per decidere se sceglierne uno nuovo con la stessa capacità di quello ormai obsoleto, o uno nuovo con una capacità maggiore. Per determinare quale scelta è più vantaggiosa, bisogna osservare la variazione del costo medio unitario della produzione che diminuisce per la diminuzione dei costi variabili unitari, e per l'incidenza tra costi fissi e ricavi. E deve essere preso in considerazione il reddito operativo ed eventuali rischi nelle due ipotesi.
Le economie di scala comportano un risparmio nell'ambito dei costi:
- Maggiore produttività degli input
- Maggiore efficienza degli impianti
Ma possono incontrare alcuni rischi:
- Il mercato può presentare una domanda costante e non aver bisogno di un aumento dei volumi
- Richiesta di prodotti differenziati in piccola quantità
- Necessità di essere vicini ai bisogni dei clienti
- Necessità di flessibilità
Economie di volume
Consistono nella variazione del grado di sfruttamento della capacità produttiva, quando quest'ultima resta costante. Per esempio, decidere di usare un macchinario al massimo delle sue possibilità o al 75%.
Economie di raggio d'azione
Consiste nella possibilità di realizzare beni diversi nella medesima unità produttiva, con le stesse risorse e semilavorati e quindi con gli stessi processi intermedi. L'aumento del numero di articoli realizzato nel medesimo stabilimento comporta la diminuzione dei costi unitari del singolo prodotto.
La scelta di quali aree business presidiare è indirizzata dalla "strategia portafoglio":
- Combinare aree che generano risorse finanziarie con altre che le assorbono
- Combinare aree in crescita con quelle più mature
- Combinare aree ad elevata sinergia
Economie d'apprendimento
Consiste nella riduzione dei costi medi unitari del prodotto dato dall'aumento della produzione cumulata nel tempo. Si distingue dall'economia di scala, in quanto in questo caso, l'aumento della produzione avviene in maniera naturale, nel tempo. E derivano da:
- Miglioramento dell'efficienza dovuto alla specializzazione del lavoro
- Riduzione dei costi grazie a nuove metodologie di lavoro, standardizzazione di prodotti e nuovi processi di produzione
Si calcolano misurando la variazione % dei costi ad ogni raddoppio della produzione cumulata.
Make or buy
Grazie all'analisi dei costi l'azienda può decidere tra esternalizzazione (buy) o internalizzare (make). È quindi necessario verificare quali sono le condizioni di convenienza in base alle quali scegliere - teoria dei costi di transazione.
Esternalizzazione= Vantaggi:
- Aumentare il livello di specializzazione dell'azienda (e quindi la sua efficienza grazie alle economie di scala o di apprendimento)
- Maggiore flessibilità in caso di incertezze di mercato
- Minori costi di coordinamento interno
Svantaggi:
- Potenziale inaffidabilità del fornitore
- Maggiore potere contrattuale del fornitore
In base a quali criteri si devono prendere le decisioni di make or buy?
Con l'esternalizzazione si potrebbero ridurre i costi per i materiali diretti, costi legati alla manodopera diretta, costi indiretti legati all'unità di prodotto, costi indiretti di supporto al prodotto e i costi fissi legati ai macchinari costi "evitabili", eliminati quando un prodotto viene eliminato.
Costi evitabili > subfornitura esterna = Buy
Costi evitabili < subfornitura esterna = Make
Modello costi-volumi-risultati e break-even analysis
Tendenzialmente tutti i componenti di costo e ricavo variano al variare dei volumi. Alcune componenti sono più rigide e presentano dei cambiamenti solo superate certe soglie produttive (costi e ricavi fissi). La variabilità di ogni componente reddituale sarà caratterizzata da coefficienti diversi dipendenti dalla politica commerciale praticata. Si usa per stabilire il risultato reddituale a seconda della variazione dei volumi della produzione U= pv*Q – cv*Q – CF.
L'utile corrisponde ai ricavi (prezzo di vendita*quantità di prodotti venduti) meno i costi variabili totali (costi variabili unitari*quantità di merci acquistate) e costi fissi. È necessario però specificare degli assunti affinché tale formula sia utile:
- Si tratta di un'azienda monoprodotto
- La quantità di merce acquistata è uguale a quella venduta
- Prezzo di vendita e costi variabili noti e costanti al variare della quantità prodotta
L'analisi avverrà attraverso un grafico quantità-costi, ricavi che rappresenterà la retta dei costi totali C=cf + (cv*q) che parte dalla quota dell'ammontare dei costi fissi (non dall'origine) e la retta dei ricavi totali R= pv*q che parte dall'origine in quanto la quantità di prodotti acquistati e vendute è pari a 0. Il punto in cui intersecano le due rette è detto punto di pareggio, punto in cui i costi totali eguagliano i ricavi totali. Per i valori prima di quel punto, l'azienda subirà una perdita, per quelli dopo, creerà un utile. Il punto di pareggio è anche detto break-even point e la sua individuazione è l'oggetto della break-even analysis. L' obiettivo dell'azienda è determinare a quale grado di sfruttamento della capacità produttiva o in corrispondenza di quale volume di vendita o di quale ammontare di fatturato dell'impresa si realizza il break-even point.