Analisi di Bilancio e Analisi dei Costi –
Analisi dei Costi
Sommario
1 Sistema informativo contabile .............................................................................................. 2
1.1 Le tipologie di azienda ............................................................................................................... 2
1.2 L’obbligo contabile .................................................................................................................... 2
1.3 La Contabilità Analitica (CO.AN.) ............................................................................................... 3
2 Costi di produzione ............................................................................................................... 5
3 La costificazione ................................................................................................................... 6
3.1 Costo di utilizzo di fattori produttivi durevoli ............................................................................ 6
3.2 Gli ammortamenti ..................................................................................................................... 6
3.2.1 Valore da ammortare ................................................................................................................ 7
3.2.2 Vita utile del bene ..................................................................................................................... 7
3.2.3 Criterio di ripartizione ............................................................................................................... 8
3.2.4 Affitto e canone leasing ............................................................................................................. 8
3.2.5 Manutenzioni e riparazioni ....................................................................................................... 8
3.2.6 Riassunto: costo di utilizzo dei fattori produttivi durevoli ........................................................ 9
3.3 Costo del lavoro ........................................................................................................................ 9
4 Contabilità di magazzino ..................................................................................................... 10
5 CLASSIFICAZIONE DEI COSTI ................................................................................................ 12
5.1 PRIMA CLASSIFICAZIONE .......................................................................................................... 12
5.2 SECONDA CLASSIFICAZIONE ...................................................................................................... 12
6 MODALITA’ DI RIPARTIZIONE DEI COSTI INDIRETTI ............................................................. 12
6.1 I centri di costo ......................................................................................................................... 12
6.2 Classificazione dei centri di costo in funzione dell’attività svolta .............................................. 13
6.2.2 Prima modalità di elaborazione ............................................................................................... 14
6.2.3 Seconda modalità di elaborazione .......................................................................................... 15
7 Configurazioni di costo di prodotto ..................................................................................... 15
7.1 Full cost .................................................................................................................................... 15
7.1.1 Conto economico a bandiera .................................................................................................. 17
7.2 Direct cost ................................................................................................................................ 18
7.2.1 Incentivazione o cessazione produzione ................................................................................. 20
8 Contabilità analitica ............................................................................................................ 21
8.1 Analisi dei costi ........................................................................................................................ 24
8.2 Analisi dei ricavi e determinazione dei risultati analitici ............................................................ 24
8.3 Determinazione del risultato economico di breve periodo ........................................................ 24
8.4 Modalità di inquadramento della COA rispetto alla CO.GE. ...................................................... 25
8.5 Il funzionamento della COA rispetto alla CO.GE. ....................................................................... 25
1
1 S ISTEMA INFORMATIVO CONTABILE
1.1 L E TIPOLOGIE DI AZIENDA
Lo scopo generico di un’azienda è quello di perseguire degli obiettivi e delle finalità. Per quanto riguarda le
imprese invece queste finalità sono rappresentate dal beneficio, dal ritorno e dalla convenienza economica.
Per le aziende no profit la molla è raccogliere fondi per finanziare i progetti perseguendo l’obiettivo dell’as-
sociazione. Il vero no-profit non è mutualistico, come lo è per le imprese cooperative, ma socialistico.
Private For profit (imprese)
Aziende Not for profit (no-profit)
Pubbliche (università, sanità)
Se non c’è nessuno che crea ricchezza, non c’è ricchezza nemmeno per gli altri. In Italia la presenza del pub-
blico è piuttosto massiccia. Le ONLUS hanno un costrutto tributario.
Prelievo fiscale alto Prelievo fiscale basso
Settore pubblico Buono “Bazza”
Settore privato Svantaggioso Buono
1.2 L’ OBBLIGO CONTABILE
Nel corso di questo studio parleremo per lo più di imprese. Qualunque impresa soggiace all’obbligo conta-
bile: deve tenere la contabilità. Contabilità di magazzino, CO.GE. e Bilancio di esercizio sono dati di tipo
consultivo, ovvero valutano solamente cose già accadute, ex post.
• CO.GE.: COntabilità GEnerale ufficiale, ovvero quella che viene controllata. Vi sono indicati gli acca-
dimenti di gestione. Ha un sistema continuativo di scrittura, tanto che una sua parte è definita “libro
giornale” per la sua quotidianità.
• Bilancio di esercizio: una volta all’anno sono opportune sintesi Contabilità di magazzino
della CO.GE., che sono rispettivamente Stato Patrimoniale e Conto
Economico. Questi prospetti contabili sono redatti secondo delle
regole. Nell’arco di un processo di armonizzazione contabile, la so- CO.GE.
cietà quotata redige il bilancio mediante i IAS/IFRS in modo da fa-
vorire interazioni con altri paesi secondo il principio di armonizza- Bilancio di esercizio
zione. Le società minori invece devono obbligatoriamente seguire
le regole del Codice Civile. Se c’è il caso di un’azienda non quotata
ma comunque al di sopra dei limiti riportati nel Codice Civile si può sceglie come redigere il bilancio.
Gli asset IFRS spingono molto sulla competenza piuttosto che sulla prudenza: secondo il Codice Civile
un provento è tale solo quando l’operazione è chiusa. Il bilancio di esercizio viene redatto secondo
le modalità codificate. Sopra i 15 dipendenti le tipologie del lavoro sono diverse.
• Contabilità di magazzino: se l’impresa movimenta beni per obbligo fiscale serve la contabilità di ma-
gazzino.
Oltre a questi documenti di tipo consultivo, ne vanno affiancati altri di tipo predittivo. Il contesto è intercon-
nesso: eventi che hanno risvolti su altri eventi. 2
• Piano: è un documento/strumento attraverso cui si cercano dati/elementi di cui siamo in possesso
per definire uno scenario futuro con una serie di obiettivi a cui tendere, che si cerca di raggiungere.
Il piano, solitamente triennale, presenta 3 aspetti/dimensioni da considerare:
Finanziario: soldi, entrate e uscite, finanziamenti, dove vi è la copertura
o Piano
degli investimenti;
Economico reddituale: risultato massimo atteso, ricavi e costi. Sono indi-
o cati i ricavi attesi nei tre anni, è dove si trova il senso dell’impresa. Com- Budget
posizione qualiquantitativa del patrimonio;
Piano degli investimenti: indica le risorse finanziarie. Anche disinve-
o stendo si ottengono finanziamenti, ovvero razionalizzando gli investimenti.
• Budget: rappresenta un pezzo del piano. Bisogna definire l’obiettivo reddituale aziendale, OBJ
Azienda: totale ricavi e costi aziendali. Questo serve per passare dall’astratto a qualcosa di più pre-
ciso. Economico: costi,
o OBJ Azienda
ricavi, risultato; Macro
Finanziario;
o Patrimoniale.
o OBJ OBJ OBJ
Si tratta di una suborganizzazione Micro Micro Micro
organizzativo-gerarchica. È neces-
sario avere informazioni a certe OBJ OBJ OBJ OBJ
scadenze che facciano sapere se si Micro (Sottoservizi) Micro (Sottoservizi) Micro (Sottoservizi) Micro (Sottoservizi)
stanno realizzando gli obiettivi. Da
una base organizzativa si passa ad
una temporale. Ogni anno l’obiettivo è di conseguire gli obiettivi previsti dal budget.
1.3 L C A (CO.AN.)
A ONTABILITÀ NALITICA
Dividendoli su base mensile, avendo dati consultivi (CO.GE. e Bilancio di esercizio) e dati preventivi (Piano e
Budget), è possibile avere con cadenza un momento di verifica tra i dati previsionali e quelli rielaborati in
base consultiva. Il principale strumento attraverso cui viene questo è costituito dalla Contabilità Analitica,
CO.AN..
Differenze tra CO.AN. e CO.GE.:
• Una prima differenza con la CO.GE. riguarda il periodo di interesse. Per la CO.GE. erano tutti gli effetti
che si producono nell’ambito delle operazioni di mercato: se un nuovo socio conferisce denaro, c’è
una variazione finanziario che si reinterpreta sotto il profilo economico come operazione di capitale.
Quest’operazione per la contabilità analitica è come se non accadesse, in quanto si occupa solo delle
variazioni economiche di reddito: costi e ricavi e per differenza il risultato;
• La seconda differenza riguarda l’oggetto di indagine. La CO.GE. assume come oggetto di interesse
l’intera impresa, non nel particolare. Alla Contabilità Analitica interessa invece la causa del ricavo,
dove sia stato generato il ricavo, che poi va confrontato con il piano economico. La contabilità anali-
tica è molto più selettiva. Non è sufficiente solo un livello massimo, ma serve una segmentazione più
precisa: per esempio i singoli plessi. Avere chiaro che quel ricavo deriva da quella determinata ven-
dita. Solo in questo modo sono in grado di fare emergere eventuali, e normali, spostamenti;
• La CO.GE. è obbligatoria, mentre per le imprese la CO.AN. non è obbligatoria: se decidi la utilizzi, ma
non sei costretto;
• La CO.GE. si deve tenere con il metodo della partita doppia, mentre la CO.AN. è in forma libera, si
può decidere come tenerla; 3
• La CO.GE. deve produrre esiti vincolanti per legge, esigenze conoscitive esterne. La CO.AN. deve sem-
plicemente soddisfare le esigenze conoscitive interne.
Anche la CO.AN. trova però una sua prima base dati nella CO.GE.. Quindi nella maggior parte dei casi si prende
un dato dalla CO.GE. e si adatta e modifica alle esigenze particolari della CO.AN.. Fra loro comunque dialo-
gano anche per avere un riscontro/verifica sull’affidabilità dei dati.
Periodicamente sulla base delle cadenze che ho deciso nel budget si fa un confronto tra i dati consultivi e
preventivi. Questo permette l’analisi degli scostamenti. Se il budget economico è organizzato per singola
tipologia di servizi su base mensile, bisognerà confrontare l’effettiva valenza del tutto con la stessa cadenza,
se questi obiettivi sono stati raggiunti. Quando lo scostamento si considera (soggettivamente) rilevante oc-
corre analizzare le cause che lo hanno generato. Normalmente viene considerato significativo se supera un
X% o se supera in valore assoluto una certa soglia. Contabilità di magazzino
Piano CO.GE.
CO.AN.
Budget Bilancio di esercizio
Analisi degli scostamenti
Controllo a bilancio
Quando si indagano le cause non lo si fa con un atteggiamento notarile, ma il primo obiettivo è quello di
capire qual è la causa per cercare di risolvere il problema recuperando se possibile quello che si è perduto. È
lo stesso principio degli intertempi nelle gare motociclistiche. Anche uno scostamento favorevole è comun-
que uno scostamento, quindi presuppone un errore, perché il budget è uno strumento che spinge l’organiz-
zazione ad un risultato economico ritenuto il migliore tra quelli possibili. Se gli scostamenti sono favorevoli
devo rivedere magari il budget per cogliere l’opportunità.
I dati consultivi all’interno della CO.GE. servono per la parte finanziaria: cassa, conti correnti. Periodicamente
si fanno questi controlli. Prima che inizi l’anno dopo va preparato il budget dell’anno successivo. Contestual-
mente va aggiunto un anno per tenere, per esempio, il periodo di tre anni. Normalmente la procedura di
chiusura del bilancio viene fatta nelle settimane precedenti la sua effettiva chiusura. Ad aprile circa viene
fatto il controllo a bilancio. Verso ottobre si possiedono già diversi dati consultivi. Si integrano perciò questi
dati con i mesi successivi, avendo però già una base. Dopo aver fatto il controllo di bilancio è l’occasione per
andare a rivedere il piano per l’anno successivo.
= = à ′
[ ]
Il concetto di Contabilità Analitica è molto più ampio per il settore pubblico che per quello privato. Il valore
al quale si perviene dipende dall’esigenza conoscitiva che man mano mi trovo ad analizzare. Il prodotto è
4
qualcosa di ottenuto attraverso una lavorazione. La merce è qualcosa le cui caratteristiche non vengono mo-
dificate.
2 C OSTI DI PRODUZIONE
La valutazione di norma avviene solo con un costo pieno industriale, costi diretti e indiretti con il processo
di fabbricazione. Se invece la mia esigenza conoscitiva fosse quella di conosce un costo per congetturare un
prezzo di vendita che possa essere per me remunerativo, il processo di calcolo va impostato diversamente:
scoprire costi della pubblicità, dell’amministrazione, degli oneri finanziari, del direttore generale, costi am-
ministrativi, costi commerciali. Se facendo così venisse un costo pari a 100, non posso vendere a 100, perché
coprirei esattamente i costi. L’attività di impresa è un’attività aleatoria, puoi vincere come puoi perdere.
L’attività sarà effettivamente conveniente solo se oltre a tutti i costi e agli oneri finanziari, io riesco anche a
coprire degli interessi attivi che avrei potuto avere, e ai quali ho rinunciato, nell’attività di impresa, magari
investendo in altre attività. Configurazione di costo ultracompleta. Il costo economico tecnico considera tutti
i costi e comprende anche gli oneri figurativi. Io potrei avere un utile senza che vi sia un profitto. Un profitto
è un ultra utile, una grandezza che si ottiene dopo che dall’utile ho tolto gli oneri figurativi.
Avendo già un’attività io voglio sapere quanto mi costa fare una valigia in più: i costi fissi non vanno conside-
rati, bensì solo quelli variabili. Questo è il principio del relativismo: in un dato momento, a fronte di una certa
situazione, con riferimento ad un dato oggetto, non c’è mai un unico valore, ma ci possono essere diversi
valori sulla base della specifica esigenza conoscitiva che si deve soddisfare. Qual è il valore di un’azienda? Se
è per la sua normalità, guardo il bilancio; se per la liquidità devo guardare tutto il valore liquido. Prima va
chiesta l’ottica in cui partire con l’analisi. Valore di cessione, funzionamento.
Elaborazioni/Esigenze conoscitive:
• Elaborazioni ai fini del controllo: supportare il controllo della gestione. Collegata all’esigenza di for-
nire periodicamente, a periodi infrannuali, dei dati che consentono di capire come si sta svolgendo
la gestione. Report prestrutturati. Le informazioni che arrivano ai fini del controllo evidenziano l’evi-
denza di un problema. A fronte di un problema io devo decidere quali azioni correttive devo assu-
mere;
• Elaborazioni per supportare il processo decisionale: non sono come il controllo, predefinite e preim-
postabili, ma il processo di calcolo andrà impostato sulla base dello specifico problema che mi trovo
ad affrontare. Il mio sistema informativo deve essere perciò fortemente flessibile. Oggi il problema
è rendere leggibili le informazioni per chi le deve usare;
• Elaborazioni che servono per poter redigere il bilancio di esercizio: queste riguardano solo le im-
prese manifatturiere con riferimento alla CO.AN., nello specifico riguarda la redazione del bilancio di
esercizio. Non riguarda necessariamente tutte le imprese, ma espressamente tutte quelle manifat-
turiere, dove avviene fisicamente un processo di trasformazione. Per le imprese mercantili per esem-
pio ho dei costi di acquisto. Se la valigetta l’ho prodotta io ho dei costi di acquisto: dipendenti, ma-
terie prime, elettricità, fornitori. Io ho combinato in questo prodotto finito una serie di fattori pro-
duttivi per cui non ho un’effettiva spesa di danaro, bensì tutta una serie di costi che alla fine si mette
insieme. Il costo di produzione di quell’oggetto non lo dice la CO.GE. che rivela i valori di gestione
esterna, non quelli di gestione interna. Per questo ci deve pensare la contabilità analitica. Questa
operazione si rende necessaria tutte le volte che si ha un costo di produzione. Quando c’è un costo
di produzione mi serve la CO.GE.. Questo mi
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Appunti analisi dei costi
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Analisi differenziale
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Analisi di Bilancio e Analisi dei Costi
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Analisi dei costi