Che materia stai cercando?

Corso di economia aziendale

Questo libro intende fornire agli studenti gli strumenti concettuali necessari per affrontare con rigore di metodo e con spirito critico la complessa e dinamica realtà delle aziende. Il testo è costruito intorno alle seguenti idee di fondo: l'unitarietà dei fenomeni aziendali, che devono essere osservati nei loro molteplici aspetti (di gestione, di organizzazione, di rilevazione),... Vedi di più

Esame di economia aziendale docente Prof. -. Non

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

D) il capitale sociale ossia i comportamenti delle persone che

compongono la rete di conoscenze e di controllo sociale della

persona, incluso il insieme di valori e di regole denominabile cultura.

Nelle economie evolute, le scelte personali sono sempre meno

influenzate dai bisogni umani fondamentali, mentre il capitale umano

complessivo (l' insieme del capitale personale e del capitale sociale)

svolge un ruolo crescente; ciò vale anche le scelte che hanno per

oggetto beni, quali il cibo o gli indumenti.

1.2.3. I processi decisionali individuali: la razionalità limitata

pag. 27

L'attività economica comporta continue scelte e decisioni. Si

presentano tre modelli utili per capire come le persone decidano:

a) il modello delle scelte individuali secondo razionalità assoluta,un

modello astratto ma utile per meglio comprendere il significato dei due

successivi;

b) un modello delle scelte individuali secondo razionalità limitata;

c) un modello delle scelte a più attori nei contesti organizzati, sempre

secondo la razionalità limitata.

il modello di razionalità assoluta è il modello utilizzato in buona parte

dalla teoria economica: un soggetto che debba prendere una

decisione, ad esempio deve decidere quale appartamento acquistare,

si trova in una situazione così:

* è perfettamente chiaro il problema affrontato, ed altrettanto chiaro è

l'obiettivo da ottimizzare;

* sono disponibili tutte le informazioni relative alle possibile scelte

alternative;

* sono perfettamente conosciuti tutti possibili futuri "Stati del mondo"

* tutte le alternative sono confrontabili simultaneamente

* il decisore è unico ed isolato

* La persona sceglie l'alternativa migliore.

L'osservazione della realtà ci mostra che tutte le ipotesi precedenti si

realizzano solo parzialmente. Le informazioni sono disponibili solo in

parte, sempre con qualche ritardo e la loro visione comporta costi; a

nessuno è dato di conoscere completamente il futuro. Sempre si

presentano problemi di incommensurabilità tra le alternative. Sempre

il decisore é parte di qualche società umana e deve tenere conto

anche delle preferenze di altre persone. In definitiva le persone

scelgono secondo razionalità; ma la loro razionalità non è razionalità

perfetta; é razionalità limitata.

Herbert Simon, ha elaborato il concetto di razionalità limitata, ci

propone un modello di rappresentazione dei processi decisionali

umani secondo il quale, le decisioni scaturiscono da processi

interattivi; secondo questo modello la scelta finale è "soddisfacente".

Schematicamente:

* il decisore parte da un certo insieme di attese iniziali;

* una prima ricerca esplorativa porta ad individuare qualche possibile

soluzione;

* il decisore esamina e valuta una prima possibile soluzione;

* in entrambi i casi avviene un aggiustamento delle attese;

* il decisore esamina altre possibili soluzioni confrontandole questa

volta con le attese che via vìa si modificano in base agli esiti della

ricerca;

* il decisore continua in questo processo: le alternative che vengono

valutate una ad una in sequenza; le attese si modificano in funzione

degli esiti delle analisi;

* ad un certo punto il soggetto sceglie; sceglie quando stanno per

scadere i tempi, quando la ricerca sta diventando troppo costosa,

quando le ultime valutazioni non danno più luogo a scoperte positive,

quando una delle soluzione è compatibile (soddisfacente) rispetto alle

attese che si sono via vìa adattate.

In questo modello il problema, le soluzione e le attese si intersecano

in un processo di apprendimento. Tutto questo non significa che il

processo decisionale non sia razionale; il processo e la scelta finale

sono razionali, ma la razionalità è limitata, non assoluta.

1.2.4. I gruppi sociali, le norme e i ruoli: pag. 29

Per il perseguimento dei loro fini, le persone umane interagiscono tra

di loro sia occasionalmente si è in forme relativamente stabili.

L'azione, individuale integrata nell'ambito di società umane produce

benefici individuali e benefici collettivi di vari ordini. L'attività

economica deve essere analizzata anche come attività di persone

membri di società umane e non solo come attività di singoli individui

isolati.

Le società umane sono di natura molto varia e sono analizzabile in

molteplici aspetti; qui concentriamo la nostra attenzione sui gruppi

sociali. Il gruppo sociale (gruppo) e un insieme di persone aventi

seguenti caratteristiche:

a) è composto da un piccolo numero di componenti da tre a sette

persone

b) si forma spontaneamente tra persone che per vari condizionarono

organizzative e logistiche si trovano ad interagire tra loro

c) è composto da persone che condividono i valori di fondo

d) è orientato al perseguimento di un obiettivo comune a tutti membri

e) ha una propria struttura sociale interna

f) sviluppa regole di comportamento denominate norme che tutti i

membri del gruppo devono rispettare;

g) é coeso e permane nel tempo che si analizza un sostanziale

equilibrio, tra ciò che ogni membro fornisce al gruppo e ciò che

ognuno ottiene dal gruppo;

h) decade se si scioglie quando si rompe l'equilibrio di cui al punto

precedente.

Al centro di un gruppo sociale sta dunque una fitta rete di scambi che

fanno fluire tra i membri del gruppo oggetti molto vari: lavoro, affetti,

beni, prestigio, protezione, potere, stima, divertimento, eccetera.

Un gruppo sociale deve avere un lider che lo guidi, una debole

leadership porta inevitabilmente al declino del gruppo.

quando una persona fa parte di un gruppo, il suo comportamento è

fortemente influenzato da tale appartenenza; la persona infatti diventa

il centro di un sistema di attese di comportamento da parte di altri

soggetti; si forma il ruolo.

Il ruolo é il sistema delle attese di comportamento che convergono su

una persona che occupa una certa posizione in un certo gruppo. Un

gruppo e in equilibrio se i vari ruoli sono coerenti e complementari se

le attese sono tra loro in coerenti o incompatibili si originano tensioni e

conflitti di ruolo che compromettono l'efficacia e l'esistenza del

gruppo.

Il concetto di ruolo si applica a tutti tipi di gruppi. Con riferimento ai

gruppi sociali, si manifestano alcuni ruoli tipici:

"leader gregario", "novizio anziano", "regolare isolato", "esperto

moderatore", "conformista deviante".

1.2.5. I processi decisionali collettivi: tra caso e strutturazione

I processi decisionali si svolgono in società umane, o si è in spazi

popolati da una pluralità di persone che tutti contemporaneamente

sono coinvolte in una molteplicità di processi decisionali che

s'intersecano. Si svolge il tema con riferimento alle imprese che sono

società umane organizzate nell'ambito delle quali si svolgono processi

decisionali molto articolati. Le decisioni da prendere devono essere

tra loro coordinate e coerenti, ma sono anche in concorrenza tra loro;

la concorrenza tra le decisioni ha due origini:

a) ogni processo decisionale richiede l'impegno di risorse tra le quali il

tempo ed energia della persona che deve decidere. Tale risorse, da

investire nei processi decisionali sono sempre scarse e così accade

che alcuni processi decisionali siano avviati e concluse, mentre altri

non sono neppure avviati o, se avviati si arenino senza produrre

scelte.

b) le scelte che scaturiscono dai processi decisionali pure comportano

l'impiego di risorse; di nuovo, le risorse disponibili sono limitate e di

conseguenza una scelta può essere incompatibile con altre scelte.

Non solo le decisioni, ma anche le soluzioni sono in concorrenza tra di

loro, uno stesso problema può trovare più soluzioni, magari proposte

sostenute da soggetti che hanno schemi mentali e interessi differenti.

I processi decisionali che si svolgono nelle imprese sono dunque solo

parzialmente strutturati secondo meccanismi di razionalità; l'impresa

progetta e codifica alcune forme di occasione di decisioni, definisce le

deleghe e le responsabilità decisionali, attiva meccanismi atti a

segnalare problemi critici e a formulare alternativi corsi di azione; le

dinamiche ambientali, i limiti cognitivi delle persone, le differenze

preferenze percezioni in gioco lasciano però sempre ampi spazi per il

caso e la soggettività.

Le strutture organizzative delle aziende sono progettate in modo tale

da orientare e integrare le singole decisioni prese da persone e da

gruppi di persone, occorre farsi che tutte le decisione individuale siano

coerenti con gli obiettivi dell'organizzazione, ossia che nelle intenzioni

rispettino la razionalità dell'organizzazione; chi si attende che le

persone membri di un istituto adottino le finalità e le politiche

aziendale come guida alla loro adesione individuale; per avere tali

logiche di comportamento le organizzazioni elaborano le regole

organizzative, le procedure e routine; si suppone che applicando tali

regole, si ottengono risultati coerenti con obiettivi dell'azienda.

Risultati negativi si ottengono quando le procedure sono attuate per

sé, sono autorizzate senza aggiornamenti e verifiche della loro

permanente funzionalità.

1.2.6. Cooperazione, opportunismo, fiducia e altruismo

La ragion d'essere delle società umane e la condizione essenziale per

il loro efficace funzionamento è la cooperazione tra le persone che

fanno parte.

La cooperazione consente di ottenere risultati non conseguibile dai

singoli operanti individualmente; la cooperazione produce una rendita

che dovrà essere distribuita tra tutti i partecipanti; in tal senso

ciascuna persona ha interesse a cooperare, poiché anche dalla sua

cooperazione dipende l'entità della rendita poi disponibile per

compensare il suo contributo. Nello stesso senso ciascuna persona

che voglia partecipare alla rendita, ha il dovere morale formale di

cooperare realmente. In linea di principio ciascuna persona dovrebbe

essere ricompensata in relazione ai contributi forniti godendo di una

quota della rendita organizzativa proporzionata all'impegno di

cooperazione.

Nella realtà, tuttavia né i contributi individuali, né i risultati complessivi

realizzati sono perfettamente conoscibili e ciò dà spazio a

comportamenti opportunistici, ossia comportamenti egoisti e attuati

con astuzia, che consentono le persone di godere dei vantaggi della

cooperazione senza fornire i dovuti contributi.

I comportamenti opportunistici sono al contempo causa ed effetto di

relazioni di sfiducia tra le parti. La costruzione di un rapporto di fiducia

richiede l'adozione ripetuta di comportamenti leali e cooperativi; le

transazioni tra due persone legati da rapporti di fiducia sono fluidi ed

efficienti; i comportamenti opportunistici di una parte incrinano

rapporto di fiducia e stima o l'altra parte ha comportamenti

opportunistici; le transazioni in contesti di sfiducia sono difficoltose,

costose, non efficienti.

Il formarsi e il deteriorarsi di relazione di fiducia si realizzano secondo

un tipico meccanismo di profezie auto verificanti; tale fenomeno è

evidente nel governo dei rapporti tra le imprese e le persone che vi

prestano lavoro.

Una parte notevole della teoria e della pratica organizzativa si fonda

più o meno esplicitamente, e comunque erroneamente sull'ipotesi che

i prestatori di lavoro tenda non naturalmente in ad applicare pratiche

restrittive rispetto alle attese di comportamento espresse d'azienda.

Secondo tale impostazione le persone attribuirebbero al lavoro un

carattere puramente strumentale rispetto all'ottenimento della

retribuzione; non solo le persone minimizzerebbe loro sforzo per

ottenere una data retribuzione ma ricercherebbero coscientemente i

difetti dell'assetto organizzativo che consentano comportamenti

opportunistici nel rispetto formale delle regole esplicite; non si

darebbe su un fenomeno di assunzione spontanea di responsabilità.

L'assetto organizzativo o coerenti con l'ipotesi negativa sulla natura

umana causa esattamente i comportamenti previsti da tale ipotesi

pure, le persone soggette ad un assetto costruttivo, e private di ogni

delega sviluppano atteggiamenti restrittivi e opportunistici.

1. 3. L'economia aziendale

1. 3. 1. I principi generali

Le scelte economiche si articolano in due rami: l'economia politica ed

economia aziendale. Le scienze economiche hanno come oggetto

comune le attività di produzione e di consumo dei beni atti a

soddisfare i bisogni delle persone. L'economia politica osserva i

fenomeni economici propri dei grandi aggregati regionali, nazionali ed

internazionali; l'economia aziendale di osserva nelle manifestazioni

delle aziende singole, delle classi e degli aggregati particolare di

aziende. L'economia politica fondandosi anche sui contributi

dell'economia aziendale, elabora le conoscenze e le teorie

economiche utili per le decisioni di politica economica regionale,

nazionale e internazionale. L'economia aziendale, fondandosi anche

sui contributi dell'economia politica e elabora le conoscenze le teorie

economiche utili per il governo del aziende di ogni ordine (familiari, di

produzione, non-profit, di amministrazioni pubbliche).

Le scienze economiche sono orientate anche all'innovazione, dalle

modalità più convenienti nei vari contesti. La ricerca di nuove e

migliore modalità di svolgimento delle attività economiche si ispira

evidentemente ad una visione dinamica dei processi economici, ossia

ad una visione che giudica auspicabili e possibile continui progressi di

efficienza ed efficacia dell'attività economica.

l'oggetto proprio dell'economia aziendale si identifica assumendo

come centro di riferimento le attività economiche svolte dalle aziende.

pag.39

Si tratta di un oggetto complesso ed una sua definizione precisa non

può che derivare da un'articolata serie di proposizioni congiunte nel

modo seguente:

1. l'economia aziendale ha per oggetto l'ordine economico (così il

sistema degli accadimenti e economici) di tutti gli istituti nei quali si

svolgono significative attività di produzione e di consumo di beni

economici;

2. Si considerano particolarmente rilevanti quattro classi di istituti: le

famiglie, le imprese, lo Stato che si articola in istituti della pubblica

amministrazione, istituti non-profit, ad esse corrispondono quattro

classi di aziende sinteticamente denominate: aziende familiari di

consumo, aziende di produzione, aziende di pubbliche

amministrazioni, aziende non-profit;

3. L'economia aziendale studia l'attuazione delle produzioni e dei

consumi e, con riguardo ai sistemi economici progrediti, i connessi

processi di: configurazione dei assetti istituzionali; trasformazione

tecnica; negoziazione (di beni, di capitale di prestito, di rischi

particolari; di lavoro e di capitale proprio); organizzazione; rilevazione

e informazione.

4. Il sistema degli accadimenti di azienda, analizzato nell'ottica

dell'amministrazione d'azienda, è riconducibile ai grandi aggregati dei

processi di gestione, di organizzazione e di rilevazione informazione.

5. Le operazioni di azienda si attuano con il concorso di vasti insieme

di condizioni di produzione; nelle imprese, si definiscono condizioni

primarie di produzione e lavoro e il capitale risparmio cui

corrispondono i prestatori di lavoro e di conferenze di capitale

risparmio come prime categorie di persone componente il soggetto

economico;

6. In economia aziendale si distingue il concetto di produzione di beni

da quello di produzione dei redditi per la remunerazione dei prestatori

di lavoro e dei conferenti di capitale.

7. Tra i processi economici di azienda si pongono in evidenza i

processi di innovazione dell'immoralità strutturale e tecniche di

svolgimento dell'attività economica.

1.3.2. L'innovazione economica e l'innovazione tecnologica: il

progresso civile pag. 40

L'innovazione economica consiste nella ricerca, nell'individuazione e

nella sperimentazione di nuove e più conveniente modalità di

svolgimento delle produzioni e dei consumi.

È principio fondamentale dell'economia l'utilizzazione massimamente

efficiente delle risorse scarse, ossia dei beni economici (principio del

minimo mezzo o del massimo risultato: nelle attività economica si

tenga ottenere un dato risultato con il minimo impiego di risorse,

ovvero di ottenere il massimo risultato da un dato insieme di risorse).

dati i beni scarsi e le modalità del loro impiego, si tratta di ottimizzare

le combinazione nella produzione e nel consumo. Il principio del

minimo mezzo e del massimo risultato deve essere inteso in senso

più ampio e in ottica dinamica; si tratta di massimizzare la disponibilità

di beni, occorre ricercare modalità più convenienti in di svolgimento

dell'attività economica, ossia innovare.

L'economia non è solo la scienza dell'impiego ottimale delle risorse

scarse, è anche la scienza dell'innovazione delle modalità di

svolgimento dell'attività economica.

L'innovazione economica attuata nell'interesse comune delle società

umane e fonte di progresso economico; il progresso economico è una

delle basi del progresso civile. pag.41

Capitolo 2 pagina 43

2.1. Gli istituti, aziende, la specializzazione economica

2.1.1 Le società umane, il bene comune le istituzioni e gli istituti

La complessiva società umana si articola in numerose società umane particolari

che si aggregano e si intersecano secondo relazioni molteplici. Le società

umane sono di varia natura: le famiglie, le società civili e politiche quali lo Stato

e le sue articolazioni (regioni, province, comuni) e le comunità internazionale; la

Chiesa e le comunità religiose minori, eccetera...

Le persone tendono naturalmente a far parte di gruppi e di società umane per

due ragioni:

a) per produrre risultati non attuabili con le risorse individuali o comunque

attuabili più convenientemente con i contributi coordinati di una pluralità di

persone

b) per soddisfare i bisogni di socialità mediante intense e positive relazione

interpersonali.

ogni società umana persegue il bene comune dei suoi membri. Il bene comune.

In termini strettamente economici l'azione coordinata in istituti che operano in

contesti dinamici introduce due fenomeni:

* La rendita organizzativa;

* il risultato residuale; è originata dalla cooperazione intelligente tra più

La rendita organizzativa

persone volta allo stesso fine; tale cooperazione produce un vantaggio

economico denominato rendita organizzativa;

è il frutto della cooperazione e dell'incertezza stipulando

Il risultato residuale

patti che predeterminano i contributi.

La vita delle persone nelle società umana complessiva è caratterizzata dal

sorgere e dal evolversi di istituti di varia natura. Le società umane che

assumono caratteri di situazioni e di strutture di comportamento relativamente

istituti .

stabili, sono denominati

Normalmente nelle scienze sociali le società umane che qui denominiamo

“istituti” sono distinti in due insiemi:

Le famiglie e le organizzazioni.

Le famiglie sono le società umane naturali, mentre le organizzazioni sono le

collettività, orientate al raggiungimento di scopi relativamente specifici e dotate

di regole di comportamento che sono progettate deliberatamente.

2.1.2. Gli istituti, le aziende e gli aggregati di aziende

L'attività economica si svolge prevalentemente in istituti. L'economia aziendale

ha per oggetto gli istituti in cui l'attività economica è particolarmente rilevante

manifestandosi con evidenza e intensità in ricavi, costi, consumi, risparmi,

investimenti, movimenti di moneta, rapporto di debito e di credito, patrimoni e

capitali.

gli istituti nei quali l'attività economica è particolarmente rilevante sono:

1. Le famiglie

2. Le imprese

3. Gli istituti pubblici, ossia lo Stato e le sue articolazioni

4. L'istituti non-profit, che sono di natura molto varia; in alcuni casi prevalgono i

contenuti economici, in altri casi contenuti sociali o politici.

l'ordine strettamente economico di un

Si definisce azienda, per astrazione,

istituto , ossia l'insieme delle accadimenti economici disposti ad unità secondo

proprie leggi.

Esistono quattro tipi di aziende come oggetto dell'economia aziendale:

1. l'azienda familiare di consumo e di gestione patrimoniale (distinta dalla

famiglia)

2. l'azienda di produzione propria del caratteristico istituto economico sociali

impresa

3. l'azienda composta pubblica (azienda di promozione e di consumo) come lo

Stato.

4. L'azienda non-profit (che può essere azienda di produzione, oppure azienda

composta di produzione di consumo)

L'istituto è una realtà unitaria in corrispondenza dell'unitarietà della società

umana che esso riflette e del bene in comune cui esso è finalizzato; unitaria è

dunque per sua natura anche l'azienda.

I bisogni economici, il lavoro, la proprietà, il patrimonio, i redditi, i consumi sono

di persone in quanto membri di istituti.

L'economia non è di persone singole; è di azienda e aggregati di aziende.

L'economia aziendale ha per oggetto caratteristico anche gli aggregati di

aziende, ossia l'insieme di aziende avvinte da forti relazioni istituzionali che

sono soggette ad un indirizzo strategico unitario, di regola esplicito ma talvolta

tacito. Esempi: i gruppi economici, i consorzi di imprese, le associazioni

franchising, i distretti industriali.

2.2 Le aziende, ordine economico del istituti

2.2.1 Le aziende familiari di consumo e di gestione patrimoniale

La famiglia è l'istituto primario della società umana ed è caratterizzata da finalità

dominanti di ordine sociale, etico e religioso. La famiglia sorge per i suoi fini

comunitari che soddisfano fini naturali e soprannaturali dei suoi componenti;

genera, alleva, educa ed assiste le persone.

La famiglia è anche unità economica con i fini di ordine sociale, etico e religioso

si combinano anche fini economici immediati, consistono l'appagamento dei

bisogni delle persone che la compongono.

Per i propri fini economici l'azienda svolge attività economica.il sistema è

tipicamente costituito da processi di consumo a processi di gestione

patrimoniale. L'azienda familiare è anzitutto azienda di consumo combinato con

la produzione di energia di lavoro e di studio. Ad essa appartengono una

proprietà di beni di consumo ed un patrimonio.

Il patrimonio è formato da beni conferiti al momento della costituzione della

famiglia, dall'eredità e dal risparmio; in relazione alla misura e alla composizione

del patrimonio si attuano gestioni patrimoniali variamente complesse che

possono includere il conferimento di capitale risparmio ad imprese.

I redditi dell'azienda familiare derivano principalmente dal lavoro prestato in

imprese o in istituti pubblici o svolte in professione autonoma e dalla gestione

patrimoniale.

Il risparmio è originato principalmente dalla differenza tra il totale dei redditi

percepiti, i costi di consumo e tributi pagati.

I fenomeni economici tipici della azienda familiare sono redditi di lavoro e della

gestione patrimoniale, consumi risparmi investimenti e quindi patrimoni; di rilievo

possono essere anche negoziazioni di credito e di rischi particolari.

2.2.2. Le aziende di produzione

L'impresa è istituto economico sociale con dominanti caratteri e finalità di tipo

economico.

Le imprese sono parte rilevante della società umana generale e secondo

condizioni proprie partecipano al raggiungimento del bene comune della stessa.

Il fine economico immediato dell'impresa è la produzione di remunerazione

monetarie e di altre specie.

Gli interessi economici e istituzionali fanno capo di regola ai prestatori di lavoro

di ogni tipo e ai conferenti di capitale risparmio sotto forma di capitale di rischio;

ad essi sono destinate le remunerazione prodotte dall'impresa secondo

combinazione varie di stipendi, di quote di utili, di variazione di valore delle

quote conferite di capitare risparmio, di distribuzione di quote di capitale

risparmio.

E’ impresa un istituto nel quale alla produzione economica corrisponde

sistematicamente il formarsi di costi e ricavi unitari “di mercato”, di entrate e di

uscite di mezzi monetari, di variazioni di debiti e di crediti di regolamento di

prestito, di redditi e di capitali.

L'ordine strettamente economico dell'impresa e l'azienda di produzione; fatti

salvi i vincoli da finalismi extra-economici, l'impresa e l'azienda di produzione

coincidono.

Nelle imprese il fine della produzione di remunerazioni si realizza per mezzo di

processi economici caratteristici differenziati.

2.2.3 Le aziende composte pubbliche

Le famiglie e le altre società di persone si compongono a sistema in comunità

politiche nazionali. La finalità è il progresso sociale e spirituale dei suoi membri.

Lo Stato si articola in varie amministrazioni: lo Stato, le regioni, le province ed i

comuni sono istituti pubblici territoriali.

Negli istituti pubblici territoriali si svolgono processi economici di grande rilievo;

di conseguenza rilevanti ma non dominanti sono le finalità economiche.

Per astrazione si configurano le aziende composte pubbliche come ordine

economico degli istituti pubblici territoriali.

Nelle aziende composte pubbliche, si attuano prioritariamente processi

economici di produzione di beni (specialmente servizi) pubblici e di consumo

degli stessi con i connessi processi di raccolta dei tributi. Le aziende ordine

economico degli istituti pubblici sono dunque aziende di produzione e di

consumo fronte, da ciò tradizione aziende composte pubbliche.

i fini economici immediati delle aziende composte pubbliche sono:

a) l’appagamento dei bisogni pubblici delle persone pertinente alla collettività

politica territoriale con la produzione di beni pubblici e i loro consumo;

b) la remunerazione dei prestatori di lavoro. Si noti che, a differenza

dell'interesse, produzione ed il consumo di beni qui è fine e non mezzo. Negli

istituti pubblici e portatori di interessi economici e istituzionali sono tutti membri

delle corrispondenti unità politiche; il loro interesse immediato è la produzione e

il consumo di beni pubblici.

Interessi pure immediati e rilevanti, sono quelli dei prestatori di lavoro; per le

aziende pubbliche non si configurano conferimenti di capitale di rischio

assimilabili a quelli caratteristici delle imprese.

2.2.4. Le aziende non-profit

a) sono di natura privata

b) prevedono il divieto di ridistribuire il risultato reddituale

si ispirano principalmente a finalità di ordine sociale, morale e culturale i critici

ambiti di attività sono: cultura e ricreazione; istruzione e ricerca; sanità;

assistenza sociale; ambientalismo; promozione dello sviluppo delle comunità

locali; tutela del volontariato; eccetera...

il fine economico immediato dei istituti non-profit non è mai quello della

produzione di redditi; invece è quello del soddisfacimento di bisogni di talune

categorie di persone che, a seconda dei casi sonori associati oppure specifiche

classi di fornitori terzi o ancora l'intera collettività.

* Nelle associazioni chiuse: i membri delle associazioni e gli eventuali

prestatori di lavoro

* Nelle associazione aperte: i membri dell'associazione, ai prestatori di

lavoro ed eventualmente lo stato o i donatori se il loro intervento copre la parte

maggiore dei costi dell'istituto.

* Negli istituti fornitori di servizi a prezzi limitati

* Negli istituti di beneficenza

* Negli istituti che producono beni di interesse collettivo e non escludibili: i

donatori ed eventualmente lo stato.

2.2.5. La differenziazione degli istituti: modelli economici alternativi

Quattro modelli alternativi di configurazione dei sistemi economici:

1. il modello dell'auto consumo: il sistema economico e sociale formato e

esclusivamente dai gruppi primari di persone; tali gruppi svolgono al proprio

interno e in sostanziale autonomia rispetto ad altri gruppi analoghi questo

monitor rappresenta le economie primitive.

2. il modello atomistico di mercato: qui esistono soltanto persone singole (

membri di famiglie) che svolgono in autonomia la propria attività di lavoro

specializzata; non esistono imprese; le loro attività sono coordinate dai

meccanismi di mercato dalle dinamiche della domanda e dell'offerta in termini di

volumi, di qualità e di prezzi dei beni economici.

3. il modello della gerarchia totale: Esiste un'organizzazione stale centrale,

che pianifica l'intera attività economica; le singole persone sono specializzate e

il coordinamento è attuato dalla gerarchia centrale anziché dal mercato. E' il

modello delle economie socialiste reali.

4. il modello della pluralità di istituti specializzati: E' il modello che ci è

familiare. Il sistema economico e sociale è formato da numerosi istituti di varia

specie.

2.3 La specializzazione economica

2.3.1. Tre livelli di specializzazione:

La forte specializzazione delle attività economiche moderne si manifesta a tre

livelli:

a) ad un primo livello si palesa la specializzazione per macroclassi di istituti:

nelle imprese si svolgono prevalentemente i processi di produzione dei beni

privati; nelle famiglie si attuano in particolare i consumi; gli istituti della pubblica

amministrazione sono dedicati alla produzione e al consumo di particolari

categorie di beni ( sopratutto servizi ) detti beni pubblici.

b) ad un livello intermedio si osserva la specializzazione nell'ambito di ciascuna

classe di istituti, le imprese si presentano con forti gradi di specializzazione nella

produzione di particolari categorie di beni, destinati a specifiche categorie di

clienti e nello svolgimento di particolari classi di negoziazioni;

c) al livello di maggior dettaglio si osserva la specializzazione economica

nell'ambito delle singole aziende ove le varie unità organizzative e le singole

persone svolgono compiti particolari, utilizzando speciali competenze e risorse.

2.3.2. Le economie di specializzazione

La specializzazione comporta vantaggi: le attività si svolgono più

efficientemente, più rapidamente, con minore fatica, con maggiore qualità.

Questi vantaggi delle "economie di specializzazione" derivano da:

* i processi di apprendimento, derivati dalla ripetizione di una medesima

attività:

i) lo sviluppo e la destrezza fisica;

• ii) la scoperta e l'invenzione di modalità più efficienti;

• iii) la costruzione di un repertorio di situazioni problematiche e delle

• relative soluzioni, con conseguente risparmio di tempo e di energie per le

decisioni;

i limiti e le non uniformi distribuzioni delle competenze individuali;

* la differenziazione degli orientamenti tecnici e manageriali: a compiti

specializzati si possono fare corrispondere persone con orientamenti tecnici e

manageriali focalizzati, garantendo il perseguimento degli obiettivi, però

possono sorgere problemi di integrazione con le altre persone aventi differenti

orientamenti;

* i costi di apprestamento e di passaggio tra le fasi: se una stessa persona

deve compiere più di una fase produttiva, ogni volta che passa da una fase

all’altra deve dedicare tempo e attenzione per preparare la nuova fase; si

sostengono costi di “setting”; si noti che specializzando ciascuna persona su

una sola fase, non si annullano i costi di “setting”.

* le differenti performance tecniche degli impianti e delle attrezzature:

Si è fatto riferimento alla specializzazione del lavoro delle singole persone;

altrettanto importanti sono le economie di specializzazione che derivano da altre

condizioni di produzione, quali impianti ed attrezzature che possono essere

“generici” oppure “specializzati” svolgendo una sola lavorazione con altissima

efficienza.

* l’identificazione e la motivazione al lavoro: una forte specializzazione del

lavoro può produrre effetti positivi sulla motivazione individuale, però può

portare per converso, a mansioni povere e demotivanti.

2.3.3. Gli svantaggi della specializzazione

La specializzazione produce anche svantaggi, ed è dunque dal bilanciamento

dei vantaggi e svantaggi che deriva il grado di specializzazione opportuno.

Le diseconomie di specializzazione:

quanto maggiore è la specializzazione tanto più

I costi di coordinamento:

• numerose diventano le interfacce da gestire tra i vari soggetti che

svolgono l’attività economica. le persone e gli impianti

I costi di rigidità e gli investimenti specifici:

• fortemente specializzati sono rigidi e quando occorre modificare le attività;

i tempi e i costi di cambiamento possono essere particolarmente alti.

L’effetto è negativo quando la specializzazione

La demotivazione:

• attribuisce alle persone compiti molto isolati, semplici e ripetitivi, ossia

compiti che non consentono il soddisfacimento di bisogni di socialità, di

stima e di realizzazione.

2.3.4. Specializzazione e dimensioni convenienti

Quanto più grandi sono le possibili economie di specializzazione, tanto più

numerosi sono i nuclei di attività che conviene specializzare, e di conseguenza,

tanto maggiore è la capacità produttiva che conviene installare.

Le economie di specializzazione rendono più conveniente :

Per esempio: un’impresa da 120 pezzi al giorno ad una da 8 pezzi al giorno;

nell’impresa più grande si ha una produttività di 12 pezzi per persona al giorno,

mentre in quella piccola solo 8 pezzi per persona al giorno.

2.3.5. L’ampiezza dei mercati e delle conoscenze

La storia delle economie progredite ci mostra con chiarezza che lo sviluppo

economico è collegato ai gradi di specializzazione economica e all’accumulo di

conoscenza.

* La specializzazione può crescere tanto più, quanto più i mercati sono ampi e si

espandono, ossia quanto maggiori sono i volumi di produzione e di consumo dei

vari beni.

Una seconda spiegazione è di tipo organizzativo: la crescita dimensionale delle

singole aziende ( con i connessi vantaggi di economie di specializzazione) può

essere frenata dalle problematiche organizzative. fine Pag. 63

Capitolo 2 pagina 43

2.1. Gli istituti, aziende, la specializzazione economica

2.1.1 Le società umane, il bene comune le istituzioni e gli istituti

La complessiva società umana si articola in numerose società umane particolari

che si aggregano e si intersecano secondo relazioni molteplici. Le società

umane sono di varia natura: le famiglie, le società civili e politiche quali lo Stato

e le sue articolazioni (regioni, province, comuni) e le comunità internazionale; la

Chiesa e le comunità religiose minori, eccetera...

Le persone tendono naturalmente a far parte di gruppi e di società umane per

due ragioni:

a) per produrre risultati non attuabili con le risorse individuali o comunque

attuabili più convenientemente con i contributi coordinati di una pluralità di

persone

b) per soddisfare i bisogni di socialità mediante intense e positive relazione

interpersonali.

ogni società umana persegue il bene comune dei suoi membri. Il bene comune.

In termini strettamente economici l'azione coordinata in istituti che operano in

contesti dinamici introduce due fenomeni:

* La rendita organizzativa;

* il risultato residuale; è originata dalla cooperazione intelligente tra più

La rendita organizzativa

persone volta allo stesso fine; tale cooperazione produce un vantaggio

economico denominato rendita organizzativa;

è il frutto della cooperazione e dell'incertezza stipulando

Il risultato residuale

patti che predeterminano i contributi.

La vita delle persone nelle società umana complessiva è caratterizzata dal

sorgere e dal evolversi di istituti di varia natura. Le società umane che

assumono caratteri di situazioni e di strutture di comportamento relativamente

istituti

stabili, sono denominati .

Normalmente nelle scienze sociali le società umane che qui denominiamo

“istituti” sono distinti in due insiemi:

Le famiglie e le organizzazioni.

Le famiglie sono le società umane naturali, mentre le organizzazioni sono le

collettività, orientate al raggiungimento di scopi relativamente specifici e dotate

di regole di comportamento che sono progettate deliberatamente.

2.1.2. Gli istituti, le aziende e gli aggregati di aziende

L'attività economica si svolge prevalentemente in istituti. L'economia aziendale

ha per oggetto gli istituti in cui l'attività economica è particolarmente rilevante

manifestandosi con evidenza e intensità in ricavi, costi, consumi, risparmi,


PAGINE

39

PESO

298.90 KB

AUTORE

Exxodus

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Questo libro intende fornire agli studenti gli strumenti concettuali necessari per affrontare con rigore di metodo e con spirito critico la complessa e dinamica realtà delle aziende. Il testo è costruito intorno alle seguenti idee di fondo: l'unitarietà dei fenomeni aziendali, che devono essere osservati nei loro molteplici aspetti (di gestione, di organizzazione, di rilevazione), ma sempre in un'ottica integrata; la centralità delle persone, membri di istituti, e la ricerca dell'economicità attraverso il contemperamento degli interessi di tutti i portatori di attese; l'estensione dell'analisi a tutte le classi di istituti (non solo le imprese, ma anche le famiglie, lo Stato, gli istituti nonprofit); il progresso economico come mezzo per il progresso civile.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia aziendale
SSD:
Docente: Non --
A.A.: 2006-2007

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Non --.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Economia aziendale

Economia aziendale - contabilità - Appunti
Appunto
Scienza Delle Finanze (Corso Avanzato) - Appunti
Appunto
Scienza delle finanze - Appunti
Appunto
Riassunto esame Economia, prof. Ferrari, libro consigliato Regolazione dei servizi infrastrutturali, teoria e pratica,Marzi, Prosperetti, Putzu
Appunto