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Diagnostica di laboratorio della sindrome coronarica acuta

Patologia ischemica del miocardio, conseguenze metaboliche e criteri diagnostici

La patologia ischemica del miocardio e le sue conseguenze metaboliche sono fondamentali per la diagnosi. I criteri diagnostici comprendono diversi marcatori del danno miocardico. È importante considerare la cinetica dei marcatori precoci e tardivi, la loro sensibilità diagnostica, nonché i marcatori di monitoraggio e prognostici.

Sindrome coronarica acuta

La sindrome coronarica acuta è causata da un restringimento progressivo dovuto all'aterosclerosi. L'angina stabile può peggiorare in seguito a un'occlusione improvvisa, portando a una lesione ischemica a causa di un trombo. Le caratteristiche cliniche sono variabili, il che rende la condizione instabile. L'infarto miocardico è il risultato del danno miocardico e del mini infarto, caratterizzato da alterazioni biochimiche dovute al ridotto apporto di ossigeno.

  • Eventi conseguenti al difetto energetico: Squilibri ionici e alterazioni metaboliche.
  • Danno reversibile e danno irreversibile a macromolecole come membrane, proteine e enzimi, che porta alla morte cellulare.

Criteri diagnostici dell'infarto miocardico (OMS)

La diagnosi richiede la presenza di almeno due dei seguenti criteri:

  • Dolore toracico prolungato
  • Alterazioni dell'ECG (onda Q e tratto S-T)
  • Aumento e caduta degli enzimi cardiaci

Principali enzimi e proteine del tessuto muscolare cardiaco

  • Creatina chinasi (CK, 80 kDa): Isoenzimi ck1, ck2, ck3 (BB, MB, MM). Elettroforesi, attività (CK tot, CKMB), massa (CKMB). Isoforme (3 isoforme CK3 e 2 isoforme CK2) solo elettroforesi.
  • Aspartato aminotransferasi (AST, 93 kDa)
  • Lattato deidrogenasi (LDH, 140 kDa): Isoenzimi per combinazione delle 4 subunità (H/M).
  • Mioglobina (MYO, 18 kDa): Presente in tutti i tessuti muscolari.
  • Troponine: Esistono due forme cardiache, cTnI e cTnT, che pesano rispettivamente 23 kDa e 30 kDa.

Curve di comparsa dei marcatori storici della necrosi del miocardio

Le curve rappresentano l'incremento dei valori dei marcatori rispetto al tempo (ore):

CK totale, AST, LDH nel tempo: 0, 6, 12, 18, 24, 36, 48, 72, 96, 144, 288 ore

Curve di comparsa dei marcatori precoci e tardivi della necrosi del miocardio

Le curve di comparsa dei marcatori precoci e tardivi coinvolgono CKMB massa, MYO, cTnI, cTnT nel tempo: 0, 3, 6, 12, 18, 24, 36, 48, 72, 96, 144, 288 ore

Sensibilità diagnostica dei marcatori dell'infarto del miocardio

La sensibilità diagnostica varia per ciascun marcatore:

  • Mioglobina: 50% a 3 ore, 100% a 6 ore
  • Troponina I: 50% a 4 ore, 100% a 10 ore
  • Troponina T: 50% a 4 ore, 100% a 10 ore
  • CK-MB massa: 50% a 4 ore, 100% a 10 ore
  • CK-MB isoforme: 50% a 3 ore, 100% a 6 ore
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Scienze biologiche BIO/12 Biochimica clinica e biologia molecolare clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biochimica Clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Foggia o del prof Corso Gateano.
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