IL PROCESSO DI CONTROLLO E LA MAPPA DELLE RESPONSABILITÀ
Il sistema di controllo di gestione deve essere progettato considerando una serie di elementi
tra loro interdipendenti, ovvero:
-‐ la struttura organizzativa (centri di responsabilità);
-‐ la struttura tecnica di supporto (contabilità generale, analitica, budget, sistema delle
variazioni);
-‐ il processo di controllo.
Quando si parla di processo di controllo, si fa riferimento a:
1. le fasi del processo;
2. lo stile di controllo;
3. le condizioni che ne determinano l’efficacia;
4. i soggetti coinvolti;
5. i benefici derivanti dalla sua implementazione.
1. Le fasi del processo. Il processo di controllo si articola in 4 fasi:
-‐ programmazione;
-‐ preparazione del budget;
-‐ misurazione e reporting;
-‐ valutazione dei risultati.
La programmazione definisce i piani e i programmi aziendali generali, quindi assume come
dati i fini e le strategie. Mediante i programmi vengono definite la quantità e la qualità delle
risorse da dedicare ad ogni programma e le modalità di impiego delle stesse. I programmi
devono essere in linea con quanto stabilito dalla pianificazione strategica e la loro definizione
deve prevedere il coinvolgimento non solo del vertice aziendale ma anche dei manager
responsabili delle diverse unità organizzative. Infatti, grazie a tale fase gli obiettivi strategici
vengono diffusi all’interno della struttura organizzativa. La programmazione costituisce un
momento importante per la verifica della validità di quanto deciso in sede strategica. Infatti,
nel corso della traduzione delle strategie in programmi, possono emergere difficoltà di
adattamento dovute a eventuali incoerenze tra gli obiettivi strategici e le effettive possibilità
della struttura organizzativa. Ciò può portare a una revisione di quanto contenuto nel piano
strategico.
La preparazione del budget si sostanzia nella pianificazione finanziaria a breve termine. È
con la redazione dei budget settoriali e, attraverso il loro consolidamento, del budget
aziendale che:
-‐ le decisioni assunte nel corso della pianificazione strategica e della programmazione si
concretizzano e si perfezionano;
-‐ si definiscono le basi per la rilevazione e la valutazione dei risultati raggiunti;
-‐ le finalità sono comunicate e tradotte in termini operativi mediante l’assegnazione
degli obiettivi ai responsabili dei singoli centri di responsabilità;
-‐ gli obiettivi stabiliti nei budget settoriali sono definiti in modo tale da assicurare il
coordinamento delle diverse attività svolte all’interno della struttura organizzativa;
-‐ il coinvolgimento dei manager nella definizione degli obiettivi di budget permette di
accrescere la loro motivazione e di acquisire dagli stessi info preziose;
-‐ l’analisi e l’approvazione dei budget settoriali permette alla direzione aziendale di
verificare l’opportunità degli obiettivi in essi contenuti e di effettuare un controllo
preventivo sulle azioni dei responsabili, prima che queste abbiano inizio;
-‐ l’articolazione degli obiettivi di budget su periodi di tempo infra-‐annuali permette di
effettuare verifiche intermedie e di predisporre tempestive azioni correttive nel caso in
cui i risultati relativi non risultino coerenti con quanto pianificato.
Misurazioni e reporting. Costituiscono l’insieme delle attività mediante le quali sono
rilevati, misurati e comunicati i risultati conseguiti, classificati per programma e per
centri di responsabilità. La misurazione può avere ad oggetto: i risultati definitivi e i
risultati intermedi. I risultati conseguiti devono essere misurati utilizzando gli stessi
criteri seguiti in fase di assegnazione degli obiettivi di budget. Dopo essere stati
rilevati, i risultati vengono raccolti e commentati in appositi report e trasmessi ai
diversi soggetti aziendali interessati. Il periodo di misurazione e reporting non deve
essere né troppo lungo, né troppo breve. Nelle aziende in cui la cultura del controllo ha
raggiunto un certo grado di maturità, entro il decimo giorno di ogni mese vengono
rilevati e comunicati i risultati del mese precedente.
La valutazione dei risultati ha inizio con l’analisi dei risultati esposti nei report e
deve essere effettuata mediante il confronto fra quanto pianificato e quanto raggiunto.
Tale analisi permette di analizzare le cause che hanno determinato eventuali
scostamenti da quanto previsto, valutare l’efficienza e l’efficacia delle attività svolte,
nonché i meriti e le colpe delle iniziative intraprese. La valutazione comprende l’analisi
del grado di realizzazione dei programmi definiti in sede di programmazione, la
valutazione dei risultati raggiunti dai singoli centri di responsabilità e delle
performance conseguite dai loro responsabili. La valutazione dei risultati nel corso
dell’anno, inoltre, permette di adottare in itinere opportune azioni correttive nel caso
in cui quanto conseguito non risulti coerente con quanto previsto. Le azioni correttive
possono concretizzarsi nelle seguenti attività:
-‐ cambiamento del metodo di lavoro seguito dai manager o rimozione di eventuali
irregolarità da questi compiute;
-‐ modifica dei programmi o degli obiettivi definiti in sede di pianificazione al fine di
evitare che le distorsioni verificatesi non si ripetano in futuro o di migliorare i risultati
comunque conseguiti.
Lo stile di controllo. Fa riferimento a:
1. il modello di controllo adottato;
2. il grado di rigidità del controllo.
1. Il modello di controllo adottato può essere partecipativo o autoritario. Lo stile di
controllo partecipativo si caratterizza per la presenza di obiettivi definiti secondo
un approccio di tipo negoziale, per obiettivi non troppo difficili da raggiungere, e
per la misurazione delle performance non basate solo sul raggiungimento degli
obiettivi di budget. Lo stile di controllo autoritativo prevede oltre a obiettivi difficili
da raggiungere, vincolanti e definiti in modo autoritativo, la presenza di controlli
frequenti, anche in sede preventiva, nonché misurazioni delle performance basate
solo sul raggiungimento degli obiettivi di budget. Entrambi gli stili di controllo
presentano i seguenti vantaggi e svantaggi:
-‐ la partecipazione dei responsabili aziendali al processo di definizione degli obiettivi di
budget può incidere positivamente sulla loro motivazione. Tuttavia gli stessi possono
prevedere obiettivi troppo facili da raggiungere e ciò potrebbe ridurre o impedire il
miglioramento delle performance nel tempo;
-‐ la presenza di obiettivi rigidi, cioè difficili da conseguire, può risultare altamente
motivante per i responsabili aziendali, ma oltre un certo livello possono essere ritenuti
impossibili da raggiungere e, quindi, demotivare i soggetti, provocando anche
peggioramenti nelle performance conseguite;
-‐ la definizione di obiettivi altamente vincolanti può spingere i responsabili aziendali a
non fare il meglio, sfruttando le proprie competenze, ma ad attenersi in maniera rigida
a quanto loro assegnato;
-‐ la presenza di controlli frequenti se da un lato può consentire un monitoraggio
continuo dell’attività svolta dai singoli responsabili aziendali al fine di garantire la
coerenza con le finalità aziendali, dall’altro può ostacolare la nascita e lo sviluppo di
processi innovativi all’interno dell’azienda.
La scelta di adottare uno stile deve essere successiva all’analisi delle caratteristiche
dell’azienda, della cultura in materia di controllo e del livello di competitività presenti
al suo interno, della personalità, delle doti e dell’esperienza dei manager, nonché della
natura dei compiti che i soggetti devono svolgere.
2. Un controllo rigido richiede che la direzione aziendale conosca in maniera
ragionevolmente certa l’impatto che i risultati conseguiti da parte dei singoli
responsabili esercitano sugli obiettivi di lungo termine. Particolare attenzione deve
essere destinata alla definizione delle aree di risultato, all’individuazione degli
indicatori da adottare per la valutazione delle performance e alla determinazione
del sistema di premi e punizioni.
Le condizioni che ne determinano l’efficacia.
I requisiti da soddisfare affinchè il processo di controllo funzioni, sono:
-‐ gli elementi che costituiscono la dimensione materiale del controllo, ossia la mappa
delle responsabilità e la struttura tecnica contabile di supporto devono essere
coerentemente definiti;
-‐ il processo di controllo,
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