Controlli Automatici
Che cos'è il Controllo Automatico?
Introduzione all’Analisi di un Sistema Dinamico
∑
Dato un Sistema abbiamo il Modello Dinamico cioè di un equazione differenziale di ordine n lineare o non lineare, del
(n) (n−1) (p)
= (y, , , ..., , , , ..., )
tipo (← in forma normale)
y F ẏ ÿ y u, u̇ ü u
Dal Modello Dinamico possiamo ricavarci la Forma di Stato
= + → equazione dinamica della forma di stato
ẋ Ax Bu
= + → equazione di uscita del sistema
y Cx Du
= + è un sistema di equazioni differenziali di primo ordine, di cui è facile trovare la soluzione che
ẋ Ax Bu n x(t)
= +
sostituita al secondo sistema si ricava l’uscita .
y Cx Du y(t)
La soluzione del primo sistema è:
t
∫ −At
= +
At At
x(t) e x e e Bu(τ)dτ
0 0
La prima parte è la Soluzione Libera (Omogenea) e la seconda parte è la Soluzione Forzata (Particolare). Allora l’uscita è:
t
∫ −Aτ
= + +
At At
y(t) Ce x Ce e Bu(τ)dτ Du(t)
0 0
La prima è la Risposta Libera e la seconda è la Risposta Forzata. Si noti che la risposta libera non dipende dall'ingresso ma
solo dallo stato iniziale.
= (t) + (t) ← principio di sovrapposizione
y(t) y y
Libera F orzata
Forma di Stato
Partendo dall’equazione normale lineare di grado che descrive il sistema, vogliamo ricavare un modello dinamico più
n
semplice da analizzare, questo modello è la forma di stato:
{ = + (equazione dinamica della forma di stato)
ẋ Ax Bu
= + (equazione di uscita del sistema)
y Cx Du
Controlli Automatici 1
oppure
{ (t) =
ẋ f(t, x(t), u(t))
=
y(t) h(t, x(t), u(t))
è il vettore di stato o stato del sistema
x è la matrice dinamica
A è la matrice di ingresso
B
è il vettore di uscita del sistema
y è la matrice di uscita
C è la matrice diretta
D
Causalità
Dato un sistema: , , , ..., ≤
se dipende dalle C.I. : con allora si dice Causale (o Proprio)
y(t) y ẏ ÿ u(τ) τ t
0 0 0
<
se si dice Strettamente Causale
τ t
altrimenti si dice Anti-Causale
Quindi un sistema si dice causale se l'uscita dipende dall'uscita nell'istante corrente e dagli istanti precedenti ma non da quelli
futuri (principio causa-effetto).
E quindi in un sistema strettamente causale l'ingresso influenza l'uscita solo negli istanti precedenti a quello corrente.
p
n−1
⇒ ∑ ∑
(i) (j)
(n) + − = 0
Nei sistemi lineari y a y b u
i j
i=0 j=0
≥
se il sistema è causale
n p
>
se il sistema è strettamente causale
n p
Linearizzazione Approssimata
Dato un sistema dinamico non lineare:
(t) =
ẋ f(t, x(t), u(t))
=
y(t) h(t, x(t), u(t))
Individuo la coppia di equilibrio:
( ˉ , ˉ )∣x(t, ˉ , ˉ ) = ˉ , ∀t → vale anche per tutte le derivate
x u x u x
⇒
ˉ˙ = 0 ˉ , ˉ ) = 0
x f(
x u
Trasferire lo stato di equilibrio nell'origine, quindi definisco le variabili traslate:
= − ˉ = ˉ +
→
δx x x x x δx
= − ˉ = ˉ +
→
δu u u u u δu
Riscrivo il modello dinamico in funzione delle variabili traslate:
ˉ˙ ∗
= − = ˉ + ˉ + = (δx,
δ ẋ ẋ x f(
x δx, u δu) f δu)
con l'equilibrio nell'origine nel nuovo sistema di riferimento nelle variabili traslate.
Linearizzo la funzione con lo sviluppo in serie di Taylor attorno ai punti di equilibrio
Controlli Automatici 2
∣ ∣
∗ ∗
∂f ∂f
∗ 2 2
= (0, 0) + + + ∣∣, ∣∣δu ∣∣)
δ ẋ f δx δu O(∣∣δx
∂x ∂u
∣ ∣
δx=0,δu=0 δx=0,δu=0
∣ ∣
∗ ∗
∂f ∂f
= =
quindi chiamo e e approssimando i termini di ordine superiore a zero
A B
∂x ∂u
∣ ∣
δx=0,δu=0 δx=0,δu=0
e sapendo che la funzione all'equilibrio è nulla ottengo
= +
δ ẋ Aδx Bδu
Soluzione Esplicita di un Modello Dinamico Lineare
La soluzione di un modello dinamico lineare può essere scritta come sovrapposizione della soluzione libera e di quella
forzata: t
∫ )
A(t−τ
= +
At
x(t) e x e Bu(τ)dτ
0 0
Vedi dimostrazione negli appunti.
A questo punto possiamo studiare la risposta libera.
At
Come si calcola ? Analisi Soluzione Libera
e
= , , ...,
Data e calcolati autovalori di , possiamo calcolare la soluzione nei seguenti modi:
ẋ Ax λ λ λ A x(t)
1 2 k
R
∈ , diagonalizzabile
λ A
i
Date le seguenti proprietà:
= =
A λ
→
Av λv e v e v
∞ k k
A t
∑
=
At
e k!
k=0
∗ −1 ∗
=
A A allora e sono matrici simili
e T e T A A ) = )
è diagonalizzabile, se e solo se
A m.a.(λ m.g.(λ
i i
= = At At
Quindi se data la forma di stato con soluzione , come si calcola la matrice ?
ẋ Ax x(t) e x e
0
−1
= ΛT
Se è diagonalizzabile, allora con
A A T
⎛ ⎞
0 … 0
λ
0
0 … 0
λ
1
Λ= ⋮ ⋮ ⋱ ⋮
⎝ ⎠
0 0 … λ
n ⎛ ⎞
0 … 0
λ t
e 0
0 … 0
λ t
e 1
Λt −1 −1
= =
At
allora e T e T T T
⋮ ⋮ ⋱ ⋮
⎝ ⎠
0 0 … λ t
e n
⎛ ⎞
= … , , ...,
⎝ ⎠ dove sono gli autovettori relativi a gli autovalori . è invertibile perché
T v v v v v v λ T
1 2 1 2
n n i
sono linearmente indipendenti.
v
i Λt −1
= = ,
riscrivibile come
x(t) T e T x x(t) M(x A)m(t)
0 0
λ
Controlli Automatici 3
⎛ ⎞
λ
e 0
λ
e 1
=
dove il vettore dei modi è .
m(t) ⋮
⎝ ⎠
λ
e n
C
∈ , diagonalizzabile
λ A
i = + → autovalori di complessi coniugati
λ σ jω A
i i i
∗ = −
λ σ jω
i i
i = + → autovettori di complessi coniugati
v q jq A
1 r i
= −
v q jq
2 r i
⎛ ⎞ + 0
( )
σ jω −1
= =
⎝ ⎠
T v v A T T
1 2 0 −
σ jω
⎛ ⎞
1
1 1
j
= = =
(q ) (v )
Q q v TE
1 2
r i 1
⎝ ⎠ 2
1 − j
⎛ ⎞
1
1
1 j
=
E 1
⎝ ⎠
2 1 − j
A questo punto voglio scrivere la matrice in funzione della matrice , e dopo qualche passaggio algebrico ottengo:
A Q
( )
σ ω
∗ −1 ∗ −1
= Λ = ΛE =
dove (Matrice Circolare) Reale!
A QΛ Q E −ω σ
Dopo qualche calcolo ottengo:
( )
cos(ωt) sin(ωt)
∗
Λ −1 −1
= =
At σt
e Qe Q Qe Q
−sin(ωt) cos(ωt)
( )
cos(ωt) sin(ωt) −1
= = ,
σt
x(t) Qe Q x M(x A)m(t)
0 0
−sin(ωt) cos(ωt)
σt
( )
e cos(ωt)
=
m(t) σt
e sin(ωt)
R
∈ , difettiva
λ A
i
Si ottiene attraverso la forma di Jordan...
C
∈ , difettiva
λ A
i
Si ottiene attraverso la forma di Jordan Reale...
Analisi Modale e Comportamento Asintotico
= = = ,
At
→
ẋ Ax x(t) e x M(x A)m(t)
0 0
, , ..., autovalori di
λ λ λ A
1 2 k R
∈
λ t
Esponenziali semplici → , diagonalizzabile
e λ A
i i
< 0 ∀i
1. Convergenza a zero: λ
i = 0 < 0 ∀i
2. Costante: almeno un e gli altri
λ λ
j i
Controlli Automatici 4
> 0
3. Divergente esponenzialmente: almeno un λ
j C
∈
σ t σ t
Esponenziali oscillanti o → , diagonalizzabile
e cos(ωt) e sin(ωt) λ A
i i i
<0
1. Convergenza a zero: σ =0
2. Limitato ma non convergenti: σ >0
3. Divergente esponenzialmente: σ R
= 0, ..., − ∈
k λ t
Esponenziali polinomiali → , difettiva
t e k q i λ A
i i i
< 0 ∀i
1. Convergenza a zero: λ
i = 0 > 0 < 0 ∀i
2. Divergenza polinomiale: almeno un e e gli altri
λ k λ
j i
> 0
3. Divergenza esponenziale: almeno un λ
j C
= 0, ..., − ∈
k σ t k σ t
Esponenziali polinomiali oscillanti o → , difettiva
t e cos(ωt) t e sin(ωt) k q i λ A
i i i i
<0
1. Convergenza a zero: σ =0 >0
2. Divergenza polinomiale: σ k
>0
3. Divergente esponenziale: σ
Stabilità At
= =
→
ẋ Ax x(t) e x
0
R
∀x ∈ )
Un sistema è stabile se “non troppo lontano dall’origine”, si ha che la soluzione “non si allontana
x(t, x
0 0
troppo dall’origine”. In matematichese:
∀x : ∥x ∥ < ⇒ ∥x(t, )∥ < ∀t
δ x ϵ
0 0 0 R
∀x ∈ )
Un sistema è attrattivo se “non troppo lontano dall’origine”, si ha che la soluzione converge
x(t, x
0 0
nell’origine. ′
∀x : ∥x ∥ < ⇒ lim ∥x(t, )∥ = 0
δ x
0 0 0
t→∞
Se un sistema è stabile e attrattivo allora è asintoticamente stabile (A.S.).
Altrimenti è instabile.
Σ è A.S. se tutti gli autovalori sono a parte reale negativa.
Σ =
è Stabile se almeno un autovalore giace nell’asse immaginario e la , mentre tutti gli altri sono a parte
m.a. m.g.
reale negativa.
Σ è attrattivo mai nei sistemi lineari
Σ è instabile se:
∃ >
1. almeno un autovalore puramente immaginario con m.a. m.g.
∃
2. almeno un autovalore con parte reale positiva.
Se il sistema è del secondo ordine si può utilizzare il criterio di Cartesio nel polinomio caratteristico della matrice dinamica
per stabilire la posizione degli autovalori e quindi della stabilità del sistema.
Criterio di Cartesio: Se ho un polinomio del secondo ordine, esso avrà tante soluzioni nel semipiano aperto sinistro quante
sono le permanenze tra i coefficienti consecutivi.
2 + +
Quindi ad esempio il polinomio ha due soluzioni negative se abbiamo due permanenze nei coefficienti, cioè
ax bx c
e hanno lo stesso segno (prima permanenza) e anche e hanno lo stesso segno (seconda permanenza).
a b b c
Controlli Automatici 5
Analisi e Controllo della Risposta Forzata di un Sistema
t
∫ )
A(t−τ
= +
At
x(t) e x e Bu(τ)dτ
0 0 t
∫ )
A(t−τ
= + +
At → Dominio del tempo
y(t) Ce x C e Bu(τ)dτ Du(t)
0 0
Trasformata di Laplace
+∞
∫ −st C
→ (s) = = < +∞ ∈
L[f(t)](s) → Dominio di Laplace
f(t) F f(t)e dt s
0
La trasformata di Laplace esiste se la funzione converge in quell’integrale e in tal caso si dice che appartiene alla classe
f(t)
classe L
di funzioni di Laplace . 0
classe
Una funzione di è una funzione di (generalmente continua) e di classe esponenziale .
ClasseL C α
(s)
Inoltre per far sì che la funzione sia convergente
F
bisogna definire un range di valori per la variabile
complessa . In particolare deve trovarsi a destra della
s
cosiddetta ascissa di convergenza sul piano complesso,
s
0
> }
Re{s} Re{s
ovvero che .
0
Funzione di Heaviside (o funzione gradino o step function)
{
1 ≥0
t
=
H(t) 0 <0
t
∞ 1
∫ −st
= =
L[H(t)] H(t)e dt s
0
La trasformata di Laplace unilatera trasforma la funzione solo nel dominio
[0; +∞]
temporale , quindi qualsiasi funzione moltiplicata per è
f(t) H(t)
definita per questo intervallo di valori di .
t
Funzioni Esponenziali 1
= → = se >
λt λt
L[e Re{s}
f(t) e H(t) H(t)] λ
−
s λ
Funzioni Esponenziali Polinomiali
[ ] 1
k λt k λt
t e t e
= → =
L
f(t) H(t) H(t) (s − k+1
k! k! λ)
1
(k = 1) = =
L[t]
Rampa lineare: →
f(t) t 2
s
1
2
(k = 2) = =
L[t]
Parabola: →
f(t) t 3
s
Controlli Automatici 6
Funzioni Esponenziali Polinomiali Oscillanti
Coseno: k
t
= cos (ωt)H(t)
σt
f(t) e
k!
[ ] 1 (s − + + (s − −
k k+1 k+1
t σ jω) σ jω)
cos (ωt)H(t) =
σt
L e 2 [(s − + − − k+1
k! σ jω)(s σ jω)]
−
s σ
= 0 [ cos (ωt)H(t)
] =
σt
L
:
k e 2 2
(s − +
σ) ω
s
= 0 e = 0 [
cos (ωt)H(t)
] =
L
:
k σ 2 2
+
s ω
Seno: k
t
= sin (ωt)H(t)
σt
f(t) e
k!
[ ] 1 (s − + − (s − −
k k+1 k+1
t σ jω) σ jω)
sin (ωt)H(t) =
σt
L e 2j [(s − + − − k+1
k! σ jω)(s σ jω)]
ω
= 0 [ sin (ωt)H(t)
] =
σt
L
:
k e 2 2
(s − +
σ) ω
ω
= 0 e = 0 [
sin (ωt)H(t)
] =
L
:
k σ +
2 2
s ω
Delta di Dirac δ(t)
+∞
∫ = 1
δ(t)dt
−∞ − − Δ)
H(t) H(t
:= lim = (t)
δ(t) Ḣ
Δ
Δ→0
Proprietà di campionamento:
+∞
∫ − =
f(t)δ(t τ)dt f(τ)
−∞ +∞
∫ =
Quindi il caso banale è f(t)δ(t)dt f(0)
−∞
Unitarietà rispetto al prodotto di Convoluzione:
+∞
∫
∗ = − =
f(t) δ(t) f(t τ)δ(τ)dτ f(τ)
−∞
Quindi si può dire che la delta di Dirac è l’elemento neutro rispetto al prodotto di convoluzione.
Quindi ad esempio vale che
+ ∗ = ∗ + ∗ = ( + ) ∗
f(t) g(t) δ(t) f(t) δ(t) g(t) δ(t) f(t) g(t) δ(t)
Proprietà della Trasformata di Laplace
=1
L[δ(t)]
1. Trasformata della Delta di Dirac:
+ = + = (s) +
L[αf(t)
2. Linearità: βg(t)] αL[f(t)] βL[g(t)] αF βG(s)
−sτ −sτ
− = = (s)
L[f(t L[f(t)]
3. Traslazione nel tempo: τ)] e e F
Questa proprietà si può applicare ai sistemi in cui si ha un ritardo nel segnale d’ingresso, questa proprietà ci suggerisce
Controlli Automatici 7
che non c’è bisogno di ricalcolare la trasformata di Laplace del segnale ritardato, ma basta moltiplicare la trasformata
−sτ
del segnale non ritardato per la quantità dove è proprio il ritardo.
e τ
∗ = ⋅ = (s)G(s)
L[f(t) L[f(t)
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.