Democrazie in crisi e fascismi: l'eclissi della democrazia
Negli anni '30 del '900, col dilagare della crisi economica, la democrazia visse la sua stagione più buia. Nel decennio precedente, regimi autoritari si erano affermati in molti Stati dell'Europa mediterranea e orientale. Ma, nei paesi più progrediti, questi regimi erano visti soprattutto come un prodotto dell'arretratezza economica e politica. Con la grande crisi del 1929, il successo del nazismo in Germania e con la crescita generalizzata dei movimenti estremisti e razzisti soprattutto in Europa orientale (in Polonia, Romania, Ungheria, Jugoslavia), si capì che il male era profondo e non risparmiava nemmeno i paesi più economicamente sviluppati.
Si diffuse la convinzione che i sistemi democratici fossero troppo deboli per tutelare gli interessi nazionali e troppo inefficienti per garantire il benessere dei cittadini. Le uniche alternative erano il comunismo sovietico ed i regimi autoritari di destra (fascismo italiano e nazismo tedesco).
I caratteri dei regimi fascisti
Caratteristica fondamentale dei movimenti e regimi fascisti era il tentativo di proporsi come artefici di una rivoluzione, di dar vita a un nuovo ordine politico e sociale. Sul piano politico, significava accentramento del potere nelle mani di un capo, struttura gerarchica dello Stato, rigido controllo sull'informazione e sulla cultura. Sul piano economico-sociale, il fascismo aveva inventato una ''terza via'' tra capitalismo e comunismo, anche se questo modello non prese mai corpo.
Nonostante la sua inconsistenza teorica, il fascismo esercitò una notevole attrazione, soprattutto sugli strati sociali intermedi (giovani avventurosi, intellettuali incerti, piccoli borghesi delusi dalla democrazia e spaventati dal comunismo). Le nuove dittature davano la sensazione di appartenere a una comunità e di riconoscersi in un capo, la convinzione di essere inseriti in una gerarchia basata sul merito (e non sulla ricchezza o sui privilegi di nascita), l'indicazione di un nemico comune cui attribuire ogni possibile colpa.
Società di massa e totalitarismi
Tutto ciò rappresentava una reazione contro la società di massa, ma al tempo stesso un'esaltazione di alcuni suoi aspetti. Il fascismo seppe capire la società di massa, ne interpretò la sua aggressività e violenza, e ne sfruttò appieno le tecniche e gli strumenti: i mezzi di propaganda (come radio e cinema), i canali di informazione e di istruzione. Questa capacità di adattamento alla società di massa e del suo controllo costituì una caratteristica specifica del fascismo e del nazismo. I regimi totalitari hanno la pretesa di dominare in modo ''totale'' la società, di condizionare i cittadini nel comportamento e nella mentalità.
Dall'igiene razziale alle politiche di sterminio
Caratteristica comune ai regimi totalitari, fu la scarsa o nulla considerazione del valore della vita umana e della dignità dell'individuo. Si affermò la tendenza a risolvere i problemi ricorrendo alla forza, con le deportazioni ed i campi di concentramento, infine con lo sterminio di intere popolazioni o gruppi sociali.
La nazione come corpo unico
La prima guerra mondiale abituò i gruppi dirigenti e l'opinione pubblica a ragionare in termini di salute e di efficienza.
-
Contesto storico Daniel Defoe
-
Contesto storico 900 spagnolo
-
Contesto storico 800 spagnolo
-
Hannah Arendt e Contesto storico