Il bilancio di esercizio : definizione e postulati ricordati quadro fedele
Il 2423 cc stabilisce che gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio costituito dallo
fornire le informazioni relative all’attività economica e
SP, dal CE e dalla NI allo scopo di
un’impresa. Esso deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo
finanziaria di
veritiero e corretto la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della società e il risultato
economico dell’esercizio. si concretizza nell’obbligo di rispettare
Il postulato della chiarezza gli schemi di bilancio, nel
divieto di effettuare raggruppamenti di voci che possano compromettere la comprensibilità del
bilancio e nel divieto di operare compensi di partite, a meno che questo non sia espressamente
consentito dalla legge ( ad esempio i crediti e i debiti nei confronti di una controllata non possono
essere compensati ma devono essere iscritti rispettivamente nell’attivo e nel passivo dello SP).
Affinchè il bilancio sia comprensibile deve essere analitico e corredato dalla nota integrativa,
anche se tali informazioni non devono essere superflue o eccessive. Inoltre è necessaria una
individuazione separata dei componenti ordinari da quelli straordinari del reddito di esercizio
e la separata classificazione dei costi e dei ricavi della gestione tipica dagli altri costi e ricavi di
esercizio.
La clausola della rappresentazione veritiera e corretta trova la sua giustificazione nel fatto che
non è possibile redigere il bilancio secondo una verità assoluta ed oggettiva in quanto si parla
all’amministratore
sempre di valori stimati; si chiede dunque di operare le stime utilizzando
le indicazione del legislatore all’articolo 2426
correttamente, con onestà e in buona fede cc e dei
principi contabili nazionali (OIC) ed internazionali (IAS). Con questa clausola si intende dunque
un “quadro fedele” della situazione
che il bilancio di esercizio deve offrire aziendale. Gli
amministratori, che redigono il bilancio, devono operare correttamente le stime e le iscrizioni
bilancio “veritiero e corretto” è quindi inteso come bilancio
delle diverse voci. Un
“attendibile”, che si avvicina al vero grazie al comportamento in buona fede degli
l’obbligo di fornire informazioni
amministratori. Da questa clausola discende anche: l’obbligo di derogare dalla
complementari e aggiuntive utili ad una adeguata informazione,
legge, in casi eccezionali, quando questa non consente una adeguata rappresentazione.
Bilancio: I principi contabili hanno una duplice funzione: interpretare in chiave tecnica le norme
di legge in materia di bilancio, integrare le norme di legge ritenute insufficienti.
Secondo il principio della prudenza devono essere imputati al periodo i rischi e le perite di
competenza anche se conosciuti dopo la sua chiusura, mentre non vanno presi i considerazione gli
tener evitare l’eccessiva
utili non ancora realizzati. È un principio fondamentale ma bisogna
prudenza perché sono pregiudizievoli per gli interessi degli azionisti e rendono il bilancio
inattendibile e non corretto. Questo vale soprattutto nella valutazione delle incertezze e dei rischi
connessi con l’andamento operativo aziendale per assicurare che ragionevoli stanziamenti vengano
effettuati in previsione di perdite potenziali da sostenersi nel realizzo dell’attivo di bilancio.
continuazione dell’attività aziendale
il principio della stabilisce che la valutazione degli elementi
patrimoniali deve essere effettuata nella prospettiva della continuazione dell’attività dell’impresa
(going concern) , cioè in ipotesi di normale funzionamento. Da questo discendono i criteri di
esposti nell’art.
valutazione delle voi di bilancio 2426
Il principio della prevalenza della sostanza sulla forma è stato introdotto con la riforma del diritto
societario del 2003 e rafforza la clausola della rappresentazione veritiera e corretta in quanto
prescrive che le operazioni aziendali vengano rilevate e iscritte in bilancio nella loro sostanza
solo nell’aspetto formale. Ne è un esempio il contratto di leasing che nella forma è
economica e non
una locazione, nella sostanza il bene è completamente a disposizione dell’azienda. Altri esempi
sono i pronti contro termine e gli strumenti finanziari derivati, operazioni che prima venivano
contabilizzate secondo gli aspetti formali dei contratti sottostanti. Il principio può avere effetti
rilevanti sui criteri di valutazione degli elementi patrimoniali con effetti conseguenti sulle
componenti economiche e sui criteri di contabilizzazione e di rappresentazione dei valori.
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Il principio della competenza stabilisce che le operazioni aziendali devono essere rilevate
contabilmente ed attribuito all’esercizio al quale le operazioni stesse si riferiscono e non a quello in
cui si concretizzano i relativi incassi e pagamenti. Ne sono applicazioni i ratei e i risconti, gli
ammortamenti, i lavori in corso di ordinazione.
I ricavi, come regola generale, devono essere riconosciuti quando si verificano due condizioni: a) il
processo produttivo dei beni o dei servizi è stato completato; b) lo scambio è già avvenuto, cioè si è
verificato il passaggio sostanziale e non solo formale del titolo di proprietà. I costi devono essere
correlati con i ricavi dell’esercizio. La correlazione si realizza : a) per associazione di causa ed
effetto tra costi e ricavi; b) per ripartizione dell’utilità o funzionalità su base pluriennale razionale
(es. ammortamento); c) per imputazione diretta di costi al conto economico dell’esercizio o perché
al tempo o perché sia venuta meno l’utilità o la funzionalità del costo.
associati
Secondo il principio della costanza i criteri di valutazione applicati non possono essere modificati
da un esercizio ad un altro per permettere la comparazione dei risultati di bilancio di più esercizi
successivi in modo da limitare le politiche di bilancio ch derivano dall’utilizzo da parte degli
amministratori di accorgimenti valutativi che tendono a pilotare i risultati economici dell’esercizio.
Il principio della separatezza prevede la valutazione separata dei diversi elementi eterogenei
compresi nelle singole voci di bilancio, ad esempio i crediti devono essere valutati separatamente
considerando le diverse caratteristiche di solvibilità di ciascun debitore.
Composizione dello stato patrimoniale
Lo schema di stato patrimoniale previsto dall’art 2424 del c.c. è a sezioni contrapposte, è
obbligatorio ed è suddiviso in attivo e passivo. L’attivo è suddiviso in quattro classi principali: A
crediti verso soci per versamenti ancora dovuti, B immobilizzazioni, C attivo circolante, D ratei e
risconti. La classificazione è effettuata sulla base del criterio della destinazione, ossia del ruolo
svolto dalle diverse attività nell’ambito della gestione aziendale ordinaria. Il passivo è suddiviso in
cinque classi:A patrimonio netto, B fondi per rischi ed oneri, C trattamento di fine rapporto di
lavoro subordinato D debiti, E ratei e risconti. La classificazione è effettuata sulla base della natura
delle fonti di finanziamento in modo da distinguere mezzi propri dai mezzi dei terzi. Lo schema
impone l’iscrizione delle poste dell’attivo al netto delle rettifiche. Ad esempio, le immobilizzazioni
vengono inscritte al netto dei fondi di ammortamento e di eventuali svalutazioni. Sono
espressamente vietati le compensazioni di partite ad esempio non è possibile iscrivere il saldo tra
crediti e debiti, ma bisogna iscrivere nell’attivo tutti i crediti e nel passivo tutti i debiti. Per ogni
voce dello stato patrimoniale deve essere sempre indicato l’importo dell’anno precedente. In calce
allo stato patrimoniale devono essere indicate separatamente tutti i conti d’ordine relativi agli
impegni con terzi, ad esempio nel caso dei beni presi in leasing.
Struttura del CE Deve fornire una rappresentazione delle operazioni di gestione con una sintesi
dei componenti di reddito raggruppati in modo da fornire significativi risultati intermedi. La sua
struttura indicata dall’art 2425 del c.c. si definisce a valore e costi della produzione e si basa sulla
classificazione dei costi e ricavi in relazione alla natura dei fattori produttivi acquisiti e dei ricavi
conseguiti. La forma scalare permette l’immediata visualizzazione di dati parziali con i risultati che
gestione principale o tipica dell’imprese data
si producono nelle diverse aree di attività che sono:
dalla differenza tra: a) valore della produzione e b) costi della produzione; gestione finanziaria c)
data dalla differenza tra proventi e oneri finanziari e d) rettifiche di valore di attività finanziarie;
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gestione straordinaria e) data da proventi ed oneri straordinari; gestione tributaria data da 22)
imposte dell’esercizio. L’utile d’esercizio è dato da:
A - B ± C ± D ± E - 22
I ricavi delle vendite iscritti nella voce A1 e i costi per materie iscritti nella voce B6 devono essere
indicati al netto delle rispettive poste rettificative rappresentate da resi , sconti , abbuoni e ribassi.
Un aspetto di critica è dato dal fatto che all’interno della gestione caratteristica principale, o tipica ,
sono compresi anche componenti accessori che rappresentano la gestione atipica. Vi è poca
in effetti l’aggettivo straordinario non
chiarezza nella definizione della gestione straordinaria;
riguarda l’eccezionalità dell’evento ma l’estraneità all’attività ordinaria.
è il terzo documento che costituisce parte integrante del bilancio d’esercizio.
La nota integrativa.
Le principali funzioni sono quelle di rendere comprensibili determinati valori iscritti in bilancio in
maniera sintetica, e di fornire informazioni complementari di carattere patrimoniale, finanziario ed
economico. L’art 2427 c.c. stabilisce 22 punti ai quali corrispondono altrettanti gruppi di
informazioni da esporre nella nota integrativa. In particolare, il punto 1 contiene informazioni
esplicative sui criteri di valutazione adottati, i punti da 2 a 9 informazioni di dettaglio su poste dello
stato patrimoniale, i punti da 10 a 14 informazioni di dettaglio su poste del CE, i punti da 15 a 22
ter informazioni varie.
I movimenti di ciascuna voce delle immobilizzazioni anche in forma di tabella relativi a dati
all’inizio dell’esercizio, movimenti avvenuti durante l’esercizio, eventuali svalutazioni,
rivalutazioni ed ammortamenti. Le informazioni devono essere contenute in 3 prospetti: il primo
illustra il processo di formazione dei valori delle immobilizzazioni al 1/1, il secondo il movimento
delle immobilizzazioni avvenute durante l’esercizio, il terzo le rivalutazioni operate.
Analisi dettagliata delle voci degli oneri pluriennali e delle ragioni della loro iscrizione; la
consistenza di tali voci è importante in quanto la distribuzione degli utili può avvenire solo se
residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l’importo di questi costi non ancora ammortizzato.
poste dell’attivo e del passivo, in particolare l’analisi della
Le variazioni intervenute nelle altre
formazione e dell’utilizzo delle voci del patrimonio netto dei fondi e dei debiti per TFR. Particolare
rilievo deve essere dato ai movimenti intervenuti nei fondi con l’indicazione degli incrementi dovuti
ad accantonamenti e dei decrementi legati agli “utilizzi”
Elenco delle partecipazioni in imprese controllate o collegate; per ciascuna di queste società è
necessario indicare : denominazione, sede, capitale sociale, importo del patrimonio netto, utile o
perdita dell’ultimo esercizio, quota posseduta e valore attribuito in bilancio.
Ammontare dei crediti e dei debiti di durata residua superiore a 5 anni indicati distintamente per
di proprietà dell’impresa
ciascuna voce e dei debiti assistiti da garanzie reali su beni
L’analisi delle voci dei ratei e risconti attivi e passivi e la composizione della voce “altre riserve”
capitalizzati ai valori iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale
Ammontare degli oneri finanziari
con l’indicazione dei criteri applicati per tale capitalizzazione. opportuno indicare: gli specifici beni
sui quali gli OF sono stati capitalizzati gli importi degli OF capitalizzati i finanziamenti che hanno
originato tali OF, i criteri seguiti per la capitalizzazione. Grazie a tali informazioni il lettore può
verificare se la capitalizzazione è stata compiuta correttamente nel rispetto della legge e dei Principi
contabili, qual è l’effetto reddituale e patrimoniale prodotto da tale capitalizzazione
L’analisi di tutti gli dalla società e da conti d’ordine iscritti in calce allo stato
impegni assunti
patrimoniale in particolare si deve: illustrare dettagliatamente il contenuto dei conti d’ordine e degli
d’ordine, la cui
impegni, le notizie sulla composizione e natura di tali impegni e dei conti
conoscenza sia utile per valutare la situazione patrimoniale e finanziaria della società, specificando
quelli relativi a imprese controllate, collegate, controllanti e a imprese sottoposte al controllo di
queste ultime ricavi delle vendite e delle prestazioni secondo categorie d’attività e secondo
La ripartizione dei
aree geografiche se significative
La composizione dettagliata delle voci “proventi straordinari e oneri straordinari del CE”
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Un prospetto relativo alla fiscalità differita che contenga la descrizione delle differenze temporanee
che hanno portato a tali imposte differite e l’indicazione rispetto alle imposte anticipate
dell’ammontare delle perdite dell’esercizio precedente e dell’ammontare non ancora contabilizzato.
Il numero medio dei dipendenti ripartito per categoria
L’ammontare dei compensi che spettano a sindaci e amministratori
Il numero di azioni e il loro valore nominale separato per categoria d’azioni
Azioni di godimento, obbligazioni convertibili e titoli emessi dalla società specificandone numero e
diritti che attribuiscono.
Numero e caratteristiche degli strumenti finanziari emessi dalla società
Valore e tipologia dei beni e dei rapporti giuridici compresi in un determinato patrimonio destinato
ad uno specifico affare
La destinazione dei proventi che derivano dal finanziamento di uno specifico affare
Descrizione delle operazioni di locazione finanziaria che comportano il trasferimento
all’utilizzatore dei rischi e dei benefici che derivano dall’utilizzo dei beni.
22)bis Operazioni con parti correlate Una parte è correlata a un’entità se: (a) direttamente, o
indirettamente attraverso uno o più intermediari, la parte: controlla l’entità, ossia detiene una
partecipazione nell’entità tale da poter esercitare un’influenza notevole su quest&rsq