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Debiti

La macroclasse D) DEBITI: accoglie ogni debito con natura, importo e scadenza determinata ed

esistenza certa. Le voci non considerano la esigibilità del debito, per cui coesistono debiti di breve e

l’esercizio

di lungo periodo. Tuttavia è richiesto di indicare la parte del debito con scadenza oltre

successivo (in colonna interna). Da 1 a 5 si tratta di debiti finanziari : obbligazioni, obbligazioni

convertibili, debiti verso soci per finanziamenti, debiti verso banche, debiti verso altri finanziatori,

acconti, 7 e 9 sono debiti commerciali, rappresentati da debiti verso fornitori e debiti rappresentati

da titoli di credito; da 9 a 11 sono debiti infra-gruppo, rappresentati da debiti verso imprese

controllate, collegate e controllanti, d 12 a 14 debiti vari, tributari, verso istituti previdenziali e

sicurezza sociale, altri debiti. In particolare i debiti verso soci per finanziamenti sono distinti dalla

voce debiti v/altri finanziatori, gli acconti riguardano acconti ricevuti da clienti a qualunque titolo; i

debiti verso l’erario “certi” come l’ accantonamento per imposte su

debiti tributari sono relativi

reddito da dichiarazione; per IVA dell’ultimo mese o trimestre o da accertamenti definitivi o

contenziosi

definitivamente conclusi. Riguardo la loro valutazione il codice non dà nessuna indicazione, mentre

i principi contabili prevedo no una valutazione secondo il loro presumibile valore di estinzione, di

solito il loro valore nominale.

Titoli e partecipazioni

Per partecipazioni si intendono investimenti nel capitale di altre imprese, mentre per titoli si

intendono i titoli emessi dallo stato( BOT, CCT, btp, ctz ) e le obbligazioni emesse da enti pubblici.

Per azioni proprie si intendono investimenti che una società per azioni effettua in titoli azionari

emessa da essa stessa. Il PC 20 classifica i titoli e le partecipazioni in funzione della loro

destinazione e l'art 2424 separa li investimenti patrimoniali tipici (considerati immobilizzazioni

finanziarie) dalle altre attività finanziarie negoziabili liberamente. Tra le immobilizzazioni

finanziarie l'art separa le partecipazioni in imprese collegate o controllate dai crediti verso le stesse.

Si definiscono controllate le società delle quali si detiene il pacchetto di maggioranza. Si

sulle quali si esercita un’influenza notevole.

definiscono collegate le società

Principi di valutazione: I titoli non immobilizzati devono essere valutati al minore tra il costo e il

valore desumibile dall'andamento del mercato. Le plusvalenze e le minusvalenze che nascono dalla

cessione di titoli sono costi e ricavi di natura finanziaria per cui confluiscono nella macroclasse C

del CE. Il criterio base per la valutazione delle partecipazioni immobilizzate e' il costo d'acquisto

comprensivo degli oneri accessori. Gli amministratori dovranno verificare che le partecipazioni non

abbiamo subito perdite di valore effettuando in fase di redazione di bilancio l'impairment test. In

alternativa al metodo del costo, e' consentito per la valutazione delle partecipazioni il metodo del

patrimonio netto secondo il quale il costo originario della partecipazione viene modificato per tener

conto delle quote di utili o di perdite della partecipata nei periodi successivi all'acquisizione della

partecipazione. 7

Le rimanenze

Il PC 13 definisce le rimanenze come beni destinati alla vendita o che concorrono alla loro

produzione nella normale attività d'impresa. Esse comprendono:

Merci ,(prodotti acquistati per la rivendita),materie prime, prodotti finiti, semilavorati. Il valore

delle rimanenze si colloca nell'attivo dello stato patrimoniale in C1, mentre nel CE le variazioni

delle rimanenze di prodotti finiti e semilavorati si classificano in A2 ( valore della produzione),

mentre le variazioni delle rimanenze delle materie prime e merci in B11( costi della produzione).

Il punto 9 del 2426 c.c. stabilisce che le rimanenze sono iscritte in bilancio al costo di acquisto o di

produzione, ovvero al valore di realizzo desumibile dall'andamento del mercato se e' minore. Per

costo d'acquisto si intende il prezzo netto più oneri accessori, mentre per costo di produzione si

intendono gli oneri direttamente imputabili al bene per la produzione più una quota di spese

generali di produzione. Qual ora si tratti invece di beni fungibili per i quali non e' possibile

individuare il costo specifico d'acquisto o di produzione, il punto 10 del 2426 stabilisce che tale

costo può essere calcolato con il metodo della media ponderata, LIFO o del FIFO

• costo medio ponderato: sommatoria delle quantità per i prezzi diviso il totale delle quantità.

• lifo: le quantità acquistate più recentemente sono le prime ad essere vendute, per cui rimangono

in magazzino le quantità più remote.

•FIFO: le quantità acquistate per prime sono le prime ad essere vendute, per cui rimangono in

magazzino le quantità acquistate più di recente.

Le norme tributarie utilizzano come metodo di valutazione alternativo al costo specifico, il metodo

del Lifo a scatti annuali, secondo il quale nel primo esercizio le rimanenze sono valutate al costo

medio ponderato, negli esercizi successivi se la quantità aumenta la valutazione viene effettuata

sempre al costo medio ponderato, mentre se la quantità diminuisce, la diminuzione si imputa agli

incrementi formati nei precedenti esercizi a partire dal più recente.

valore di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato si intende: •Materie prime :

Per

costo di sostituzione

•Merci e prodotti finiti: il prevedibile prezzo di vendita meno i prevedibili costi diretto di vendita

I lavori in corso su ordinazione ( oic 23)

Sono lavori in esecuzione di commesse di durata pluriennale affidate con contratto di appalto,

forniture di servizi legati alla costruzione di un'opera oppure fornitura di beni eseguiti su

ordinazione. Sono iscritti in bilancio nell'attivo dello stato patrimoniale alla voce C3.

Essi si classificano in: • contratti a prezzi predeterminati: che prevedono un prezzo fisso

predeterminato alla consegna del lavoro • contratti con prezzo basato sul costo consuntivo più il

margine : che prevedono il rimborso di tutti i costi sostenuti più un determinato margine di profitto.

L'art 2426 stabilisce che i lavori in corso su ordinazione possono essere iscritti in bilancio sulla base

dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza. Questa definizione rappresenta una

differenza rispetto alle altre categorie di rimanenze. Dunque nel rispetto della clausola generale

della rappresentazione veritiera e corretta e' necessario individuare un metodo di valutazione che

permetta di attribuite i costi e i ricavi della commessa all'esercizio a cui si riferiscono per

competenza. Per tale motivo il PC numero 23 individua 2 metodi di valutazione:

• il criterio della commessa completata : in base al quale i ricavi e il margine positivo della

commessa( utile) saranno iscritti in bilancio solo quando l'opera sarà ultimata e consegnata. Il

criterio della percentuale di completamento in base al quale il margine positivo di commessa viene

riconosciuto il funzione dell'avanzamento della produzione e quindi viene iscritto in bilancio

nell'esercizio in cui l'attività stessa e' stata svolta. Secondo i principi contabili, questo secondo

criterio e' da preferire in quanto e' più coerente con una logica di competenza e rispetta il criterio

della rappresentazione veritiera e corretta. Esistono vari metodi per determinare la percentuale di

completamento . I più comuni sono: • metodo del costo sostenuto, delle ore lavorate, delle unita

consegnate, delle misurazioni fisiche. 8

Immobilizzazioni immateriali

Sono Costi che non esauriscono la loro utilità in un solo periodo e sono caratterizzati dalla

mancanza di tangibilità. Secondo il PC numero 24 sono suddivise in tre categorie:

• beni immateriali in senso stretto: Hanno una propria identificabilità ed individuabilita', possono

essere oggetto di scambio e sono: marchi, licenze, brevetti e concessioni

• oneri pluriennali: Sono costi indeterminati non rappresentati da beni ma dotati di un utilità

differita ma non cedibile , ne sono esempio: costi di impianto e di ampliamento e i costi di ricerca,

sviluppo e pubblicità.

• l'avviamento : Rappresenta il valore attribuito alla capacita' di una impresa di produrre in futuro

risultati economici positivi.

Iscrizione in bilancio: mentre le immobilizzazioni immateriali (in senso stretto) vengono iscritte al

costo d'acquisto o di produzione e vengono sistematicamente ammortizzate in ogni esercizio in

relazione alla loro residua possibilità di utilizzazione, gli oneri pluriennali possono essere iscritti

nell'attivo con il consenso, se esiste, del collegio sindacale e devono essere ammortizzati in un

periodo non superiore ai 5 anni. L'avviamento può essere iscritto nell'attivo solo se acquisito a titolo

oneroso, sempre con il consenso del collegio sindacale e dev'essere ammortizzato nei 5 anni.

Il valore originario delle immobilizzazioni immateriali possono essere oggetto di revisione per cui

ogni anno sono sottoposte all'empairement test che consente di determinare se le stesse hanno

subito una perdita di valore La svalutazione non e' irreversibile; se vengono meno i motivi che

l'avevano determinata sarà necessario effettuare una ripresa di valore.

• costi di impianto e di ampliamento: comprendono i costi sostenuti per la costituzione di una

società, per dare vita ad una struttura aziendale iniziale( comprese le spese di addestramento iniziale

del personale ) e costi per la ampliamento della società e dell'azienda.

• Si distinguono in: •Ricerca di base: sono costi di

costi di ricerca di sviluppo e di pubblicità

d'esercizio. • Ricerca finalizzata ad uno specifico prodotto e sviluppo:

periodo addebitati al CE

possono essere capitalizzati, purché siano relativi ad un prodotto definito ed essere identificabili e

misurabili.

•diritti di brevetto Sono creazioni intellettuali soggette a una particolare tutela che consiste nel

diritto esclusivo di sfruttamento dell'invenzione stessa, naturalmente il brevetto dev'essere in grado

di generale benefici economici nel futuro e possono essere iscritti sia che siano stati acquistati da

terzi sia che siano stati prodotti internamente.

diritti di ultilizzo delle opere dell'ingegno, diritto d'autore:

Il diritto d'autore si acquisisce con la creazione dell'opera, momento dal quale l'autore ha il diritto

esclusivo di pubblicarla e di utilizzarla. La sua tutela ha una durata fino a 70 anni dopo la morte

dell'autore. Può essere iscritto sia se acquisito che se prodotto internamente. Se viene acquistato da

terzi e' possibile capitalizzare solo il costo pagato inizialmente.

•concessione, licenze e marchi. Le concessioni sono provvedimenti con i quali la pubblica

amministrazione trasferisce ad altri soggetti i propri diritti. Ne sono esempio, lo sfruttamento di beni

pubblici demaniali, autostrade, trasporti parcheggi. Le licenze sono autorizzazioni con le quali si

consente l'esercizio di attività regolamentate, come ad esempio le licenze di commercio. Il marchio

e' uno dei tre segni distintivi di un'azienda e può consistere in un segno o in una denominazione o in

un emblema. Per essere tutelato dev'essere registrato in appositi registri e deve rispondere a requisiti

di novità, originalità e liceità.

• avviamento E' l'attitudine di un'azienda a produrre utili in maniera superiore a quella ordinaria,

grazie ad un'organizzazione efficiente ed efficace. Secondo il PC 24 il valore dell'avviamento da

scrivere nel bilancio d'esercizio si determina per differenza tra il prezzo complessivo sostenuto per

l'acquisizione dell'azienda o del suo conferimento e il valore corrente attribuito agli altri elementi

patrimoniali attivi e passivi che la compongono. 9

Il Patrimonio netto La macrovoce A del passivo contiene tutti gli elementi che rappresentano i

mezzi propri dell’azienda, in particolare il Capitale sociale, le riserve e l’utile o la perdita di

esercizio

E’ il capitale sociale sottoscritto anche se non interamente versato. Non è più richiesta l’indicazione,

nello s.p., delle diverse categorie di azioni. Questa informazione risulta ora dalla nota integrativa

(art. 2427, punto 17)

–la

Ii riserva da sovrapprezzo delle azioni . si costituisce in ipotesi di aumento del capitale sociale a

di azioni “sopra la pari”, e’ una riserva di “capitale” , e’ una riserva non

pagamento, con emissione

distribuibile finché la riserva legale non ha raggiunto il limite fissato dalla legge

Iii - riserve di rivalutazione sono riserve costituite a fronte di operazioni di rivalutazione delle

attività patrimoniali. Il nostro legislatore ha ritenuto inopportuno disciplinare in via ordinaria il

legislativi “ad hoc” (leggi speciali) a prevedere metodi

problema, preferendo che fossero interventi

di rivalutazione (monetaria)

Iv - riserva legale ogni anno è fatto obbligo agli amministratori di accantonare 1/20 (il 5%) degli

utili in una riserva fino a quando il suo ammontare non raggiunge 1/5 (il 20%) del capitale sociale.

L’utilizzo della riserva legale si lega alla copertura di perdite

V - riserva statutarie riserve la cui costituzione ed il cui utilizzo trova disciplina nello statuto della

società non esiste alcun obbligo per i soci di inserire nello statuto la previsione di una o più riserve.

Ma se tale previsione è fatta, allora essa è vincolante

riserva per azioni proprie in portafoglio deve essere costituita a fronte dell’acquisto di azioni

Vi - iscritte nell’attivo (b.III.4

proprie o c.iii.5) la costituzione può avvenire sia attingendo da riserve

disponibili esistenti sia da utili distribuibili • tale riserva è indisponibile finché le azioni proprie non

sono trasferite o annullate • deve essere costituita anche a fronte dell’acquisto di azioni della

controllante nei limiti del 10% del valore nominale del capitale sociale della controllante, tenuto

conto delle azioni della controllante possedute dalla Controllante e dalle controllate*

Vii - altre riserve, distintamente indicate classe residuale, ma non marginale! Le riserve che possono

trovare allocazione in questa classe sono molte. Ad es.: riserve per azioni della controllante in

portafoglio* riserve facoltative c.d. Straordinarie riserve previste da altre norme versamenti dei

della

soci in conto capitale la riserva in parola potrebbe, in alternativa, essere iscritta : -nell’ambito

in una specifica classe “riserva per azioni della

classe v, con specifica evidenza in nota integrativa -

controllante in portafoglio” utile (perdita) dell’esercizio •

Viii - utili (perdite) portati a nuovo ix - innovativo, rispetto al

previgente sistema, è l’iscrizione, quali componenti negativi, delle perdite di esercizio nella

macroclasse a) patrimonio netto

I CONTIBUTI pubblici

Sono contributi erogati dallo Stato o dalle regioni a sostegno delle imprese. Possono essere erogati

in conto capitale o in conto esercizio. Quelli in conto capitale sono finalizzati alla realizzazione di

pluriennali. Essi non prevedono l’obbligo della

iniziative produttive e allo sviluppo di investimenti

restituzione, per cui sono definiti a fondo perduto e possono essere iscritti in bilancio solo quando vi

è una delibera formale di erogazione e l’impresa ne abbia ricevuto comunicazione scritta. Possono

essere rilevati o con il metodo patrimoniale o con quello reddituale. Il primo non è ritenuto corretto

dalla prassi contabile e prevede che il contributo sia imputato direttamente a patrimonio netto. Il

metodo reddituale, oggi ritenuto l’unico criterio adeguato, prevede di ripartire il contributo a CE

con un metodo sistematico nel tempo. A tale scopo i principi contabili consentono due tecniche di

ripartizione: 1 La Tecnica Dei Risconti : Prevede che il contributo imputato alla voce A5 del CE sia

differito per le quote non di competenza agli esercizi successivi utilizzando i risconti passivi.

2 L’imputazione Diretta A Storno Del Bene : richiede che i contributi siano portati a riduzione del

costo del bene a cui si riferiscono. 10

possono essere riconosciuti sia a integrazione i ricavi d’esercizio sia

I contributi in conto esercizio

a riduzione di costi. Secondo il PC numero 12 essi devono affluire in base al principio di

competenza, sempre nella voce A5 del CE, indipendentemente dalla data del loro incasso.

CE DETTAGLIATO

Il CE assume una forma scalare che evidenzia risultati economici intermedi utili alla dimostrazione

del processo formativo del reddito” e all’evidenziazione della qualità del Reddito; classifica i costi

per natura (ossia rispetto alla causa che li ha determinati ), fornendo una capacità informativa

minore rispetto alla classificazione per destinazione(ossia rispetto alla funzione cui sono destinati),

anche se in genere le poste sono ordinate in relazione alle aree di gestione. Esaminiamo le diverse

gestioni e gli elementi che le compongono:

Gestione operativa o caratteristica:

A: Valore della produzione B Costi della produzione

A) 1 ricavi derivanti sia dalle vendite che dalle prestazioni della gestione caratteristica

dell’impresa. I ricavi devono essere iscritti al netto degli oneri direttamente

riferibili alle vendite, quali resi, sconti e abbuoni di natura commerciale, premi e imposte. Esso

rappresenta la produzione venduta

A)2 variazioni dei prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti.

A)3variazioni dei lavori in corso di lavorazione

Si avrà un incremento se le RF sono > delle EI, un decremento se le RF< delle EI.

Tale punto accoglie solo le variazioni di prodotti che hanno già subito almeno un primo processo di

produzione. Rappresenta la produzione da vendere. Il CE non contiene più le rimanenze iniziali e

finali, ma la loro variazione, fornendo un esempio di compensazione consentita dalla legge

A)4 Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni: sono costi capitalizzati per la realizzazione

interna, nel corso dell’esercizio, di immobilizzazioni materiali e immateriali. Le possibili strade per

la loro contabilizzazione erano due . storno diretto, per la quota da capitalizzare, delle voci di costo

interessate, oppure storno indiretto, mediante una voce che, collocasse tra i ricavi la quota di costi

da capitalizzare, il legislatore ha optato per la seconda.

A)5 Altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio E’ una voce di

natura residuale, ma che può accogliere proventi assai significativi. Si trovano qui quei ricavi che

non sono: proventi tipici, in quanto connessi alla normale attività di vendita dell’impresa; , proventi

finanziari, iscritti nelle macroclassi (c) e (d), proventi straordinari, iscritti alla macroclasse (e). ne

sono esempio: Proventi derivanti dalla gestione (ma non dalla cessione) di immobili posseduti per

investimento e, pertanto, attinenti l’attività atipica (fitti attivi), I contributi in conto esercizio

maturati per competenza nell’esercizio; I ripristini di immobilizzazioni materiali e immateriali, Le

plusvalenze connesse alle cessioni di beni strumentali impiegati nell’ordinaria attività produttiva.

nell’attività produttiva sono da ritenersi

Quelle connesse alla cessione di beni non impiegati

straordinarie (cioè non ordinarie).

B) 6 acquisto di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci: Accoglie i costi di acquisto dei

materiali destinati al processo produttivo oppure alla immediata rivendita. questi devono essere

iscritti al netto dei proventi che, direttamente riferibili ai primi, ne rettificano il valore: resi, sconti,

abbuoni, premi.

B)7 costi per servizi : costi per l’acquisizione di servizi connessi all’attività ordinaria dell’impresa,

ad esempio: costi per energia elettrica, costi di trasporto, consulenze, pubblicità, lavorazioni

esterne, manutenzioni e riparazioni corrispettivi pagati per il “godimento” di beni materiali o

B)8 costi per godimento beni di terzi:

destinati all’attività ordinaria dell’impresa, ad esempio: canoni di

immateriali non di proprietà,

locazione, canoni di leasing, fitti passivi, canoni per l’utilizzo di brevetti, marchi,

B)9 costi per il personale legati al fattore lavoro subordinato. Essi si dividono in salari e stipendi,

oneri sociali, trattamento di fine rapporto. 11

B)10 Ammortamenti e svalutazioni : accoglie gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali,

immateriali, le svalutazioni degli immobili e le svalutazione dei crediti.

B)11 variazioni delle rimanenze delle materie prime, di consumo, sussidiarie e merci: Si iscrive qui

la differenza tra il valore delle RF e il valore delle EI per quei fattori produttivi il cui costo di

acquisto compare alla voce B.6, quindi considerando che stiamo sempre parlando di costi. Per cui se

Rf > Ei = variazione con segno + (minori costi), se Rf < Ei = variazione con segno (maggiori

costi)

B)12 accantonamenti per rischi ed oneri sono accantonamenti relativi ad oneri futuri la cui esistenza

–rischi –rischi –rischi

è solo probabile (fondi rischi) ad es. penali su forniture per cause in corso

garanzia prodotti

B)13 altri accantonamenti Sono accantonamenti relativi ad oneri futuri ma di esistenza certa (fondi

–manutenzioni –premi –concorsi

spese future) ad es. cicliche quantità a clienti a premi

Entrambe hanno come contropartita B)Fondi rischi ed oneri del Passivo dello SP.

B)14 Oneri diversi di gestione presenta natura residuale: comprende quegli oneri che non sono:

dell’impresa e, come tali, iscrivibili

costi tipici, in quanto connessi alla normale attività produttiva

alle voci da b.6 a b.13, costi finanziari, iscritti nelle macroclassi (c) e (d), c ) costi straordinari,

iscritti alla macroclasse (e) Si tratta, principalmente, di oneri derivanti da attività atipiche, purchè di

natura non finanziaria o straordinaria. Alcuni esempi sono: Oneri derivanti dalla gestione (ma non

dalla cessione) di immobili posseduti per investimento e, pertanto, attinenti l’attività atipica

(ammortamento, manutenzioni, ecc.), Imposte indirette e tasse: Bollo, registro, rifiuti, di

circolazione, minusvalenze connesse alle cessioni di beni strumentali impiegati nell’ordinaria

attività produttiva. dell’impresa.

Le macroclassi C e D rappresentano la gestione finanziaria

La voce C)15 contiene i proventi derivanti da PARTECIPAZIONI, ovunque iscritte, in modo

distinto a seconda del soggetto erogante, in particolare dividendi, plusvalenze da alienazioni, purchè

non straordinarie; la voce C)16 accoglie tutti i proventi di natura finanziaria non iscritti alla voce

C)15; nella voce C)17devono essere indicati tutti quei componenti negativi di reddito che hanno

natura finanziaria - principalmente interessi passivi - con separata indicazione di quelli verso

imprese controllate, collegate e controllanti. ne sono esempi gli interessi passivi, gli sconti e le

commissioni su debiti verso banche, verso altri finanziatori, su prestiti obbligazionari,minusvalenze

da cessione di partecipazioni e titoli, escluse quelle di natura straordinaria

La voce C)17 bi accoglie gli utili e perdite su cambi. Le attività e le passività in valuta, ad eccezione

delle immobilizzazioni, devono essere iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura

dell’esercizio ed i relativi utili e perdite su cambi devono essere imputati al CE e

l’eventuale utile netto deve essere accantonato in apposita riserva non distribuibile fino al realizzo.

Le immobilizzazioni in valuta devono essere iscritte al tasso di cambio al momento del loro

acquisto o a quello inferiore alla data di chiusura dell’esercizio se la riduzione debba giudicarsi

durevole .

La macrovoce D) accoglie le rettifiche di valore di attività finanziarie, in particolare il 18) le

rivalutazioni e il 19) le svalutazioni.

La macroclasse E) accoglie la gestione straordinaria : innanzitutto bisogna specificare che gli

elementi straordinari sono quelli estranei all’attività ordinaria, rappresentativi di eventi o operazioni

infrequenti. Ne possono essere causa Eventi naturali o accidentali, Cambiamenti nella struttura

aziendale, Alienazione di beni non strumentali, Errori contabili, Cambiamenti nei principi contabili.

Al punto 20 troviamo i proventi con separata indicazione delle plusvalenze da alienazione non

iscrivibili al punto A) 5 e al 21 gli oneri, con separata indicazione delle plusvalenze e minusvalenze

da alienazione non iscrivibili al punto B)14 12


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Corso di laurea: Corso di laurea in management delle imprese internazionali
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