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CONTABILITA’ AVANZATA

BILANCIO D’ESERCIZIO

Il bilancio d’esercizio è composto da 4 documenti:

3 quantitativi contabili:

 Stato patrimoniale.

o Conto economico.

o Rendiconto finanziario.

o

1 analitico-descrittivo:

 Nota integrativa.

o Relazione sulla gestione (facoltativo, solitamente viene allegato al bilancio).

o

CONTO ECONOMICO (art. 2425):

Il conto economico è un documento contabile che evidenzia l’ammontar del reddito

attribuibile al periodo amministrativo ed il suo processo di formazione mediante il

confronto tra costi e ricavi.

Il conto economico presenta una forma a scalare e si articola su 3 livelli (macroclassi,

voci e sottovoci), in questo modo:

(A) Valore della produzione.

 (B) Costi della produzione.

 Reddito operativo (A-B).

 (C) Proventi ed oneri finanziari.

 (D) Rettifiche valore attività finanziarie.

 (E) Proventi ed oneri straordinari.

 Risultato ante imposte (A-B ± C ± D ± E).

 Utile/Perdita d’esercizio.

STATO PATRIMONIALE (art. 2425)

Lo stato patrimoniale è un documento contabile che rappresenta la composizione

qualitativa e quantitativa del capitale di funzionamento alla data di riferimento del

bilancio.

È composto da una struttura a 2 colonne: la colonna di sinistra rappresenta le attività

(come ho utilizzato le risorse finanziarie) mentre la colonna di destra rappresenta le

passività (l’origine delle risorse finanziarie).

ATTIVITA’ PASSIVITA’

(A) Credito verso soci (A) Patrimonio Netto

(B) Immobilizzazioni (B) Fondo rischi e oneri

(C) Attivo Circolante (C) TFR

(D)Ratei e Risconti attivi (D)Debiti

(E) Ratei e Risconti passivi

RENDICONTO FINANZIARIO (art 2425 ter)

Nel rendiconto finanziario risultano per l’esercizio attuale e quello precedente

l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide all’inizio e alla fine

dell’esercizio. Risultano anche i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività

operativa, da quella di investimento, da quella di finanziamento indicando le

operazioni con i soci.

Il rendiconto finanziario è formato da:

(A) Flussi finanziari derivanti dall’attività operativa (metodo indiretto).

 (B) Flussi finanziari derivanti dall’attività d’investimento.

 (C) Flussi finanziari derivanti dall’attività di finanziamento.

 Disponibilità liquide all’inizio dell’esercizio.

 Disponibilità liquide alla fine dell’esercizio.

NOTA INTEGRATIVA (art. 2427)

La nota integrativa ha 3 diverse funzioni:

Funzione analitico-descrittiva: illustrazione dei dati sintetici contenuti nei

 documenti quantitativo-contabili per la comprensione del reale significato.

Funzione informativa: si presentano dati aggiuntivi rispetto a quelli contabili.

 Funzione esplicativa: illustra i motivi dell’applicazione dei diversi criteri di

 valutazione riollegadoli alle scelte gestionali dell’azienda.

RELAZIONE SULLA GESTIONE (art 2428)

La relazione sulla gestione non fa parte del bilancio. È una relazione degli

amministratori sulla situazione della società e sull’andamento della gestione nel suo

complesso e nei vari settori in cui ha operato con riguardo ai costi, ricavi e

investimenti.

IL MODELLO DEL BILANCIO

È un documento che dà evidenza, con riferimento ad un periodo amministrativo, del

reddito conseguito e del capitale disponibile alla fine del periodo.

La costruzione del bilancio richiede attenzione:

Agli aspetti formali (quali documenti formano il bilancio e quali sono le loro

 strutture).

Agli aspetti sostanziali (misurazione e quantificazione dei valori da inserire nel

 bilancio).

Ha lo scopo di determinare e rappresentare le condizioni di equilibrio economico,

finanziario e patrimoniale dell’azienda. Offre informazioni sul risultato economico di un

singolo periodo determinando contemporaneamente il capitale di funzionamento

utilizzato.

IL RISULTATO ECONOMICO DI PERIODO

SI forma per effetto delle operazioni compiute nell’attività aziendale. In prima

approssimazione è determinato come differenza tra il valore della produzione ottenuta

e il valore dei fattori produttivi utilizzati per produrla.

REDDITO D’IMPRESA

Il Reddito è la generazione di ricchezza incrementale e può essere determinato in 2

modi:

Via Sintetica: Capitale Finale – Capitale Iniziale (Cf – Ci).

 Via Analitica: Ricavo Totale – Costi Totali (Rt -Ct).

Quali sono le problematiche legate al calcolo del reddito? L’informazione relativa al

reddito è utile quando si riferisce ad un dato periodo temporale. Questo causa il

problema della competenza economica.

CAPITALE D’IMPRESA

Il capitale è l’insieme di beni, diritti ed utilità varie a disposizione dell’imprenditore in

un dato momento per l’esercizio dell’attività o impresa. Il capitale si contraddistingue

per 2 aspetti:

Aspetto qualitativo: necessità di procedere alla sua traduzione in valori associando

 le quantità fisiche alle espressioni monetarie.

Aspetto quantitativo: capitale visto come fondo di valori.

Ci sono diversi tipi di capitale:

Capitale Economico: proiezione e attualizzazione del flusso reddituale a venire. È

 determinato per orientare il prezzo di cessione/acquisizione di un’impresa.

Capitale di Liquidazione: rappresenta il valore del capitale aziendale nel caso di

 cessazione dell’attività (i beni non vengono più considerati per il loro contributo allo

svolgimento del processo di creazione del valore d’uso ma in relazione alle

disponibilità monetarie che è possibile ricavare attraverso la loro cessione sul

mercato.

Capitale Netto di Funzionamento: determinato in funzione del reddito che si

 prospetta in forza dei soli investimenti già effettuati. È il risultato di un modello di

determinazione ispirato al principio di prudenza.

Il capitale di funzionamento, rispetto a quello di liquidazione:

1. È la somma algebrica di valori assegnati alle attività e alle passività con lo scopo di

stimare il risultato di periodo (non è un valore unico).

2. Non include il valore di tutti quei beni immateriali e di tutte quelle condizioni di

produzione a fronte delle quali non esistono investimenti in fase di realizzo.

3. Non ha significato autonomo, ma è strumentale alla stima del risultato di periodo.

IL BILANCIO D’ESERCIZIO

Il bilancio d’esercizio è un modello di rappresentazione parziale della realtà aziendale.

L’azienda è vista come oggetto complesso e il bilancio nasce dalla necessità di

semplificare la realtà aziendale mantenendo un’impronta quantitativa.

Il bilancio utilizza il metro monetario, ovvero l’insieme dei beni che costituiscono il

patrimonio aziendale e delle operazioni effettuate e che viene tradotto in un numero

limitato di cifre.

Il bilancio descrive la situazione aziendale in base a regole convenzionalmente dettate

per la costruzione del modello (verità convenzionale).

FUNZIONI DEL MODELLO DI BILANCIO

Strumento di conoscenza: supporto per gli amministratori nella verifica del

 perseguimento e del mantenimento delle condizioni di equilibrio (il bilancio è uno

strumento inadeguato a tale scopo).

Strumento di comunicazione: strumento legislativo idoneo a fornire una base di

 conoscenza comune ai diversi potenziali fruitori (bilancio pubblico).

Strumento di informazione: Il bilancio è uno strumento inadeguato per fornire

 informazioni dettagliate ed esaustive per la totalità dei portatori di interessi su di

esso (clienti, pubblico, governi, fornitori, ecc.).

Strumento di comportamento: bilancio come strumento per veicolare all’esterno

 una serie di informazioni in base alle quali gli interlocutori orienteranno i loro

comportamenti.

PROCESSO DI FORMAZIONE DEL BILANCIO D’ESERCIZIO

1. Scritture iniziali: di costituzione o di apertura.

2. Scritture continuative: si rilevano tutte le operazioni di gestione esterna avendo

riguardo la loro manifestazione finanziaria.

3. Scritture di assestamento (si fa bilancio di verifica).

4. Scritture di epilogo (si fa bilancio di verifica): di cessazione o di chiusura.

Nelle scritture finali di chiusura si devono calcolare le scritture di assestamento, di

completamento e di determinazione delle competenze.

Scritture di completamento: operazioni di importo sconosciuto o scadenza nel

 futuro esercizio.

Rettifiche di integrazione: per aggiungere ai valori rilevati durante l’esercizio

o altri valori necessari alla corretta determinazione del reddito d’esercizio e del

capitale, anticipando l’effetto che si dovrebbe manifestare finanziariamente

negli esercizi successivi.

Scritture di determinazione delle competenze:

 Rettifiche di storno: per rettificare in diminuzione alcuni costi o ricavi già

o rilevati nel corso dell’esercizio e rinviare l’effetto agli esercizi successivi.

Ammortamento costi pluriennali: per distribuire i costi dei fattori ad impiego

o pluriennali sui diversi esercizi che possono utilizzarli.

RIEPILOGO DEI VALORI RILEVATI NEL CORSO DELL’ESERCIZIO

Prima di effettuare le valutazioni di fine esercizio (assestamento) si procede ad una

preliminare chiusura dei conti nel bilancio di verifica per raccogliere informazioni che

possono essere utili per rettificare le integrazioni da operare.

QUANTITA’ OGGETTI E QUANTITA’ SOGGETTIVE

La determinazione del reddito e del capitale di funziona i sviluppa in 2 fasi:

1. Durante l’esercizio: rilevazione dei valori derivanti dalle operazioni di scambio

(gestione esterna) avvenute nel periodo in esame.

2. Alla fine dell’esercizio: rettifica e integrazione dei valori determinati nella prima

fase mediante valori che derivano dalla valutazione dei processi in corso (gestione

interna).

I valori che sorgono dagli scambi sono costituiti da quantità oggettive. I valori rilevati a

fine esercizio sono in gran parte costituiti da quantità soggettive: stime e congetture.

BILANCIO DI DERIVAZIONE CONTABILE

Le scritture di chiusura ci portano a determinare uno schema di bilancio di derivazione

contabile che:

Si propone di rappresentare la realtà aziendale dei fenomeni di assestamento

 (stime e congetture).

Accoglie e schematizza gli effetti del sistema di operazioni riassumibili tramite il

 metro monetario.

Determina un indicatore sintetico, ovvero il risultato di periodo, e dà una

 rappresentazione del capitale di funzionamento.

RISULTATO ECONOMICO GLOBALE E DI PERIODO

Il risultato di periodo risente dei processi in corso di svolgimento e quindi delle

modalità di valutazione degli stessi.

Il risultato globale è il risultato dell’attività aziendale durante tutto l’arco di vita

dell’azienda in ipotesi di:

Assenza di operazioni in corso al termine.

 Disinvestimento di tutti i fattori produttivi impiegati.

 Assenza di rischi a carico della gestione.

 Avvenuto regolamento di tutte le posizioni di credito/debito.

PRINCIPI ECONOMICO-FINANZIARI

Principio di competenza temporale-finanziaria: competono al periodo tutti e

 solo quei costi e quei ricavi che hanno avuto manifestazione finanziaria nel corso di

esso.

Principio di competenza economica: nel calcolo del reddito attribuibile al

 periodo è necessario rigettare il principio della competenza temporale a favore di

un altro principio. Al termine del periodo non tutti i processi vengono completati:

Alcuni investimenti in fattori produttivi non sono stati ancora realizzati in

o tutto o in parte.

Sono stati conseguiti ricavi in via anticipata inerenti ad operazioni ancora in

o corso di svolgimento per il cui completamento sarà necessario sostenere

ulteriori costi in futuro.

Operazioni concluse ma i cui rischi possono verificarsi in futuro.

o All’inizio del periodo, provengono dal passato i costi di alcuni investimenti

o che non sono stati ancora realizzati in tutto o in parte.

I ricavi per i quali le operazioni a cui si riferiscono devono ancora

o concludersi.

Sono di competenza di un periodo i costi e i ricavi dei processi compiuti:

Conclusi con il conseguimento dei ricavi.

 Con la condizione che nello stesso periodo sia effettuata anche la prestazione.

 Principio della realizzazione dei ricavi: sono di competenza dell’esercizio i

 ricavi finanziariamente conseguiti e per i quali è stata effettuata la prestazione.

Principio della correlazione dei costi: sono di competenza economica i costi

 relativi ai fattori utilizzati per le prestazioni effettuate (per conseguire i ricavi).

Principio di prudenza: risultato economico di un periodo, è un valore astratto e

 non implica la disponibilità dell’azienda anche se vi è stata creazione di ricchezza.

Devono essere fatte partecipe alla formazione del risultato anche le perdite temute

e non devono essere considerati i ricavi sperati.

CONTO ECONOMICO

Prospetto che contiene gli elementi positivi e negativi del reddito e che determina,

come differenza, il risultato del periodo.

STATO PATRIMONIALE

Prospetto che contiene i valori economici sospesi e trasferiti ai periodi successivi

nonché i valori finanziari (denaro, crediti e debiti) al termine del periodo

amministrativo.

RIMANENZE

Le rimanenze, i titoli e le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni

sono iscritte al costo di acquisto o di produzione, ovvero al valore di realizzazione

desumibile dall’andamento del mercato, se minore. Tale valore non può essere

mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno i motivi. I costi di

distribuzione non possono essere computati nel costo di produzione.

PRINCIPALI ORGANISMI CONTABILI

Nazionali:

 CSPC: Commissione per la Statuizione dei principi Contabili.

o OIC: Organismo italiano di contabilità.

o

Internazionali:

 IASC: International accounting standards committee.

o IASB: International accounting standards board.

o EFRAG: European financial reporting advisory group.

o

SISTEMA DEI PRINCIPI CONTABILI

Nazionali: redatti dall’OIC.

 IAS: international accounting standards (redatto da IASC).

 IFRS: international financial reporting standards (redatto dallo IASB).

REGOLE DI REDAZIONE DEL BILANCIO

L’OIC emana principi contabili nazionali (migliora la prassi operativa).

 Fornisce supporto all’attività del parlamento e degli organi governativi in maniera

 di normativa contabile ed esprime pareri (nei casi previsti).

Partecipa al processo di elaborazione dei principi contabili internazionali adottati in

 Europa.

AMBITO DI APPLICAZIONE DEL BILANCIO CIVILISTICO

Dall’art 2423 a 2435: spa, imprese cooperative, mutue assicuratrici, consorzi.

 Dall’art 2214 e successivi: aziende individuali e società di persone.

 Norme specifiche: enti creditizi e finanziari, enti e imprese di assicurazione.

REDAZIONE DELL’INVENTARIO (art 2217)

Deve redigersi all’inizio dell’esercizio dell’impresa e successivamente ogni anno e

deve contenere l’indicazione e la valutazione delle attività e delle passività relativa

all’impresa, nonché le attività e le passività dell’imprenditore estranee alla medesima.

L’inventario si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perite, il quale

dee dimostrare gli utili conseguiti e le perdite subite.

Nelle valutazioni di bilancio, l’imprenditore deve attenersi ai criteri stabili per i bilanci

delle società per azioni, in quanto applicabili.

L’inventario deve essere sottoscritto dall’imprenditore entro 3 mesi dal termine per la

presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette.

SISTEMA DEL BINARIO UNICO

Il reddito di bilancio, determinato secondo le norme contabili, costituisce la base dalla

quale viene a dipendere la determinazione del reddito imponibile (sistema del binario

unico).

Gli amministratori devono redigere il bilancio d’esercizio costituito dallo stato

patrimoniale, dal conto economico, dal rendiconto finanziario e dalla nota integrativa.

Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e

corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico

dell’esercizio.

CLAUSOLA GENERALE (postulati)

(art 243) << Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in

modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il

risultato economico dell’esercizio>>.

Non occorre rispettare gli obblighi in tema di rilevazione, valutazione, presentazione e

informazione quando la loro osservanza abbia effetti irrilevanti al fine di dare una

rappresentazione veritiera e corretta.

Principio della chiarezza: capacità di far comprendere i fenomeni sottostanti non

 fermandosi al formale adempimento delle singole norme.

Principio della rappresentazione vera e corretta: coerenza nella formulazione delle

 stime e delle congetture utilizzate per la formazione del bilancio.

Principio della correttezza: utilizzo di criteri tecnicamente corretti nella

 determinazione dei valori e corretta comunicazione delle informazioni.

CLAUSOLA GENERALE (norme chiarezza)

<< I soggetti interessati devono essere messi in grado di ricostruire il percorso logico

che ha portato alla formazione del bilancio>>.

Bisogna rispettare gli schemi di bilancio, evitare di raggruppare le voci (eccetto

quando esplicitamente previsto), è obbligatorio inserire nuove voci dove fosse

necessario a fini espositivi. Gli schemi devono essere rigidi.

PRINCIPIO DI VERIFICABILITA’ DELLE INFORMAZ

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Zero_17 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof D'Andreamatteo Antonio.
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