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ricondotta a una sola idea di base perché la città stessa è la somma di molte parti diverse: quartieri,

distretti..

Questa differenziazione è uno dei caratteri tipici della città: voler costringere tutto in un unico

principio di spiegazione non ha senso.]

Le aree risultano definite essenzialmente dalla loro localizzazione: esse sono la proiezione sul

terreno dei fatti urbani. Queste aree possono essere individuate come unità dell'insieme urbano che

sono emerse attraverso differenti momenti di crescita. Dal punto di vista della morfologia urbana,

finiremo per prendere in considerazione anche l'omogeneità fisica e sociale. (ma lo studio di questi

caratteri finisce per diventare specifico della morfologia sociale o della geografia sociale.

Lo studio dell'area diventa, quindi, studio della città e dell'ecologia urbana.

 Area e quartiere

Il concetto di area è strettamente legato a quello di quartiere. Abbiamo introdotto questo pensiero

parlando di Tricart, che affermava la città come sistema spaziale formato da più parti con delle loro

caratteristiche.

Il quartiere diventa quindi un monumento, un settore, della forma della città, intimamente legato

alla sua evoluzione e alla sua natura, costruito per parti. Di queste parti ne abbiamo un'esperienza

completa. Il quartiere è un'unità morfologica e strutturale; esso è caratterizzato da un certo

paesaggio urbano, da un certo contenuto sociale e una sua funzione. Possiamo parlare dello zoning

come tendenza della città a disporsi per quartieri concentrici attorno a un quartiere centrale degli

affari o a un quartiere di tipo direzionale.

 La residenza

La città è sempre stata caratterizzata dalla residenza. Si può dire che non esistono città in cui non è

presente l'aspetto residenziale. La forma con cui si realizzano i tipi edilizi residenziali, l'aspetto

tipologico che li caratterizza è strettamente legato alla forma urbana.

Nell'antica Roma la residenza, suddivisa tra il tipo della domus e il tipo dell'insula, caratterizza la

città e le 14 regioni di Augusto. L'insula quasi riassume la città nelle sue stesse divisioni e nella sua

evoluzione; le insulae costituiscono il substrato urbano. Già nell'insula, quindi nella residenza di

massa, si esercita una delle forze fondamentali per la crescita della città: la speculazione.

La localizzazione della residenza dipende da molti fattori: geografici, morfologici, storici,

economici.. [Lo studio della residenza può essere quindi un buon metodo per lo studio della città e

viceversa.]

 Gli elementi primari

Ma le aree e l'area-residenza non sono sufficenti a caratterizzare la confermazione e l'evoluzione

della città. Al concetto di area deve accompagnarsi quello di un insieme di elementi che hanno

funzionato come nuclei di aggregazione. Questi elementi urbani di natura preminente li abbiamo

chiamati elementi primari in quanto partecipano all'evoluzione della città. Essi costituiscono,

insieme con le aree, ciò che è la struttura fisica della città. L'insieme urbano è suddiviso secondo tre

funzioni principali: la residenza, le attività fisse, la circolazione. Le attività fisse comprendono

magazzini, edifici pubblici e commerciali, università, ospedali, scuole, ecc.. Secondo Bahrdt

bisogna individuare gli elementi primari attraverso una polarizzazione: i settori della vita che non

sono nè pubblici nè privati perdono di significato. Nell'aspetto spaziale, invece, gli elementi primari

semplicemente di identificano con la loro presenza nella città (in questo senso anche un edificio

storico può essere considerato elemento primario in quanto, seppur slegato dalla sua funzione, non

modifica la sua qualità di fatto urbano generatore della forma di una città. Lo stesso vale per i

monumenti.

Così il fatto urbano e la sua architettura, che sono un tutt'uno, costituiscono un'opera d'arte.

 Tensione degli elementi urbani

Le città romane o gallo-romane dell'occidente crescono mediante la continua tensione degli

elementi urbani. Quando alla fine della pax romana le mura delimitano le città esse coprono una

superficie inferiore a quella della città romana; la città si rinchiude nel suo nucleo. Gli elementi

della città romana si trasformano, cambiano la loro funzione. Un esempio può essere il progetto di

Sisto V di trasformare il Colosseo in una filanda di lana e quindi in un quartiere operaio.

Ma come cresce la città? Il nucleo originale, racchiuso tra le mura, si protrae con una sua

individualità, a questa individuazione formale corrisponde un'individuazione politica. Al di fuori si

sviluppano i borghi.

Evidente come la città antica sia cambiata, nei tempi, in base ai tanti fattori tra cui quello

economico. Aumenta l'importanza della Chiesa sulle città, che stabilisce delle diocesi. Ma la città

intesa in senso moderno nasce nel Medioevo grazie al risveglio economico e industriale

dell'Europa.

Bisognerebbe analizzare bene i processi di trasformazione, i quali col tempo diventano sempre più

veloci in quanto l'alta densità degli insediamenti produce una maggior pressione sull'uso del suolo.

Il rapporto aree-residenza ed elementi primari configura in modo concreto la città: è evidente questo

anche nel caso di città che non hanno mai riunito i fatti urbani che le costituiscono: es. Londra,

Berlino, Roma.

Ora si può affermare che il carattere distintivo di ogni città sta nella tensione che si è creata tra aree

ed elementi (tensione data dalla diversità dei fatti urbani presenti nella città). La mobilità nel tempo

di singole parti di città è profondamente legato al fenomeno della decadenza di certe zone.

 –

Geografia e storia La creazione umana

La geografia della città è inscindibile dalla sua storia, senza di esse non possiamo capirne

l'architettura che è il segno concreto di questa "cosa umana".

Uno studio dei grandi monumenti della storia urbana ci chiarirà la questione dell'architettura della

città come opera d'arte totale. Abbiamo osservato come nella città si distinguono due fatti principali:

l'area-residenza e i fatti primari. Neghiamo che la residenza sia qualcosa di amorfo, ma in realtà

possiamo individuare dalla residenza modi di vita della società nel tempo. Intere parti della città

presentano dei segni concreti del loro modo di vivere, una loro forma e una loro memoria (locus).

CAPITOLO TERZO L'INDIVIDUALITA' DEI FATTI URBANI

- Il locus

Si intende con questo termine il rapporto singolare eppure universale che esiste tra una certa

situazione locale e le costruzioni che stanno in quel luogo.

Il concetto di locus è sempre stato presente nella trattativa classica, anche se la sua trattazione

prende sempre più un aspetto di tipo topografico e funzionale. Locus: questa nozione del luogo e

del tempo sembra inesprimibile razionalmente anche se essa comprende una serie di valori che

"sono" al di fuori e oltre i sentimenti che noi proviamo nel coglierli.

Facciamo l'esempio dell'arte gotica: possiamo dire che la costruzione, il monumento, la città,

diventano la cosa umana per eccellenza: ma in quanto tali sono profondamente legate

all'avvenimento originario, al primo segno.

- L'architettura come scienza

Dagli elementi che abbiamo esaminato è sufficiente capire che l'architettura è una scienza, basata su

principi essenziali. Ledoux stabilisce dei principi dell'architettura secondo la concezione classica,

ma poi si preoccupa dei luoghi e degli eventi, delle situazioni e della società. Principi

dell'architettura e e modificazioni del reale costituiscono la struttura della creazione umana.

Viollet-le-Duc scopre che nell'architettura la casa è quella che meglio caratterizza i costumi, gli usi,

i gusti di una popolazione; la sua struttura si modifica in tempi molto lunghi. Dallo studio delle

planimetrie della case d'abitazione ricostruisce la formazione dei nuclei urbani.

Ma la meditazione sulla creazione umana deve estendersi poi a tutta la struttura che comprende il

rapporto tra opera individuale e sociale, l'evoluzione e le permanenze delle diverse culture.

- Precisazione degli elementi urbani

Dobbiamo dire che spesso gli studi sull'architettura sono stati utilizzati per elaborare studi

sull'ecologia urbana e psicologica.

Capita spesso di pensare al valore del simbolismo in architettura. L'identificazione di alcuni fatti

urbani con lo stile dell'architettura è così immediato in un certo intorno di spazio e di tempo che noi

possiamo parlare con discreta precisione della città gotica, della città barocca, della città

neoclassica. Perché questo avvenga è necessario che un momento di decisiva importanza storica e

politica coincida coincida con un'architettura razionale e definita nelle sue forme.

[Dobbiamo, inoltre, precisare la differenza tra ambiente e locus. Es. Il foro romano nasce in un

ambiente paludoso, in una delle tante valli della campagna romana, eppure è destinato a diventare il

luogo simbolo della potenza romana. Il locus non ha tangenze con l'ambiente.]

 I monumenti. Critica al concetto di ambiente

Al concetto di ambiente si è contrapposto il monumento; il monumento oltre al suo essere

storicamente determinato ha una sua realtà analizzabile.

Si è cercato di vedere la corrispondenza che vi è nella città tra segno ed evento ma questo non è

sufficiente se non estendiamo l'analisi a tutta la genesi della forma architettonica. Ora si può

affermare che la forma architettonica della città è esemplare nei singoli monumenti, ognuno dei

quali è un'individualità a sè. (Essi sono come le date, senza le quali, senza un prima o un dopo, non

potremmo comprendere la storia).

Ricaviamo da questi dati la conclusione che: non possiamo pensare che il problema dell'architettura

possa risolversi dal punto di vista compositivo nella ricerca o scoperta di un nuovo ambiente.

L'ambiente è proprio quanto si costruisce mediante l'architettura.

Sono quindi propenso a credere che il momento principale di un fatto architettonico stia nella sua

tecnica, cioè nei principi autonomi secondo i quali si fonda e si trasmette.

 La città come storia

La città è di per se stessa depositaria di storia. Possiamo esaminare il metodo storico secondo due

punti di vista: il primo riguarda lo studio della città come manufatto, la cui costruzione è avvenuta

nel tempo, e del tempo ne mantiene le tracce; il secondo punto di vista riguarda la storia come

studio del fondamento dei fatti urbani, e della loro struttura. Entrambe queste tesi sostengono la

continuità dei fatti urbani. Carlo Cattaneo, di formazione positivista, nel suo studio dell'evoluzione

civile delle città, le considera come fondamento delle storie italiane.

In base a questa concretezza storica dovrebbe meglio emergere il significato di certi interventi

tendenti a qualificare la città in senso moderno e a stabilire un rapporto tra il suo passato e il volto

delle capitali moderne europee. Bisognerà vedere come certe strutture urbane si identifichino con un

modello capitale e quali siano i rapporti possibili tra la realtà fisica di una città e questo modello.

 La memoria collettiva

La memoria è legata a dei fatti e a dei luoghi, la città è il locus della memoria collettiva. La

memoria collettiva diventa la stessa trasformazione dello spazio ad opera della collettività.

Ma oltre questa interpretazione che unisce profondamente i fatti urbani alla storia e alla memoria

collettiva, possiamo affermare , invece, un'altra interpretazione che vede la città come fine a se

stessa. All'interno di essa si pongono le azioni degli individui, e nei fatti urbani quindi non è tutto

collettivo. La memoria, in questa struttura, è la coscienza della città.

È probabile che questo valore della storia, come storia collettiva, intesa quindi come rapporto della

collettività con il luogo e con l'idea di esso, ci aiuti a capire il significato della struttura urbana,

dell'architettura della città che è la forma di questa individualità.

 Atene

Atene è la prima idea chiara della scienza dei fatti urbani, essa è il passaggio dalla natura alla

cultura, e questo passaggio ci è offerto dal mito.

La città concreta che noi analizziamo ha così la sua origine in Grecia. Karl Marx si riferisce alla

Grecia come "fanciullezza normale" dell'umanità. "La difficoltà è rappresentata dal fatto che essi

continuano a suscitare in noi un godimento estetico e costituiscono, stto un certo aspetto, una norma

e un modello variabili".

Nella struttura urbana di Atene quelli che abbiamo chiamato come fatti urbani primari sono qui

effettivamente definiti come gli elementi generatori della città, il tempo e gli organi della vita

politica e sociale, all'intorno variamente disposte e in continua evoluzione le aree della residenza.

Per capire bene il valore che si dà qui alla città greca e il suo carattere di modernità è opportuno

ricordare il carattere originale della struttura della città greca rispetto alle altre città, comprese

quelle romane. (Oltre alla complessa costituzione politica, la città greca è caratterizzata dallo

svilupparsi dall'interno verso l'esterno, il suo elemento costitutivo sono le abitazioni e il tempio,

solo dopo il periodo arcaico le città si cingono di mura, per autodifesa, quindi divengono l'elemento

primitivo della polis. Al contrario le città d'Oriente fanno delle mura e delle porte la res sacra della

città). La polis greca è una città-stato, i suoi abitanti appartengono alla città ma sono in gran parte

dispersi nella campagne. Fortissimo è il legame col territorio, sottolinea Cattaneo.

Nelle stesse antiche disposizioni, sembra che l'aspetto materiale della città sia secondario, quindi

essa fosse puramente un luogo mentale. È a questo punto che essa si stacca da noi, dalla nostra

esperienza viva, da Roma che mostra tutti i contrasti e le contraddizioni della città moderna, con un

carattere spiccato di drammaticità. –

CAPITOLO QUARTO EVOLUZIONE DEI FATTI URBANI

 La città come capo di applicazione di forze diverse. L'economia

Si è più volte affermato che la città può essere definita solo riferendola precisamente allo spazio e al

tempo. Certamente esistono epoche, o dei periodi di tempo, più o meno lunghi, in cui le città si

trasformano molto più rapidamente che in altri (es. Parigi sotto Napoleone, Roma nella sua ascesa

di capitale d'Italia..). In queste modificazioni hanno campo molte forze che si applicano alla città

queste forze possono essere di natura economica, politica o altro. Dovremmo però vedere in che

modo concreto queste forze possono agire sulla città producendo trasformazioni. Abbiamo parlato

di piani in epoca moderna, la città ha la caratteristica di crescere attraverso questi piani; proprio il

carattere collettivo urbano implica tutto ciò.

Nella città capitalistica tra le forze che presiedono in massima parte a questi piani vi sono le forze di

natura economica, tra cui la speculazione.

Affronterò, a proposito, due tesi: la prima è quella di Maurice Halbwachs, che analizza il carattere


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danidams

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher danidams di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi della comunicazione visiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Leonardi Paolo.

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