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(la loro disposizione che richiede una divisione del terreno del tutto libera, la loro costruzione è

completamente svincolata dalla strada); c) case unifamiliari. Esempio castelli per rilevare come la

concezione della "villa" si presti a offrire un modello tipologico adatto per una città come Berlino,

perché la diffusione di queste modifica deeply B. Schumacher: la divisione tra zona a "ville" e

"caserme d'affitto" (2^ metà dell’800) rappresenta la crisi dell'unità urbana delle città del centro

Europa; la villa si pone con l'intento di un più stretto rapporto con la natura, di rappresentazione e

divisione sociale, con il rifiuto o l'incapacità di inserirsi in una immagine urbana continua; la casa

d’affitto, diventando casa di speculazione, si degrada e non recupera più il valore dell'architettura

civile. Osservando il piano della Grande Berlino si può affermare: 1. tale piano non si basa sulla

autonomia delle Siedlungen, concependo una città fatta per settori; 2. è falso affermare che i

razionalisti tedeschi non videro il problema della grande città, l'immagine metropolitana; 3. il

problema della residenza non ebbe qui una soluzione del tutto autonoma rispetto ai modelli

fondamentali relativi alla residenza ma che al contrario rappresentò una sintesi, felice e importante,

del problema stesso. ~Garden-city e Ville radieuse: modelli fondamentali: GC e VR;

Rasmussenm: «GC e VR rappresentano due grandi stili contemporanei dell'architettura moderna».

Le Siedlungen berlinesi in generale rappresentano un tentativo di fissare il problema della

residenza in un sistema urbano più complesso che risulta dalla conformazione concreta di una

città e da una visione ideale della città moderna, basata sui modelli ricordati. Cioè la Siedlung, che

possiamo conoscere e descrivere attraverso gli esempi berlinesi, non rappresenta un modello

autonomo. ~Gli elementi primari sono elementi fissi della vicenda urbana che possono essere

definiti come monumenti, vale a dire processi di trasformazione spaziale del territorio. Le aree e

l'area-residenza non sono sufficienti a caratterizzare la conformazione e l'evoluzione della città; a

queste deve accompagnarsi il concetto di un insieme di elementi determinati che hanno funzionato

come nuclei di aggregazione, ovvero gli elementi primari, in quanto essi partecipano

dell'evoluzione della città nel tempo in modo permanente identificandosi spesso con i fatti

costituenti la città. Se prendiamo uno studio sulla città vediamo che l'insieme urbano è suddiviso in

3 funzioni principali: residenza, attività fisse, circolazione; gli elementi primari comprendono anche

le attività fisse (la residenza sta all'area-residenza come le attività fisse stanno agli elementi

primari). Il rapporto tra elementi primari e le aree-residenza corrisponde, in senso architettonico,

alla distinzione operata dai sociologi tra sfera pubblica e sfera privata come elementi caratteristici

della formazione della città. Un edificio storico può essere inteso come un fatto urbano primario:

risulta slegato dalla sua funzione originaria, o presenta nel tempo più funzioni, mentre non modifica

la sua qualità di fatto urbano generatore di una forma della città. Gli EP sono elementi capaci di

accelerare il processo di urbanizzazione di una città e, riferendoli a un territorio più vasto, degli

elementi caratterizzanti i processi di trasformazione spaziale del territorio; non sempre essi sono

dei fatti fisici, costruiti, rilevabili: possiamo considerare per esempio il luogo di un avvenimento che

per la sua importanza ha dato luogo a delle trasformazioni spaziali. L’interazione tra area

residenza e gli elementi primari permette la dinamica e lo sviluppo della città. ~Tensione degli

elementi urbani: Esempio citato da Rossi riguarda la città di Arles (~Vila Vicosa) in cui un grande

anfiteatro romano, poco alla volta occupato e costruito al suo interno, è divenuto il simbolo della

teoria architettonica della città: da elemento permanente nella storia della città francese ha subito

delle trasformazioni in aree-residenza, diventando una città dentro ad un teatro. La città cresce, il

nucleo originale, racchiuso tra le mura, si protrae con una sua individualità; al di fuori si sviluppano

i borghi; essi sono i borghi della città italiana, i faubourgs delle città francesi. Il monumento inteso

come elemento primario è una permanenza perché è già in posizione dialettica all'interno dello

sviluppo urbano, concepisce la città come qualcosa che cresce per punti (elementi primari) e per

aree (quartieri e residenza) e mentre nei primi è preminente la forma compiuta nelle seconde

compaiono in primo piano i valori del suolo urbano. Questo rapporto non porta sempre a delle

unificazioni; talvolta determina dei contrasti come negli esempi di Londra e Berlino in cui si ha la

percezione della città divisa in settori. Tuttavia mediante gli elementi primari, catalizzatori della

dinamica urbana, la città presenta in se stessa tutte le possibilità di evolversi. ~La città antica: Nel

mondo classico la vita urbana si confondeva con la vita nazionale; il sistema municipale si

identifica dunque nell'antichità con il sistema costituzionale. Pirenne: Roma, estendendo il suo

dominio, fa delle città i punti del suo sistema imperiale; questo sistema sopravvive alle invasioni

ma la città cambia completamente la sua funzione. Questo cambiamento è essenziale per

comprendere l'evoluzione successiva della città (le città si identificano con il prestigio della Chiesa,

si arricchiscono di donazioni, seguono la Chiesa anche dopo la caduta dell’Impero). Le città

nascono, con le loro istituzioni borghesi, a causa del risveglio economico e industriale dell’Europa.

Una questione di questo tipo, che qui abbiamo visto applicata alla città antica, si presenta anche in

tutte quelle questioni che si riferiscono al trapasso dalla città borghese alla città socialista; anche

qui sembra ormai accertato come i tempi dei cambiamenti delle istituzioni non siano rapportabili

all'evoluzione della forma. EP e monumenti, ciò che rappresenta direttamente la sfera pubblica,

acquistano un carattere sempre più complesso e necessario; e non si modificano semplicemente;

la residenza, che ha maggiore caratteristica dinamica come area, dipende dalla vita di quelli,

partecipando al sistema che la città nel suo complesso costituisce. ~Processi di trasformazione: Il

rapporto aree-residenza e elementi primari configura in modo concreto la città: se esso è

riscontrabile nelle città in cui le vicende storiche hanno sempre agito nel senso dell'unificazione dei

vari elementi, esso è ancora più evidente nel caso delle città che non hanno mai riunito o tentato di

riunire in una sola forma, i fatti urbani che le costituiscono: così Londra, Berlino, Vienna, Bari,

Roma e molte altre città. A Bari la città antica non si è dilatata, il suo nucleo era assolutamente

definito come forma. Solo la sua strada principale, che la legava al territorio, è emersa intatta e

permanente nel tessuto murattiano. Vi è sempre uno stretto legame tra gli elementi primari e l'area;

spesso questo legame diventa addirittura un fatto urbano talmente preminente da costituire una

caratteristica della città. Nella città non esistono zone amorfe, o là dove esistono, esse sono

momenti di un processo di trasformazione, esse rappresentano per così dire i tempi morti della

dinamica urbana. Là dove fenomeni di questo tipo si riproducono maggiormente (ex: sobborghi

delle città US), i processi di trasformazione hanno anche dei tempi più veloci in quanto, come è

stato dimostrato, l'alta densità degli insediamenti produce una maggior pressione sull'uso del

suolo. Queste trasformazioni si realizzano attraverso la definizione di un'area precisa su cui

avviene il processo di redevelopment. Questo processo caratterizza una grande città come

Londra. All'interno di un blocco circondato da strade principali, la struttura stradale avrebbe dovuto

essere riadattata in modo tale che il traffico diretto non potesse penetrare. Il carattere distintivo di

ogni città, e anche della estetica urbana, è la tensione che si è creata tra aree e elementi, tra l'un

settore e l’altro, data dalla differenza dei fatti urbani esistenti su un certo luogo e va misurata in

termini di spazio e di tempo (storico e cronologico). La mobilità nel tempo di singole parti di città è

profondamente legata al fenomeno obiettivo della decadenza di certe zone. Questo fenomeno,

noto come obsolescence (sopravvivenza di un gruppo di edifici, che può essere l'intorno di una

strada come un quartiere, alla dinamica seguita dall'uso del suolo nell'ambiente circostante), è

sempre più evidente nelle grandi città moderne. Questo fenomeno mette in luce la giustezza

dell'assunto relativo allo studio della città per aree intese come fatti urbani. ~Geografia e storia La

creazione umana: Nessuna città è mai stata priva del senso della propria individualità. Nella città

noi distinguiamo due fatti principali: l'area-residenza e i fatti primari; neghiamo che la residenza (la

casa) sia qualcosa di amorfo e di transeunte, una mera necessità. Per questo alla casa singola,

per cui è riconoscibile la decadenza tecnologica e il necessario adeguamento ai diversi livelli e

modi di vita della società nel tempo, si è sostituito il concetto di area caratterizzata. Intere parti

della città presentano dei segni concreti del loro modo di vivere, una loro forma e una loro

memoria. Si sono individuate per l'approfondimento di queste caratteristiche delle indagini di tipo

morfologico e delle possibili ricerche di tipo storico e linguistico. In questo senso il problema si apre

di

sul concetto locus e di dimensione. Gli elementi primari, si configurano come quegli elementi

che con la loro presenza accelerano il processo della dinamica urbana. Questi elementi possono

essere intesi da un mero punto di vista funzionale, come attività fisse della collettività per la

collettività, ma soprattutto possono identificarsi con dei fatti urbani definiti, un avvenimento e una

architettura che riassumono la città. Come tali essi sono già la storia e l'idea della città che

costruisce se stessa. Gli elementi primari hanno un'evidenza assoluta: essi si distinguono in base

alla loro forma e in certo senso in base alla loro eccezionalità nel tessuto urbano. Essi sono

caratterizzanti. La città non è per sua natura una creazione che può essere ridotta a una sola idea

base: i suoi processi di conformazione sono diversi, è costituita da parti; ognuna di queste parti è

caratte- rizzata; essa possiede inoltre degli elementi primari intorno a cui si aggregano degli edifici.

I monumenti sono poi dei punti fissi della dinamica urbana; essi sono più forti delle leggi

economiche, mentre gli elementi primari non lo sono in forma immediata.

Capitolo 3 – Individualità dei fatti urbani. L’architettura: tratta il concetto di architettura e

l’individualità dei fatti urbani. Il termine locus, in rapporto al tema della città, è un rapporto

singolare e universale che esiste tra una certa situazione locale e le costruzioni in esso inserite;

esso finisce per mettere in risalto, all'interno dello spazio indifferenziato, delle condizioni, delle

qualità che ci sono necessarie per la comprensione di un fatto urbano determinato. La scelta del

luogo per una costruzione singola come per una città, aveva un valore preminente nel mondo

classico: il sito, era governato dal genius loci, la divinità locale. Il locus diventa così elemento

spaziale e temporale in cui si colloca la città. All'idea generale dell'architettura partecipa anche il

luogo come spazio singolo e concreto. Sorre: 'esistenza di "punti singolari” (frazionamento dello

spazio): luoghi di pellegrinaggio, i santuari, dove il fedele entra in comunicazione più diretta con

Dio. Ex: spazio della religione cattolica, che copre tutta la terra poiché la Chiesa è indivisibile; in

questo universo l'area singola, il suo concetto, passa in secondo piano così come il limite o il

confine, e lo spazio è determinato rispetto a un centro unico: la sede del Papa, ma questo stesso

spazio terrestre non è che una piccola parte dello spazio universale che è il luogo della comunione

dei santi. L'identificazione di questi "punti singolari" è dovuta a un dato avvenimento che è

successo in quel punto (o altre cause); vi è però anche qui riconosciuto e sancito un valore

intermedio, la possibilità di una singola nozione dello spazio. Nozioni di spazio, memoria e valore

generale sono legate alla nostra cultura storica; al nostro vivere in paesaggi costruiti, ai riferimenti

che noi facciamo per ogni situazione a un'altra situazione; e quindi anche al ritrovare dei punti

singolari, quasi i più vicini a un'idea dello spazio quale ce lo siamo immaginato. Focillon: luoghi

psicologici che rendono il genio tale, e sostituisce la nozione di "arte come luogo" a quella di un

certo paesaggio artistico (ex: paesaggio gotico/arte gotica come luogo, ha creato una Francia

inedita, un'umanità francese, e tali profili di città, insomma una poetica ch'esce da lei, e non dalla

geologia o dalle istituzioni capetinge. In questo senso la costruzione, il monumento e la città,

diventano la cosa umana per eccellenza, ma in quanto tali, esse sono deeply legate

all'avvenimento originario, al suo costituirsi, al suo permanere e al suo evolversi (ex: i romani, nel

costruire nuove città, ripetevano elementi identici affidando appunto al "locus" il valore di

trasfigurazione). Tutte le grandi architetture si ripropongono l'architettura dell'antichità come se il

rapporto fosse fissato per sempre; ma ogni volta si ripropone con una individualità diversa, una

stessa architettura si manifesta in luoghi diversi. Analizzae gli aspetti singoli, i rapporti che si

vedono nei contorni che riguardano l'individualità dei monumenti, della città, delle costruzioni, e

quindi il concetto di individualità e i suoi limiti; riguardano il rapporto locale della architettura, il

luogo di un’arte. ~L'architettura come scienza: Solo una storia dell'architettura fondata sui fatti può

darci un quadro complessivo di questo difficile equilibrio e permetterci una conoscenza più

articolata dei fatti stessi. Ledoux: stabilisce dei principi dell'architettura secondo la concezione

classica; ma poi si preoccupa dei luoghi e degli eventi, delle situazioni e della società, studiando

tutti gli edifici che la società richiede stabiliti con precise condizioni di contorno. La città è anche

costruito, quindi connessa all’architettura, concetto legato al termine scienza riferendosi alla

definizione di Le Duc che vede nell’architettura come scienza l’unica possibilità di risolvere i

problemi. “L’architettura per realizzarsi deve diventare città”; nell'architettura la casa è quella che

meglio caratterizza i costumi, gli usi, i gusti di una popolazione; la sua struttura come i suoi

caratteri distributivi non si modificano che in tempi molto lunghi. Demangeon: Partendo dalla

descrizione del paesaggio artificiale della campagna, vede nella casa l'elemento persistente che si

modifica in tempi lunghi e la cui evoluzione è più lunga e complessa di quella dell'economia rurale,

a cui non sempre e facilmente corrisponde; l'abitazione, ricavata dall'ambiente locale, dimostra di

non essere solo derivata da quell'ambiente; presenta rapporti esterni, parentele lontane, riflessi

generali; casa rurale = un utensile forgiato per il lavoro del contadino: la creazione umana e

l'utensile forgiato richiudono i fili di questo discorso in una visione dell'architettura basata sul

concreto; attraverso una visione totalizzante che costituisce forse l'apporto dell’artista. qualsiasi

ricerca sulla città abbia in primo piano il discorso sull’architettura, xk dall’architettura si può

giungere a una visione globalizzante della città e quindi alla comprensione della sua struttura .

~Ecologia urbana e psicologia: il "locus urbis” (e poi l’uomo) in che modo influenza l'individuo e la

collettività? per l'ecologia, la ricerca ha un senso solo quando la città viene vista in tutta la sua

costruzione; come una struttura complessa. Rapporto tra la città e l'architettura come tecnica:

accettare la teoria, per cui in un'arte o in una scienza i principi e i mezzi di azione sono elaborati

collettivamente o trasmessi per tradizione per cui tutte le scienze e le arti sono fenomeni collettivi,

ma non sono collettive in tutte le parti essenziali; esse hanno per promotori degli individui. Questo

rapporto tra un fatto collettivo, e tale è un fatto urbano perché altrimenti sarebbe inconcepibile, e

colui che l'ha promosso e attuato singolarmente e d'altra parte il rapporto tra questo fatto urbano e

colui che ne partecipa, che non può essere illuminato che attraverso lo studio delle tecniche (a,

che deve realizzarsi, e diventare "la città") con cui il fatto si manifesta. [L’architettura presuppone la

città, ma può costituirsi all'interno di una città ideale, di rapporti perfetti e armonici, dove essa

sviluppa e costruisce i suoi termini di riferimento.] Ex: Chastel: Firenze dell'Umanesimo - legami di

civiltà, arte, storia, politica che intercorrono tra la nuova visione della città, Firenze (e Atene e

Roma e New York) e l'arte e le tecniche che andavano elaborando la nuova città. Palladio: città

venete in cui vediamo l'opera del Palladio, e come lo studio delle stesse città, delle stesse singole

opere trascenda il Palladio architetto. Qui il concetto di "locus" acquista tutto il suo significato e

diventa il contesto urbano, si identifica con il fatto singolo. L’individualità comincia nel fatto singolo,

nella materia e nelle sue vicende, e nella mente degli elaboratori di questo fatto, consiste anche

nel luogo che determina un'opera: in senso fisico ma anche e soprattutto nel senso della scelta di

quel luogo e dell'unità inscindibile che si è stabilita tra il luogo e l’opera. ~Precisazione degli

elementi urbani: Nel simbolo quindi da un lato si riassume l'architettura e i suoi principi, dall'altro vi

è la condizione stessa per costruire: il movente (ex: piante centrali nell’Umanesimo - San Lorenzo

Milanese). A. del simbolismo x l'identificazione tra avvenimento e segno che essa comporta: vi

sono opere che costituiscono un avvenimento originario nella costituzione urbana e che

permangono e si caratterizzano nel tempo trasformando la loro funzione o negando quella

originaria fino a costituire un brano di città, tanto che noi le consideriamo più dal punto di vista

urbano che da quello dell’a.. L'architettura, è incidente e determinante nella costituzione dei fatti

urbani quando è in grado di assumere tutta la portata civile e politica di un’epoca. L'identificazione

di alcuni fatti urbani e della stessa città con lo stile dell'architettura è così immediato in un certo

intorno di spazio e di tempo che noi possiamo parlare con discreta precisione della città gotica,

della città barocca, della città neoclassica. Questa assunzione dei fatti urbani come principio e

fondamento della costituzione della città nega e si contrappone al problema del “towndesign".

Aymonino: il compito dell’a. moderna è di mettere a punto una serie di concetti e relazioni che, se

hanno dal punto di vista tecnologico e distributivo alcune leggi fondamentali comuni a tutti, si

inverano in "modelli" parziali e differenziatisi proprio attraverso la loro risoluzione in una forma

architettonica compiuta e riconoscibile. Ripropone la diatriba in merito al rapporto tra forma e

funzione nella nascita della città, criticando la predominanza della funzione nella dinamica urbana.

Le forme stesse nel loro costruirsi, che vanno al di là delle funzioni che devono assolvere,

definiscono esse stesse il valore di una città. ~Il Foro Romano: rapporto a. e locus - il Foro

Romano, luogo inizialmente paludoso, sparso tra le colline in cui vivevano alcune tribù, diventa nel

corso della storia, mediante la creazione di collegamenti dettati dalla conformazione del terreno, un

mercato, poi una vera e propria piazza (con statue, templi, monumenti), diventa sempre di più la

sede di una nuova forma di vita, il principio della città che si va formando dalle tribù sparse sulle

colline. Diventa fatto urbano perchè la gente ci passava senza volere nulla. Quando cade l’impero

Romano, il Foro decade insieme ad esso nelle sue funzioni ma rimane un fatto specifico all’interno

della città, diventando così un fatto urbano di estrema modernità. Distinzione ambiente (concepito

come una scena, conservato nelle sue funzioni) e locus. Per il restauro il Foro doveva essere

concepito come complesso e non per monumenti singoli. ~I MONUMENTI: il ruolo ricoperto dai

monumenti, contrapposti all’ambiente, nella dinamica urbana, individua nell’originalità delle forme

architettoniche, espresse da questi segni della volontà collettiva, la crescita della città. Non si

possono costruire monumenti senza l’a., ovvero uno stile, una tecnica. La forma architettonica

della città è esemplare nei singoli monumenti, ognuno dei quali è un'individualità a sé. ~ LA CITTÀ

COME STORIA: storia come lo studio del fondamento stesso dei fatti urbani. Il rapporto tra la città

e il suo territorio è un segno caratteristico del Municipio. Il processo storico politico ha

nell'architettura della città un risvolto preciso. La città diventa così depositaria di storia, legata al

tema della memoria collettiva (trasformazione dello spazio ad opera della collettività) dei popoli: è

costruita nel tempo, sulle tracce del passato. La città è, secondo l’autore, il locus della memoria

collettiva. Questo rapporto tra il "locus" e i cittadini diventa quindi l'immagine preminente,

l'architettura, il paesaggio; e come i fatti rientrano nella memoria, nuovi fatti concrescono nella

città. Natura collettiva e individualità dei fatti urbani si dispongono ora come la stessa struttura

urbana; la memoria, all'interno di questa struttura, è la coscienza della città. ~ATENE: Esempio


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Rig_Ce

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (DAMS)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rig_Ce di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Tordella Piera Giovanna.

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