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Dispensa

Di

Comunicazione

societaria

E

Operazioni

straordinarie

Anve dispense

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La comunicazione economico-finanziaria

Aspetti definitori ed obiettivi della comunicazione conomico-

finanziaria

La comunicazione economico finanziaria è volta alla comprensione

della dinamica economico finanziario dell’azienda, sia in un’ottica

passata che prospettica.

Essa ha per oggetto sia aspetti di natura quantitativa che

qualitativa.

Tale comunicazione collega impresa ed interlocutori.

Gli strumenti della comunicazione collegano gli sforzi richiesti agli

stakeholders e l’attitudine dell’azienda di saper appagare le attese

degli stessi.

Gli sforzi richiesti agli interlocutori sono tanto maggiori quanto più è

critico lo stato di salute dell’azienda. Lo stato di criticità dell’azienda

dovrebbe intensificare lo sforzo nel produrre informazioni chiare,

trasparenti e continuative, affinchè possa ottenere il più elevato

consenso da parte degli stakeholders. Se l’impresa invece presenta

un buono stato di salute, la comunicazione economica non viene

utilizzata in modo persuasivo, al contrario, occorre un impegno per

fare meglio. La comunicazione economico finanziaria viene

impiegata dagli interlocutori aziendali al fine di valutare l’attitudine

dell’azienda nel raggiungere e mantenere le condizioni di

economicità.

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La comunicazione economica non si limita a fornire una descrizione

dell’informazione, quanto piuttosto a chiarire e a spiegarla.

Attraverso l’impiego di canali di diffusione la direzione aziendale

interagisce con i vari interlocutori permettendo loro di valutare

l’evoluzione dell’assetto reddituale, finanziario e patrimoniale

dell’impresa

La comunicazione economico-finanziaria obbligatoria

La comunicazione economico finanziaria è volta alla comprensione

della dinamica economico finanziaria dell’impresa, in un’ottica

passata e in chiave prospettica. Essa ha per oggetto sia aspetti di

natura quantitativa riguardanti la sfera economica, patrimoniale e

finanziaria, sia aspetti di natura qualitativa che hanno riflessi su

quelli quantitativi.

Il contenuto della comunicazione economico-finanziaria riguarda

informazioni di natura reddituale, finanziaria e patrimoniale, ma

anche di natura qualitativa.

I destinatari sono gli azionisti e gli altri stakeholders.

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La periodicità è sistematica o saltuaria.

Comunicazione economico-finanzaria obbligatoria e processo di

armonizzazione contabile

Nasce l’esigenza di armonizzazione contabile a livello

internazionale.

Il processo di armonizzazione contabile ha inizio alla fine degli anni

’70 quando furono emanati una serie di provvedimenti normativi

aventi come obiettivo quello di accrescere la comparabilità dei

principi contabili vigenti in ciascun Paese, fissando dei limiti alle

divergenze.

Il primo tentativo avviene tramite con:

1. La IV direttiva, sui conti annuali delle società di capitali

(78/660/CEE);

2. La VII direttiva, sui conti consolidati dei gruppi di imprese

(83/349/CEE);

3. La direttiva 91/747/CEE in materia di conti delle imprese

assicurative;

4. La direttiva 86/635/CEE in materia di conti delle imprese

bancarie.

Tali direttive però incontrano molti limiti, in quanto la normativa di

recepimento dei vari Stati fallisce.

Tali limiti, nonché l’evoluzione dello scenario finanziario

internazionale, hanno determinato una svolta in materia di

armonizzazione contabile rispetto a quanto fatto dalle direttive.

Obiettivo alla base della nuova strategia è quello di indurre le

imprese dei Paesi membri alla formazione dei bilanci redatti

secondo un unico insieme di principi contabili riconosciuti a livello

internazionale. Si propone quindi di intraprendere un esame della

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compatibilità dei principi contabili internazionali con le direttive

contabili europee, con lo scopo di valutare la possibilità di

consentire agli stati membri di permettere alle imprese più grandi di

predisporre i propri bilanci secondo i principi internazionali.

Vengono introdottI:

1. Il Regolamento CE n 1606/02 che introduce l’obbligo, a

decorrere dall’esercizio 2005, per le società quotate dei Paesi

membri della CEE, di redigere i bilanci consolidati secondo i

principi contabili internazionali emanati dallo IAS/IFRS.

2. La direttiva 65/2001, che ha lo scopo di introdurre l’utilizzo del

criterio del fair value o valore equo, in luogo del costo storico

per la valutazione delle attività e delle passività finanziarie.

3. La direttiva 51/2003, che interviene per rendere compatibili gli

IAS/IFRS e la normativa europea, nonché eliminare i conflitti.

I principi contabili riconosciuti a livello internazionale e utilizzati alle

imprese dell’UE sono:

1. Gli IFRS: sono i principi approvati dallo IASB;

2. Gli US Gaap: sono i principi vigenti negli USA, Canada e

America latina e sono elaborati dal FASB.

L’esigenza di applicare un unico metodo contabile ha fatto si che la

scelta sia ricaduta sui principi contabili elaborati dallo IASB, perché

gli US Gaap erano difficilmente applicabili al contesto europeo.

Precisazioni…

Le società quotate sono le società che emettono strumenti

finanziari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati.

Le società con strumenti finanziari diffusi sono le società che

emettono azioni diffuse tra il pubblico.

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Gli Intermediari IFRS sono: le banche italiane, le società finanziarie

che controllano banche o gruppi bancari, società di partecipazione

finanziaria mista, società di intermediazione mobiliare, società

finanziarie che controllano SIM, società di gestione del risparmio,

società finanziarie, istituti di pagamento ecc.

Differenze tra bilancio IAS/IFRS e Bilancio civilistico

Il bilancio IAS/IFRS deriva da principi contabili uniformi elaborati da

organismi professionali. È caratteristico nel sistema nel quale le

società hanno capitale diffuso, gli azionisti non sono interessati alla

gestione, ma a rendimenti importanti.

Il criterio di valutazione è il costo storico, ma in alcuni casi è

prevista l’applicazione del fair value.

Il reddito determinato è il reddito potenziale. I soggetti privilegiati

per l’informativa sono gli investitori.

Il bilancio civilistico deriva da principi della legislazione comunitaria

e nazionale.

È caratteristico di un sistema nel quale le società non hanno

capitale diffuso, fanno scarso ricorso al capitale di rischio,

preferiscono l’indebitamento bancario.

Il criterio di valutazione è il costo storico, oppure il costo

ammortizzato o il fair value.

Il reddito determinato è il reddito prodotto, perché le valutazioni di

bilancio sono ispirate al principio della prudenza. I soggetti

privilegiati per l’informativa sono i creditori sociali.

Il bilancio secondo gli IAS/IFRS

Lo IAS 1 stabilisce le regole di base per la presentazione del

bilancio. Lo IAS 1 si applica a tutti i tipi di entità e si può applicare

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sia al bilancio d’esercizio che al bilancio consolidato. Secondo lo IAS

1 l’obiettivo del bilancio è quello di fornire informazioni strutturate

sulla situazione patrimoniale-finanziaria, sul risultato economico e

sui flussi finanziari.

Lo IAS 1 stabilisce che il bilancio deve fornire informazioni in

relazione a:

1. Attività

2. Passività

3. Patrimonio netto

4. Ricavi e costi, utili e perdite

5. Contribuzioni da parte di soci e partecipazioni

6. Flussi finanziari

Secondo lo IAS 1 il bilancio deve contenere:

1. Un prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria;

2. Un prospetto di utile o perdita

3. Un prospetto delle variazioni di patrimonio netto

4. Un rendiconto finanziario

5. Note esplicative

Lo IAS 1 precisa che in alcuni casi le entità presentano una relazione

degli amministratori che descriva e spieghi gli aspetti del risultato

economico, la situazione finanziaria e le principali incertezze che

essa affronta. In particolare la relazione dovrebbe indicare le fonti di

finanziamento dell’entità e il rapporto atteso tra passività e

patrimonio netto, la politica di sviluppo e le politiche di gestione del

rischio, i punti di forza e le risorse disponibili, e i fattori che hanno

contribuito a realizzare il risultato d’esercizio.

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Lo IAS 1 prevede inoltre che le entità presentino anche rendiconti e

documenti come bilanci ambientali e sociali.

La situazione patrimoniale-finanziaria deve avere un contenuto

minimo obbligatorio:

1. Attività: immobilizzazioni, investimenti immobiliari, attività

immobiliari, attività finanziarie, partecipazioni, rimanenze,

crediti, disponibilità liquide e mezzi equivalenti, attività

possedute per la vendita, attività per imposte correnti e

differite.

2. Passività: debiti commerciali e altri debiti, accantonamenti,

passività finanziarie, passività per imposte correnti e differite.

3. Passività incluse in gruppi in dismissione.

4. Capitale emesso e riserve attribuibili.

Rappresentazione delle voci di bilancio

Il bilancio può avere una struttura a sezione divise o in forma

scalare.

L’ordine delle voci può essere rappresentato per liquidità crescente

o decrescente.

La classificazione delle voci può avvenire tramite:

1. Criterio corrente/non corrente;

2. Criterio della liquidità;

3. Criterio misto

Classificazione delle voci secondo criterio corrente/non corrente

Secondo lo IAS 1, il criterio di classificazione di riferimento consiste

nella distinzione delle attività e passività in correnti e non correnti.

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Si fa riferimento al ciclo operativo, ossia al tempo che intercorre tra

l’acquisizione dei beni per il processo produttivo e la loro

realizzazione in disponibilità liquide.

Si ha quindi:

1. Un ciclo economico: per l’acquisizione dei fattori e la vendita

dei prodotti;

2. Un ciclo produttivo: magazzino materie

prime/produzione/magazzino prodotti finiti;

3. Un ciclo finanziario: pagamento debiti e incasso crediti.

Il ciclo operativo avrà durata diversa da azienda ad azienda.

Se è’identificabile vale la definizione, altrimenti si assume pari a 12

mesi.

Le attività correnti, come rimanenze e crediti, anche se destinati a

realizzarsi in forma liquida dopo 12 mesi sono comunque attività

correnti, stessa cosa per le passività correnti.

Le attività non correnti, classificate come possedute per la vendita,

sono i beni pluriennali, partecipazioni ecc. Inoltre sono anche i

gruppi di attività in dismissione.

Il valore contabile di tali attività è destinato a essere recuperato con

un’operazione di vendita e non con l’uso continuativo.

Criterio di classificazione alternativo (liquidità)

Il criterio della liquidità è l’eccezione. L’eccezione è ammessa

quando questo criterio fornisce informazioni più attendibili. In

questo caso tutte le voci devono essere ordinate in base al grado di

liquidità. In base a tale criterio le attività sono esposte in base alla

loro realizzabilità, ossia in base all’attitudine a trasformarsi in

denaro o altro mezzo equivalente. Le passività sono esposte in base

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al loro momento di estinzione, ossia in base all’attitudine a

trasformarsi in esborsi di denaro.

Criterio misto

Quando un’impresa svolge diverse attività o gruppi con attività

diversificata, si può adottare un criterio misto, classificando alcune

voci in base al criterio corrente/non corrente, e altre in base al

criterio della liquidità.

Le classi di valori che confluiscono nel CE

Con l’adozione della versione rivista dello IAS 1 del 2007 è stata

introdotta una rilevante modifica nella struttura del CE e delle voci

che in esso devono confluire. Nel conto economico (P&L) transitano

le voci di ricavo e di costo. Nel prospetto OCI transitano le altre

componenti di conto economico complessivo, esse sono rilevate in

una contropartita di riserva di patrimonio netto.

Il prospetto evidenzia le voci di ricavo e di costo che non sono

rilevate nell’utile.

Come stabilito dallo IAS 1 il prospetto di conto economico

complessivo si compone di due parti:

1. Un prospetto (conto economico separato) che mostra le

componenti dell’utile o della perdita dell’esercizio;

2. Un secondo prospetto (prospetto delle altre componenti di

conto economico complessivo) che inizia dall’utile/perdita

dell’esercizio e mostra le altre componenti di conto economico

complessivo, cioè le voci di ricavo e di costo che non sono

rilevate nell’utile o nella perdita, come richiesto o consentito

dagli IFRS.

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In particolare, le altre componenti di conto economico complessivo

accolgono le variazioni di fair value rilevate in contropartita di

riserve di patrimonio netto, come avviene per le variazioni nella

riserva di rivalutazione, gli utili e le perdite derivanti dalla

conversione dei bilanci di una gestione estera, ecc.

Secondo i principi contabili internazionali, le due sezioni del CE

possono essere presentate congiuntamente oppure in due

documenti separati.

Il prospetto OCI non è espressamente richiamato dalle disposizioni

contenute nel TUIR.

L’art.2 ha stabilito che i componenti reddituali, imputati

direttamente nell’OCI concorrono alla formazione del reddito

imponibile.

Secondo lo IAS 1 nella sezione P&L vanno i ricavi, oneri finanziari,

utile o perdita, oneri tributari, plusvalenze e minusvalenze,

suddivisione dell’utile o della perdita. I costi inclusi nella sezione

P&L possono essere classificati:

1. Per natura

2. Per destinazione o costo del venduto ( da maggiori

informazioni)

Contenuto dell’OCI

Sono da inserire in questa sezione alcune componenti reddituali

rilevate non a conto economico, ma in contropartita di riserve di

patrimonio netto.

Esse sono:

1. Variazioni nella riserva di rivalutazione di immobilizzazioni

materiali e immateriali;

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2. Utili e perdite derivanti dalla conversione dei bilanci di una

gestione estera;

3. La parte efficace degli utili e delle perdite sugli strumenti di

copertura in una copertura di flussi finanziari;

4. Rettifiche da riclassificazione di componenti reddituali rilevati a

patrimonio netto e come OCI in precedenti esercizi;

5. Utili e perdite attuariali da piani a benefici definiti;

6. Utili e perdite derivanti dalla rideterminazione di attività

finanziarie;

7. Quota parte delle altre componenti di CE complessivo di

società collegate e joint venture contabilizzate con il metodo

del patrimonio netto.

In seguito alla modifica tramite regolamento n 475/12 del 2012, le

voci che non saranno successivamente riclassificate in profit or loss

sono: le variazioni nella riserva di rivalutazione di immobilizzazioni

materiali e immateriali; gli utili e le perdite attuariali da benefici

definiti. Le voci che saranno successivamente riclassificate in profit

or loss sono: gli utili o le perdite derivanti dalla conversione dei

bilanci di una gestione estera; gli utili e le perdite derivanti dalla

rideterminazione di attività finanziarie classificate come FVTOCI; la

parte efficace di utili/perdite sugli strumenti di copertura in una

copertura di flussi finanziari; quota parte delle componenti OCI di

società collegate e joint venture contabilizzate con il metodo del

patrimonio netto.

Prospetto delle variazioni di patrimonio netto

È il documento che riassume ed espone in modo organico i

movimenti in aumento o in diminuzione del capitale netto.

Tale prospetto evidenzia:

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1. L’utile o la perdita netta dell’esercizio

2. Per ciascuna voce del patrimonio netto una riconciliazione tra

valore contabile all’inizio e alla fine dell’esercizio

3. L’ammontare dei dividendi distribuiti ai soci e il relativo

importo per azione.

Il rendiconto finanziario

È uno schema che rappresenta la situazione finanziaria di

un’impresa e la sua capacità di produrre liquidità.

Il rendiconto finanziario analizza:

1. I flussi finanziari

2. La liquidità

Le norme che regolano il rendiconto finanziario sono:

1. Art. 2427 cc che descrive i componenti della nota integrativa,

indicando il rendiconto finanziario

2. L’OIC 10 che disciplina i criteri per redigerlo

3. Lo IAS 7 che ne disciplina la redazione

4. Lo IAS 1 che indica il rendiconto finanziario tra i documenti di

bilancio

5. Il DLGS 139/2015 che disciplina il bilancio d’esercizio

La procedura avviene in tal modo:

1. Riclassificazione dello SP secondo criterio finanziario

2. Costruzione dello schema

3. Confronto delle voci tra un anno e un altro

4. Calcolo delle variazioni

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5. Interpretazione delle variazioni

Esistono due metodi:

1. Diretto: vengono rappresentati i flussi di cassa, della gestione

operativa, di investimento e di finanziamento, ossia entrate ed

uscite avvenute nell’esercizio.

2. Indiretto: il flusso finanziario generato dall’attività operativa si

calcola partendo dall’utile d’esercizio, depurato dalla

componente fiscale, dal pagamento dei dividendi ai soci, e

dalla variazione di componenti non monetarie. Questo valore

viene rettificato

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anve dispense di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione societaria e operazioni straordinarie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Napoli - Parthenope o del prof Risaliti Gianluca.
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