COMUNICAZIONE D’IMPRESA
UD1: INTRODUZIONE (Capp. 1, 2)
“Comunicare” è un comportamento bidirezionale tra impresa e ambiente, sia interno che esterno. Obiettivo della
comunicazione con l’ambiente interno (CONSONANZA) è il rinforzo dell’identità collettiva attraverso la condivisione
di intenti tra i membri dell’organizzazione “allargata” (vedi dopo) e l’aderenza tra la cultura aziendale (valori di
fondo) e le azioni e affermazioni fatte all’esterno. Nei confronti dell’ambiente esterno l’impresa acquisisce
- Informazioni
- Valori legittimanti
- Norme di comportamento
- Significati
cercando di comunicare, per RISONANZA, valori quali
- CREDIBILITÀ: convinzione del singolo che quanto detto dall’impresa corrisponde al vero
- LEGITTIMAZIONE: l’impresa è tanto credibile che risulta tale anche in ambiti non corrispondenti al suo core
business
- FIDUCIA: convinzione del singolo che ciò che l’impresa promette verrà mantenuto
- REPUTAZIONE: credenza condivisa da un gruppo di riferimento nei confronti dell’impresa
- FEDELTÀ: Ultimo grado del rapporto tra l’impresa ed il singolo, che parte dalla credibilità e passa dalla
fiducia. RISONANZA
CREDIBILITA’
LEGITTIMAZIONE
FIDUCIA
REPUTAZIONE
CONSONANZA FEDELTA’
CONDIVISIONE DI INTENTI IMPRESA AMBIENTE
ADERENZA ALLA CULTURA AZIENDALE
RINFORZO DELL’IDENTITA’ COLLETTIVA Informazioni
Valori legittimanti
Norme di comportamento
Significati
Comunicare non è solo un atto consapevole e volontario ma è un intero agire e comprende tutto ciò che l’impresa
DICE, MOSTRA, FA e NON FA, secondo le indicazioni della PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE secondo cui la
comunicazione è un COMPORTAMENTO e, quindi, anche il silenzio è comunicazione.
Per le aziende questa visione comporta che:
- La comunicazione è un tema che riguarda tutte le imprese
- Non si può non comunicare
- È “comunicazione” anche quell’agire delle imprese non deliberato:
o Quando l’impresa manca di organizzarsi nell’affrontare un certo tipo di comunicazione
o Quando l’impresa fa uso di comunicatori (Call center) non correttamente istruiti
o Quando decide di non partecipare ad una fiera di settore…
1
L’IMPRESA DEVE ESSERE COERENTE IN TUTTE LE SUE MANIFESTAZIONI, SIA VOLUTE CHE NON VOLUTE.
VISIONE SISTEMICA DELL’IMPRESA
L’impresa e l’ambiente esterno non sono dei monoblocchi ma sono costituiti ognuno da organi complessi che
interagiscono tra loro. L’impresa è costituita da un insieme di gruppi e funzioni che interagiscono tra loro e con
l’esterno in modo sistemico. L’impresa è, quindi, un SISTEMA:
- SOCIO-TECNICO: costituito da risorse umane, tecniche e finanziarie organizzate in modo sinergico
e orientato ad uno scopo economico-produttivo
- PARZIALMENTE APERTO: interagisce con l’esterno ma in modo controllato
- ECONOMICO A FINALITÀ PLURIME: svolge attività economiche di acquisizione, trasformazione e vendita
di beni e/o servizi ma assolve anche altri compiti in quanto entità che fa parte di un ambiente sociale
(porta benessere, impiego, influisce sull’ambiente con la propria attività, sovvenziona attività ludiche,
culturali, sociali,…)
- AUTOPOIETICO: si autodefinisce e muta al mutare dell’ambiente interno ed esterno
I portatori di interessi (stackeholders) dell’azienda possono essere distinti in primari e secondari:
S.H. ISTITUZIONI, COMUNITA’ LOCALE, OPINIONE
SECONDARI PUBBLICA, GRUPPI DI PRESSIONE
PROPRIETA’, FINANZIATORI, DIPENDENTI,
S.H. PRIMARI CLIENTI, FORNITORI, PARTNER, CONCORRENTI
IMPRESA
IL NUOVO CONTESTO COMPETITIVO
Le imprese si trovano ad agire e comunicare in un contesto competitivo radicalmente mutato a causa di:
- Globalizzazione dell’economia che definisce nuove regole, confini e protagonisti della competizione; la
gamma degli interlocutori della comunicazione di impresa è più ampia e le politiche di comunicazione
devono essere attente sia agli aspetti locali che a quelli globali
- Innovazione tecnologica che ha creato nuovi mercati e la convergenza di altri una volta separati;
la comunicazione viene influenzata perché l’ICT mette a disposizione nuovi strumenti e nuovi modi
di comunicare in termini multimediali e interativi
- Gli elementi qualificanti per il marketing cambiano come ad esempio i profili demografici dei consumatori
(nuovi tipi di famiglia, nuove etnie, nuove culture, incidenza dei singles, età media,…); nascono nuovi stili di
vita e il consumo non è più orientato al soddisfacimento di un bisogno ma all’affermazione di una propria
identità, stile di vita, appartenenza ad un gruppo. Si impone la GdO. I consumatori pretendono beni e
servizi sempre più personalizzati
- Crescente pressione delle istituzioni e della società civile che porta ad un accrescimento dell’importanza
della dimensione relazionale dell’attività di impresa. L’insieme e la qualità delle relazioni che l’impresa
mantiene e del suo network costituiscono un valore per l’impresa, valore che deve essere dovutamente
comunicato all’esterno con l’obiettivo di curare l’immagine e l’identità dell’azienda stessa. Tale valore è
quantificabile anche economicamente e in bilancio è rappresentato
dall’avviamento 2
LE QUATTRO AREE DELLA COMUNICAZIONE DI IMPRESA
A seconda degli OBIETTIVI, dei CONTENUTI e dei DESTINATARI, la comunicazione d’impresa può essere divisa in
quattro aree:
A. COMUNICAZIONE DI MARKETING: è rivolta ai clienti finali e agli influenzatori del mercato con l’obiettivo di
attivare, gestire e migliorare le relazioni con essi e sostenere lo sviluppo dell’attività commerciale in termini
di notorietà, immagine, vendite e quota di mercato.
B. COMUNICAZIONE ORGANIZZATIVA (o GESTIONALE): è rivolta verso il personale e verso coloro che
intrattengono con l’impresa forti relazioni (c.d. “struttura allargata”: co-workers, distributor, fornitori,
consulenti, collaboratori,…) e ha l’obiettivo di diffondere i valori aziendali, condividere strategie e obiettivi e
acquisire consenso e adesione.
C. COMUNICAZIONE ECONOMICO FINANZIARIA: è destinata agli shareholders, ovvero a finanziatori, azionisti,
soci, analisti finanziari, società di rating, organismi di vigilanza ed è volta ad intrattenere con essi un dialogo
sui temi finanziari e sui risultati della gestione
D. COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE: è rivolta a tutti; vengono comunicati l’orientamento culturale dell’azienda e i
valori di fondo e ha l’obiettivo di ottenere un atteggiamento favorevole, legittimazione e consenso
IL MIX COMUNICATIVO
È l’insieme delle possibilità che l’impresa ha per fare comunicazione. Può essere rappresentato da una sequenza di
strumenti, da quelli maggiormente a disposizione delle aziende alla pubblicità, a cui non tutti possono o devono
arrivare. IMMAGINE
COORDINATA
PUBBLICITA’ PUNTO VENDITA
COMUNICAZIONE
NON FORZA VENDITA
CONVENZIONALE
MARKETING PROMOZIONE
DIRETTO PUBBLICHE
RELAZIONI
Gli strumenti del Communication MIX devono essere utilizzati in modo integrato e sinergico (Integrated Marketing
Communication); l’integrazione deve essere perseguita su tre livelli:
- Fra STRUMENTI
- Fra OBIETTIVI
- Fra SOGGETTI AZIENDALI
La sinergia, invece, si esprime nei concetti di COMUNALITÀ, CONTRIBUZIONE e
ROBUSTEZZA: 3
COMUNALITÀ: Lo stesso messaggio può essere comunicato attraverso una pluralità di strumenti
contemporaneamente
CONTRIBUZIONE: È il valore aggiuntivo specifico di ogni singolo strumento: quando uso uno strumento del
C.M. devo chiedermi cosa questo ha in comune con gli altri e quale valore specifico aggiunge al MIX
ROBUSTEZZA: È la capacità della singola azione di comunicazione a raggiungere più pubblici
contemporaneamente.
DERIVA IL “PIANO DI COMUNICAZIONE INTEGRATA”: LA COMUNICAZIONE INTEGRATA SI HA QUANDO UN INSIEME
STRUTTURATO DI PERSONE USA UNA CERTA QUANTITÀ DI STRUMENTI, CON UNA CERTA QUANTITÀ DI OBIETTIVI,
VEICOLANDO UNA CERTA VARIETÀ DI CONTENUTI, STIMOLANDO IL RICEVENTE SU DIVERSI PIANI, TUTTO
ATTRAVERSO UN PROCESSO CONSAPEVOLE (PIANO) A MEDIO-LUNGO TERMINE.
Uno studio realizzato (presentato a lezione) mostra come le aziende utilizzino tre tipi di approcci alla comunicazione:
1) APPROCCIO TRADIZIONALE (25%): le azioni di comunicazione sono divise tra above e below the line;
l’impresa sceglie un canale (strumento) di comunicazione e lo utilizza senza considerare gli altri. Il ricorso
alle agenzie di comunicazione è TATTICO e relativo alla singola necessità.
2) APPROCCIO PLURICANALE (35%): sono usati diversi strumenti ma in modo non organico
3) APPROCCIO CONVERGENTE (40%): Il communication mix è totalmente pianificato e strutturato in modo
integrato.
CLASSIFICAZIONI DELLE ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE
Le azioni di comunicazione possono essere considerate nella loro accezione di “ABOVE” o “BELOW” THE LINE,
dove le attività ABOVE THE LINE (ATL: “sopra la linea di visibilità”): sono quelle immediatamente recepite come
azioni di comunicazione, come il packaging o la pubblicità mentre le attività BELOW THE LINE (BTL: “sotto la linea
di visibilità”): non immediatamente interpretabili come azioni di comunicazione.
In generale le azioni si classificano:
1) PER NATURA DEL CONTATTO
a. PERSONALI: la comunicazione avviene di persona anche se mediata da altri strumenti (es. Call
center). La comunicazione personale con presenza fisica consente il coinvolgimento di tutti i sensi
(vista, udito, olfatto, tatto), è bidirezionale (vedi dopo) e consente alla fonte di personalizzare
l’approccio al destinatario e modularlo in tempo reale. Il F2F è efficace, costoso e rischioso per la
fonte perché potrebbe perdere il controllo della relazione.
b. IMPERSONALI: Non c’è interazione tra individui, è totalmente pre-codificata e non personalizzabile,
oltre che non interattiva. Fornisce minore efficacia comunicativa, minore personalizzazione
dell’approccio, costi inferiori, possibilità di raggiungere ampi target e fornisce maggiore controllo alla
fonte
2) PER TIPOLOGIA DI FLUSSO
a. MONO-DIREZIONALE: non è previsto alcun feedback da parte del ricevente che non ha altra
possibilità se non rifiutare il messaggio (es. cambiare canale)
b. BI-DIREZIONALE: è previsto un feedback all’impresa ma i flussi IN e OUT sono separati. (Es.
pubblicità cartacea in cui si chiede l’invio di un coupon)
c. INTERATTIVA: si è all’interno di un meccanismo dialogico (fiera, evento, dialogo, telefonata,…) in cui
non è possibile distingue tra flusso in entrata e uscita.
3) PER NUMEROSITÀ DEI SOGGETTI COINVOLTI 4
a. ONE-TO-ONE (bidirezionale): è il dialogo tra azienda e ricevente senza possibilità di estensione ad
altri (call center, forza vendita,…)
b. ONE-TO-MANY (mono-direzionale): l’impresa comunica indistintamente a più soggetti
(televisione, sito web,…)
c. MANY-TO-MANY (bidirezionale): l’impresa fa parte di un processo di comunicazione a più interlocutori
in cui ognuno può inserire messaggi e fare comunicazione (forum, blog, social, fiere,…)
4) TEMPISTICA DI INTERAZIONE
a. SINCRONA
b. ASINCRONA
Gli strumenti del Communication Mix, poi, hanno caratteristiche peculiari che devono essere usate per indirizzare le
scelte strategiche e tattiche di comunicazione:
- L'obiettivo prevalente: Gli strumenti da utilizzare devono essere scelti tra quelli che meglio consentono di
perseguire e raggiungere l'obiettivo prevalente (visto che gli obiettivi della comunicazione sono spesso più di uno, le
scelte devono considerare quello prevalente). Se sto cercando un aumento immediato nelle vendite, preferirò
strumenti legati alle promozioni che però vanno a ledere l'immagine. Se voglio pensare all'immagine del medio e
lungo termine, di contro, preferirò strumenti come la pubblicità e le pubbliche relazioni (sponsorizzazioni,...)
- Costi per contatto: La pubblicità televisiva, ad esempio, ha un costo per contatto molto basso; la stessa cosa non
vale per la pubblicità che viene fatta all'inizio del film al cinema perché le persone potrebbero essere poche.
L'immagine coordinata (sportina con il logo, fatture,...) ha un costo bassissimo, anche se l'investimento iniziale è
stato alto. Le fiere hanno un costo alto.
- Estensione del target raggiungibile (bacino di attrazione e visibilità dell'iniziativa). Ci sono delle situazioni in cui la
comunicazione non deve essere necessariamente ampia. Se, ad esempio, un'azienda vuole trasmette un messaggio
di attaccamento al territorio, potrebbe effettuare iniziative di sponsorizzazioni locali della cultura oppure un
premio universitario legato al territorio in cui opera ed è ancorata
- Rapidità di raggiungimento del target. Ad esempio, l'immagine coordinata è abbastanza lenta ma costante mentre
le iniziative di Marketing virale sono molto veloci, come la pubblicità televisiva o radiofonica. Non è detto che la
rapidità sia correlata con il suo costo.
- Capacità di personalizzazione del messaggio. A favore delle attività interattive e interpersonale ci sono delle
iniziative, come newsletter legate a coupon informativi precedenti, che, pur essendo delle comunicazioni asincrone e
"impersonali" possono veicolare dei contenuti personalizzati o almeno divisi per cluster: se io ti ho detto che non ho
un problema rughe, mi aspetto che la newsletter che mi manderai non contenga indicazioni sulle nuove creme
antirughe...
- Capacità di esercizio del controllo: esistono alcune attività di comunicazione molto simili a quelle pensate
dall'azienda e altre che possono allontanarsi dall'invenzione iniziale. Ad esempio una pagina pubblicitaria non può
essere che uguale a quella pensata; le risposte di un call center potrebbero non essere confacenti a quanto stabilito
dall’azienda. 5
ESEMPIO A LEZIONE
Messaggio personalizzato inviato attraverso newsletter:
Driver Valore Note
Natura del contatto Impersonale in quanto
mediato
Tipologia di flusso Bidirezionale Si suppone che ci sia la possibilità di
mandare feedback
Numerosità dei soggetti coinvolti One-to-one Mando una comunicazione diversa a
ciascuno, anche se il messaggio (parte
fissa) è lo stesso
Tempistica di interazione Asincrona Il feedback mi viene dato in un secondo
momento
Obiettivo prevalente Comportamentale e Perché chiedo informazioni di ritorno e
cognitivo fornisco informazioni
Costo per contatto Molto basso
Estensione del target Molto estensibile
raggiungibile
Rapidità di raggiungimento del Elevata
target
Capacità di personalizzazione del Elevata
messaggio
Capacità di esercizio di controllo Molto alto
(probabilità che io ritengo che
questo messaggio venga inviato
al soggetto esattamente come
progettato)
ATTRIBUTI DELLA COMUNICAZIONE DI IMPRESA
Qualunque sia la campagna di comunicazione che si sta progettando, deve rispettare i seguenti criteri:
1) CONDIVISIONE: deve essere condivisa all'interno dell'organizzazione; prima di generare risonanza
all'esterno devo creare consonanza (consapevolezza) all'interno
2) CONTINUITÀ: devono essere curati gli aspetti di COERENZA NEL TEMPO; deve esserci un fil-rouge con il
passato, pur nell’innovazione, altrimenti si crea una discontinuità che non consente di capitalizzare gli
investimenti fatti prima (AVVIAMENTO). La coerenza deve essere mantenuta anche tra i diversi strumenti
usati, dalla pubblicità alla immagine coordinata.
3) DISTINTIVITÀ: Le iniziative di comunicazione devono avere carattere di originalità rispetto alla concorrenza e
devono avere valore per il ricevente. Devono, inoltre, consentire di superare la soglia dell’indifferenza in
modo da attivare il ricordo (jingles, testimonial, pubblicità comparativa,…)
4) CHIAREZZA: deve essere utilizzato un numero ristretto di informazioni ESSENZIALI, altrimenti viene
saturata la capacità di ricezione del ricevente e la comunicazione diventa inutile.
5) REALISMO: Quando esco con una comunicazione, questa deve essere credibile o verosimile, anche
se esagerata.
6) DECLINABILITÀ: devo cercare di usare messaggi trasversali ai diversi strumenti. Se decido di fare pubblicità
su un profumo usando solo la fragranza, potrei avere dei problemi nell’uso di tutti o di buona parte dei
canali di communication mix. 6
7) COMPRENSIBILITÀ: devono essere usati degli stimoli e un linguaggio immediatamente capibili dal ricevente;
se faccio una pubblicità su un giornale specialistico posso permettermi un linguaggio di un certo tipo mentre
se faccio pubblicità su una rivista di gossip o settimanali generalisti devo spiegare le stesse cose in altro
modo, con un registro linguistico più semplice e/o diverso.
Gli errori più diffusi nella gestione del processo di creazione e gestione della comunicazione sono:
1) Eccessiva varianza nel tempo (NO CONTINUITÀ)
2) Incoerenza tra diverse attività/supporti
3) Scarsa coerenza interna/esterna: ciò che viene mandato all’esterno non è coerente con l’interno; i
dipendenti non sono informati, non si trasmette senso di appartenenza. I comportamenti non sono in linea
con le scelte strategiche comunicate all’esterno. Non c’è consonanza interna
4) Focalizzazione vers
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