Comportamentismo cognitivo
Concetti generali
Il "comportamentismo cognitivo" è una delle teorie dell'apprendimento di origine e sviluppo negli USA. È la teoria che influenza maggiormente le attuali ricerche sullo sviluppo. Con teoria dell'apprendimento sociale si intende per apprendimento il cambiamento relativamente permanente nel comportamento attuato come prodotto dell'esperienza e si distingue in due tipologie differenti:
- Associativo: se avviene in seguito a specifici eventi che portano all'associazione tra uno stimolo e una risposta.
- Non associativo: comprendente
- Abituazione: riduzione di una risposta comportamentale in seguito a uno stimolo che viene percepito come innocuo.
- Sensibilizzazione: aumento di una risposta comportamentale in seguito a uno stimolo che viene percepito come minaccioso.
La teoria nasce ad opera di John Watson in opposizione all'introspezionismo e alla visione della psicologia come studio della "mente". Secondo Watson la mente è osservabile e di conseguenza il suo studio non suscita interesse. L'introspezionismo genera risultati spesso contrastanti e soggettivi. Inoltre, nel suo articolo "La psicologia dal punto di vista comportamentista", definisce la psicologia come un settore sperimentale delle scienze naturali e afferma che, per essere scientifica, essa dovrebbe dedicarsi allo studio di fenomeni direttamente osservabili, ovvero comportamenti e comportamenti complessi (insieme di comportamenti elementari). Da qui la concezione della psicologia come studio del comportamento e scoperta delle sue leggi, il cui scopo è prevedere il comportamento stesso e controllarlo.
Approccio comportamentistico
I comportamentisti definiscono l'organismo docile e plasmabile, il quale possiede una capacità illimitata di apprendimento, come una scatola nera su cui impattano stimoli ambientali in base ai quali l'organismo stesso emette specifiche risposte. Perciò lo psicologo, non avendovi accesso, deve limitarsi a valutare come le risposte del soggetto variano in relazione agli stimoli ambientali (associazioni S-R). In questo senso, il cambiamento è prodotto da cause ambientali e il metodo ottimale di ricerca è l'esperimentazione e l'osservazione con massimo controllo, con un meccanismo esplicativo generale che va preferito a uno ristretto.
Condizionamento classico
Il filosofo russo Pavlov incentrò la propria ricerca sui riflessi condizionati e iniziò nel 1899 la sua opera principale in merito intitolata "Osservazioni sulla secrezione salivare", in cui i riflessi scoperti vennero definiti secrezioni psichiche a distinzione delle reazioni fisiologiche non apprese. Introducendo il concetto di condizionamento classico, implica la formazione di nuovi riflessi, ovvero permette di introdurre una determinata risposta a seguito di uno stimolo. Fasi del condizionamento nella ricerca:
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Prima fase (prima del condizionamento):
- Suono campanello (stimolo neutro) → nessuna risposta
- Visione cibo (stimolo incondizionato) → salivazione del cane: riflesso incondizionato
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Seconda fase (durante il condizionamento in varie ripetizioni):
- Visione cibo (stimolo incondizionato) associata al suono (stimolo condizionato) → salivazione del cane (riflesso incondizionato)
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Terza fase (dopo il condizionamento):
- Suono campanella (stimolo condizionato) → salivazione del cane: riflesso condizionato
Il riflesso condizionato avviene grazie al rinforzo ripetuto più volte a una adeguata distanza dallo stimolo incondizionato e se il rinforzo viene interrotto, il riflesso condizionato diminuisce fino a scomparire (estinzione del riflesso condizionato). Ma se il rinforzo viene ripetuto anche solo una volta avviene il recupero della risposta (recupero spontaneo), perciò la risposta non si è estinta, ma in questo caso è stata inibita. Pavlov scoprì inoltre, tramite un esperimento su un cane decerebrato, che i riflessi condizionati non potevano formarsi in assenza della corteccia cerebrale, della quale si interessò a causa dei processi fisiologici in essa realizzati, che definì attività nervosa superiore.
Il piccolo Albert
Esperimento ad opera di Watson e Rayner (sua studentessa e futura moglie) in cui si induceva un processo emotivo condizionato.
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Comportamentismo - Classici della Psicologia
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Psicologia dello sviluppo: il comportamentismo