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Manualetto di campagna elettorale

Introduzione e contesto storico

L'autore dell'opera è Quinto Cicerone, fratello del più famoso Marco. Anch'egli era un uomo di un certo livello e con una discreta carriera politica. L'evento da cui è spinto a scrivere è l'elezione dei consoli per l'anno 63 a.C. in cui suo fratello maggiore Marco figurava come candidato e che poi sarà eletto.

Viene messo subito in evidenza che è una campagna elettorale difficile con molti ostacoli tra cui l'essere un homo novus (è noto infatti che le più alte cariche della Repubblica erano appannaggio della classe aristocratica). C'era però stato un precedente: Gaio Mario, anch'egli homo novus, era stato eletto console, ma a differenza di Cicerone aveva basato il suo consenso sul successo militare, mentre quest'ultimo aveva fatto carriera come oratore e avvocato.

Il sistema elettorale romano

Nell'Antica Roma i consoli erano eletti dai comizi centuriali in cui la popolazione votava in base al censo. Non tutte le classi contavano allo stesso modo: le due classi più influenti e più ricche, quella dei senatori e degli equites, da sole potevano ottenere la maggioranza. Serviva un’organizzazione capillare per ottenere un forte consenso e spesso il candidato si avvaleva di mezzi non propriamente leciti per raggiungere lo scopo, quali le largitiones. Era una prassi diffusa nonostante la legge romana lo vietasse.

Il termine che indicava la corruzione politica era ambitus, girare attorno come primo significato, ma con un'accezione più ampia usato allo scopo di indicare i brogli elettorali. Lo stesso Cicerone varò la Lex Tullia de ambitu per contrastare il fenomeno, ma l'anno dopo si ritrovò a difendere Murena, accusato proprio di corruzione (Pro Murena, 64 a.C.).

Struttura dell'opera

L'opera si presenta sotto forma di lettera indirizzata da Quinto a Marco, che è candidato (da candidatus). È un piccolo manuale sulla petitio (da petitor, termine tecnico che indica il candidato alle elezioni). L'aspetto tecnico dell'operetta è importante; il linguaggio e i concetti utilizzati appartengono infatti all'ambito dell'ars. Ci sono molte riprese di matrice stoica, la prima filosofia ad occuparsi di definire cosa fosse techne e ars.

Autenticità dell'opera

Quinto Cicerone vuole indicare e suggerire a Marco stratagemmi per avere successo nella sua campagna elettorale. Ma è davvero autentica quest'opera? La critica si divide. Fino alla seconda metà dell'800 la paternità dell'operetta non era stata messa in discussione. Veniva tramandata insieme alle Epistoles familiares di Cicerone, anche se il codice principale di riferimento da cui si poteva leggere le epistole non riportava anche il Commentariolum. Un dato che di per sé non costituisce una prova decisiva di non autenticità, ma è comunque un dato rilevante. Purtroppo la questione non può essere sciolta in maniera definitiva perché non conosciamo abbastanza testi genuini di Quinto Cicerone per poter operare un confronto stilistico con quest'ultimo testo.

Traduzione

Quinto saluta suo fratello Marco

I. [1] Sebbene tu abbia a disposizione tutte quelle cose che gli uomini possono conseguire con il talento e l'ingegno e l'esperienza, tuttavia per l'amore che ti porto non ho ritenuto fuori luogo scrivere con completezza quelle cose che venivano alla mente a me che mi scervellavo giorno e notte sulla tua campagna elettorale non affinché tu imparassi qualcosa di nuovo, ma affinché con un criterio razionale e una ordinata distribuzione fossero poste sotto un unico sguardo quelle cose che nella realtà sembrano essere disperse e indefinite. Sebbene la natura è la cosa più forte di tutte, tuttavia in questo affare che dura pochi mesi pare che la simulazione possa vincere sulla natura.

[2] Pensa bene quale sia la città, a quale carica aspiri, chi tu sia. Quasi ogni giorno quando scendi verso il foro devi fare questa riflessione: «Sono un homo novus, aspiro al consolato, si tratta di Roma». Tu allevierai la novità del tuo nome soprattutto con la tua fama d'oratore. Questa cosa ha portato sempre il massimo del prestigio; uno che è considerato degno avvocato dei consulari non può non essere considerato degno del consolato. Per questa ragione dato che tu parti da questa gloria e tutto quello che sei lo sei per questo, per questo presentati a parlare preparato come se in ogni singola causa ci fosse un giudizio sul tuo talento.

[3] Gli aiuti a questa facoltà che io so tu hai già messo da parte, preoccupati che siano sempre pronti e a disposizione, e ricordati spesso le cose che scrisse Dementrio Falereo sullo studio e l’esercizio di Demostene. Poi fai in modo che appaia la quantità e la varietà di coloro con cui hai stretto rapporti di amicizia; infatti tu hai quelle cose che quale uomo nuovo ha avuto? – tutti i pubblicani, quasi tutto l'ordine equestre, molti tuoi municipi, molti uomini di questo ordine difesi da te, alcuni collegi, inoltre molti giovanotti avvicinati dalla passione per l'eloquenza, la quotidiana assiduità e frequentazione degli amici.

[4] Tutte queste cose preoccupati di mantenerle ricordando e chiedendo esplicitamente e facendo sì che capiscano con ogni mezzo coloro che sono in debito nei tuoi confronti che non ci sarà nessun'altra occasione per mostrarsi grati e coloro che la vogliono da te, non avranno nessun'altra occasione per obbligarti. Pare che possa giovare molto a un uomo nuovo anche questo, il sostegno della nobiltà e soprattutto dei consulari; è utile che alle stesse persone di cui vuoi raggiungere il rango e il ceto, ti reputino degno del rango e del ceto.

[5] Tutti questi bisogna pregarli con insistenza e bisogna inviare loro ambasciatori e persuaderli che noi abbiamo sempre sostenuto la politica degli optimates, e che non siamo stati affatto dei populares; se è sembrato che abbiamo detto qualcosa da populares, noi abbiamo fatto ciò per questo motivo per tirare Gneo Pompeo dalla nostra parte affinché quello che ha molto potere o lo avessimo come amico nella nostra campagna elettorale o almeno non come avversario.

[6] Inoltre preoccupati di conquistare i giovani nobili, o di mantenere quelli che hai come supporter; ti apporteranno molto prestigio. Tu ne hai molti; fai in modo che sappiano quanto li ritieni importanti. Se li porterai al punto che quelli che non hanno una volontà contraria sentano un forte desiderio, ti gioveranno molto.

La condizione di homo novus

II. [7] E molto anche è d'aiuto alla tua condizione di homo novus il fatto che concorrano con te al consolato nobili di tal specie che non c'è nessuno che osi dire che è opportuno che giovi più a quelli la nobiltà che a te la virtus. Infatti Publio Galba e Lucio Cassio nati da famiglie altolocate chi è che potrebbe pensare che aspirino al consolato? Vedi dunque uomini di famiglie illustrissime, per il fatto che sono senza nervo, non sono al tuo pari.

[8] Ma Antonio e Catilina sono dannosi. Tutt'altro per un uomo attivo, laborioso, irreprensibile, capace di parlare, pieno di grazia presso quelli che esprimono giudizi, si deve desiderare competitori tutti e due assassini fin dalla tenera età, tutti e due dissoluti, entrambi spiantati. Abbiamo visto i beni di uno di questi confiscati, poi abbiamo sentito le parole di lui che giurava di non poter misurarsi con un uomo greco a Roma con un giudizio equo, sappiamo che è stato allontanato dal senato per la valutazione di censori ottimi, lo abbiamo avuto come competitore alla pretura avendo come sostenitori Sabidio e Pantera, quando non aveva nessuno da mettere in vendita (tuttavia durante la quale magistratura comprò un'amica che teneva apertamente in casa); ma nella campagna elettorale per il consolato ha preferito depredare tutti gli osti attraverso una vergognosissima legazione che restare a Roma e pregare il popolo romano.

[9] L'altro in realtà, dei benedetti, di quale prestigio gode? Prima di tutto è pari a nobiltà con Catilina. Non maggiore? No. Ma per virtù. Per quale motivo? Perché Antonio teme la sua ombra, questo non teme neppure la legge, nato tra le difficoltà economiche del padre, cresciuto nelle relazioni illecite della sorella, irrobustito nelle stragi dei concittadini, il suo primo ingresso nella politica fu uccidere cavalieri romani (infatti Silla mise a capo solo Catilina di quei Galli che ricordiamo i quali mietevano teste allora dei Titini, dei Nanni e dei Tanusi); fra questi uccise con le sue mani quell'uomo dabbene, Quinto Cecilio, marito di sua sorella, cavaliere romano, che non parteggiava per nessuno, che stava ormai tranquillo sia per sua natura sia allora per l'età.

Consigli per la campagna elettorale

III. [10] Che cosa potrei dire allora di quello che aspira con te al consolato il quale ha battuto con le verghe un uomo di grande prestigio presso il popolo romano, Marco Mario, lo ha trascinato per tutta la città sotto lo sguardo del popolo romano fino alla tomba, lì lo ha straziato con ogni genere di tortura, stando ancora in piedi gli ha tagliato il collo con la spada nella mano destra, mentre gli teneva i capelli con la sinistra sopra al capo, ha portato via con la sua mano la testa, mentre fra le sue dita gocciolavano rivoli di sangue; il quale poi ha vissuto con istrioni e gladiatori in termini tali che negli uni avesse aiutanti per la dissolutezza e negli altri per la violenza; il quale non è entrato mai in nessun luogo talmente sacro e venerabile nel quale, anche se negli altri protagonisti non c'era colpa, tuttavia ha lasciato un sospetto di infamia a partire dalla scia della sua nequizia; il quale si è procurato amici strettissimi dalla curia i Curi e gli Annii, dalle case d'asta i Sapala e i Carvilii, dall'ordine equestre i Pompilii e i Vezii; il quale ha tanta sfrontatezza nel male, tanta perversione e infine tanta abilità e tanta determinazione nell'arte della libidine dall'aver fatto violenza ai figli con la toga pretexta quasi tra le braccia dei genitori? Perché ora dovrei scriverti dell'Africa, perché dovrei darti delle spiegazioni su quello che hanno detto i testimoni a processo? Sono cose note, e tu rileggile spesso; ma tuttavia non sembra di dover segnalare quest'altra faccenda, cioè che in primo luogo è uscito talmente povero da quel processo quanto lo furono i suoi giurati prima di quel processo; in secondo luogo è uscito totalmente impopolare che viene reclamato contro di lui ogni giorno un vero processo. Lui si trova in una tale situazione che anche se è quieto lo temono più di quanto lo disprezzino se è agitato.

[11] Quanto è stata data a te migliore la condizione di campagna elettorale rispetto a quella recente dell'homo novus, Gaio Celio! Quello competeva con due uomini di grandissima nobiltà a tal punto che tutto in loro era superiore alla stessa nobiltà, un talento di grande livello, una morale irreprensibile, grandissime beneemerenze, una grandissima cura e strategia nella campagna elettorale; e tuttavia Celio superò uno di questi, nonostante fosse di molto inferiore per nascita, superiore quasi in nessuna cosa.

[12] Perciò se tu farai le cose che la natura e gli studi a cui ti sei sempre dedicato elargiscono, che le esigenze della tua situazione richiedono, che sei in grado di fare, che devi fare, non sarà difficile la competizione con questi competitori che in nessun modo sono talmente insigni per nascita quanto famosi per i vizi. Chi infatti può trovare un cittadino tanto sciocco il quale vuole con un solo voto sguainare due coltelli contro lo Stato?

Strategie elettorali

IV. [13] Dal momento che ti ho esposto quali fossero i sostegni che hai e che potresti avere per la tua condizione di homo novus, ora mi sembra di dover dire la grandezza e il prestigio della tua campagna politica. Tu aspiri al consolato, per la quale carica non c'è nessuno che non ti consideri degno, ma ci sono molti che potrebbero invidiarti; infatti tu aspiri alla somma carica dello stato uomo della classe dei cavalieri, ed è talmente prestigiosa da portare a te uomo energico, eloquente, irreprensibile molto più prestigio che agli altri. Non credere che quelli che hanno già ricoperto questa carica non vedano quale prestigio tu sei destinato a ricevere quando raggiungerai la medesima carica. Quelli poi nati da famiglie consolari che non hanno raggiunto l'alta carica, sospetto che, a meno che non siano vincolati da stretti rapporti di amicizia, ti portino invidia. Anche gli homines novi che hanno ricoperto la pretura stimo, se non sono legati a te dalle benemerenze, che non vogliano essere superati da te nella carriera.

[14] Anche nel popolo so per certo che ti viene alla mente quanti siano invidiosi, quanti siano alieni agli homines novi per consuetudine in questi anni; è inevitabile anche che ce ne siano parecchi che portano rancore per quelle cause che hai perorato. Questa cosa tu stesso la puoi valutare, dal momento che ti sei dedicato con molto impegno ad aumentare la gloria di Gneo Pompeo, che forse tu pensi che ci sia qualcuno che per questa ragione non è tuo amico.

[15] Per questa ragione dal momento che tu aspiri alla somma carica dello stato e vedi che ci sono molte aspirazioni contrarie è necessario che usi ogni strategia, ogni attenzione, ogni sforzo e ogni impegno.

Strategie per acquisire sostegno

V. [16] E la campagna elettorale delle magistrature è divisa in un'attenta organizzazione di due strategie. Una delle quali deve essere collocata negli appoggi degli amici, l'altra nella volontà del popolo. È utile che gli appoggi degli amici siano conquistati con benemerenze e con servigi e con un antico rapporto di amicizia e grazie alla disponibilità e piacevolezza di carattere. Ma questo nome di amici ha un significato più ampio nella campagna elettorale che nel resto della vita; lo è infatti chi mostra una qualche disposizione favorevole nei tuoi confronti, chi ti rispetta, chi viene frequentemente alla tua casa, questo deve essere considerato nel novero degli amici. Ma tuttavia soprattutto è utile essere caro e gradito a coloro che sono amici in senso più stretto per parentela o per parentela acquisita o per sodalizio o per un qualche legame.

[17] Poi ci si deve dare animatamente da fare affinché chiunque è intimo e soprattutto domestico ti ami e perché desideri grandemente che tu abbia successo, poi (che lo facciano) le tue tribù, i vicini, i clienti, infine i liberti, per ultimo anche i tuoi schiavi; infatti ogni discorso che porta alla fama pubblica viene da fonti domestiche.

[18] Poi bisogna stringere rapporti di amicizia di questo tipo: per facciata, (bisogna stringere rapporti di amicizia) con uomini illustri per carica e nome (i quali, anche se non assicurano appoggio nell'acquistare voti, tuttavia portano un qualche prestigio al candidato); per avere il controllo sulla legge, i magistrati (tra i quali soprattutto i consoli, poi i tribuni della plebe); per ottenere il voto delle centurie, uomini di grandissima influenza. Coloro che hanno avuto o sperano di avere da te il consenso nei comizi tributi o nei comizi centuriati o qualche beneficio, questi devi procurarti e confermarteli con grande impegno; infatti in questi anni gli uomini ambiziosi si sono dati da fare con ogni strategia e mezzo per poter ottenere dai capi delle loro tribù le cose che chiedevano; tali uomini datti da fare, con ogni mezzo a disposizione, perché siano tuoi sostenitori di cuore e con grande impegno.

[19] Che se gli uomini fossero abbastanza grati, tutte queste cose dovrebbero essere pronte per te, come confido che siano. Infatti in questi due anni tu hai obbligato quattro confraternite di uomini assai influenti per la campagna elettorale, quella di Fundano, Gallo, Cornelio, Orchivio; nell'affidare a te i processi di questi cosa abbiano accettato e sottoscritto i loro sodali io lo so, infatti ero presente; perciò questo deve essere fatto da te per esigere quello che devono in questa circostanza ricordandolo spesso, chiedendo esplicitamente, insistendo, preoccupandoti che capiscano che non avranno nessun'altro momento per restituirti il favore; senza dubbio gli uomini saranno spinti a prestare il loro appoggio sia dalla speranza dei tuoi servigi rimasti sia dalle recenti benemerenze.

[20] E dato che la tua campagna elettorale è soprattutto sostenuta da quel tipo di amicizia che ti sei guadagnato con la difesa nei processi, fai sì che certamente a tutti questi che tieni vincolati a te sia ben chiarito e indicato il compito che ciascuno deve svolgere; e nel modo in cui nessuno di loro è stato disturbato da te in nessuna cosa, così preoccupati che capiscano che ogni cosa che pensi ti sia dovuta da quelli l'hai riservata per questa circostanza.

Motivare i sostenitori

VI. [21] Ma poiché gli uomini sono indotti soprattutto alla benevolenza e a questo zelo elettorale da tre cose, il beneficio, l'attesa per il futuro, una certa comunanza di sentimenti e simpatia, bisogna prestare attenzione al modo in cui bisogni darsi da fare per ciascuno di questi generi. Gli uomini sono condotti a credere che siano motivi sufficienti di impegno per la campagna elettorale minimi benefici, figurarsi se coloro per i quali tu sei stato fonte di salvezza, che ne hai molti, potrebbero non capire, se in questa tua occasione non ti abbiano dato abbastanza soddisfazione, non sarebbero più stati approvati da nessuno; anche se questo è così tuttavia bisogna pregarli e bisogna indurli a pensare questa cosa che, coloro i quali saranno ancora obbligati nei nostri confronti, devono credere che a nostra volta noi possiamo essere obbligati nei loro confronti.

[22] Poi quelli che sono legati a te dalla speranza, la quale tipologia di uomini è anche molto più zelante e disposta, fai in modo che sembri a questi che il tuo aiuto sia già prospettato e preparato, poi fai in modo che capiscano che tu sei attento osservatore dei loro servigi, fai in modo che sia evidente che tu vedi e ti accorgi di quanto provenga da ciascuno.

[23] La terza tipologia è quella dell'inclinazione spontanea, che sarà opportuno rinsaldarla con il mostrarsi riconoscente, con l'ad...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiuliaO. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Labate Mario Alberto.
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