Legenda: I film in grassetto sono tutti quelli da vedere obbligatoriamente
Le parti scritte più piccole sono poco importanti
Le domande in maiuscolo sono quelle che la prof. ha detto che potrebbe fare
Le date in grassetto sono quelle che la prof. ha detto di sapere
Le frecce in basso con l’asterisco sono dei collegamenti a ciò che verrà trattato
successivamente (o si ricollegano a sopra)
* Questi appunti sono trascrizioni fedeli delle lezioni di cinema di fine 2019, riadattate e
integrate con cenni dai libri.
IL CINEMA :
Il cinema è “l’arte della modernità” (Walter Benjamin: “La cultura novecentesca si rispecchia in
questa arte” perché c’è la folla nelle città, con contiguità tra le persone ed entrano in scena le
immagini in movimento – es. vista dal treno).
Il 1895 è l’anno di fondazione del cinema, che coincide nel mese e nel giorno (28 dicembre) con la
creazione dei raggi X da parte di Röntgen -> Il cinema diventa rappresentazione dei raggi X (si innesta
su di essi), mostrando l’esterno dell’uomo e permettendo di capire nella sua interazione con il suo
interno, facendo vedere ciò che c’è oltre l’uomo e il suo corpo (percezione istintiva). Il cinema,
quindi, diventa un apparato molto particolare di visualizzazione dei corpi.
CINEMA = SCHERMO, SALA, SPETTATORE
Eadweard Muybridge (fotografo) ed Étienne Jules Marey (fisiologo) sono i “nonni” del cinema.
Hanno inventato la cronofotografia, immagini scattate una dopo l’altra e disposte insieme (nel caso
di Muybridge) o sovrapposte in movimento (nel caso di Marey) su uno stesso supporto.
Per far sì che questo insieme di fotografie diventi cinema c’è bisogno del proiettore
COME NASCE IL CINEMA? CRONOFOTOGRAFIA + OMBRE CINESI (LANTERNA MAGICA) ->
PROIETTORE
La lanterna magica consiste in un insieme di fori attraverso cui si proiettano luci e immagini.
Gli ambulanti, dagli spettacoli ottici appena citati, si convertono al cinematografo e fanno cinema
nei cosiddetti “baracconi” (grosse costruzioni smontabili) girando l’Europa (cinema ambulante).
L’AUTORE:
L’autore è sia un criterio di scelta sia un criterio di valutazione: il nome dell’autore è una garanzia di
qualità. La storia dell’autore è essenzialmente europea. Se infatti nella tradizione americana il
lavoro intellettuale è completamente integrato con il ciclo produttivo, l’intellettuale europeo ha
spesso privilegiato una relazione diretta con il pubblico: il riconoscimento della figura del regista
procederà di pari passo con le caratteristiche che gli vengono attribuite, cioè, egli è come se fosse il
garante comunicativo del film.
Parlando di autore, bisogna parlare di quattro accezioni:
1. DIRITTI D’AUTORE: l’autore detiene la proprietà intellettuale dell’opera, ciò comporta che il film
venga considerato come opera d’arte. Lo statuto dell’autore ha quindi subito grandi modifiche
(es.: una sentenza francese del 1904 stabiliva che il movimento del cinema non poteva essere
attribuito a un autore, ma alla macchina).
2. AUTORE COME PRODUTTORE: è il responsabile materiale della fattura dell’opera, il film viene
considerato come prodotto, artefatto. Il film è in genere un’opera collettiva, quindi diventa
difficile far convergere su un’unica persona il ruolo e l’intera responsabilità produttiva. L’autore
coincide con il regista (dagli anni ’30).
3. AUTORE CON UN RUOLO PROFESSIONALE: il film viene fruito come oggetto autonomo e
identificabile -> essendo autonomo, il film può essere proposto come oggetto artistico a cui
corrisponde un’intenzione d’autore.
Nei primi anni del ‘900 c’è una contraddizione: abbiamo un oggetto ben specifico, il film, ma ad
esso non corrisponde un soggetto facilmente individuabile tanto che durante tutti gli anni ’10,
sono indicati come possibili autori lo scenografo, l’operatore, l’attore e le case di produzione.
Louis Delluc, lancia nel 1921 il termine “cineasta” ad indicare chiunque sia coinvolto in qualche
misura nell’attività cinematografica (compreso il critico e il teorico).
4. AUTORE COME RUOLO ESTETICO: l’autore è individuato come soggetto responsabile di una
“intenzione d’autore”: la sua volontà, che diviene il presupposto e il criterio generico dell’opera.
In Francia, gli esponenti dell’impressionismo contribuiscono a diffondere il discorso autoriale in
campo cinematografico: se è necessaria una rivoluzione estetica, i suoi promotori non possono
che essere i responsabili ultimi della creazione artistica.
I primi cineasti ad essere considerati autori a pieno titolo sono americani, poiché il cinema
americano è serbatoio di innovazioni tecniche e linguistiche.
I Lumière sono sia autori che inventori. Inventarono il cinematografo e il catalogo (un antenato dei
generi, con vedute diverse – corrisponde al programma: la proiezione). In realtà, i fratelli Lumière,
estranei all’idea di un cinema come arte o come forma espressiva, più che autori sono i primi fautori
di un’estetica della produzione. A differenza loro, Méliès si considera un artista (fa un cinema
riconoscibile per le ricorrenze stilistiche e tematiche e per le iconografie). In questo cinema, l’autore
non ha necessità né ragione d’essere, è estraneo alla sua organizzazione estetica e produttiva.
LINGUA: Epstein diceva “Il cinema è una lingua, dà vita a tutti gli oggetti che designa”. La questione
della lingua è importante per affrontare il problema dell’autore: perché ci sia un autore, bisogna
che questo possa usufruire di un linguaggio. Il cinema parla per sé, ha una sua propria intelligenza
del mondo. Essa non si piega alla necessità dell’autore. Fare cinema è in qualche modo una deroga
alla propria capacità di parlare, l’autore deve accettare di annullarsi.
Alla fine degli anni ’10 ci furono film con adattamenti di testi letterali e teatrali noti al grande
pubblico (riscontro di film come opera d’arte).
NOZIONI GENERICHE:
Per quanto riguarda la storia ci sono momenti che il cinema rispecchia ciò che caratterizza diverse
Nazioni (dittature, guerre, olocausto), mentre in altri momenti diventa interprete delle volontà delle
forze politiche dominanti.
Il cinema diventa agli occhi di molti come luogo in cui si realizzano più sogni: la fratellanza universale,
l’unione di una lingua comune e di un’arte comprensibile a tutti, nata dalla fusione di tutte le altre
arti (“arte totale” -> D’Annunzio lo capisce). É uno spazio in cui è possibile coltivare desideri,
passioni, amori e sogni.
Nonostante i vari lati positivi, veniva considerato uno strumento diabolico e pericolosi per i tempi
nuovi, ispiratore di vizio e crimine, assassino del teatro (es. Pirandello ritiene che il cinema sia uno
strumento di asservimento dell’uomo alla macchina, di automazione e meccanizzazione del
processo creativo a spingersi più lontano).
Negli anni ’10, i cinema stanno diventando luoghi di spettacolo rispettabili e dotati di un certo lusso.
Questo processo serve ad offrire una patente di dignità culturale al cinema e ad ampliare il pubblico.
Il film comincia a essere fruito come opera autonoma: non si va più a vedere il cinematografo, ma
l’opera.
Secondo il critico Ricciotto Canudo, il cinema deve sviluppare la facoltà di rappresentare
l’immateriale (vedere oltre la superficie del visibile per captare quella materia impalpabile di cui
sono fatti i sogni).
DIFFERENZA CINEMA AMERICANO ed EUROPEO:
Il cinema ha avuto funzioni e caratteristiche diverse in base al luogo:
- In America, il cinema inventa e sviluppa una propria idea autonoma di cultura, facendo del cinema
stesso un mezzo privilegiato per cavalcare il progresso e scoprendo e affermando la propria
identità in mancanza di storia e radici culturali profonde.
I registi americani erano ossessionati fin dall’inizio dalla cronocrazia, il bisogno di dominare il
tempo, regolando quindi i suoi ritmi sui tempi delle macchine.
Il cinema americano sa correlare tempi e spazi diversi e far confluire le varie azioni. Il tempo è un
fattore dinamizzante e un elemento scomponibile e ricomponibile secondo caratteri non
scomponibili.
- In Europa, anche se sembra che si riponga pochissima fiducia nel futuro, si accoglie e si mostra con
orgoglio il proprio patrimonio, sfruttando così il cinema a proprio favore.
I registi europei davano importanza a caratteristiche appartenenti al mondo teatrale e pittorico.
In Europa il cinema contribuisce a creare un’illusione di evoluzione armonica, diventando il
simbolo della mobilità, della velocità e fornisce metafore per esprimere cose e impressioni nuove;
inoltre partecipa agli scambi industriali caratteristici dei primi quindici anni del Novecento.
Non vengono scomposte le unità narrative e non si ricompongono secondo i paradigmi temporali
di simultaneità, simmetria e congruenza.
La nascita delle dittature europee si riversano nel cinema come film in cui si risaltavano i caratteri
distintivi delle nazioni (rendendo incomprensibili e poco interessanti i film stranieri) -> cinema
nazionale. Era molto difficile realizzare film “continentali” (nonostante i tentativi di Italia e Francia)
in quanto non potevano essere compresi da tutto il pubblico europeo, avendo diverse necessità e
gusti che influenzavano gli stili.
Dopo la 1^ Guerra Mondiale, gli europei stavano provando a contrastare il cinema americano
attraverso alcuni mezzi. Infatti, nascerà l’UFA (una casa di produzione tedesca che serviva sia come
strumento propagandistico sia come mezzo per contrastare il cinema hollywoodiano) e poi
l’industriale inglese Rank acquisterà tutte le ditte in difficoltà e formerà un trust verticale per
distribuire i suoi film, ma poi fu costretto a smettere a causa di limitazioni imposte dagli USA. Un
altro esempio di organizzazione integrata è quello sovietico (comunisti), creata per diffondere
documentari sulla “vita socialista”. L’Europa in tutto il XX secolo gira un numero di film superiori
agli Stati Uniti, ma le case di produzione (es. la Titanus) falliscono poco tempo dopo la propria
nascita. Quindi, al fine di contrastare l’America, ci fu un tentativo di unificazione (“Europe-film”)
per creare film continentali (es. “Napoleone”), ma ciò fallì, come anche l’UFA.
Tuttavia, è soprattutto nel secondo dopoguerra che i governi europei sentono la necessità di una
collaborazione tra società, poiché c’è la volontà di ricostruire, nei paesi sconvolti dagli eventi
bellici, anche il settore cinematografico e c’è l’esigenza di creare un fronte comune contro la
nuova ondata di film hollywoodiani (che invadono l’Europa dopo qualche anno di assenza) -> co-
produzioni cinematografiche.
DIFFERENZE NAZIONALI DI PRATICHE E COSTUMI:
- In Inghilterra il cinema è il passatempo preferito e un luogo di alta socializzazione. Esso perde il suo
fascino verso la fine degli anni cinquanta, a causa della liberazione dei costumi, del successo di
nuovi tipi di musica e dell’apertura dei club. In Gran Bretagna la politica non interferisce sul
cinema.
- In Russia il cinema diventa l’unico mezzo di comunicazione un po’ critico, anche se la politica
interferisce. Il pubblico aumenta.
- In Francia la passione è più letteraria e teorica che visiva. Il cinema è oggetto di discorso, si vuole
essere informati sui registi e sui divi, ma si discute di film senza nemmeno vederli.
- In Italia il cinema è da molto tempo un divertimento popolare (apprezzato da tutti i ceti), anche
perché costa poco.
- In Germania andare al cinema è considerato un passatempo minore, pressoché volgare, molto
inferiore al teatro. Tutte le classi sociali che si recano a cinema hanno disprezzo nei confronti di
esso. Fu sostituito dalla televisione velocemente.
FRATELLI LUMIÈRE:
I fratelli Lumière inventarono il cinematografo (e quindi il cinema) -> una scatoletta costituita da
macchina da presa + proiettore, al cui interno scorre la bobina - rullo - sulla quale girava una pellicola
di fotografie (es. fleet bus).
È il simbolo della modernità del tempo, la fonte di una nuova estetica ed è un mezzo di elevazione
culturale popolare.
Caratteristica dei film Lumière è la camera fissa, che si posiziona un po’ laterale (es. scena arrivo
treno, dove le persone si alzano e vanno via preoccupate, pensando fossero dentro l’azione -> non
c’era predisposizione culturale per capire le immagini video e rapportarsi con esse) per dare
dinamicità e per riprendere il contesto. Importante è il fatto che quelli ripresi fossero tutti
avvenimenti ordinari; si iniziarono già ad intravedere i generi (funzione documentaria, narrativa
ecc.).
Nel loro cinema era importante far vedere scene di vita di quel mondo (Francia della fine dell’‘800)
della modernità -> cinema della vita.
MÉLIÈS:
Georges Méliès fu un importante regista, attore e illusionista. Egli, quando scoprì il cinematografo,
capì che avrebbe potuto rendere magici i suoi trucchi di magia. Comprò, quindi, il brevetto da Edison
(inventore del kinetoscopio - apparecchio col quale si vede il film one by one, non si afferma perché
era il periodo della massa. Edison poi copiò il cinematografo dai Lumière). Ciò che diede spunto a
Méliès per le sue tecniche e ideologie cinematografiche fu un avvenimento: mentre riprendeva una
carrozza, la macchinetta si inceppò e, quando ricominciò a funzionare, riprese nello stesso punto un
carro funebre: spegnere e riaccendere la cinepresa per sviluppare determinati trucchi
cinematografici.
Nel cinema di Méliès era importante “prendere attimi” per applicarli alla sua attività di mago. I suoi
film sono caratterizzati da trucchi (es. Méliès in “Melomane” si toglie la testa e la mette su uno
spartito, come se la sua testa, moltiplicata, diventasse note musicali) -> gli spettatori pensavano che
non fossero trucchi ma che facesse veramente determinate cose -> Freud, per descrivere questo
stato d’animo degli spettatori (ma anche lo stato d’animo degli attori che ad es. vedono il loro primo
piano – sensazione straniante), dice che è “perturbante” -> meccanismo dell’immedesimazione
(essere dentro all’azione).
I film standard vanno a 24 fotogrammi/sec., quelli antichi andavano a 16 (ecco perché sfarfallano);
nei film classici Disney erano disegnati 24 disegni ogni secondo.
I film erano muti (non dialogati) fino al 1927, ma avevano già una melodia al pianoforte, suonata
durante eventi (fiere, circhi), dove venivano trasmessi i film. In questi tipi di film, i gesti erano
enfatizzati -> cinema delle attrazioni mostrative -> far vedere la modernità (Lumière) e stupire gli
spettatori (Méliès).
Il cinema anche oggi ha il merito di far circolare, anche nei momenti di più dura repressione politica,
più modelli di vista e mette a confronto, nelle teste degli spettatori, diversi progetti ideologici e
culturali, unificandoli sotto il segno dei sentimenti. Inoltre favorisce lo sviluppo di una memoria
collettiva che va oltre alle logiche politiche e ai particolarismi nazionali.
“Viaggio sulla luna” di Méliès (film fantascientifico, egli fu l’iniziatore di questo genere) era il primo
film composto da più inquadrature, ma separate (autarchiche); è il primo film con una narrazione
precisa. È possibile trovarlo anche a colori perché le donne coloravano a mano ogni fotogramma.
Nelle scene di Méliès c’era artigianalità, poiché erano disegnate. C’era predisposizione ad essere
“ingannati”. Questo film è il risultato del contesto di quegli anni (colonialismo, esplorazione
dell’evoluzione delle città, il fatto di “andare sempre oltre”).
Dopo qualche anno, Méliès cade nel dimenticatoio (fu riscoperto, poi, dai surrealisti), poiché il
telespettatore chiede di più -> nei film a venire ci sarà più narrazione (es. in “Hugo Cabret”) ->
collegamento delle scene.
DIFFERENZE LUMIÈRE/ MÉLIÈS -> UGUAGLIANZE: staticità della ripresa, spazi chiusi
DISUGUAGLIANZE: trucchi (in Méliès erano ben presenti per
stupire lo spettatore), mentre a Lumière interessava mostrare la
vita reale e la modernità.
GRIFFITH:
David Wark Griffith, il padre del cinema americano, inventò il tipo di linguaggio cinematografico
narrativo. Fu il primo regista che collega le inquadrature dandogli un senso (continuità narrativa).
I suoi film più importanti furono “Nascita di una nazione” (1915) e “Intolerance” (1916).
- “Nascita di una nazione” è definito un film sia fondativo che maledetto
- si codifica il linguaggio narrativo - parla della guerra di Secessione
- nascono gli assi portanti della (era in favore dei sudisti, che
filmologia americana (es. volevano ancora la schiavitù
frontiera, bene vs male) perché possedevano le piantagioni
- nasce una nazione di cotone)
In questo film c’erano diverse colorazioni per le sequenze, al fine di suscitare diverse emozioni.
Inoltre, si notano stacchi su altre ambientazioni, ma con un collegamento logico.
AVVENTO DEL SONORO:
Nel 1927 arrivò il sonoro nel cinema, dapprima in America. Anche grazie a questa innovazione, il
cinema anal
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