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Paratiroidi

Caratteristiche delle ghiandole paratiroidi

Le ghiandole paratiroidi sono di forma ovoidale o ellittica, avvolte da una capsula fibrosa propria e hanno dimensioni di circa 2 x 3 x 7 mm. La consistenza è lievemente superiore a quella della ghiandola tiroidea e il colore è più chiaro (giallobruno). Il peso complessivo medio di 4 paratiroidi normali è di circa 150 mg. L'istologia della ghiandola è caratterizzata da raggruppamenti cellulari cordoniformi ad attività secernente, circondati da tessuto connettivo reticolare nel cui contesto si osservano vasi capillari sanguiferi.

Cellule principali delle paratiroidi

  • Cellule principali: Si distinguono due categorie cellulari. Le cellule con citoplasma chiaro secernono l'ormone ipercalcemizzante paratiroideo.
  • Cellule ossifile: Meno numerose e più grandi, ricche di mitocondri e di corpuscoli contenenti enzimi ad attività ossidativa (granuli ossifili), la cui funzione è sconosciuta.

Ogni ghiandola è riccamente vascolarizzata. Le arterie che nutrono le paratiroidi derivano, nella maggioranza dei casi, dalle arterie tiroidee inferiori, ma talvolta possono derivare dalle arterie tiroidee superiori. I vasi responsabili dell'irrorazione di ciascuna ghiandola costituiscono una vera e propria struttura ilare, il cui riconoscimento consente di differenziare la ghiandola da un lobulo di tessuto cellulare lasso o adiposo.

Fisiologia delle paratiroidi

L'ormone paratiroideo (paratormone, PTH) ha un’azione ipercalcemizzante ed è essenziale per la vita. La diminuzione della sua concentrazione a livello sierico è responsabile di gravi sintomi (ipereccitabilità neuromuscolare, tetania) provocati dall’abbassamento dei livelli del calcio ematico circolante. Il PTH è un polipeptide lineare contenente 84 residui aminoacidici (PM 9.500). Esso deriva da un precursore, il preproparatormone (115 aminoacidi), sintetizzato nel reticolo endoplasmatico delle cellule principali paratiroidee, il quale viene rapidamente trasformato in proparatormone (94 aminoacidi) ed infine in paratormone, con la quale struttura si trova all’interno dei granuli intracellulari.

Nel plasma, oltre al paratormone integro (5-25% del totale), si trovano suoi derivati polipeptidici di peso molecolare inferiore. L’estremità aminoterminale (N terminale) della molecola è quella biologicamente attiva (PM 2.500), al contrario l’estremità carbossiterminale (C terminale) è metabolicamente inerte. Il dosaggio della porzione C terminale o della catena aminoacidica centrale veniva effettuato per lo screening dell’iperparatiroidismo.

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Scienze mediche MED/18 Chirurgia generale

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