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Filosofia politica: "Che cos'è l'Illuminismo?"

"Che cos'è l'Illuminismo?" è un articolo scritto da Immanuel Kant nel dicembre 1783, pubblicato dalla rivista "monatlich Berlin" ovvero dal "mensile berlinese", la rivista simbolo dell'illuminismo berlinese.

Aufklärung e Illuminismo

Si trova la parola "Aufklärung" che significa:

  • "Rischiaramento" inteso quindi come un processo;
  • "Illuminismo" inteso come il movimento di pensiero.

Illuminismo > Movimento culturale emerso nell'Europa del Settecento, volto a rinnovare la sensibilità intellettuale e morale dell'epoca e a riformare i tradizionali istituti politici e religiosi della società, facendo pieno affidamento sulle capacità critiche e razionali dell'uomo.

Il pensiero giusnaturalista

Gli illuministi riprendono la riflessione del giusnaturalismo, ovvero quella teoria filosofico-giuridica che affermava che l’uomo aveva dentro sé, già al momento della nascita, diritti "naturali" che però non erano garantiti nello "stato di natura" in cui si trovava, perciò venivano poi garantiti con la nascita dello "stato civile". Questa nascita porta anche ad altri diritti "positivi", nati appunto con la nascita dello Stato vero e proprio.

Gli illuministi prendono questo pensiero e lo fanno "uscire dalle scuole", ovvero:

  • Credono che debba diffondersi (aspetto culturale);
  • E credono che debba essere applicato (aspetto politico).

Infatti, la nascita di uno Stato "civile" si vede nell’avvento della Rivoluzione francese e americana (aspetto politico) e nella creazione di un mercato librario non più riservato a studiosi e al clero, ma anche a un nuovo pubblico. Nasce infatti il genere del romanzo (aspetto culturale).

Cenni storici per capire il testo

Immanuel Kant (Königsberg, 22 aprile 1724 – Königsberg, 12 febbraio 1804) era prussiano. La Prussia era governata in quel periodo da Federico II, un despota illuminato, amante delle arti e della letteratura, promotore della prima codificazione (codice civile). Suo padre, Federico I, definito come "re generale" per la sua formazione militare, amministrò la Prussia come una caserma militare e fu severo con il figlio tanto che questo cercò di fuggire con un suo amico a 14 anni verso l'Inghilterra, ma fu scoperto.

Domande di Kant

In questo articolo Kant si domanda: in questo Stato ben organizzato, che libertà hanno le persone in ambito culturale e quali obblighi e doveri hanno come sudditi? È una domanda da illuminista: come dobbiamo comportarci, che libertà abbiamo in un mondo che non rispetta i principi illuministi? Che valore ha la libertà culturale (se è presente)?

La minorità culturale

Kant inizia il testo così: L'illuminismo è l'uscita dell’essere umano dallo stato di minorità in cui egli stesso è colpevole. Minorità > incapacità di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro.

Kant non vuole parlare della minorità fisiologica perché è un difetto di intelligenza e quindi non è colpa dell’individuo stesso, ma vuole parlare della minorità culturale, quindi di quella che dipende dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi della propria intelligenza senza una guida.

Colui che è definito minorenne culturalmente, per Kant, è la persona che, pur essendo dotata di intelligenza e maggiore età, preferisce evitare di usare la propria intelligenza e lasciare che un altro decida al suo posto e lo guidi. Quindi la minorità culturale non è un problema fisiologico, ma è un problema di carattere morale.

"Sapere aude!" è il motto dell'Illuminismo e significa "abbi il coraggio di usare la tua propria intelligenza."

Dopo che le persone hanno raggiunto la maggiore età e quindi la natura le ha liberate dall’altrui guida, rimangono volentieri minorenni culturalmente, perché sono pigri e hanno mancanza di coraggio; perciò resta più facile ad altri diventare a loro tutori (a pagamento).

Esempi di minorità culturale

Ci sono degli esempi di saperi istituzionalizzati che creano questo stato di minorità:

  • "Il libro che ha intelletto per me" > Kant non approva le persone che, leggendo un libro, lo prendono come verità assoluta, senza criticarlo o interrogarsi su quello che hanno letto;
  • "Il direttore spirituale che ha coscienza per me" > a quel tempo erano diffusi i confessori personali, ma per Kant, che era oltretutto protestante, la questione di coscienza deve essere risolta dalla persona stessa e non da altre persone o perché il confessore te lo dice;
  • "Medico che fa la dieta per me" > con questo Kant intende il paziente che non si domanda il perché della cura, ma la fa semplicemente perché lo dice il medico.

Questi tre esempi rappresentano le persone minorenni culturalmente e mostrano come le persone siano abituate a delegare commissioni ad altre persone.

Difficoltà del passaggio alla maggiorità

La stragrande maggioranza degli esseri umani (soprattutto il genere femminile) ritiene che il passaggio alla maggiorità sia difficile e pericoloso; questo è detto anche dai tutori che li sorvegliano e quindi li tengono lontani, scoraggiandoli, dal passaggio allo stato maggioritario. Infatti, oltre ai precedenti detti saperi istituzionalizzati, ci sono anche sistemi istituzionali di tutela (tutori) che cercano di scoraggiare le persone a uscire dalla minorità dicendo che "pensare da sé è pericoloso".

Fasi verso la minorità

Fasi, svolte dai tutori, che fanno giungere alla minorità:

  • 1 fase > istupidimento (processo di natura culturale) che consiste nel mettere a riparo le persone da compiti difficili. Es. i genitori che tengono sempre in collo il bambino piccolo e questo, quindi, non impara a camminare;
  • 2 fase > fase in cui i tutori dicono che "pensare da sé è pericoloso", descrivono alle persone il pericolo che le minaccia qualora tentassero di pensare da sé, ragionare da sé. Es. i genitori che oltre a tenere il bimbo in collo gli dicono che se prova a camminare cade e si fa male: questo pericolo non è così grande, poiché, con qualche caduta, essi alla fine imparerebbero a camminare, ma un esempio di questo tipo rende tuttavia timorosi e, di solito, distoglie da ogni ulteriore tentativo.

Per ogni individuo singolarmente preso, è difficile liberarsi dalla minorità divenutagli quasi di natura (non è stupido di natura, ma lo è diventato); ormai la ama quasi ed è anche effettivamente incapace di servirsi della propria intelligenza, non essendogli mai stato consentito di metterla alla prova.

Precetti e formule sono strumenti meccanici e razionali, ma diventano "catene" di una permanente minorità quando le persone pensano che basta impararli, senza chiedersi poi il "perché". E anche chi si scrollasse di dosso questo giogo, farebbe solo un salto malsicuro, non essendo abituato a muoversi così liberamente.

Quindi solo pochi ci riescono, lavorando sul proprio spirito. Se una persona sta in un ambiente che da minorità è scoraggiato ad uscirne, chi ci riesce e inizia a ragionare da sé però riesce a farlo con difficoltà (anche a causa della pigrizia e viltà).

Il rischiaramento individuale e collettivo

Il "rischiaramento" individuale è difficile, mentre quello collettivo è più facile. Ma solo se a questa collettività viene lasciata la libertà di farlo: libertà di parlare come studiosi davanti a un pubblico di lettori (uso pubblico della ragione).

Kant scrive:

Un pubblico che si rischiari da sé, è cosa più probabile, purché gli si lasci la libertà. Poiché, perfino fra i tutori ufficiali della grande massa, ci sarà sempre qualche pensatore libero che, scrollatosi di dosso il giogo della minorità, diffonderà lo spirito di una stima razionale del proprio valore e della vocazione di ogni essere umano a pensare da sé.

I tutori

Fa riferimento ai tutori, ma chi sono? In Prussia sono gli ecclesiastici della religione di Stato e tutte le figure che rappresentano un sapere istituzionalizzato > tutto ciò che è diventato istituzione sociale e che ha l’appoggio del potere politico. Un ecclesiastico è colui che studia le sacre scritture, quindi sono studiosi e hanno gli strumenti per mettere in discussione quello che sanno. Es. Lutero iniziò a dubitare della teologia della Chiesa cattolica romana, quindi era anche lui un tutore.

Nel momento in cui queste tesi di questi tutori circolano liberamente > è facile che si diffondano tra il pubblico e questo pubblico segua...

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Scienze politiche e sociali SPS/01 Filosofia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher camillavanni2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Pievatolo Maria Chiara.
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