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Casi clinici di Sigmund Freud

Studi sull'isteria (scritto in collaborazione con Breuer, 1892/1895)

Signorina Anna O.

Il caso di Anna O. è uno dei cinque casi narrati negli "Studi sull'isteria" riguardanti delle donne affette da questa forma di nevrosi. Questo caso, a differenza degli altri, non è stato seguito da Freud ma dal suo maestro, il medico psichiatra Breuer. Breuer seguì il caso di Anna O., pseudonimo di Bertha Pappenheim, dal dicembre 1880 fino a giugno 1882. Egli racconta il caso a Freud solo nel 1883 e viene inserito negli studi perché esso ha favorito la maturazione scientifica di Freud e ha chiarito le difficoltà del trasfert.

Chi era Anna O.?

Anna O. è una giovane donna di 21 anni che rispecchia pienamente il clima puritano, in cui vive, della Vienna ottocentesca. Era una giovane vivace intellettualmente, dedita ad attività filantropiche e colta, ma conduceva un'esistenza monotona dalla quale cercava di sfuggire attraverso i sogni ad occhi aperti, che chiamava il suo teatro privato. Breuer la definisce come sessualmente immatura infatti non era mai stata innamorata, ma coltivava una relazione speciale con il padre.

Nel luglio 1880, il padre si ammalò gravemente ed inizia così la sua malattia, nella quale è possibile individuare quattro tappe.

  • Prima fase: detta dell'incubazione latente, ha inizio nel luglio 1880 fino al dicembre 1882. Durante questo periodo, la ragazza assiste il padre malato, fino ad andare incontro a un forte deperimento che non le permette più di assisterlo. Questo stato di deperimento è considerato la prima avvisaglia dell'isteria. Il problema dell'isteria è l'impossibilità di ricordare un evento traumatico. Freud concettualizza il concetto di rimozione, un meccanismo di difesa automatico e inconscio che permette all'individuo di scollare l'aspetto ideativo dall'aspetto affettivo di un evento. L'aspetto ideativo, il ricordo, viene dimenticato mentre l'aspetto affettivo rimane inalterato e si manifesta nel sintomo. La paziente manifestò anche una tosse nervosa per la quale venne interpellato Breuer; inoltre, manifestava un particolare bisogno di riposo nelle ore pomeridiane a cui si collegavano uno stato di ipnosi autoindotta la sera e poi di forte eccitazione.
  • Seconda fase: ha inizio nel dicembre del 1880 fino all'aprile del 1881 ed è caratterizzata dalla malattia conclamata. Si manifesta lo strabismo convergente e un'altra serie di disturbi, come l'impressione di vedere crollare le pareti, paresi dei muscoli del collo, contrattura e anestesia progressiva di entrambi gli arti inferiori e superiori e parafasia. Freud affermerà che questi sintomi non sono medici ma sono legati al processo di conversione dell'angoscia in sintomi corporei. La paziente presentava anche una grave alterazione psichica. Aveva due stati di coscienza: uno in cui era relativamente normale ma appariva triste e angosciata e uno in cui aveva delle allucinazioni e iniziava a distruggere tutto. Se qualcuno le parlava durante questo stato di autoipnosi, iniziava a parlare delle sue fantasie e sembrava tranquillizzarsi. I sintomi si aggravarono momentaneamente fino alla morte del padre.
  • Terza fase: ha inizio nell'aprile del 1881 fino al dicembre del 1881 ed è caratterizzata da una cronicizzazione dei sintomi e dal sonnambulismo. Breuer visitava la giovane ogni sera e la trovava in questo stato ipnotico autoindotto, in cui lei parlava a lungo raccontando storie di vario genere e queste conversazioni alleviavano i suoi sintomi seppur momentaneamente.
  • Quarta fase: ha inizio nel dicembre 1881 fino a giugno del 1882 ed è caratterizzata dalla scomparsa graduale dei sintomi fino alla guarigione della paziente. In questa fase, Anna ebbe un attacco di idrofobia e nel suo stato ipnotico autoindotto raccontò di aver visto il cagnolino della sua governante bere da un bicchiere d'acqua; il disgusto provato fu forte e non potendolo esprimere per educazione, sperimentò questo sintomo. Rivivendo durante il racconto la stessa emozione, il sintomo scomparve. Ciò fa intuire a Breuer di utilizzare questa nuova tecnica di ipnosi con effetto catartico. Infatti, allontanando le resistenze del pensiero cosciente, le tensioni e i conflitti interiori che avevano provocato il sintomo potevano riemergere alla coscienza. Questa prima forma di psicoterapia era chiamata cura della parola e ironicamente dello spazzacamino. Pian piano ogni sintomo fu ricollegato al ricordo traumatico che lo aveva provocato e scomparvero i sintomi e ci fu la remissione completa della paziente.

In realtà, si sa che la paziente ebbe altre ricadute, ma il trattamento fu interrotto bruscamente perché Breuer era spaventato dalla forte dipendenza affettiva che si era creata tra i due. Breuer non colse gli elementi innovativi del suo metodo, al contrario di Freud. Egli si accorse che il blocco di Anna era determinato da un conflitto psichico tra qualcosa che avrebbe voluto essere espresso e qualcosa che ne contrastava l'espressione; la sua sofferenza era dovuta al fatto che Anna inconsciamente si era proibita la presa di coscienza di sentimenti erotici e aggressivi perché inconciliabili con la sua morale. Breuer, pur essendo al corrente del ruolo delle pulsioni sessuali nelle nevrosi, rifiutò il ruolo fondamentale che esse avevano giocato in Anna. Freud inoltre ha introdotto il concetto centrale della psicoanalisi come cura che è il trasfert, grazie al quale si può arrivare alla liberazione del ricordo traumatico del paziente.

Frammento di un'analisi di isteria (Caso clinico di Dora, 1905)

Questo caso di isteria di Freud, pur essendo un frammento in quanto l'analisi durò solo tre mesi e fu interrotta bruscamente dalla paziente, rappresenta un caso importante che attesta il cambiamento di Freud sulla modalità di procedere nella cura dell'isteria, attraverso l'interpretazione dei sogni e le associazioni libere ma anche dal punto di vista teorico rappresenta una conferma alle sue ipotesi teoriche sul rapporto tra sintomo nevrotico e pulsioni sessuali rimosse.

Il caso di Dora fu seguito da Freud tra il 1900 e il 1901 ma pubblicato solo nel 1905. Dora, all'epoca in cui entra in analisi, è una ragazza di 18 anni che manifestava sintomi di una petite hystérie, e lo scopo del trattamento psicoanalitico non era soltanto quello di capire i sintomi ma anche di eliminarli. È particolare notare come Freud per la prima volta nella storia della psichiatria compie una breve analisi della famiglia di Dora e questo secondo i critici dell'epoca lo fa somigliare più che a un medico a un narratore.

Il padre era un industriale, particolarmente intelligente ma che soffriva di diverse malattie come la tubercolosi e la sifilide. Con lui, Dora aveva un rapporto molto stretto di ammirazione. La madre invece era una casalinga frustrata con cui Dora non andava d'accordo anche perché non rappresentava il suo ideale di donna. Aveva un fratello un po' più grande che soffriva di ipocondria. Dora aveva una certa ammirazione per la famiglia paterna, zii e cugini la cui salute psichica era abbastanza cagionevole.

Freud prosegue nella descrizione del caso, trattando l'amicizia stretta dalla famiglia della paziente con una coppia residente a B. da parecchi anni, dove la famiglia di Dora si era trasferita per via del clima più mite. Tra il padre di Dora e la signora K. era nata una relazione, poiché lei l'aveva curato durante la malattia. Il signor K. dal suo lato aveva un notevole interessamento nei confronti di Dora e le faceva diversi regali. Dora aveva stretto un'intima amicizia con la signora K, con la quale si confidava e insieme leggevano il testo del Mantegazza. Il rapporto con il signor K era molto ambiguo e il compito del trattamento fu quello di chiarirlo.

Apparentemente Dora nutriva nei confronti del signor K una forte ostilità; l'analisi del caso permise, al contrario, di stabilire una forte attrazione nei confronti dell'uomo, trasformata reattivamente in disinteresse. I motivi razionali, dati da Dora, come spiegazione alla sua avversione verso il signor K., risalivano a quattro anni prima, quando Dora aveva 14 anni. In questo periodo, è riferito dalla paziente un episodio, responsabile del deterioramento dell'amicizia con il signor K. Questi, approfittando di trovarsi da solo con Dora, nella sua azienda, improvvisamente l'abbracciò e la baciò. La reazione di Dora fu di disgusto e presto si svincolò dall'abbraccio e cercò d'ora in poi di evitarlo. Un altro episodio importante, riferito dal padre di Dora al tempo della prima visita, fu caratterizzato da un rifiuto di lei di rimanere ospite dei K per qualche settimana. In quella circostanza, preferì partire con il padre, spiegando alla madre che il signor K., qualche giorno prima, nel corso di una passeggiata al lago, le aveva fatto proposte amorose. Il padre, venuto a conoscenza di ciò, chiese spiegazioni al signor K., che negò l'accaduto.

Si è così creata una complessa dinamica inconscia per cui Dora, innamorata del padre e gelosa del rapporto di affetto tra lui e la signora K, cercava di razionalizzare i motivi del suo disaccordo con il padre. A parte ciò, Freud rileva un attaccamento omosessuale da parte di Dora nei confronti della signora K. La ragazza si sentiva doppiamente tradita. In aiuto a Freud vennero due sogni di Dora che chiarirono molti punti oscuri e consentirono una buona analisi dei desideri inconsci della paziente.

Il primo sogno di Dora

Nella casa di Dora c'è un incendio. Suo padre è in piedi davanti al suo letto e la sveglia. Lei si veste rapidamente. Sua madre vorrebbe salvare il suo scrigno di gioielli, ma il padre le dice che non permetterà che i suoi figli brucino a causa del suo scrigno. Scendono in fretta le scale e appena fuori, Dora si sveglia. Dora riferisce di aver fatto questo sogno per tre notti di seguito a L. (il paese del lago dove accadde la scena con K.). La prima associazione della paziente si riferisce a una lite tra i genitori: di notte la madre è solita chiudere la sala da pranzo, da cui si accede alla camera del fratello di Dora. Il padre non vuole che la stanza venga chiusa perché potrebbe succedere qualcosa per cui si dovrebbe scappare. Alla domanda di Freud se lei aveva pensato al pericolo di un incendio, la paziente risponde di sì e così viene trovato il legame associativo con il periodo precedente il sogno.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

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