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comprenderne meglio la fenomenologia, i possibili motivi che le hanno prodotte o per cercare di

controllarle. In seguito ad un consulto medico quelle stesse sensazioni diventano meno estranee perché

vengono collegate a questa o quella specifica causa. Secondo Arciero e Bondolfi questi pazienti

mantengono il senso di stabilità personale principalmente attraverso l’enterocezione, ma l’insieme delle

sensazioni corporee viene poi riconfigurato come malattia, quindi come qualcosa di estraneo (alterità). La

differenza fondamentale tra i sani e gli ipocondriaci consegue alla rassicurazione dei clinici, che ha effetto

sui sani ma non sugli ipocondriaci. Che cosa differenzia l’esperienza enterocettiva degli ipocondriaci

rispetto ai sani? Nel corso del tempo, questi correlati somatici (per configurazione e intensità)

diventeranno il principale frame di riferimento per il mantenimento di uno senso stabile di Sé. Così a

un’iperfocalizzazione sui segnali corporei consegue una coerente minore significatività del contesto e

degli svariati modi di sentirsi emotivamente situati. Quest’eccessiva attenzione ai segnali del proprio

corpo senza riferimenti al contesto in cui emergono fa sì che l’ipocondriaco non sviluppi un’adeguata

consapevolezza dei propri modi di essere emotivamente situato.

Appare interessante che le persone ipocondriache prestino poca attenzione alle loro malattie certificate,

e continuino a focalizzarsi su quelle immaginarie, come se avessero bisogno di sentirsi fragili e malati.. al

di là della malattia. L’incapacità di contestualizzarsi riconoscendo all’alterità il dovuto ruolo nella co-

determinazione del proprio sentirsi emotivamente situati favorisce lo sviluppo di un frame di riferimento

corporeo come unico mezzo per mantenere un adeguato livello di stabilità personale, esso diventa col

tempo un mantenersi attraverso la percezione di Sé come persona malata, fragile e debole. Il corpo

malato diventa la condizione fondamentale attraverso cui sentirsi emotivamente situati. Da qui il

pervasivo egocentrismo tipico degli ipocondriaci, che fa sì che l’esperienza quotidiana sia fatta di incontri

e situazioni i cui valori e le cui importanze sono del tutto satellitari rispetto ad un punto primo di

referenza: il proprio debole corpo e l’angoscia per le malattie.

La sensazione al posto dell’emozione, il corpo al posto del mondo.

Nuova sezione 2 Pagina 8

CAPITOLO 11. IL DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO

venerdì 28 marzo 2014

09:19

Si ipotizza l'inquadramento del DOC nell'arco neuropsicologico in prossimità delle patologie non storiche o

addirittura tra le patologie dell'ipseità. In effetti, diversi studi di genetica sui gemelli omozigoti, associati

all'alta incidenza di DOC in soggetti affetti dalla sindrome di Tourette, patologia a forte componente

ereditaria, autosomica dominante, lasciano presupporre la predisposizione allo sviluppo di un'ipseità

diffettuale, che si traduce in modi esperienziali alternativi e conseguenti deficitarie aperture di mondo.

Ossessioni e compulsioni secondo l'approccio nosografico-descrittivo

Il DOC è stato inserito nella categoria dei disturbi d'ansia, ma la presenza significativa di sintomi ossessivo-

compulsivi in diverse patologie -storiche e non storiche- lascia presupporre che questo inquadramento non

sia in grado di rendere conto della complessità del disturbo (Spettro dei disturbi ossessivo-compulsivi). In

quest'ultimo sono presenti un insieme di patologie che si dispiegano lungo un continuum compulsivo vs

ossessivo, con la caratteristica comune dell'incapacità di regolare il comportamento in conseguenza di un

deficit dell'inibizione. Secondo il DSM IV-TR la caratteristica principale del DOC è costituita dalla presenza di

ossessioni e compulsioni le quali devono essere riconosciute come eccessive o irragionevoli e interferire in

modo significativo con il funzionamento psicosociale del soggetto.

Ossessioni

1) Pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti in qualche momento nel corso del diturbo

come intrusivi o inappropriati e che causano o disagio marcati;

2) I pensieri, gli impulsi, o le immagini non sono semplicemente eccessive preoccupazioni per i problemi

della vita reali;

3) La persona tenta di ignorare o di sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini, o di neutralizzarli con

altri pensieri o azioni;

4) La persona riconosce che i pensieri, gli impulsi, o le immagini ossessivi sono un prodotto della propria

mente (e non in posti dall'esterno, come nell'inserzione del pensiero).

Compulsioni

1) Comportamenti ripetitivi (ad esempio, lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (ad

esempio, pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che la persona si sente obbligata a mettere

in atto in risposta ad un ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente;

2) I comportamenti o le azioni mentali sono volti a prevenire o ridurre il disagio o a prevenire alcuni

eventi o situazioni temuti; comunque questi comportamenti o azioni mentali non sono collegati in

modo realistico con ciò che sono designati a neutralizzare o a prevenire, oppure sono chiaramente

eccessivi.

Abramowitz, McKay & Taylor (2008) → le ossessioni e le compulsioni tendono a manifestarsi insieme

secondo coerenza tematica. Es: ossessioni di contaminazioni e rituali di pulizia ecc.

- Contaminazione e rituali di pulizia: sintomatologia di contaminazione concreta → paura o angoscia.

Sintomatologia di contaminazione astratta → senso di colpa o vergona.

- Dubbio e controllo compulsivo:teorie cognitiviste del DOC hanno cercato di spigare il dubbio

ossessivo attraverso il concetto di esagerata responsabilità, altri modelli esplicativi prevedono un

ruolo significativo delle componenti metacognitive (es. scarsa fiducia nella propria capacità di

ricordare).

- Simmetria e ordine: bisogno di far andare le cose nel modo giusto → sentimento di incompletezza

(Janet). Anche in soggetti sani con stile di personalità di tipo ossessivo-compulsivo.

- Ossessioni pure?: circa il 2,1% di pazienti con diagnosi di DOC sembra presentare ossessioni frequenti

e intense, in assenza di compulsioni. In questi casi appare più probabile che le compulsioni più

manifeste siano sostituite da forme meno esplicite di compulsione (forme di neutralizzazione

mentale).

- Ossessioni autogene e ossessioni reattive: le ossessioni autogene sono pensieri che causano ansia e

stress in seguito ai loro contenuti. Le ossessioni reattive hanno come oggetto un contenuto realistico,

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stress in seguito ai loro contenuti. Le ossessioni reattive hanno come oggetto un contenuto realistico,

ad esempio la paura di essere contaminati.

- Accumulo compulsivo: l'hoarding compulsivo viene definito come “ l'acquisizione e l'impossibilità di

abbandonare proprietà inutili o di valore limitato”.

- Disturbo da tic: significativa correlazione tra il DOC , il disturbo cronico da tic e la sindrome di

Tourette. Relazione supportata anche da dati neuroscientifici, dalla precocità d'insorgenza dei

disturbi e da una certa comunanza nella risposta alla terapia farmacologica combinata SSRI e

antipsicotici.

Aspetti ermeneutico-fenomenologici del disturbo ossessivo-compulsivo

Le persone che sviluppano un DOC sono per lo più coloro che per mantenere un adeguato livello di stabilità

personale utilizzano un sistema di riferimento esterno. In queste persone, che si emozionano e si co-

percepiscono a partire dall'alterità (outward), il senso di Sé consegue sempre anche alla definizione

dell'altro. Appare evidente che per questi pazienti l'alterità non è rappresentata dalle persone o dai contesti

nei quali ogni volta si trovano situati, bensì da un insieme di norme e valori impersonali e astratti, siano essi

di ordine religioso, morale o scientifico. Se il senso di stabilità personale è mantenuto attraverso l'adesione

a un sistema di riferimento impersonale, allora le altre persone e diversi contesti saranno incontrati

secondo mediazione con il sistema di riferimento utilizzato. Se l'esperienza di sé viene ogni volta

riconfigurata ai sensi di un set di riferimento impersonale, la frattura identitaria all'origine dell'insorgenza

del disturbo sarà dovuta alla mancata corrispondenza tra l'esperienza stessa e quello specifico set di

riferimento.

D: come riconfigurare secondo identità un esperienza a fortissimo carico emotivo, attraverso un sistema di

riferimento astratto che si regge proprio a partire dalla sua presenza?

→ quel senso di incompletezza e di imperfezione psicologica consegue proprio all'impossibilità di fare

adeguatamente coincidere la dimensione pratica dell'agire e del patire con la dimensione astratta fatta di

regole e di valori, grazie alla quale l'ossessivo si co-percepisce.

Storia di Alberto (incidente con la macchina).

Appunti neuroscientifici sul disturbo ossessivo-compulsivo

DOC → presenza di sintomi in alcune patologie dell'ipseità (sindrome di Tourette) e patologie non storiche

(disfunzioni acquisite dei gangli della base).

Nonostante le evidenze neurocliniche lo stato dell'arte sulla neurofisiologia del DOC è tutt'altro che

esauriente.

Modello neurofisiologico del DOC di Mataix-Cols e Van den Heuverl (2006):

due vie cortico-sottocorticali coinvolte nella produzione e nel mantenimento della sintomatologia

ossessivo-compulsiva:

- via diretta → cortico-striato-talamica → disinibizione del talamo → aumento effetti eccitatori della

corteccia prefrontale

- via indiretta → cortico-striato-talamica → nucleo caudato invia segnali inibitori all'area interna del

globo pallido e dei nuclei subtalamici = segnali eccitatori all'area interna del pallido → inibizione del

talamo → diminuita eccitazione della corteccia prefrontale.

Hp: alterazione tra ruolo di feedback

- positivo della via diretta → persona prosegue azione per avvertire una sensazione positiva

- di rinforzo negativo della via indiretta → persona inibisce il comportamento in atto e si riposiziona

per nuove possibilità d'azione.

Intero processo risulta mediato da un'alterazione dei livelli serotoninergici che causano un'eccessiva

influenza dopaminergica sui circuiti fronto-striatali. A conferma di questa ipotesi, gli effetti inibitori della

serotonina sulla dopamina, associati ai benefici prodotti dagli SSRI.

Esperimenti fMRI: le persone con DOC presentano un aumento dell'attivazione del sistema limbico e delle

regioni fronto-striatali ventrali in compiti a forte valenza emotiva, e una diminuita responsività delle regioni

fronto-striatali dorsali durante i compiti di tipo esecutivo.

ACC: nella sua componente dorsale (compiti cognitivi) appare maggiormente attiva nei soggetti DOC

rispetto ai controlli, congruentemente con la presenza dei comportamenti di indecisione e di monitoraggio

accompagnati da ansia. Nuova sezione 3 Pagina 10

CAPITOLO 12: I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO

ALIMENTARE

venerdì 28 marzo 2014

09:22

L’anoressia nervosa si contraddistingue per il rifiuto della persona di mantenere il peso corporeo al di sopra

del limite normale, mentre la bulimia nervosa è caratterizzata da ricorrenti episodi di abbuffate, mediate da

un insieme di comportamenti inappropriati per controllare il peso. I due disturbi alimentari condividono la

presenza di un’alterata percezione del peso e della propria immagine corporea. Probs et al (1998) solo il

20% delle pazienti anoressiche sovrastima le proprie dimensioni corporee. Jansen et al (2006)

l’autovalutazione dell’immagine corporea delle pazienti anoressiche appare essere caratterizzata da una

sorta di realismo percettivo: le pazienti anoressiche si dimostrano accurate nel giudicare il proprio grado di

attrattività, a differenza delle donne senza disturbo alimentare che tendono a sovrastimare la propria

avvenenza.

Diverse evidenze cliniche che emergono dall’osservazione fenomenologica di alcune patologie quali la

dismorfia muscolare maschile, lo shopping compulsivo, il gioco d’azzardo patologico, la dipendenza da

internet, evidenziano dei modi di essere nel mondo nei quali il corpo assume un ruolo che è per certi versi

assimilabile a quello dei disturbi alimentari standard.

Anoressia nervosa

Tra le diverse cause hanno riscontrato particolare successo: 

- alterazione della percezione della propria immagine corporea le ricerche di Prost e Jansen hanno

dimostrato che l’immagine corporea non può essere la causa principale di questa patologia.

- tentativo di aderire a un’immagine estetica centrata sulla magrezza Vandereycken e Van Deth

(1995) hanno riportato la presenza di forme patologiche simili all’anoressia nervosa nel corso dei

secoli passati (sante ascetiche caratterizzate dal rifiuto del cibo e conseguente perdita di peso).

Vittorio Giudano (1988-1992) nell’ambito del primo post razionalismo ha descritto la dialettica Sé /Altro

che sottende il mantenimento di un adeguato livello di stabilità personale, regolata principalmente dai

processi antagonisti di adesione-demarcazione, ma non ha tenuto conto degli aspetti preriflessivi della

dimensione soggettiva, attribuendo all’ordine del significato un’eccessiva importanza nella genesi e nel

mantenimento della sintomatologia anoressica.

Il problema dell’attribuzione del significato va letto nei termini di una previa esperienza situata, che deve

essere riconfigurata identitariamente. I questi pazienti, la sensibilità al giudizio consegue ai loro modi di

essere emotivamente situati, non li determina.

D: qual è il significato dell’essere affamati?

è In un’ottica fenomenologica, il nucleo esperienziale basico che caratterizza questa patologia è la

protratta astinenza dal cibo, quindi la costante sensazione di essere affamati (starving).

Arciero e Bondolfi (2009) il dominio emotivo è per lo più polarizzato sul versante outward, e quindi il

senso di stabilità personale consegue a qualche forma di adesione all’alterità. Se l’alterità rappresenta il

primo sistema di riferimento, procurerà una sensazione di con-fusione, mentre un’eccessiva demarcazione

dall’alterità causerà un senso di vuoto dovuto alla non familiarità dell’esperienza viscerale.

In una fase di normale polarizzazione sull’alterità il corpo diventa il mezzo per controllare e anticipare una

positiva co-percezione di Sé. L’adesione a un modello estetico implica un posizionamento di Sé secondo

canoni estetici che favoriscono la co-percezione di un’immagine positiva e adeguata di Sé. Il perfezionismo

appare essere una coerente modalità di controllo della co-percezione. Questi modi normativi di sentirsi a

partire dall’alterità possono venir meno (ad esempio, disconferma da parte di una figura affettivamente

significativa). L’unico luogo certo di co-percezione è il corpo. Questa focalizzazione sul corpo e

sull’enterocezione, non essendo una modalità storica per sentirsi emotivamente situati, non potrà che

provocare un senso sbiadito di Sé, che si traduce in sentimenti di vuoto e di nullificazione. Non essendo

disponibili altre modalità per sentirsi, la configurazione e l’intensità dell’enterocezione andranno modulate

secondo modalità attivanti, come coordinate per garantire il sentirsi. La fame permetti di ri-orientare il

proprio essere nel mondo attraverso il radicale spostamento della co-percezione dall’alterità all’ipseità. la

sensazione di forza di volontà, di orgoglio e di capacità che accompagnano l’anoressica nel suo mantenersi

Nuova sezione 4 Pagina 11

sensazione di forza di volontà, di orgoglio e di capacità che accompagnano l’anoressica nel suo mantenersi

affamata sono la logica conseguenza di un modo di fare esperienza al quale si appalesa una congruente

apertura di mondo. La centratura sul corpo sarà patologicamente riconfigurata nei termini di una capacità

non comune che sfocia in un senso di Sé demarcato e potente, al quale si appalesa un congruente mondo

fatto di persone che non hanno queste qualità.

La costante focalizzazione sul corpo prevede la corrispondente emergenza di tematiche di controllo sul

peso che contribuiscono, secondo parametri oggettivi, a confermare il senso di forza e di capacità sui quali

si poggia il mantenimento identitario di Sé. Questo vale anche per l’iperesercizio fisico.

Alcune forme isteriche sottendono una sintomatologica anoressica secondaria, caratterizzata non tanto dal

bisogno di demarcarsi dall’altro, quanto dalla necessità di utilizzare il corpo per porsi al centro

dell’attenzione dell’altro.

Sentirsi attraverso il corpo

Nella maggior parte dei pazienti che presentano comportamenti di self injury possiamo riscontrare una

dinamica molto simile. Se si ha bisogno dell’enterocezione per sentirsi, e se questa è sempre stata

modulata a partire dall’alterità, i livelli d’intensità necessari per sentirsi a partire dal corpo varieranno a

seconda dell’individuo, in conseguenza del fatto che si tratta di una modalità non familiare di mantenere il

senso di stabilità personale. Così il senso di vuoto e la conseguente angoscia potranno essere affrontate

aumentando l’intensità dei segnali corporei. Il dolore fisico ben si presta ad assolvere patologicamente

questo compito.

Esempi: 

- Paziente anoressica personalità border line pratiche sessuali invasive e dolorose

- Paziente anoressica personalità border line piercing per avvertire costantemente dolore

- Ragazzo di 23 anni dopo evento traumatico si tatua tutto il corpo

- Ragazzo di 19 anni iperesercizio fisico e grande dismorfofobia

Bulimia e Binge Eating Disorder

La bulimica non ha bisogno di una radicale e repentina demarcazione dall’altro per giungere al corpo, bensì

vive il proprio corpo come il punto archimedico di confronto con l’altro. Da una parte corpo che aderisce a

un parametro impersonale di adeguatezza estetica, dall’altra bersaglio dell’eventuale giudizio negativo da

parte degli altri. L’abbuffata diventa un modo per sentirsi, secondo visceralità, staccando la spina col

mondo, oppure riposizionando la persona nel mondo.

Ci sono due condotte di abbuffata-eliminazione:

- Ciclo abbuffata-eliminazione ansiolitica consegue perlopiù alla necessità di diminuire l’attivazione

emotiva conseguente all’esposizione sociale; può essere sostituito da condotte da abuso di alcol o

psicofarmaci (benzodiazepine) 

- Ciclo abbuffata-eliminazione attivante consegue al tentativo di rientrare in sé e di riattivarsi dopo

una o più esperienze emotive negative discofermanti che hanno causato una dissociazione di

variabile intensità; può essere sostituito da abuso di cocaina e amfetamine.

obnubilamento.

Storia di Marisa (cocktail senza cibo prima di tornare a casa) imprenditrice con padre

giudicante e pretenzioso stati quasi dissociativi.

Il Binge-eating si differenzia dalla bulimia per la mancanza delle condotte eliminatorie. È stata osservata la

presenza di due forme differenti di abbuffate:

- Abbuffata ansiolitica i pz diminuiscono l’intensità emotiva, di solito conseguente a un’eccessiva

esposizione al giudizio, attraverso l’ingestione di una notevole quantità di cibo, perlopiù in tempi

molto brevi, per poi sentirsi attraverso il senso di sazietà e gli stati viscerali che la caratterizzano.

- Abbuffata eccitante ha lo scopo di riattivare i segnali del corpo dopo l’insorgenza di stati quasi

dissociativi che maggiormente conseguono alla mancanza di validazione di Sé da parte dell’alterità.

Così, mentre le anoressiche tornano a Sé attraverso la fame, i pazienti con BED tornano a Sé attraverso la

sensazione della sazietà. Dal punto di vista della comorbilità, è interessante l’associazione tra BED e

depressione, con una co-variazione positiva delle due patologie nel tempo. In alcuni pazienti la

fenomenologia della sazietà si accompagna all’immagine della propria obesità ai fini del mantenimento del

senso di stabilità personale: storia di Paolo scusa per non mettersi in situazioni di possibile rifiuto.

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senso di stabilità personale: storia di Paolo scusa per non mettersi in situazioni di possibile rifiuto.

Il gioco d’azzardo patologico e altre forme di behavioural addiction prevedono la contemporanea

demarcazione dall’altro e la focalizzazione sui segnali corporei. In quest’ottica, alcune forme post moderne

di gioco d’azzardo patologico (slot machine, scommesse on line) appaiono diverse dal classico gioco

d’azzardo patologico dei giocatori al casinò. Due differenze:

1. pratica in solitudine delle forme post moderne ritiro dall’alterità 

2. Forme post moderne sensibili alla velocità del ciclo scommessa-risultato elevata e duratura

attivazione delle emozioni collegate ai circuiti neurali premio-punizione protratto aumento del

sentirsi corporeo. Nuova sezione 4 Pagina 13


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia
SSD:
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giada.ferrari.37 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicoterapia cognitiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Liccione Davide.

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