Estratto del documento

Weekend house - 1964 - Craig Ellwood

L’architetto Craig Ellwood intorno alla metà degli anni '40 inizia ad avviare vari progetti per la costruzione di case a ponte; essi provano a sfidare le condizioni avverse della natura del luogo in cui sorgono e, grazie al basso costo dei lotti (vista la loro condizione angusta), riescono a non essere troppo pesanti a livello finanziario. La struttura abitativa panoramica è costituita da due telai reticolari paralleli; lo spazio interno invece si presenta come un ambiente fluido, libero, senza pilastri o grandi muri divisori; l’ambiente adibito a servizio è l’unica zona “recintata” dell’abitazione e svolge anche la funzione di elemento divisore tra la zona giorno e la zona notte. Il progettista si è avvalso del modulo quadrato, che si ripete e costituisce il nucleo geometrico dell’intera abitazione, per ovviare a problemi strutturali e di ideazione del complesso. L’edificio rimasto incompleto è interamente realizzato in vetro e metallo.

Bridge house - 1968 - Craig Ellwood

La struttura si presenta simile alla precedente nella composizione e ideazione dello spazio abitativo (libero, fluido, senza grandi muri divisori) ma diversa sotto il punto di vista degli appoggi a terra delle travi reticolari. Il modulo quadrato viene utilizzato con proporzioni più grandi, infine la struttura metallica portante lascia a sbalzo le campate laterali dell’abitazione.

Bridge house - 2008 – Max Pritchard – Ashbourne, Australia

Max Pritchard progetta un’abitazione che sorge su un torrente d’acqua; questa Bridge House presenta caratteristiche strutturali simili all’omonima di Ellwood anche se la composizione delle travi reticolari e i relativi appoggi a terra sono molto più complessi. I due telai paralleli, in questo caso, non rimangono a vista ma vengono invece coperti da una struttura metallica esterna; l’organizzazione spaziale è ben diversa dalla tipologia utilizzata da Ellwood in quanto ogni ambito è ben diviso verticalmente da strutture divisorie. La zona giorno viene posizionata al centro della struttura, in una posizione privilegiata, i blocchi servizi (“fissi”) vengono intelligentemente posizionati in corrispondenza degli appoggi a terra della struttura in acciaio, infine possiamo notare la spiccata posizione del distributivo che percorre per tutta la lunghezza una delle facce lunghe dell’abitazione.

Picture Window house - 2002 – Shigeru Ban – Izu, Giappone

La casa viene ideata con il fine di valorizzare il paesaggio visibile dal lotto creando quindi una finestra panoramica sull’Oceano Atlantico. La casa, strutturata su due piani, presenta al piano terreno una zona esterna coperta che, appunto, attraverso la creazione di questo vuoto, sormontato dalla struttura chiusa dell’abitazione, incornicia il paesaggio creando una vista unica; oltre a questa grande apertura nel pian terreno possiamo trovare ai lati due blocchi (rispettivamente scala e servizi) che rappresentano la parte portante e di scarico a terra del peso dell’intera struttura sovrastante. Salendo al primo piano la pianta viene di nuovo fortemente segnata dal lungo distributivo che occupa un intero lato della struttura, in questo ambito, oltre a due servizi chiusi, possiamo trovare dei lavandini lungo il distributivo; la struttura reticolare viene inoltre utilizzata da Ban per delimitare le varie porzioni adibite a camere da letto.

Kogelhof house - 2013 – Paul de Ruiter – Noord-Beveland

Nel lotto, inizialmente destinato all’agricoltura, viene deciso di fabbricare un edificio a stretto contatto con gli enormi campi circostanti nei quali vengono piantati molti alberi. La casa, a struttura lineare, si affaccia su un lago artificiale. Una rampa che si immerge nel terreno va ad unirsi al piano seminterrato dell’abitazione; al di sopra di esso troviamo un ampio spazio coperto che fa da base alla struttura a ponte vera e propria; questo spazio è caratterizzato da vetrate perimetrali con infissi sottili e privo di elementi strutturali. La struttura a travi viene posizionata all’interno del volume abitativo per non lasciarle visibili dall’esterno.

Hopper house II – 1956/59 – Marcel Breuer – Maryland

L’edificio di Marcel Breuer, architetto ungherese che conosce da giovane gli architetti moderni e lavorerà per un periodo con Walter Gropius, è un esempio di edificio a patio aperto. Dall’esterno il massiccio muro di pietra si apre per lasciare spazio ad una porta di vetro che apre verso il patio interno. Questo asse d’ingresso si colloca in una posizione mediana rispetto al patio; appena varcata la porta d’ingresso ci si trova in un ambito che dà su questo cortile interno: esso è composto da un bacino d’acqua e una zona verde, inoltre è circondato, su due lati, da vetrate che aumentano il rapporto interno-esterno e danno molta luce naturale alla zona giorno, e su un lato da un muro in pietra. Questo edificio viene spesso definito “binucleare” in quanto è presente una forte distinzione tra zona giorno e zona notte. Il muro di pietra viene intervallato da vetrate per tutto il perimetro, conferendo così un senso di leggerezza e luminosità all’intera struttura; infine la scatola volumetrica viene rotta in corrispondenza degli angoli lasciando così le pareti verticali isolate e un forte senso di apertura verso l’esterno.

Stillman house – 1964 – Marcel Breuer – Litchfield, USA

La struttura a pianta rettangolare presenta una corte aperta con muri in pietra che si discostano dalla struttura e volumetria leggera del resto dell’abitazione. Le coperture in forte aggetto coprono in parte il patio, il quale dispone di arredi fissi posizionati proprio sotto la copertura. La scala murata in pietra nella sua percorrenza dà a chi la percorre la sensazione di affondare nel terreno.

Candeias house – 2008 – Carrillo de Graça – Portogallo

L’edificio si presenta come un solido con una forma ad U asimmetrica bianco e liscio, questo carattere è identificabile su tutto il perimetro esterno. I grandi muri monocromatici vengono interrotti da aperture che rompono in modo semplice l’asetticità della struttura, inoltre si aprono in pochi punti focali della costruzione e non sono mai inserite come vetrate a tutta altezza. La corte interna è libera e limitata su questo lato da una vasca d’acqua che affaccia su una leggera vallata.

Casa Hernandez – 2009 – Ricardo Abuauad – Colina, Cile

Descrizione non fornita nel testo originale.

Casa Goldenberg – 1959 – Louis Kahn – Pennsylvania

Kahn progetta questo edificio a patio intercluso con un perimetro murario irregolare dinamico che contrappone un forte gioco plastico ad uno di luci. In questo, come in molti altri suoi progetti, Louis Kahn parte dalla “forma non forma” del quadrato per avviare il suo processo di ideazione; lavorando sulle diagonali di questo quadrato centrale (patio) crea una struttura dinamica che ruota intorno a questo elemento principale. La luce naturale dona importanza e rilievo ad un elemento di solito “secondario” come il distributivo che in questo caso si sviluppa tutt’intorno alla corte centrale; le camere invece prendono luce dal perimetro esterno della struttura, tra queste due zone vengono posizionati gli ambienti serventi che non potendo sfruttare aperture perimetrali verso l’esterno si avvalgono di lucernai. L’edificio rimane irrealizzato.

Senza nome

Alvar Aalto progetta questo edificio finlandese che presenta un patio non più intercluso in modo serrato ma anzi aperto e si pone quasi come un gran cortile. I vari blocchi volumetrici distanziati tra loro e dalle forme semplici rendono questa abitazione uno spazio aperto e conviviale che ruota intorno alla grande corte aperta, infatti per passare da uno spazio chiuso all’altro si deve necessariamente attraversare il patio.

Casa Sella – 1975 – Roberto Menghi – Sant’Ilario

Descrizione non fornita nel testo originale.

Casa unifamiliare – 1994/2002 – Souto de Moura – Setubal

L’architetto progetta questo edificio a patio: in questo caso il cortile si presenta senza vegetazione la quale però è molto rigogliosa all’esterno dell’abitazione. I vari blocchi volumetrici semplici non si accostano con una linearità o una geometria semplice. La casa, suddivisa su 3 livelli, presenta il cortile di accesso collegato tramite una scala, questa tipologia di patio interrato e circondato da mura diventa così una sorta di stanza scoperta con il suo relativo blocco dedicato ai servizi.

Casa Max Define – 1976/78 – Eduardo de Almeida – San Paolo

Tranquillità, natura e trasparenza sono i tratti distintivi della residenza Max Define. L'impianto è stato realizzato in un terreno privilegiato con un ambiente già esistente, dove prima c'era una vecchia casa demolita. La residenza è stata progettata in modo tale da privilegiare viste e trasparenza. Dal un lato l’edificio viene poggiato sul terreno, ma sul lato opposto l’edificio va in aggetto “nel vuoto”. Si colloca su una zona calda, San Paolo. La particolarità della residenza è il trattamento delle pareti e del patio sospeso.

Nello schizzo la natura viene presentata con delle forme irregolari, a differenza l’architettura con delle linee ben definite. L’accesso sul lotto viene raffigurato con una freccia. Il tema dell’abitare si chiude nei confronti del contesto urbano e della strada, rifugiandosi nella natura attraverso l’apertura dei fronti contrapposti. La matita passata più volte sulle linee della casa viene a soffermare la chiusura della casa nei confronti dell’esterno, rispetto agli altri due fronti che presentano una linea più chiara, ad indicare un’apertura.

Le ombre dell’immagine indicano un salto di quota dove poggia la piastra abitativa. Possiamo vedere che in parte la casa viene coperta e in parte no. Queste bucature sulla copertura stanno ad identificare una luce zenitale naturale. I travetti sul lato superiore servono a spezzare la luce del sole, in modo di ombreggiare la parete. Il foro stretto a sinistra è una semplice bucatura dei servizi della zona giorno. In alto è presente la piscina.

Oggi la residenza si presenta più barricata rispetto a prima, per via delle recinsioni esterne. Dal prospetto vedo lo spessore del solaio di copertura e del primo piano, quindi non c’è più una ricerca sul bianco. L’elemento nero sulla planimetria sta ad identificare uno specchio d’acqua. Questo è dovuto alle bucature sulla copertura che permettono all’acqua di entrare. La struttura che copre il patio assume anche una funzione di schermo rispetto alla luce solare. La casa può essere inscritta in un perimetro quadrato, è sorretta da 3 assi di pilastri, dove sono collocate le travi portanti.

Il numero di pilastri per ogni asse è 4. Presenta 3 campate da 7.20 m tra i pilastri e uno sbalzo di 2.40 m. Lo sbalzo sugli altri due fronti è di 3.50 m. Nella zona sottostante alle zone serventi (in basso a sinistra) è collocata la zona dei servizi (la collocazione della rimessa dell’auto). Nei prospetti si vede l’ambito della zona dei servizi.

Casa al Villaggio dei Giornalisti – 1933/5 – Luigi Figini – Milano

La villa dell’architetto Figini è una piccola costruzione all’interno del Villaggio dei Giornalisti. Venne realizzata nei primi anni '30, e oggi, sia pur con qualche traccia del tempo, non perde la sua unicità all’interno del minuto tessuto cittadino che con gli anni è venuto a saturarsi. Concepita secondo i principi dell’architettura razionalista; la pianta della casa è inscritta in un rettangolo aureo (una proporzione che misura l’intera composizione) di 18m x 5,5m. Il sottoportico ed i pieni e i vuoti soprastanti sono legati tra loro da rapporti armonici semplici. La struttura è costituita da una gabbia portante di cemento armato su pilastri isolati, equidistanti nelle due direzioni, con muri perimetrali a sbalzo. Sono aperte grandi finestre a est per sfruttare la luce mattutina, a nord per evitare gli eccessi dell’insolazione estiva mentre a sud sono protette da tettoie a schermare i raggi nelle ore più calde.

Al primo livello, oltrepassati la cucina ed una stanza da letto di servizio, si accede direttamente al grande soggiorno che si apre sul terrazzo a doppia altezza. Il piano superiore, più contenuto in pianta, è dedicato alla zona notte con camera da letto e bagno, entrambi affacciati su due terrazze solarium, una attrezzata come palestra, l’altra dotata di una piccola vasca marmorea a pavimento. La villa, un prisma perfetto che abbraccia le sue grandi terrazze, è una sorta di giardino dentro la casa, ma allo stesso tempo una casa dentro il giardino; in perfetto equilibrio tra forma e funzione: come un diaframma che, attraverso le aperture, si libera nello spazio circostante e da questo si lascia penetrare, insieme all’aria, al sole, al paesaggio che al momento dell’edificazione era aperto in ampi spazi verdi e coltivati. La casa è apparentemente sospesa sul vuoto e presenta una ricerca approfondita sull’astrazione. Un tema che rende astratta la costruzione è il modo di come sono tagliate le bucature. La facciata è “libera”, in modo tale da riprendere uno dei punti fondamentali di Le Corbusier. La struttura portante della casa è composta da 2 assi di pilastri per un numero di 6 a fila. L’accesso all’edificio è possibile mediante una scala che porta al primo piano.

Casa Jordi Cantarell – 1997 – Jubert/Santacana – Girona

La casa presenta due livelli ed una corte aperta. La corte non vuole contatto con l’esterno ed affonda sul terreno. Il volume ha i caratteri dell’astrazione, con bordi ben definiti e taglienti. Con un’asola orizzontale che ricorda le finestre a nastro di Le Corbusier. La casa è tanto piccola quanto aperta. Sulla planimetria c’è una rampa cordonata (con una leggera pendenza) che porta al piano superiore.

Casa a patio con garage – 1935 – Mies Van Der Rohe

La residenza si organizza come un recinto con solaio di copertura centrato e che si prolunga in aggetto oltre le mura perimetrali, così come il solaio di base. Lo spazio interno presenta una fluidità.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 44
Case per l'esame di architettura e composizione 1 Pag. 1 Case per l'esame di architettura e composizione 1 Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Case per l'esame di architettura e composizione 1 Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Case per l'esame di architettura e composizione 1 Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Case per l'esame di architettura e composizione 1 Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Case per l'esame di architettura e composizione 1 Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Case per l'esame di architettura e composizione 1 Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Case per l'esame di architettura e composizione 1 Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Case per l'esame di architettura e composizione 1 Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 44.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Case per l'esame di architettura e composizione 1 Pag. 41
1 su 44
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Ingegneria civile e Architettura ICAR/14 Composizione architettonica e urbana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher RichardVII di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Architettura e Composizione Architettonica I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Percoco Maura.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community