La morte improvvisa
La morte improvvisa è un problema irrisolto della cardiologia, ancora oggi ci dibattiamo su come e quando affrontarlo. Qualcosa è stato fatto con l’impianto dei defibrillatori automatici, ma non tutto è stato risolto. La morte improvvisa è un decesso naturale che si verifica istantaneamente, cioè in un attimo, oppure entro un'ora dall’inizio di nuovi sintomi e/o segni clinici. Questo limite temporale è stato fissato a un'ora: il paziente può morire bruscamente entro 5 minuti, in mezz’ora, oppure entro un'ora. Se la sua storia si prolunga oltre, non rientra per definizione nel concetto di morte improvvisa, ma in quello di morte generale.
Caratteristiche della morte improvvisa
La morte improvvisa ha queste caratteristiche: può essere attesa, ovvero si sa che un paziente ha delle severe condizioni cliniche per cui la morte può verificarsi in qualsiasi momento. Questo è plausibile: il medico lo sa, i parenti lo sanno e il paziente stesso lo sa. La cosa più grave è la morte improvvisa inattesa, che si verifica in casi in cui non è stata fatta la diagnosi di una severa patologia oppure non ci sono evidenze rilevabili e il paziente muore. Sono decine le persone che un’ora prima erano in buone condizioni e un’ora dopo erano morte. È una situazione molto spiacevole per tutti.
Inoltre, la morte improvvisa può avvenire con o senza testimoni. Questo è un altro grave problema perché, se il soggetto si trova in compagnia di altri, questi possono raccontare l’accaduto. Tuttavia, molte volte non ci sono testimoni e si trovano questi pazienti morti la mattina dopo oppure a distanza di tempo (come quando alla televisione si vede la notizia di una persona trovata morta in casa senza sapere come sia successo).
Cause della morte improvvisa
Le cause della morte improvvisa sono tantissime e varie. Normalmente è associata all’infarto, ma purtroppo non è l’infarto la causa più frequente. Esistono tutta una serie di cause, tra cui:
- La coronaropatia, al primo posto, ma non rappresenta il 100% dei casi, bensì il 20-30%.
- Le cardiomiopatie tardive ipertrofiche.
- La stenosi aortica da malformazioni congenite dell’aorta.
- La sindrome di W.P.W., dove se l’atrio è in fibrillazione atriale, gli impulsi passano attraverso vie accessorie, raggiungendo il ventricolo ad elevata frequenza.
- Il prolasso della mitrale, una condizione in cui ci sono valvole alterate, più grandi del normale, associate a aritmie ventricolari severe.
- La sindrome del QT lungo, una sindrome congenita con alterazione della ripolarizzazione.