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Miocardiopatie o cardiomiopatie

Miocardiopatie è un termine che viene dall’inglese e siccome dobbiamo omologarci chiamiamo

miocardiopatie. Le cardiomiopatie è un termine latino. Equivalgono . cosa sono ? sono delle malattie

dell’endocardio ad eziologia ignota , l’ignoto è tra virgolette perché alcune volte riusciamo a diagnosticarla la

causa , altre volte non e quindi raccogliamo tutto sull’ignoto. Abbiamo 3 tipi di cardiomiopatie:

1.dilatativa

2.ipertrofica

3.obliterativa .

nel primo caso c’è la compromissione della funzione sistolica, cioè il cuore non si contrae bene, nel secondo

caso il cuore non si rilascia bene, c’è una alterazione della funzione diastolica , nella forma obliterativa vi è

una restrizione delle cavità con formazione all’interno di sostanze simile a quelle fornite dalla coagulazione

del sangue.

La cardiomiopatia dilatativa esistono delle forme in cui si può riscontrare una causa, e praticamente abbiamo

1.l’alcoolismo, esiste la cardiomiopatia alcolica fortunatamente non molto evidente dalle nostre parti ma molto

diffuse nelle nazioni dove si consumano birra o liquori ad alto contenuto alcoolico

2. esiste una forma secondaria a gravidanza e puerperio, la cosiddetta cardiomiopatia peripartum, ci sono

delle donne che sicuramente prima di avere la parte finale della gravidanza hanno un cuore normale e che si

altera in concomitanza del parto e nei giorni successivi o nelle settimane successive e queste fortunatamente

hanno una evoluzione positive perché dopo 3 mesi guarisce nel 90% dei casi.

3. sicuramente ci sono degli aspetti flogistici ed immunologici che ancora noi non conosciamo,.

4. esiste poi delle forme legate alle predisposizione genetica, già sono stati individuate 2o 3 gruppi di pz che

presentano una eziologia genetica di questa cardiomiopatia.

5. in alcuni casi è stato proposto come meccanismo lo spasmo dei piccoli vasi che determinano alterazione

della contrattilità , cioè il muscolo non si contrae

5. sicuramente alcuni farmaci ed alcune tossine possono alterare la contrattilità miocardica, basti pensare ai

farmaci antitumorali che determinano una grave compromissione della funzione ventricolare sinistra, tante è

vero che i pz che fanno questo tipo di terapia li sottoponiamo prima durante e dopo all’ecocardiogramma

6. e poi sicuramente c’è un sistema catecolaminergico che interviene nella determinazione di queste malattie.

Anatomia patologica macroscopica è caratterizzata dalla dilatazione delle cavità con assottigliamento e

sporadicamente ci può essere anche un ispessimento delle parete e all’interno di queste cavità possiamo

trovare dei trombi , cioè sono dei cuori dilatati , flaccidi con parete sottili ed alcune volte soprattutto spesso con

trombi all’interno del ventricolo sinistro.

La anatomia patologica microscopica si vengono ad essere repertati i cosiddetti reperti aspecifici , si chiamano

così reperti aspecifici no perché sono a caso ma perché non sono specifici come quelli della miocardite ed è

rappresentata dalla fibrosi endomiocardica , aumento del tessuto connettivo , non ci sono neutrofili in questi

preparati, vi è un aumento di volume dei nuclei, vi è un aumento delle fibre elastiche e alcune cellule si

presentano trofiche , sono i cosiddetti reperti aspecifici che però sono sempre presenti all’interno di questi di

tessuti, quando noi li analizziamo dal punto di vista istologico, e molto spesso la diagnosi viene fatta solo in

base a queste alterazioni quando noi poi andiamo a fare la biopsia .

Qual è la fisiopatologia ? naturalmente a causa della ridotta contrattilità vi è una riduzione della frazione di

eiezione, della gittata sistolica ed un aumento delle pressioni telediastoliche. Il cuore non si contrae bene ,

ristagna il sangue quindi la pressione aumenta, vi è una riduzione della velocità di accorciamento perché le

fibre non contraggono adeguatamente, la saturazione di ossigeno a livello del sangue circolante è ridotta solo

perché la circolazione a livello polmonare non è perfetta , vi è un ridotto ritorno venoso, quindi una

ipertensione venosa centrale e poiché questi pz vanno incontro a scompenso è messo in atto uno dei

meccanismi di compenso nello scompenso, cioè un aumento del tono delle arterie come meccanismo per fare

aumentare la pressione .

La manifestazioni cliniche : molti di questi pz non presentano sintomi, cioè non hanno problemi e la diagnosi

viene fatta perché presentano delle aritmie, quindi vanno dal medico , il cardiologo chiede di fare una

ecocardiogramma di controllo quando richiede e quindi si fa diagnosi, altri pz arrivano molto + tardivamente 2

alla diagnosi perché arrivano in presenza di scompenso cardiaco, il pz presenta dispnea, edemi e tutto il

quadro relativo allo scompenso cardiaco. All’esame obbiettivo: il pz si presenta in genere tachicardico ,

presenta il terzo ed il quarto tono, alcune volte la somma si chiama galoppo, le giugulari si presentano

aumentata , gonfie, e presente il soffio sistolico da rigurgito apicale per dilatazione delle cavità ed anche

dell’anello e quindi incontinenza valvolare dovuto a questo e pz particolarmente propensi a questo patologia

sono presenti i rantoli basali che sono i segni polmonari dello scompenso.

La radiografia del torace è presente un ingrandimentp dell’ombra cardiaca, è presente ipertensione venosa, e

possono essere presenti le cosiddette strie di Kerley.

L’ecg non ci aiuta assolutamente perché possono essere T negative, bassi voltaggi , danni atriali , blocchi di

branca sinistra, aritmia atriale biventricolare, l’ecg è assolutamente aspecifico, invece la fa da padrona

l’ecocardigrafia che mette in evidenza l’ingrandimento del ventricolo sinistro, la riduzione della frazione di

eiezione che in genere non meno del 40% fino ad arrivare a 18% che è il minimo consentito con la vita. C’è

una riduzione marcata della cinetica, la contrattilità del cuore è estremamente ridotta e questa turbe della

cinetica è diffusa a tutti i segmenti a differenza di quello che avviene nella cardiopatia ischemica in cui le

alterazioni sono distrettuali e sono localizzate e la differenziazione con la cardiopatia ischemica ad evoluzione

dilatativa viene risolta alla coronarografia che è normale in questi casi mentre è alterata nel

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Scienze mediche MED/11 Malattie dell'apparato cardiovascolare

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cardiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Foggia o del prof Di Biase Matteo.
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