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TIA carotideo: quadro clinico

Amaurosi fugace

• Deficit motorio (paresi o plegia) o sensitivo (parestesia

o ipoestesia) all’emifaccia e arti controlaterali

• Disfasia (se è interessato l’emisfero dominante)

• Emianopsia laterale omonima destra o sinistra

TIA vertebro-basilare: quadro clinico

• Diplopia

• Amaurosi bilaterale

• Disartria

• Deficit motorio o sensitivo degli arti di un lato o a

tutti e quattro gli arti,contemporaneamente o

alternativamente coinvolti

• Emianopsia laterale omonima

ICTUS

Improvvisa comparsa di segni e/o sintomi riferibili a

deficit cerebrale focale e/o globale (coma), di

durata superiore alle 24 ore o ad esito infausto, non

attribuibile ad altra causa apparente se non la

vasculopatia cerebrale (ictus ischemico ed

emorragico, ESA)

Minor: ictus con esiti di minima o nessuna

compromissione dell’autonomia nelle attività della

vita quotidiana Stroke stabilizzato

Presenza di segni e/o sintomi riferibili a deficit

focale e/o globale (coma) delle funzioni cerebrali di

durata superiore alle 24 ore, non attribuibile ad altra

causa apparente se non a vasculopatia cerebrale.

Stroke in evoluzione

Stroke con peggioramento del deficit

neurologico attribuibile ad estensione della

lesione cerebrale nell’arco di ore o giorni

dall’insorgenza dei primi sintomi

STENOSI CAROTIDEA ASINTOMATICA

I grandi trials randomizzati hanno definito per

convenzione asintomatico il paziente che non abbia

manifestato un episodio di ischemia cerebrale (TIA o

stroke minor) nei sei mesi precedenti all’intervento

chirurgico

Le più recenti linee-guida tendono ad includere nel gruppo

dei pazienti sintomatici anche quei soggetti con quadro

clinico negativo ma con lesioni ischemiche cerebrali silenti

documentate all’esame TC

STENOSI CAROTIDEA NEL PAZIENTE ASINTOMATICO

• La presenza di una carotidopatia asintomatica

rappresenta una condizione di sempre maggior

osservazione, soprattutto grazie al diffondersi di

metodiche vascolari non invasive, che permettono di

valutare lo stato degli assi carotidei nei pazienti

vasculopatici

• L’indicazione al trattamento invasivo deve venire

dall’accurato bilancio tra rischio operatorio immediato e

beneficio a lungo termine, inteso come prevenzione di

eventi neurologici omolaterali

Diagnostica Strumentale

Diagnostica strumentale - “per immagini” delle lesioni ischemiche cerebrali

Tomografia Computerizzata (TC),

Risonanza Magnetica Nucleare (RMN),

Tomografia ad Emissione di Positroni (PET)

Tomografia Computerizzata ad Emissione di Fotone Singolo (SPECT)

Diagnostica strumentale - “non invasiva” delle lesioni carotidee

le metodiche indirette

oculopletismografia

Doppler periorbitale

le metodiche dirette

Doppler continuo

Doppler pulsato

angiografia Doppler

ecotomografia duplex-scan

e “Color Doppler Flow Imaging”

Ecocolor-Doppler ( )

Diagnostica Strumentale

“non invasiva” delle lesioni carotidee

tra le metodiche diagnostiche non invasive in grado di realizzare uno

studio specifico della biforcazione carotidea o di altre porzioni

extracraniche dei vasi cerebroafferenti mediante l’impiego degli

ultrasuoni, a tutt’oggi la più affidabile risulta indiscutibilmente

l’ecocolor-Doppler. Tale metodica non invasiva e facilmente

riproducibile, permette non solo di fornire informazioni quantitative e

qualitative, tali da sola di porre indicazione alla TEA carotidea, ma

consente inoltre di fornire un facile controllo post-operatorio e

fornire tutte le informazioni per un corretto follow-up dei pazienti

trattati.

“invasiva e mininvasiva” delle lesioni carotidee

Angiografia

angioTC

angiografia a Risonanza Magnetica

Coesistenza di malattie vascolari in pazienti con aterotrombosi

CAPRIE Aronow & Ahn

Malattia Malattia Malattia Malattia

cerebrale coronarica cerebrale coronarica

25% 7% 30% 15% 13% 33%

3% 8%

4% 12% 5% 14%

19% 12%

Malattia Malattia

vascolare periferica vascolare periferica

J Vasc Surg

Adattata da TransAtlantic Inter-Society Consensus Group, 2000; 31:S16

Test diagnostici pre-operatori

Va riconosciuta un'indubbia importanza alla

in toto

valutazione del paziente, ricordando

che l'arteriopatia steno-ostruttiva carotidea

fa spesso parte di un quadro di arteriopatia

aterosclerotica sistemica, per cui vanno

accuratamente studiati e trattati gli eventuali

altri distretti vascolari interessati e i fattori

di rischio associati, che potranno influenzare

la condotta e il risultato chirurgico.

Test diagnostici pre-operatori

Nei pazienti in grado di eseguire un esercizio fisico, le

indagini di scelta sono costituite dal test ergometrico e

dalla scintigrafia miocardica da sforzo, che, utilizzati in

sequenza, consentono di identificare una cardiopatia

ischemica silente in circa il 25%-40% dei pazienti

cerebrovascolari.

Nei pazienti non in grado di eseguire l'esercizio fisico,

possono essere eseguiti test alternativi quali la scintigrafia

miocardica al tallio-dipiridamolo, o l'ecocardiografia con

dipiridamolo o dobutamina.

La coronarografia è indicata nei pazienti ad alto rischio per la

presenza di angina e/o ischemia a bassa soglia al test

ergometrico, estesi difetti reversibili di perfusione alla

scintigrafia miocardica, multiple aree di asinergia

segmentaria all'ecocardiografia da stress.


PAGINE

43

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2.28 MB

AUTORE

kalamaj

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cardiochirurgia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof De Santo Emanuele.

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