CARDIOCHIRURGIA
Patologie di interesse cardiochirurgico e relativo trattamento:
- Cardiopatie congenite
- Patologie valvolari
Dal punto di vista infermieristico è importante il tipo di accessi che
vengono eseguito come sternotomico (divisione dello sterno nella
sua parte centrale a seguito si può accedere nella cavità toracica).
Esistono situazioni dove si può fare una ministernotomia che
riguarda solo la parte superiore. Altra possibilità è di fare un taglio
laterale toracotomico soprattutto per patologie alle valvole.
Approcci toracoscopici sono più rari.
Patologie valvolari: reumatica
le valvole possono ammalarsi per diverse cause:
endocarditica
(presente nei paesi in via di sviluppo), (di tipo
infettivo, microrganismo che attacca la valvola del cuore la
degenerativa
danneggia e ne provoca un’alterazione), (forma su
funzionale
base genetica non è causata da un patogeno), (è il cuore
ad essere ammalato).
Quando le valvole del cuore non funzionano si procede con un
intervento chirurgico.
Le valvole possono essere riparate o sostituite. La valvola quando
deve essere sostituita si deve posizionare una protesi valvolari che
possono essere di due tipi meccaniche (costituita da leghe
metalliche con durata non limitata ma ha bisogno per funzionare di
terapia anticoagulante per impedire la formazione di trombi) o
biologiche (sono fatte da tessuto animale con durata limitata più il
pz è giovane meno durano, non hanno bisogno di terapia solo quella
in zona mitrale e tricuspidale per 3 mesi).
Le riparazioni riguardano soprattutto la valvola mitrale se è e affetta
da tipo degenerativo e non si chiude, quando riparata l’aspettativa
di vita è uguale a quella della popolazione normale.
Esistono vari modi per riparare la valvola:
- Annuloplastica mitralica stabilizza la valvola ed evita che la
valvola si dilati
- Artificial chordae
- Chordal loop
Edge to edge consiste nel suturare tra di loro i margini liberi dei
lembi così valvola risulta avere 2 buchi ma di non perdere più, in
alcuni pz ad alto rischio che non possono affrontare la chirurgia si
può salire nella femorale ed entrare nell’atro sx per inserire una dip.
Per la valvola aortica generalmente is effettua una sostituzione
mentre per la valvola tricuspide si fa riparazione con una sutura che
segue il profilo della valvola e serve a stringere l’orifizio valvolare
che possono rimpicciolire la valvola e ridurre la dilatazione.
I pz che fanno riferimento alla cardiochirurgia so no i pz con
alterazioni della valvola, anche i pz affetti da cardiopatia ischemica
hanno le valvole del cuore malate rivascolarizzazione miocardica
che serve a creare dei ponti con cui il sangue riesce ad arrivare al
cuore perché le coronarie sono malate.
Ricostruzione del ventricolo
La plastica ventricolare è un intervento che tende a ripristinare le
dimensioni e le caratteristiche geometriche che a seguito di un
infarto è diventato in gran parte cicatriziale.
Si fa un intervento di ricostruzione del ventricolo sx, nella porzione
apicale si fa un’incisione e si esclude la parte che era una cicatrice
ma mentre più spesso la camera è più grande e si utilizza una patch
per chiudere la porta di entrata.
Quando la dilatazione aneurismatica riguarda allora si parla di
aneurisma dell’aorta ascendente. Se questa dilatazione riguarda la
radice aortica o se riguarda solo la parte ascendete o solo l’arco
aortica cambia l’intervento:
Se l’aneurisma che riguarda solo aorta scendente quindi al di sopra
della valvola aortica e coronarie e con l’intervento sostituisce solo
questo tratto (situazione favorevole). Se la valvola può essere
salvata può essere risospesa all’interno della protesi vascolare.
Dissezione aortica aorta che dentro presenta una parete aortica
slaminata dove non c’è solo un lume ma si creano due lumi.
Complicanze:
- Rottura e tamponamento cardiaco
- Insufficienza aortica massiva conseguenza mortale con pz
operato in urgenza la mortalità riduce
- Mal perfusione periferica
Chirurgia aritmie:
SE il pz ha fibrillazione atriale si procede con ablazione della
fibrillazione dove si utilizza la radiofrequenza per creare delle linee
cicatriziali.
Tumori cardiaci:
molti sono benigni chiamati mixomi (si guarisce), sarcomi (maligno).
Quando non ci sono altre possibilità di trattamento, sintomatico,
aspettative di vita <50% si pensa ad un trapianto cardiaco.
Si rimuove il cuore tagliando arteria polmonare, aorta, vena cava
sup e inf e all’interno del torace del ricevente rimane un residuo
della vena cava inf e sup, la cuffia delle vene polmonari, aorta e
arteria polmonare.
Il cuore del donatore viene preparato in modo speculare, dopo di
che si esegue le suture delle strutture corrispondenti.
Il problema del trapianto è che per problematiche legate al rigetto,
terapia ed infezioni si vive per circa altri 10 anni.
I pz stanno meglio dopo il trapianto non presentano limitazioni di
attività possono fare tutto dal punto di vista funzionali.
Nel corso del primo anno c’è rischio di tornare in ospedale per
rigetto, per infezioni.
Man mano che ci si allontana dal trapianto (dopo 3-5 anni) il rigetto
diventa meno frequente, ma persistono le infezioni dovute alla
terapia immunosopressore e alcuni vengono ricoverati per
complicanze dovute alla terapia (ipertensione, insufficienza renale,
dialisi, diabete, CAV).
Quando il trapianto non è possibile allora si prende in considerazioni
delle pompe che sostituiscono il cuore sistemi di supporto
circolatorio (LVAD)
Pompa che viene sistemata dentro il ventricolo sx e spinge il sangue
attraverso un tubo all’interno dell’aorta ascendente.
Quando un pz viene impianto con un sistema di assistenza
ventricolare sx (LVAD) ha una sopravvivenza di 2 anni, invece che
con il trapianto di cuore c’è una mortalità tra il 5-10 quando è in
ospedale ma la sopravvivenza a distanza di 10 anni è del 60-70%.
Si decide la LVAD come: ponte al trapianto (bridge to
transplantation) attendendo l’organo oppure se non è candidato al
trapianto e viene usato come terapia di destinazione. Nelle
situazioni intermedie dove il pz non è trapiantabile ora ma lo può
diventare e quindi nel momento si utilizza il VAD come bridge to
candidaties, oppure esiste il bridge of decision per decidere poi cosa
fare e nel frattempo questo lo tiene in vita.
Generalmente questi pz muoiono per infezione al cavo che non può
essere tolto poiché è dentro al cuore (se si toglie alta possibilità di
morire), complicanze emorragiche o tromboemboliche, insufficienza
cardiaca (più rara).
Esiste anche la possibilità di rimuovere il cuore e sostituirlo con un
cuore artificiale totale.
La cardiochirurgia richiede l’utilizzo della circolazione extracorporea
(CEC) è una tecnica che prevede la deviazione parziale o totale del
sangue all’interno del circuito dove il sangue subisce delle
modifiche chimiche e/o fisiche. In cardiochirurgia si definisce by
pass cardiopolmonare è un ponte perché sostituisce il cuore e
polmoni, modalità di CEC che permette di eseguire interventi a
cuore aperto avendo un cuore fermo e senza sangue.
Un circuito della CEC è composto da linee venose che prendono il
sangue da atrio dx o nella cava inferiore o superiore o in una vena
grossa del corpo (vena femorale) e portano il sangue all’interno di
un contenitore(resevoir) e poi il sangue viene spinto da una pompa
arriva ad un ossigenatore passa attraverso un filtro arterioso (evita
che ci siano le componenti corpuscolate) e poi una linea arteriosa
dove il sangue ossigenato viene restituito al pz.
Componenti:
- Cannule venose ed arteriose
- Resevoir venoso
- Pompa (sostituisce il cuore)
- Scambiatore di calore (serve a far si che la temperatura del
sangue possa essere modificata e quindi quella del pz)
- Ossigenatore (sostituisce i polmoni)
- Filtro arterioso
Il pz entra in sala operatoria e deve essere monitorato:
- Pa con un catetere dentro arteria radiale
- PVC con catetere nell’atrio dx tramite la vena giugulare interna
- Catetere di Swan-Ganz consente di misurare la pressione
atriale sx,
- ECG
- Sponda vescicale per monitorare temperatura
- Caterar per diuresi
- Catetere transesofagea per
I principi della CEC sono 3:
Scoagulazione
1. è importante perché il sangue se viene a
contatto con superficie strane trombizza quindi per impedirle
la coagulazione is somministra eparina (sangue incapace di
coagulare) e alla fine dell’intervento si utilizza antidoto
dell’eparina che è la protamina
Emodiluizione
2. all’interno della CEC aggiungiamo della
soluzione salina bilanciata (2 litri) cosi che il sangue si diluisca
perché il sangue verrà spinto da una pompa che non sono
paragonabili al cuore. Se il sangue è meno viscoso anche se
spinto peggio riesco ad arrivare anche nei piccoli capillari,
arteriole migliorando la perfusione periferica e renale, le parti
corpuscolata del sangue subiscono un minor trauma da parte
della pompa.
Se noi riduciamo l’ematocrito l’acqua tende a passare
all’esterno dei vasi e si accumula nel terzo spazio infatti i pz
poi hanno gambe gonfie…
Ipotermia
3. attraverso uno scambiatore di calore si abbassa la
temperatura del sangue e del pz, quando si riduce la
temperatura anche il metabolismo dei tessuti viene ridotto e
questo protegge gli organi da danni ischemici.
Se per esigenze chirurgiche noi dobbiamo arrestare o ridurre la
circolazione extracorporea a bassa T si può non causare danno
irreversibile su tessuti o organi anche se abbiamo brevi periodi
si sospensioni o riduzione.
Una volta stabilito questo si deve vedere come guidare la CEC
ovvero mantenendo dei parametri ovvero somministrando:
- 2.2 L/min/m2 di sangue
- PA arteriosa media tra i 50/70 mmHg
- Ogni 10 gradi di TC ridotta il consumo di ossigeno si riduce del
50%
Una volta iniziata la CEC per fare l’intervento il cuore lo dobbiamo
fermare e si ferma applicando una clamp nell’aorta e poi lo
proteggiamo con delle soluzioni specifiche (soluzione cardioplegica
ricca di potassio) cosi che vanno nelle coronarie raggiungendo il
cuore.
Quando si vede un pz operato con la CEC e osserviamo i suoi esami
noteremo che il pz è anemico (emoglobina bassa), leucocitosi
(globuli bianchi alti), stato infiammatorio marcato perché la VES
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