Caratteri distributivi e tipologia degli edifici
19 ottobre - tipo edilizio e forma urbana
Racconto di due edifici con modalità partendo con la definizione di tipologia edilizia.
Palazzo Farnese - Roma
Rappresentativo di una certa forma di potere, ovvero quella dei papi come figure politiche. Palazzo costruito con momenti di interruzione dei lavori: es. 1530 sacco di Roma. Diventa casa di molti personaggi famosi. Rapporto Italia - Francia. Fiaccola che rappresenta il potere dei Farnesi. Facciata monumentale in mattoni con pietre d’angolo in travertino, 53 metri di lato su tre piani, 13 finestre per ogni piano; decorazioni differenti, al piano nobile coronate da frontoncini curvilinei e rettangolari alternati. Nel 1546 muore Sangallo e subentra Michelangelo, disegna il cornicione, aggiunge il balcone sopra il portale con lo stemma della famiglia, ristruttura l’interno del palazzo e la scala, completa il cortile con le decorazioni. “Dado” dei Farnese: chiarezza e rapporti volumetrici rispetto alle case romane del 1500, 4° meraviglia di Roma, largo 36 metri e alto 18: rapporto 1:3. Piazza: spazio proporzionale con la facciata del palazzo. Vestibolo d’ingresso a tre navate, coperte da volte a botte, separate da sei colonne di ordine dorico in granito per lato. Scalone d’onore rettilineo, lunga frequenza di gradini, che conduce al piano nobile; a metà si trova un cortile rialzato con tre sarcofagi. Galleria Farnese: decorata in più riprese con affreschi prospettici della famiglia Carracci. Cortile centrale: grande cortile quadrato con statue di Ercole; nel portico del secondo cortile troviamo il gruppo scultoreo di Zeto e Amfione che legano Dirce a un toro, statue colossali trovate nelle Terme di Caracalla.
Casa del Fascio - Como
Progetto di Giuseppe Terragni, il maggior esponente del razionalismo italiano. Rappresentativa del potere e ruolo urbano della facciata: “il fascismo è una casa di vetro nella quale tutti debbono e possono guardare”. Composizione astratta della facciata con dimensioni eccezionali degli elementi compositivi: 4,6 metri del serramento in legno, sistema a saliscendi, profilo sottile del telaio, bilanciato da pesi scorrevoli su guide laterali, apertura a ribalta interna. Caratteristica dell’architettura razionalista è l’uso di rapporti geometrici per ottenere la monumentalità e rappresentatività delle architetture pubbliche. Larga 33,20 metri e alta 16,60 ha un rapporto di 2:1. Piazza dell’Impero: continuità tra spazio interno ed esterno con relazione visiva con l’abside del Duomo, simbolo del potere religioso; poteva ospitare 100.000 persone.
Ingresso: 18 porte ad apertura simultanea, mettendo in comunicazione la piazza antistante con il cortile interno; settecento in alpacca, cristalli da 8 mm, soffitto ribassato in cristallo nero riflettente. Scala principale: gradini a sbalzo, larghezza 2 metri, pareti in vetrocemento, rivestimento dell’intradosso in cristallo nero in pasta, parapetto in profilato di ferro ebanizzato, leghe leggere e vetro ultraforte.
Sala del direttorio: si trova al primo piano sul fianco sinistro della corte: parete di cristallo sulla corte centrale —> trasparenza e visibilità; pannelli a bassorilievo, apparato decorativo con funzione propagandistica. Corte centrale: grande corte interna quadrata con pannelli propagandistici, continuità tra spazio esterno e spazio interno. Relazione visiva con Brunate: rapporto con gli elementi naturali, ovvero le montagne attorno a Como.
Conoscenze fondamentali per l’esame Palazzo Farnese e Casa del Fascio
- Vicende costruttive e abitative
- Facciata e immagine urbana
- Volume puro e proporzioni dimensionali
- Piazza antistante
- Soluzione d’ingresso
- Posizione e ruolo della scala
- Sala principale decorata
- Corte centrale
- Relazioni esterne col contesto retrostante
Tipo edilizio: significati
Concetto da sempre esistito in architettura: dal greco tupos = modello. La nozione di “tipo edilizio” nasce da esigenze di comparazione, uno dei primi atti della conoscenza, e di classificazione. Entrambe consentono di raggruppare gli elementi in differenti classi con caratteristiche simili; tali classi si chiamano tipi. La disciplina che se ne occupa si chiama tipologia. Mentre la classificazione cerca le differenze tra gli elementi, la tipologia cerca le similitudini e i nessi strutturali tra gli elementi.
Quattro significati del termine tipo
- Teorizzazione del termine
- Termine sottinteso in altre definizioni
- Descrizione illustrata nei trattati
- Evidenza fornita dalle opere di architettura
Teorizzazione del termine “tipo”
La parola “tipo” non presenta tanto l’immagine di una cosa da copiarsi o da imitarsi perfettamente, quanto l’idea di un elemento che deve egli stesso servire di regola al modello. Il modello è un oggetto che si deve ripetere tal qual’è. Il tipo è, al contrario, un oggetto secondo il quale ognuno può concepire delle opere che non si rassomiglieranno punto tra loro. Tutto è preciso e dato nel modello, tutto è più o meno vago nel tipo. Il tipo costituisce la regola, il modo costitutivo dell’architettura, una costante in serie. Esempio: tipo = palazzo rappresentativo a pianta quadrata con corte centrale; modello = applicazione pratica del tipo, destinata alla produzione di oggetti in serie.
Termine sottinteso in altre definizioni
Altri sinonimi di «tipo», che ne contengono implicitamente il significato: Vitruvio: descrizione delle categorie di templi, archetipo dell’architettura: contiene una prima concezione tipologica; architetti XV-XVI sec.: Leon Battista Alberti, De Re Aedificatoria; Antonio Averulino detto il Filarete, Trattato di architettura; Francesco di Giorgio Martini, Trattati di architettura, ingegneria e arte militare.
Descrizione illustrata nei trattati di architettura
Dopo la pubblicazione nel Rinascimento del trattato del Serlio, i trattati illustrati di architettura hanno espresso i concetti di tipo e di tipologia più attraverso le immagini che le parole. I trattati successivi hanno proseguito questa tendenza. La parola «tipo» non viene menzionata, sostituita da altri termini con lo stesso significato. Durand: tipologia analitica e tipologia generativa Jean-Nicolas-Louis Durand, Précis des Leçons d’Architecture, 1802, usa il termine «genere». «Numero infinito di oggetti che l’architettura abbraccia». Ammette il carattere «a priori» del tipo, ma non si ferma all’aspetto teorico: introduce un aspetto operativo del tipo, strumento nel rapporto tra analisi e progetto. La tipologia analitica parte dalle proprietà geometriche delle piante, da criteri formali e stilistici, attraverso la disposizione in parallelo e schemi base di organizzazione. Passaggio alla tipologia generativa che, attraverso un numero infinito di variazioni consente di realizzare varianti in accordo con usi, luoghi, materiali diversi.
Evidenza fornita dalle opere di architettura
È la più eloquente manifestazione del tipo edilizio, codificata dall’esperienza e dall’uso. L’uomo utilizza l’esperienza della risoluzione di problemi analoghi, la codificazione di nozioni acquisite nel tempo. Ogni gruppo coerente di opere di architettura, i templi greci, le cattedrali gotiche, le ville palladiane, i passaggi ottocenteschi, le case d’artista, sono manifestazioni tangibili della nozione di tipo. Operazione di riduzione e sintesi: eliminazione dei caratteri particolari e messa in evidenza solo di quelli generali. Criteri formali e stilistici, il linguaggio di uno stesso architetto, vengono ricondotti a un unico schema di base. Il tipo si diversifica a seconda del luogo e del momento, mantenendo una dinamica di evoluzione e involuzione ciclica. Non si può parlare di tipo in assoluto, ma in un intervallo, in un intorno spaziale e cronologico. Ogni tipo fa parte di una catena di eventi. Difficoltà di classificazione di alcuni casi. Possiamo definire la forma di un oggetto come lo schema di relazioni che intercorrono tra l’oggetto e il suo contesto. La forma va quindi intesa come un elemento dinamico. Il tipo o la tipologia è una categoria in cui si possono raggruppare oggetti diversi che hanno in comune una struttura formale che conosciamo per averla rilevata precedentemente in altri oggetti. Il processo non è lineare. Emerge quindi un carattere soprastorico del tipo che va oltre le epoche resistendo e assorbendo anche i cambi d’uso. Si può quindi trarre la conclusione che l’analisi dei tipi è uno strumento sia per l’indagine storico-critica sia per la progettazione. Tipologia edilizia: disciplina che studia i tipi edilizi e le loro caratteristiche, attraverso la definizione architettonica e il confronto tra esempi.
Il Club Operaio
Konstantin Stepanovič Mel’nikov (Mosca 1890–1974). Tra il 1927 e il 1929 disegnò sette progetti, di cui cinque realizzati, tra l’esperienza dei padiglioni e quella dei garage. Il Club Operaio era un luogo assembleare ad alto contenuto politico, condensatore sociale per eccellenza della nuova vita quotidiana. Nuova arena aperta alle masse, né teatro né circolo in senso tradizionale, ma luogo ove catalizzare la tensione creativa e costruttiva degli individui, in senso collettivo, un'arena-casa di tutti, luogo in cui riconoscersi come attivi. Non vedo nella nostra epoca un tema di architettura più puro rispetto ad altri. Ha compito di soddisfare le più profonde aspirazioni della vita intellettuale, dell’individuo-persona, oggetti ‘individualisti’ nella scena complessiva della costruzione della città. L’architettura del club deve emergere significativamente rispetto ad altri manufatti edilizi. Nella nostra epoca l’edificio del club deve possedere un’immagine figurativa prepotentemente emergente, così come in passato la possedevano gli edifici di culto, i palazzi nobiliari. Per insegnare ad essere sociali, il lavoro doveva essere svolto in un’arena aperta, sotto gli occhi delle masse, di conseguenza nel club deve esserci un sistema di sale. Il sistema lavora sia in funzione del tipo di attività che della quantità di partecipanti. L’architettura del club contemporaneo consiste in una forma meccanizzata. Composizione di volumi geometrici puri: espressività semplificata, affidata a pochi elementi funzionali simbolici, fissati una volta per tutte, in relazione tra loro con una ferrea logica distributiva e una composizione meccanica di incastri.
Club Rusakov 1927-29
- Per l’Unione dei dipendenti municipali, 1200 persone
- È uno dei monumenti dell’architettura moderna, all’epoca suscita grandi polemiche.
- Impostazione tradizionale con sala principale e salette secondarie viene scartata, in favore della flessibilità:
- Figura base del triangolo
- 3 ambienti di galleria che affacciano su un’unica platea, luogo di riunione e spazio di recitazione (due momenti che nel teatro rivoluzionario di quel periodo coincidono)
- Pannelli mobili che isolano la platea dalle 3 zone superiori di 190 posti, in aggetto esterno; due sale laterali da 120 posti
- Atrio centrale con due scale che portano alle gallerie
- Sala inferiore che può essere adibita a ristorante, superiormente per attività sportive
- Aspetto esterno esplosivo, anche se ha organismo unitario
- Ruota dentata con asse principale orientato diagonalmente rispetto alla strada
Club Kaučuk 1927-29
- Per gli operai della fabbrica di gomma-caucciù, volume di 13.500 mc, sala per 800 persone
- Il sito era la tenuta di Devic, luogo di passeggiate popolari, con una struttura in legno, demolita successivamente
- Edificio orientato verso l’angolo del terreno, visibile da più strade: l’edificio a 4 piani si percepisce dalla piazza come un grande volume immerso nel verde
- Impianto ad arco, composizione di un triangolo e un semicerchio bilanciati dalla doppia scalinata a semicerchio, di derivazione classica, che contiene vestibolo e biglietteria
- Sala semicircolare racchiusa da tre ordini di gallerie
- Pavimento mobile che sale a servire le tre gallerie modificando la capienza
- Copertura per illuminazione e ventilazione dell’auditorium
- Scale del vestibolo troppo ripide, dopo 40 anni cambio di funzione
Club Svoboda, 1927, poi Gor’kij, 1927-29
- Per l’unione degli operai chimici di una fabbrica di stivali di gomma
- All’inizio suggerisce l’immagine dei vagoni russi per l’acqua: cilindro ellittico tra due parallelepipedi con flusso d’acqua che scende dall’autobotte
- Hall sospesa a sezione ellittica allungata con ampie superfici di vetro nella volta, costoloni in cemento e acciaio
- Pavimento trasformabile in piscina per scuola di nuoto, separabile da una parete saracinesca per ottenere un cinema e un teatro
- Progetto travagliato che subisce numerose modificazioni e ampliamenti, ad esempio nel 1950 due rampe simmetriche vennero posizionate all’ingresso per l’ingombro del traliccio
Club Frunze
- Per il sindacato dei lavoratori della chimica
- Abbandono della pianta stellare, le condizioni esterne impongono il rettangolo
- Spazi destinati al pubblico sono organizzati su tre livelli differenti, divisori scorrevoli verticali e profilo inclinato
- Slancio in avanti della struttura che propone l’edificio all’attenzione della città come un cartellone pubblicitario
Club Burevestnik 1929-30
- Per il sindacato dei lavoratori del cuoio
- Contrapposizione di 2 elementi geometrici, collegati da una scala
- Unico grande ambiente assembleare che può essere anche piscina
- Una torre formata da 5 cilindri vetrati che si intersecano, suddivisibile con pannelli “pareti vive” in piccole sale riunione
- Grande effetto scultoreo, soprannominata “gabbia del pappagallo”
La palazzina romana
“Palazzina” è un termine in uso dal Rinascimento come vezzeggiativo di Palazzo, padiglione all’interno di parchi, riparo durante le feste e le partite di caccia. Nel 1920 abbiamo una trasformazione delle zone a “villini” del Piano Regolatore di Roma del 1909: fronte di 25 metri, estendibile a 35 purché con ritiri parziali, altezza massima di 17 metri (5 piani), piano terreno o rialzato + 3 piani + attico, superficie del piano attico uguale a 3/5 dell’area coperta, soluzione architettonica di tutti i prospetti. Ambiguità della normativa: tipo edilizio nato a tavolino per consentire un maggiore sfruttamento delle aree, aumentando la volumetria nascosta dietro le norme. Norme transitorie diventate definitive: i Piani Regolatori contemporanei ne perpetuano la validità, simbolo dell’architettura urbana borghese degli anni Cinquanta. Abbiamo una discontinuità del tessuto urbano e virus morfologico: poche decisioni burocratiche hanno influenzato notevolmente la forma della città, che ha triplicato la sua estensione da allora a oggi.
Palazzina Furmanik
- Progetto originario che prevedeva due palazzine signorili, simmetriche a via Canina e angolate per seguire la curva del Tevere. La prima terminata tra il 1938 e il 1940, la seconda non realizzata
- Concetto di trasformabili in facciata, con schermi e griglie mobili
- Orizzontalità frontale aperta sul Tevere, verticalità retrostante modulo quadrato sui pannelli di rivestimento
- Impostazione della pianta speculare
Palazzina Girasole
- Relazioni con l’intorno di tipo organico
- Sviluppo del fronte oltre la dimensione del corpo di fabbrica
- Basamento in radica di calcare con inserti archeologici
- Facciata come archetipo della casa
- Chiostrina interna verticale
Morfologia urbana
Da morfé (forma) e logos (discorso), termine usato in diverse discipline. Ha il compito di descrivere e analizzare la forma, le variazioni e le qualità di relazione degli elementi che la compongono. La morfologia urbana analizza la storia della forma della città: confronta continuamente nella storia l’idea di città e la città realizzata, analizzando il grado di persistenza della città preesistente rispetto alla sua formazione. Studia i modi e gli elementi della forma: analizza un determinato periodo storico e la variazione dei suoi elementi, i modi e gli strumenti con i quali si è realizzata la città. Individua le leggi di formazione e di aggregazione dei tipi urbani fondamentali, la loro struttura figurale, la loro organizzazione dello spazio.
26 ottobre - La trasformazione dell’isolato urbano da Haussmann a Le Corbusier
5 episodi che descrivono 5 esempi di città
La Parigi di Haussmann nei primi anni dell’800
Abbiamo una città storica con un tessuto urbano costruito su idee diverse. Haussmann, prefetto delle Senna, si propone di risistemare la città e gli viene affidata una totale libertà. I prefetti hanno delle disposizioni particolari e spesso cercando di velocizzare la burocrazia; in questo caso viene completamente eliminata la pare burocratica. Gli interventi sono principalmente tre: un primo arco est-ovest che mette insieme una serie di viali, un secondo asse nord che unisce ulteriori viali, un intervento perpendicolare agli altri due che collega degli elementi. Il teatro dell’Opera viene interessato da una serie di direttrici, abbiamo sistemi stellari in diverse piazze e grandi parchi. Secondo Haussmann la città doveva essere risanata e modernizzata e ciò comporta grandi sventramenti, dotandola di servizi. Non c’è nessuna preoccupazione del preesistente. Il boulevard è principalmente un viale alberato che fa da asse con servizi, definito sui due lati da edifici importanti che abbiano un certo decoro. Sotto questo progetto c’è in realtà un forte affare capitalista, con una volontà di portare grandi capitali all’interno della città.
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