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Caproni, Letteratura italiana contemporanea Appunti scolastici Premium

Appunti di letteratura italiana contemporanea per l'esame della professoressa Salibra sulla vita di Giorgio Caproni descritta nel dettaglio attraverso le sue tre città di snodo: Livorno, Roma e Genova. Analisi delle raccolte "Come un'allegoria", "Muro della Terra", "Il seme del piangere", "Congedo del viaggiatore cerimonioso", "Il conte di Kevenhuller", "Il franco cacciatore" e "Res Missa" nei... Vedi di più

Esame di Letteratura italiana contemporanea docente Prof. E. Salibra

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"labile memoria" (nell'apparato critico il terzo verso era delimitato da parentesi, per

facilitare l'interpretazione, nella versione originale è semplicemente un inciso).

STROFA II: il quinto verso riprende il titolo della raccolta per annunciare la venuta

della figura della "fanciulla", alterità improvvisa (come i fiori), al di là della realtà

(come un'allegoria, appunto). Caproni riprende nell'ultimo verso una frase di Carducci

"e l'aspro / odore del vino": Caproni voleva ricostruire la lingua italiana riprendendo i

classici e partendo dai poeti che più detestava, in questo caso Carducci, considerato

un macchiaiolo.

ANALISI: "DIETRO I VETRI"

Da "Come un'allegoria", ci troviamo sempre nei pressi di Borgoratti, luogo del primo

amore del poeta, Olga Franzoni. Il poeta riflette una forte costruzione musicale

nell'uso delle figure retoriche:

⁃ assonanze e consonanze ("colori-orti-fioritura")

⁃ allitterazioni ("segreta-silenziosa")

⁃ anafore ("col-col")

⁃ enjambement ("col gesto delle tue mani / solito […]")

⁃ iperbato ("col gesto delle tue mani / solito […]")

⁃ rime interne ("fuoco-fioco")

STROFA I: la poesia apre con la figura di una donna al balcone (ricordiamo in

Pascoli, il ricordo della sorella), e la violenza ancora una volta dei colori accesi delle

piante "dai grezzi colori […] fuoco dei suoi gerani". La prima e la seconda strofa sono

collegate dalla figura retorica dell'anafora "col-col".

STROFA II: la donna chiude la finestra all'improvviso: l'effetto è dato dall'uso

dell'iperbato, che allunga la frase dividendo soggetto e aggettivo, e dà l'effetto dello

scatto del gesto. È importante dire che la prima poesia della raccolta, "Marzo", si

apre con l'immagine di una fanciulla che apre una finestra. In "Dietro i vetri", ultima

poesia della raccolta, la ragazza chiude la finestra, come simbolo della chiusura

dell'intera raccolta e scomparsa del ricordo della fanciulla stessa ("silenziosa

t'appanni / come nella memoria").

La figura della donna in Caproni ha una connotazione malinconica di distacco: la

drammaticità sta nel raccontare di Olga, amante dell'autore morta in procinto del loro

matrimonio, immagine di grande dolore, e protagonista di molte opere, tra cui i suoi

racconti in prosa (pubblicati negli anni 50). la donna ha una doppia valenza: è vitalità

nel ricordo e nel presente, ma allo stesso tempo è sinonimo di perdita (Olga).

In seguito a queste due poesie (primo libro), la poetica di Caproni prende una svolta.

Siamo nel 1943, piena Seconda Guerra Mondiale, Caproni compone la raccolta

"Cronistoria". Il dramma privato, per la morte di Olga, anticipa il dramma collettivo per

la venuta della guerra. È il momento del suo cambio di stile, il passaggio

all'ermetismo: metrica chiusa, compone sonetti, tra cui "I sonetti dell'anniversario",

per la ricorrenza della morte di Olga.

Le sue poesie sono caratterizzate dall'avere come incipit il nome di una città (Roma,

Pisa, Valtrebbia, Udine, Assisi … ), con lo scopo di ricostruire attraverso le poesie

una narrazione cronologica, come fossero i frammenti di un racconto, che si è

spezzettato in molte poesie. Per Caproni la narrazione è superiore alla poesia: è lo

stadio massimo che la poesia non è riuscita a raggiungere.

Il tema del nome è importante nella poesia di Caproni: in seguito al lutto per Olga, ed

in seguito alla guerra, il poeta perde totalmente fiducia nella parola, il nome, prima

schermo dell'oggetto reale, è ora un elemento debole, che svanisce nel tempo, che

dissolve i ricordi, che non riesce ad evocare e rendere nitidi gli oggetti . "Il nome

mente" dice Caproni: il nome di Olga si dissolve nel vento-tempo (elemento sempre

presente) sia perché l'oggetto (Olga) non c'è più, sia perché il nome è un elemento

fragile. Ci si pone dunque l'enigma: dove inizia l'oggetto e finisce il nome?

Un punto di svolta nella vita di Caproni è stato certamente la guerra, incontro del

poeta con il male: ha distrutto ogni certezza trasformandola in frantumi, e causando

smarrimento, perdita di fiducia. Per "salvare" la parola Caproni riprende la metrica del

sonetto classico, per "salvare" la frantumazione del soggetto cerca un punto fermo

per raccontarlo, la metrica. Si tratta comunque di un anacronismo (scelta fuori dal

tempo). Il genere sonetto di Caproni è diverso da quello tradizionale: non ci sono

spazi tra le strofe, sonetti monoblocco, versi legati, nessuna differenza fra quartine e

terzine. Uso diffuso di metafore musicali (ricordiamo che Caproni era un violinista):

"finali in settima diminuita", cioè sospesi, irrisolti (nel linguaggio musicale la settima

diminuita è un accordo incompleto, che lascia la melodia sospesa).

ANALISI: sonetto senza titolo ispirato ad un episodio reale

L'episodio in questione la visione di cadaveri di ragazzi partigiani esposti in un

obitorio, una veglia funebre. Questo episodio sarà citato anche nei suoi "Racconti

Partigiani" (scritti per forza, per potersi mantenere). Il sonetto esprime la perdita di

vitalità di fronte ai cadaveri. I nomi citati nel primo verso sono i nomi dei ragazzi, detti

"due volte morti", perché già erano nomi fittizi, in più sono nomi di persone morte,

quindi il loro vero nome è morto due volte. La ripetizione delle esclamazioni ("Ahi",

"oh") esprime il dramma intenso. Ricorrente è la figura dei cani nella guerra

rappresentata da Caproni, all'interno di un paesaggio morto, pietrificato, privato di

vita. Espressione finale che informa che il vero dramma è la morte dei nomi dei

ragazzi.

Nella sua raccolta "Muro della terra" (1975, cita Dante nell'episodio della città di

Dite, metafora del muro invalicabile della ragione contro il quale il pensiero si scontra)

troviamo la poesia "Cadenza irrisolta" composta da quattro versi, che definisce la vita

come un accordo in settima diminuita, ed è questa la causa della guerra, e la

conseguente sfiducia nel progresso e nella speranza (ormai inesistente). Il soggetto è

talmente smarrito che non riesce più a parlare di sé in prima persona, crea così delle

prosopopee, degli alter ego per poter parlare di sé stesso, dietro alle quali potersi

nascondere. L'esempio più celebre è la figura di Enea, espresso nella macroraccolta

intitolata "Il passaggio di Enea" pubblicata nel 1956. Struttura del LIBRO III: 1) sonetti

degli anni tedeschi; 2) stanze, strofe del poemetto narrativo (lunghe); poesie scritte

tra 1943-45, che esprimono la necessità del poeta di raccontare ed aprirsi con la

prosa, sebbene non ne siano capaci ("Tentazione della prosa" - Sereni-).

La scelta di Enea è interessante: Caproni ricorda di aver visto al centro di una piazza

bombardata a Genova, la statua ancora intatta di Enea nella celebre scena in cui

trasporta il padre Anchise sulle spalle e tiene il figlioletto Ascanio per mano; la scena

colpisce il poeta, il quale vede in Enea l'allegoria dell'uomo contemporaneo uscito


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di letteratura italiana contemporanea per l'esame della professoressa Salibra sulla vita di Giorgio Caproni descritta nel dettaglio attraverso le sue tre città di snodo: Livorno, Roma e Genova. Analisi delle raccolte "Come un'allegoria", "Muro della Terra", "Il seme del piangere", "Congedo del viaggiatore cerimonioso", "Il conte di Kevenhuller", "Il franco cacciatore" e "Res Missa" nei significati dei titoli e nelle loro differenze di stile.
Analisi delle poesie, con riferimento alla raccolta in cui sono contenute:
- "Borgoratti" da "Come un'allegoria"
- "Dietro i vetri" da "Come un'allegoria"
- Sonetto senza titolo che riporta un episodio reale vissuto dopo la guerra (la vista di cadaveri di giovani partigiani in un obitorio)
- "Didascalia" da "Muro della Terra"
- "Urlo", "Per lei" e "Ad portam inferi" da "Il seme del piangere"


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in discipline dello spettacolo e della comunicazione
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher agna.nya di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Salibra Elena.

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