Che materia stai cercando?

Poesie di Caproni - Letteratura Italiana

Commento e analisi delle poesie di Caproni analizzate a lezione basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Ferro dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, Interfacoltà. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura italiana docente Prof. R. Ferro

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

2. “Borgoratti”

• 1933-1934: servizio militare. Ed è proprio durante il servizio militare che Caproni scrive le

Come un’allegoria

prime poesie. Sono versi che compariranno nella sua prima raccolta,

(1936).

• Borgoratti è un quartiere di Genova, tra città e contado. All’interno di questa poesia compare

il titolo della raccolta: «Come un’allegoria» (v. 5).

• Caproni nella sua semplicità complica la sintassi.

Nella prima strofa c’è

o il tentativo di farsi tornare in mente il quartiere.

o Il quartiere nel quale conosce Olga Franzoni, la sua ragazza, che muore presto e sarà

un fantasma che ritorna in tutta la sua produzione poetica successiva.

• assembla. La prima strofa, che affronta l’annoso

Caproni scrive a pezzi e poi combina, e poi

problema della memoria, è infatti del 1934, mentre la seconda, che non ha niente a che

vedere con la strofa precedente, è del 1933.

• Rima allegoria/osteria: concetto filosofico accostato ad un dato umile della realtà.

• Poesia composita di pezzi non necessariamente congrui.

• Come un’allegoria

Molte delle poesie contenute in sono state scritte tra le mura della

caserma militare. Il servizio militare rappresenta un momento di stacco.

• Nella prima strofa il giovane Caproni si sforza di ricordare la casa dell’amata Olga a

Borgoratti.

TESTO

Anche le vampe fiorite

ai balconi di questo paese,

labile memoria ormai

dimentica la sera.

Come un’allegoria, 5 Commentato [F6]:

una fanciulla appare La fanciulla è un’allegoria, d’accordo,

ma un’allegoria di cosa? A questa domanda non c’è risposta.

sulla porta dell’osteria. A questa domanda non può esserci risposta. Si resta sospesi,

come se il punto interrogativo fosse un pallone aerostatico

Alle sue spalle è un vociare dalla forma singolare.

confuso d’uomini – l’aspro

e Commentato [F7]:

odore del vino 10 Citazione di San Martino di Giosuè

Carducci (1835-1907)

3. “Alba”

• Il topos dell’alba prevede per tradizione sensazioni o valori positivi e buoni ma fin da subito

prodotta dall’alba e spiacevole.

Caproni presenta l'alba come una cosa scipita, la sensazione

o Scipita significa insipida, senza gusto e senza sale. Senza sapore.

L’alba e un momento insipido perché non

o è più notte e non è ancora giorno.

o Questo momento è vissuto da Caproni come un momento del trapasso. Sarà poi

associato alla morte.

• L’alba è un topos all’interno della poesia caproniana, un tema (un tema anche musicale,

sottoposto a variazioni).

o Scrive Alba a Sanremo, mentre è di guardia. Grazie a questa informazione la poesia

si illumina di colpo. Cade il velo e appare il senso. Situazione innaturale (servizio

militare), dunque alba «scipita». Sgradevole sensazione di umidità. Bocca impastata.

• Seconda strofa: occhi acquosi all’interno dei quali si formano le cose del mondo. Non c’è

compenetrazione, tutto sembra un riflesso. Caproni ha già letto Giuseppe Ungaretti (1888-

1970) ed Eugenio Montale (1896-1981).

• Concetti espressi da un prefatore (?) sulla raccolta Come un’allegoria: poesia descrittiva, di

tono basso, caratterizzata da giochi fonetici; corali a quattro voci, dove domina la voce del

tenore; queste prime poesie sono corali a più voci; poesie molto brevi, simili agli haiku

giapponesi; c’è unità, non si tratta di una poesia frammentaria, come quella dei vociani –

l’unità

Giovanni Boine (1887-1917)-; è data da una certa avidità giovanile e dal sentimento

che unifica le sensazioni. Sì, è proprio nell’aspetto sentimentale che risiede l’unità.

• Caproni nel manoscritto ha scritto luogo ed evento, ma lo ha eliminato nella versione

stampata. I fatti privati sono privati, ma solo attraverso questi fatti privati è possibile la

completa decodificazione dei versi.

TESTO Commentato [F8]:

Una cosa scipita, Cosa insipida. L’alba è insipida perché

non è più notte e non è più giorno

col suo sapore di prati

bagnati, questa mattina

nella mia bocca ancora Commentato [F9]:

assopita. 5 Detto di chi, colto da sopore o torpore,

si addormenta di un sonno non profondo e spesso di breve

durata

Negli occhi nascono come

nell’acque gli acquitrini

le case, il ponte, gli ulivi:

senza calore.

È assente il sale 10

del mondo: il sole

4. “Immagine di sera”

• “alla Sera”

Modello cui Caproni si ispira = Foscolo ->

• La poesia di Foscolo consiste in un saluto alla sera che giunge a spegnere tutte le fatiche del

giorno e acquieta l’uomo.

• Anche quella di Caproni è una invocazione alla sera in “immagine della sera”. Qui c’è

l’immagine della donna che sta aspettando, ma mentre in Foscolo era l’attesa della quiete

qui in Caproni ‘attesa è ambigua, forse dei suoi cari. Quindi mentre svolge il tema della

madre di famiglia svolge anche il tema dell’attesa della morte. L’inquietudine oltre che al

pallore c’è anche la delusione.

• Questa donna si affaccia alla solita attesa, ed è di tutti i giorni, non e straordinaria. E questi

due versi che sigillano la poesia. L’attesa dobbiamo interpretarla come qualcosa che ci sarà

dopo la morte.

TESTO

Mi fai pensare, o sera,

con la tua pallidezza,

al viso un poco sbattuto

e deluso

d’una donna di casa, 5

quand’ha compiuto il lungo

giorno che l’ha strapazzata.

Con un sorriso a fiore

di labbra, s’affaccia

alla solita attesa. 10

E forse non sa neppure

d’essere rassegnata.

5. “Sera di Maremma”

• “Sera di maremma” continua sugli stessi toni “Immagine

di di sera”.

• È fatta di pressioni sensitive, perché la conoscenza del mondo procede attraverso sensazioni.

• La sera è una sera d’estate.

• All’inizio è una poesia realistica.

• Nelle alte due strofe viene detto come la sera sia fatta di cose labili e appare quindi fatta di

cose fragili.

o Queste cose labili sono voci e calde folate.

“Folata” è un termine

o tipico di Caproni.

“Rogo”

o è ciò che brucia uccidendo.

o Alla fine ci sono i giochi infantili che si collegano al primo verso del bimbo malato.

C’è

o quindi questa circolarità della vita morte.

TESTO

(vedi sulla dispensa)

6. “Questo odore marino”

• “Ballo

Inserita in a Fontanigorda”

• usa parole che sembrano dipinte: pochi, sapienti, accostamenti e le sensazioni arrivano,

fioriscono l’una nell’altra. Qui l’odore del mare è alba inebriante, che richiama, forte – “mi

rammenta tanto” – l’odore dei capelli, al mattino. Basta questo piccolo dettaglio per sentire

un diverso profumo.

TESTO

(vedi sulla dispensa)

7. “Altri versi a Rina”

• Si tratta di due frammenti riuniti.

• Composti prima che il poeta conoscesse la sua futura moglie ed inizialmente dovevano

“Come

essere inclusi in un’allegoria”

• Componimento nato quando Olga era ancora viva, e inizialmente forse erano dedicati a lei.

• Si sottolinea come Olga agisca come doppio minaccioso di Rina

o Olga è portavoce del caproniano continuo avvertimento della presenza, in tutto, della

morte.

TESTO

(vedi sulla dispensa)

8. “Ballo a Fontanigorda”

• Testo di apertura, che da inizio alla raccolta.

• 

Consonanti e vocali sono note da combinare. Sperimentati i possibili armonici del

componimento

• Sintetizza la lacerazione, il dubbio che impensierisce e a tratti brucia, la gioia fremente e

sensuale del soggetto, mentre l’idillio dei sensi nasce, sottilmente ma radicalmente, abitato

dal fantasma di un dramma.

• Collocata geograficamente nella Val Trebbia, luogo in cui Caproni si è spostato nell’anno

scolastico 1934-1935 per lavorare come maestro elementare.

o Qui ha dovuto affrontare la morte di Olga

• La poesia parla di una festa caratteristica del paese ligure, che porta allegria nella gente del

luogo e risveglia i desideri amorosi dei più giovani, tanto che persino le folate di vento

sembrano esserne cariche.

TESTO

Mentre per la pastura Commentato [F10]:

si sparge l'amaro aroma Anastrofe, Antitesi e alliterazione

d'una sera silvana,

al suono dei clarinetti Commentato [F11]:

chiari, fra luci di colori 5 Sinestesia e alliterazione

e risa, s'infatua gaia Commentato [F12]:

la danza d'una montana Iperbato

allegria.

Bruciano alla bramosia Commentato [F13]:

segreta, le carnagioni 10 Anastrofe

giovani. A farne inquieta

l'aria, una folata

basta fino al confine Commentato [F14]:

ultimo della prateria. Anastrofe

9. “Ad Olga Franzoni”

• Il punto di vista è ribaltato dentro Olga. Non sono gli occhi che si chiudono ma è il paese

che si chiude quando lei scompare, quindi il momento della morte di lei.

• La seconda strofa aggiunge elementi di descrizione di questo paese.

• I sapori sono le sensazioni riferite e più forte della poesia di Caproni.

TESTO

(vedi dispensa)

10. “Sono donne che sanno”

• La costruzione ritmica è a tratti, singhiozzante, come un insieme di pause e pensieri,

immagini che appaiono in concomitanza, ma che, indipendenti l’uno dall’altro tessono una

tela di ricordi e sensazioni.

• “Sono

In donne che sanno”, il mare è come inglobato, nascosto nelle donne che ne hanno

rapito l’essenza. che pervade e che invade l’anima, rendendo tutte le

o Il mare è un soggetto vivo,

persone che vivono al suo fianco pregne del proprio essere.

o Le donne al passare portano aria di mare e non contengono esse stesse il mare.

• Il mare diventa un conforto, una straordinaria forza che ti sorprende con un soffio del suo

essere e le donne di mare, sono le portatrici di questo conforto, sembra quasi vedere delle

sirene a incontrarti per strada, che danno a te il loro odore di mare.

• che viene sentita vasta e rendono l’idea di una

Le vele, danno al componimento un’apertura

proiezione nel futuro, come di una barca che va per mare.

• Gli elementi naturali come l’acqua e l’arietta, che diventano gli oggetti che collegano il

mare ai vivi, l’arietta di mare che invade i paesi di mare stessi, attraverso le donne e l’acqua

degli occhi delle donne che hanno dentro nascosto il mare.

• percepiamo l’amore del mare

Il passaggio di noi uomini, che passando accanto alle donne

nei loro confronti e che guardandole negli occhi viviamo la loro profondità, così simile a

quella del mare.

o Si potrebbe dire che Giorgio Caproni, tratta il mare con un amore intenso e

totalizzante, che invade il suo mondo.

e la leggiadria della sua poesia rispecchia quella del mare, che viene

o L’ottimismo

vissuto nella sua componente più vicina all’uomo, come splendida analogia della vita

e dell’animo umano.

Il mare per il poeta toscano è il luogo dove l’uomo è più vicino alla

o felicità.

TESTO

(vedi dispensa) CAPRONI:

Parte 2: Cronistoria e Il

passaggio di Enea

1. “Alba” (2)

• Caproni spiega che la poesia è stata scritta verso la fine del 1945 a Roma, in una latteria

vicino alla stazione, mentre attende la moglie.

• È cambiato tutto, è cambiato il tono, il sentimento, ma non lo sgomento. «Qua» è il pilone

che sostiene e collega.

• Nei sonetti di Caproni c’è un disordine prestabilito, che non congela il sentimento espresso.

Non c’è spazio per il delirio.

• è semplificato. «ermo» reminiscenza leopardiana (L’infinito).

Il lessico si

• Nella prima Alba, in Come un’allegoria, mancava il sole, qui invece «sgorga», ma non fuga

le morti. Sole sui morti. Sole sulle morti.

TESTO

(vedi dispensa)

2. “Stanza della Funicolare”

• Stanze della funicolare scritta nel 1950 (anno in cui muore la madre).

o È uno dei componimenti più ambiziosi di Caproni.

o Secondo il critico De Robertis si tratta di epopea casalinga. Allegoria della vita

dell’uomo, corda del destino che fissa la funicolare, si può leggere in chiave

freudiana.

• Dalla funicolare non si scende, ed è questa la cosa che più brucia, che più rode, non ci si può

fermare in nessuna stazione della vita.

• Caproni in una lettera a Betocchi del 1979: funicolare come simbolo o allegoria della vita

umana in viaggio verso la morte. Attraversamento della galleria come ventre materno e poi

la nascita.

• Piano generale: utero, nascita, infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia nostalgica, vecchiaia

vera, sparizione.

• La vecchiaia non è ancora tale se c’è nostalgia.

• Realismo allegorico: nascita della vita in parallelo alla nascita della città.

• Dopo la composizione delle prime quattro stanze Caproni si blocca.

• Analisi delle stanze: interrogazione che non nasconde un’esclamazione, posta con

o Prima stanza:

Caproni esibisce l’intenzione allegorica dell’intero poemetto.

semplicità.


PAGINE

19

PESO

1.20 MB

PUBBLICATO

5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in linguaggi dei media (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Sociologia) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fabio.facciano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Ferro Roberta.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Letteratura italiana

Letteratura Italiana - Tutto su Dante, Boccaccio, Petrarca, Machiavelli, Ariosto, Tasso
Appunto
Appunti Completi esame Letteratura Italiana LIMED - Roberta Ferro
Appunto
Appunti letteratura italiana
Appunto
Letteratura italiana
Appunto