CANTO III !
Struttura: 8 sequenze in quanto poesia narrativa !
•
1. 1-21- Porta dell’inferno- Dubbi di Dante, un concetto molto difficile (la porta) per Dante da
capire che avrà bisogno del conforto di Virgilio per entrare nella porta dell’inferno.!
2. 22.30- Ambiente e l’atmosfera infernali. - QUIVI!
3. 31-51- Incertezze di Dante e la Presentazione degli ignavi. E IO!
4. 52-69- Gli ignavi e la loro pena. E IO!
5. 70-81- Acheronte- nome del fiume E IO!
6. 82-99- Caronte- Nocchiero (traghettatore, colui che manovra la barca infernale) ED ECCO!
7. 100-129- I Dannati MA!
8. 130-136- Dante si troverà a svenire. Drammaticità. Terremoto e uno svenimento. personaggio
provato dall’esperienza. FINITO QUESTO!
1 e 8 —-> Drammaticità Incipit ex abrupto, Excipit ex abrupto (all’improvviso, locuzione latina per
• dire improvvisamente) Incipit ed Excipit rendono la 1 e l’ottava sequenza una cornice. Struttura
simmetrica molto regolare e calcolata in modo perfetto. !
La cornice è centrata sui sentimenti di Dante. !
• 2,3,4—-> Episodi incentrati sugli ignavi (i più odiati da Dante, perché sono coloro che sono
• rimasti passivi in vita, odia in modo feroce coloro che non si schierano- orientamento politico) o
vigliacchi !
5,6,7—-> Episodi incentrati su Caronte e i Dannati. !
• Temi: Giustizia Divina, Eternità, Peccato. !
• Il canto 3 è nell’anti-inferno (ingresso dell’inferno), dove si dovrebbero trovare i peccati meno
• gravi. !
La figura di Caronte (strumento della giustizia divina) condurrà i due nell’inferno con una barca.!
• La divisione in sequenze corrisponde a certi connettivi sintattici. !
• Connettivi paratassici (PARATASSI) ( E IO ), semplici. Struttura semplice è stata sottolineata per
• questa immediatezza del racconto. Dante vuole esprimere in modo vero quello che ha provato in
quel momento e quindi è per questo motivo è molto semplice, cos’ come lo percepisce così lo
trasmette e vuole far sì che il lettore si immedesimi nei suoi racconti. !
!
VERSI 1-21!
Incipit del canto terzo—-> porta dell’inferno. !
• 1 strofa anafora triplice, 3 volte, tricolon, ricorrenza del numero 3 in questa porta. 3 attributi della
• divinità che seconda il dogma cristiano sono il padre il figlio e lo spirito santo. “divina podestate,
somma sapienza, il primo amore” —> 2 strofa. !
Descrizione della porta occupa 3 strofe, 9 versi. —-> ricorrenza del numero 3. !
• Si insiste sul numero 3 perché tutto è stato creato dalla giustizia divina. —-> “giustizia mosse”.
• Dio non ha creato l’inferno per vendicarsi degli uomini, ma l’inferno segue il principio della
giustizia. A seconda del peccato che l’uomo ha commesso in vita, egli da morto dovrà scontar
una pensa corrispondente a tale peccato——> primo incontro con la legge del contrappasso.
Stabilisce che un certo peccato sia collegato ad una certa pena, per analogia o per opposizione.
(esempio: ignavi, se in vita furono sempre passivi, Dante li fa correre incessantemente per
l’eternità nudi punzecchiati dalle api dietro ad una bandiera che rappresenta l’appartenenza
politica) !
Nell’inferno i dannati sono dei peccatori che non si sono mai pentiti. !
• Ordinamento giusto che dio ha creato perché lui da le sue leggi, e l’uomo è dotato del libero
• ARBITRIO—> l’uomo che sceglie di peccare, è dotato della libertà di giudizio. Dio ti da la
possibilità di rimanere puro, e tu non rispetti questi comandamenti la colpa è tua e non di Dio. Se
ti penti prima di morire, non andrai all’inferno. !
Tematiche delle prima tre terzine: Dolore,giustizia, eternità. !
• Dolore costruito dall’anafora di tre vocaboli che hanno una caratteristica in comune: anafora di 4
• monosillabi, questo crea un ritmo costante, martellante. !
“ Per me”—> La porta parla in prima persona e usa un’espressione latina, per me il latino vuol
• dire attraverso di me. Porta è personificata. Indica il passaggio e l’impossibilità di tornare indietro.
Richiama anche un’immagine che era frequente nel medioevo possono sicuramente riconoscere,
iscrizioni sulla porta dell’ingresso alla città. !
“città dolente” (sineddoche per indicare tutto l’inferno) , “ dolore eterno”, “gente è perduta”!
• “dolente e dolore”—> figura etimologica !
• Chiasmo città dolente, eterno dolore !
• Dolente, gente—> rima semantica per analogia ci dice che la gente è perduta perché non c’è più
• possibilità di salvezza. Non c’è speranza all’inferno, quando entri sarai lì per l’eternità. !
Nella prima terzina è presente il tema del dolore ma anche il tema dell’eternità, si intrecciano
• perché abbiamo un dolore eterno, che non cesserà mai—-> vera condanna dei peccatori
all’inferno. !
“speranza”—> concetto solo della vita terrena, in quanto nell’inferno qualsiasi speranza è
• assente. !
Punto di vista fonico, prima terzina: suono della “t”, doppia “t” di etterno, variante del fiorentino.
• Dante utilizza con la doppia t in quanto enfatizza la durezza e la pesantezza. !
“perduta gente”—> sono i dannati, anticipazione che i dannati nell’inferno sono rappresentati
• come una massa, la massa dei dannati, perché poi gli ignavi e i peccatori sono in una massa.
Privando i peccatori dell’individualità, non sono degni di essere ricordati per nome, infatti sono
un’unica massa. !
2 strofa: cambia completamente il lessico, riferimento alla creazione dell’inferno. Inferno è stato
• creato dalla caduta di Lucifero e da una forma a cono rovesciato che si conficca fino al centro
della terra. Inferno creato all’inizio della nascita del mondo. !
Vengono utilizzati termini come : “amore” per parlare di Dio, della divinità in quanto non viene
• detta la parola “Dio” esplicitamente. !
Prima dio crea gli angeli, i celi e poi lucifero si ribella e causa l’inferno. Inferno è eterno così
• come lo sono gli angeli e i beati ma prima della porta è stato creato solo un elemento che come
lei “durerà per sempre”. !
Lucifero angelo ribelle. !
• tema dell’eternità nella terza terzina è sottolineato da “etterne” e “etterno”—-> che troviamo
• anche nel verso 2. Tema dell’eternità accomuna queste terzine perché tutto ciò che si trova
all’inferno è eterno. Figura retorica: poliptoto, rimanda all’insistenza dell’eternità. !
questo concetto di eternità è ciò che dante fatica a comprendere come vediamo espresso dalle
• rime “duro, oscuro, duro”—> rima incatenata, con anche la rima equivoca “duro, duro”.
Ripetizione del vocabolo duro in rima con oscuro, “u” sulla quale cade l’accento, enfatizza la
difficoltà di dante a comprendere il concetto di eternità e dall’altro lato dante non riesce a capire
il significato di tutte queste parole sulla porta, assenza di speranza non riesce a capirla perché
nella vita terrena è ciò che consola l’uomo. Sempre possible per l’uomo sperare in un
miglioramento, nella redenzione, nel perdono di Dio. Ciò all’inferno non è possibile, ormai la
situazione è “perduta”. !
“perduta gente”—-> climax, è la peggiore, l’apice del climax. !
• “queste parole”—> uso del dimostrativo, come nel primo canto la paura è ancora presente, lui ha
• ancora quest’esperienza bene in mente e prova ancora paura ripensandoci. Il dimostrativo
mostra la vicinanza. !
“maestro”—-> Virgilio, apostrofe, dimmi tu qual’è il significato di queste parole scritte sulla porta. !
• “lasciate ogni speranza”—> assenza di speranza, perché anticipa ciò che Dante vedrà in
• seguito. I peccatori non hanno alcuna speranza di migliorare la loro condizione. Come se questa
porta contenesse l’esperienza che dante vedrà. !
verso 13-18: parole chiave “ogne sospetto”, “ogne viltà”, “ben de l’intelletto”. !
• Come si comporta Virgilio nei confronti di Dante: lo capisce, lo comprende, è una persona
• attenta quindi vuol dire che il Maestro è psicologicamente vicino all’allievo e capisce la difficoltà. !
similitudine “come persona accorta”—> mostra il loro rapporto in quanto Virgilio lo capisce e si
• avvicina a Dante.!
Infatti al v.19 “mano” e “lieto volto”—> compie un gesto d’affetto, di rassicurazione. come il padre
• che prende per mano il figlio piccolo che ha paura, con il gesto della mano che esprime calore e
con lieto volto lo rassicura dal punto di vista mimico, la sua gestualità esprime l’affetto e la
rassicurazione. !
Anastrofe lieto volto enfatizza la tranquillità di Virgilio nel contrapporsi alla paura che Dante avrà.
• Contrasto l’atteggiamento di Virgilio con quello di Dante perché Virgilio sà a cosa stanno
andando in contro e vuole esprimerne questa tranquillità attraverso la mimica. !
“io mi confortai”—> il gesto ha un effetto immediato. !
• v.14—> “qui” vuol dire all’inferno, “conviene lasciare ogni sospetto”—> non dovrà aver timore.
• Riferimento al canto secondo e all’intervento delle donne benedette. !
chiasmo “convien ogne” “ogne vilita convien”. qualità che dante non deve avere, mentre sono
• le caratteristiche che hanno i peccatori. Viltà è la mancanza di coraggio. Viene usata questa
parola perché Dante troverà in questo canto i peccatori che abbiamo a volte chiamato
pusillanimi, ignavi o vili. Termine anticipatori a chi incontrerà per primo all’interno dell’inferno. !
metafora: “convien che qui sia morta”—-> serve a rassicurare Dante, come i gesti di Virgilio. !
• “genti dolorose”—> perifrasi per indicare i peccatori. dolorose, figura etimologica prosegue
• dalla porta viene ribadito al verso 17. —-> area semantica del dolore, tema secondario del
dolore. !
“perduto”—> riferimento alla “perduta gente”—> impossibilità di recuperare nei confronti di Dio
• da parte dei peccatori. nessuna possibilità di salvarsi. !
hanno perduto il “ben dell’intelletto”—> hanno per la ragione, la possibilità di vedere dio e di
• capire la verità che è contenuta nella figura divina e dunque hanno perso la possibilità di
vedere Dio. !
contrasto “sospetto e intelletto”—-> rima semantica per opposizione. Sospetto paura di chi ha
• peccato, intelletto prerogativa dell’anima corretta. !
iterazione “mi”—> il viaggio allegorico è un esperienza di Dante il prima persona,
• soggettivismo. ma che lo compie anche in relazione all’umanità intera. Idea di viaggio, homo
viator, pellegrinaggio, viaggio di redenzione. !
“le segrete cose”—-> l’inferno è segreto perché non è accessibile agli uomini, metafora per
• l’inferno. usa la parola “cose” per dire che sarà segreto tutto per chi è vivo, generalizza la
situazione. !
! V 22-30!
• inizia una nuova sequenza: è entrato e prova dolore per i suoni e entra per la prima volta in
• contatto con l’ambiente infernale, ambiente costituito da anime di peccatori e paesaggio. !
3 terzine descrivono l’ambiente infernale !
• prima sfera sensoriale che viene sollecitata: udito. !
• “guai”—-> onomatopea per il verso del cane, indica il dolore di
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