Il modo di lavorare organizzato
Il modo di lavorare organizzato non è stato sempre lo stesso. Le competenze oggi richieste sono molto diverse da quelle richieste un tempo. Ci sono specifiche situazioni di contesto che hanno cambiato le persone (la globalizzazione ha comportato stress e precarietà). Il contesto entro cui le organizzazioni operano si è modificato negli ultimi anni. Noi siamo sempre collocati in organizzazioni e siamo pluri-appartenenti. Il nostro è un essere sociale (l’individuo sta in un’organizzazione, l’organizzazione sta in un contesto).
Come il contesto ha influenzato le organizzazioni
Elementi di contesto generale:
- Innovazione tecnologica (uno dei fenomeni che ha maggiormente modificato il mondo del lavoro) e nuove forme di organizzazione del lavoro
- Principali trasformazioni sociali, economiche e organizzative
- Nuovi profili professionali
- Nuove attitudini/competenze richieste (che non vengono insegnate più nemmeno all’università)
- Aspetti di gestione delle risorse umane nel nuovo contesto:
- Reclutamento
- Selezione
- Orientamento
- Inserimento
- Formazione
- Valutazione
- Motivazione
- Job design
- Gestione
Alcuni dei grossi cambiamenti sociali, economici e tecnologici: globalizzazione, precarietà, flessibilità (lavoro che cambia spesso a cui le persone si devono adeguare), stress (quota più alta rispetto a una volta), modalità in cui viene compensato/retribuito il lavoro, nuove competenze (non si sviluppano più sui banchi di scuola ma tramite esperienze professionali o formative), nuovi rischi a cui è esposto il lavoratore (rischi psico-sociali), internet (come le nuove tecnologie hanno modificato il lavoro in modo impressionante), varietà enorme dei contratti di lavoro, identità professionale meno stabile, apertura dei mercati a livello mondiale (concorrenti, competizione forte), crisi (derivata dall’esasperata competizione), delocalizzazione degli stabilimenti, la composizione della forza lavoro è fortemente modificata a livello sociale (alcune professioni sono svolte quasi completamente da stranieri -> flussi migratori).
Contesto attuale delle organizzazioni
(Il cambiamento è dovuto a 3 grosse categorie di fattori)
Fattori economici:
- Scenario politico-economico instabile e in profondo cambiamento
- Globalizzazione dei mercati (competizione globale, paesi emergenti)
- Dislocazione del lavoro manifatturiero verso paesi in via di sviluppo dove il lavoro costa meno
- Fusione/acquisizioni/alleanze (ristrutturazione aziendale necessarie affinché l’azienda possa rimanere competitiva, economie di scala)
Fattori tecnologici:
- Diffusione tecnologie informatiche in tutti i campi (aumento della competizione globale, sempre meno costose)
- Adozione di sistemi automatizzati di controllo della produzione
- Salti tecnologici (elettronica)
Fattori sociali:
- Immigrazioni/emigrazioni che attraversano il mondo globalizzato.
Tipologie di immigrazione verso il nostro paese:
- Immigrazione formata da persone con pochissime competenze professionali, bassissimo livello culturale, che fuggono da situazioni di povertà del loro paese sperando di trovare situazioni di vita migliori dal punto di vista economico; si tratta di manodopera che si affaccia al mondo del lavoro con profili di competenze molto bassi e che si propongono per lavori assolutamente dequalificati.
- Flusso immigratorio formato da persone in possesso di competenze più elevate; persone con un certo livello di qualificazione che trovano nel nostro paese opportunità adatte al loro profilo.
Accanto a questi flussi in entrata ci sono quelli in uscita:
- Fuga dei cervelli: moltissime persone ad elevata qualificazione scolastica proseguono la loro carriera accademica all’estero perché trovano opportunità qualificate che in Italia non trovano.
- Delocalizzazione dei lavoratori, profili di competenze professionali molto elevate lasciano il paese seguendo le opportunità che possono esserci.
Questi flussi hanno modificato quindi la tipologia di persone che lavorano in Italia nelle aziende italiane. Tutto ciò crea una maggiore diversità nella composizione socio-culturale delle persone che ha poi delle implicazioni abbastanza forti sulle modalità di lavoro e di interazione delle persone; è infatti sempre più richiesta la capacità di confrontarsi con persone che provengono da situazioni sociali e culturali molto differenti dalla propria.
Molto spesso nelle aziende si lavora per team, tutto ciò richiede apertura, flessibilità e capacità di confrontarsi con stili di vita diversi dai propri. Ripercussioni a livello di gestione dell’azienda (diversity management) riferiti ai turni di lavoro (giorni di festività), gestione delle mense aziendali (abitudini alimentari differenti che vanno riconosciute e alle quali va data una risposta).
Dal punto di vista dei singoli -> capacità di porsi in relazione con persone diverse.
Dal punto di vista aziendale -> si deve tener conto di esigenze non tradizionali portate da soggetti provenienti da contesti di vita diversi dal nostro.
Questi flussi hanno dato origine alla presenza di una manodopera a basso costo sia in settori generici dequalificati che in settori qualificati. Gli immigrati prestano il loro servizio a dei costi decisamente economici e ciò crea competizione sul mercato del lavoro. Ciò significa crisi, conflitto, tensione, necessità di trovare strade diverse per operare e lavorare.
La capacità di rimettersi in gioco, di affrontare il cambiamento, diventano punti imprescindibili; in moltissimi settori professionali si richiede nelle persone che lavorano la disponibilità ad un apprendimento continuo, uno sviluppo continuo delle proprie capacità e delle proprie competenze in modo da affrontare positivamente il cambiamento e trovarsi sempre in una posizione di vantaggio nella realtà professionale (long life learning, aggiornamento continuo). In passato i ruoli lavorativi erano stabili, cristallizzati.
- Aumento del livello scolastico medio: riguarda in particolare i paesi dell’Europa occidentale. Il numero di lauree e diplomi è molto più elevato. Nelle aziende, nel mondo del lavoro abbiamo delle persone che vogliono entrare nel mondo del lavoro con un livello di aspirazione, delle aspettative, da laureati; le aspettative sono molto diverse rispetto a quelle di una persona con un livello scolastico inferiore. Nelle aziende noi oggi possiamo osservare che ci sono richieste da parte del personale di svolgere attività impegnative, di responsabilità, che diano possibilità di sviluppo crescita e apprendimento.
A livello di gestione del personale questo ha delle ripercussioni: in passato le attese erano di tipo materiale (retribuzione, condizioni di lavoro soddisfacenti, motivazioni e attese di livello medio-basse), oggi anche le attese diventano di livello superiore e cioè molto più attente al lavoro svolto e quindi la gestione del personale deve tener conto di queste attese offrendo un ruolo che garantisca autonomia, crescita, formazione, responsabilità.
- Miglior qualificazione professionale della manodopera: mediamente nelle aziende abbiamo un livello operaio di qualificazione professionale più alto di quello del passato in quanto le aziende hanno investito molto nella formazione ma soprattutto i cambiamenti tecnologici hanno fatto sì che il personale rimasto in azienda fosse il più qualificato professionalmente. Non è più richiesta ripetitività ma supervisione di sistemi, conoscenze informatiche ed elettroniche. Le persone che non erano adeguate sono uscite dall’azienda o in maniera volontaria o tante volte obbligati dall’azienda.
- Quote crescenti di lavoratrici: personale femminile sempre più abbondante in tutte le attività; le donne hanno un maggior bisogno di conciliare vita privata e vita familiare (creazione all’interno dell’organizzazione di asili aziendali, negozi, orario di lavoro flessibile)
- Struttura occupazionale a due velocità: nei paesi occidentali abbiamo una struttura occupazionale che si riferisce a due velocità; il mercato europeo non è assolutamente uniforme, abbiamo un mercato a doppia velocità. Abbiamo profili di lavoratori alti e profili di lavoratori bassi (per profili intendiamo competenze richieste dal mercato). Uno può avere un profilo di competenze alto che però non sono più richieste dal mercato, per cui quel profilo risulta essere non spendibile e quindi diventa basso. I lavori si sono rinnovati, i mestieri sono cambiati.
Uno va avanti pianissimo, o addirittura è fermo o in recessione; l’economia dei paesi occidentali richiede sempre meno lavoratori non qualificati; è un mercato in cui è molto difficile entrare in quanto la competizione è alta e da cui è facilissimo uscirci, sono mercati insicuri e incerti con una bassa retribuzione. Anche a livello impiegatizio, e non solo a livello operaio, possiamo trovare lavoratori a basso profitto.
I lavoratori con profili alti si chiamano generalmente lavoratori della conoscenza perché sono quelli che conoscono maggiori conoscenze richieste dal mercato (knowledge worker). Chi possiede la conoscenza è chi in questo...
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