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Breve storia sociale della comunicazione

Presentazione

1° C – Sap tampa e modernità

Premesse

Nel sec. XII si diffuse in Europa, con la mediazione degli Arabi, la fabbricazione della carta, inventata dai cinesi intorno al I sec. d.C. Verso la metà del 200, la carta cominciò ad essere prodotta in Italia. I cartai italiani, presto introdussero importanti innovazioni come la collatura con gelatina animale che conferì alla carta carattere di conservabilità. Intorno al XIV sec. prese avvio la tecnica della xilografia di origine cinese: immagini e scritti venivano incisi su tavolette di legno che poi venivano inchiostrate e impresse su carta.

L'inchiostro e la stampa

Nel ‘400 J. Gutenberg mise a punto la lega di piombo, stagno e antimonio per fondere i caratteri, trovare il dosaggio giusto per l’inchiostro utile per la stampa per fabbricare i caratteri in serie e assemblarli in forma piana, poi adattare il torchio vinario alla stampa. Gutenberg intuì la possibilità di moltiplicare i testi mediante l’uso dei caratteri mobili. Si associò ad un ricco cittadino di Magonza: Fust, che gli prestò i capitali per la fabbricazione degli utensili e per l’acquisto della carta e dell’inchiostro. Gutenberg, in seguito a questo finanziamento, stampò 130 esemplari della Bibbia, ma in seguito ad una lite con Fust, quest’ultimo si mise in società con un abile calligrafo: Schoeffer, con il quale diede vita ad una vera tipografia e pubblicò il primo libro a recare data di stampa e nome dei tipografi: Il Salterio. Intorno al 1470, la stampa era divenuta una realtà e in alcune città si avviavano delle industrie con manodopera specializzata. I primi tipografi si rivolgevano soprattutto al clero e alle università.

Nasce l'industria tipografica

Molti tipografi non avevano capitali a disposizione e fu per questo motivo che, a partire dal XV°, si fece strada la figura del mercante libraio. I tipografi di maggior fama, avevano anche una buona cultura umanistica, la quale favorì la stampa di opere fino ad allora sconosciute ai più. Grazie alla stampa, diventava possibile anche ad un mercante o ad un laico leggere e comprendere opere che fino a quel momento erano un privilegio del clero o di pochi dotti.

L'incontro tra la stampa e la Riforma

Nelle città italiane e tedesche si sviluppò la stampa, ma ben presto la sua diffusione si estese e alimentò il Riforma protestante (il primo grande conflitto ideologico in cui il materiale stampato giocò un ruolo rilevante), non solo amplificando i dibattiti sul potere del papa e della Chiesa, ma contribuendo a sviluppare il pensiero critico e le prime forme di opinione pubblica. I primi protestanti, da Lutero (che considerava la stampa il più grande dono di Dio) in poi, utilizzarono la stampa per colpire la Chiesa di Roma, dando vita a quella che è stata definita la prima offensiva mediatica. I riformatori, miravano a comunicare con il popolo e per questo motivo, cominciarono a scrivere in volgare, contribuendo, così, alla nazionalizzazione della lingua. La riforma protestante contribuì all’alfabetizzazione dividendo l’Europa protestante del centro-nord, da quella cattolica del Sud.

I libri letti da pochi, influenzarono via via sempre più il grande pubblico, nacquero infatti, i primi leader locali che facevano opinione, tra questi vi erano anche gli stampatori che resero le loro botteghe luogo di ritrovo intellettuale. Se i protestanti combatterono la loro guerra contro la Chiesa a colpi di libro, la Chiesa rispose con le immagini che erano di più rapida presa e più larga comprensione anche da parte degli analfabeti. La Chiesa cattolica pubblicò nel 1559 l’Indice dei libri proibiti. Fra i vari autori inclusi in questo indice che fu in seguito aggiornato, vi erano: Machiavelli, Hobbes, Voltaire.

La censura e i libri proibiti

Anche i protestanti ricorsero alla censura. In Spagna, si delineò la figura del censore. Con la bolla Licet ab initio, Papa Paolo III istituì nel 1542, l’Inquisizione romana. In seguito alla pubblicazione dell’Indice dei libri proibiti, la produzione libraria di Venezia registrò un forte declino, ma nessuno riuscì ad interrompere il mercato del libro. Proprio grazie alla natura industriale della stampa era avvenuta in Europa la saldatura fra libri e mercato, che è ciò che contraddistingue il ruolo della comunicazione dall’epoca moderna fino ai giorni nostri.

2° C – I nuovi generi e l'incontro tra stampa e politica

Dalle gazzette alle riviste culturali

Nell’Europa del ‘600, si colloca la nascita del giornalismo moderno. La casa commerciale Fugger dalla 2° metà del ‘500 pubblicò una gazzetta (nome derivato dalla moneta veneziana e venduto al prezzo di una gazzetta, ossia 2 soldi), con lo scopo di informare i propri corrispondenti e agenti sparsi in tutta Europa. Ad Amsterdam, nel ‘600 si pubblicò il primo giornale in francese La Gazzette d’Amsterdam. Le gazzette, contenevano anche avvisi commerciali e veri avvisi pubblicitari.

Pamphlet e le lotte religiose e politiche

Tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600 si diffuse in Europa la pubblicazione di pamphlet e volantini scandalistici, con i quali si prendevano di mira sovrani, pontefici ed istituzioni. La stampa divenne presto un mezzo di informazione e di mobilitazione politica. In Inghilterra in seguito all’abolizione dell’ultimo Licensing act nel 1965, che pose fine alla censura e al controllo preventivo dei librai, vennero pubblicati ben 19 giornali. La stampa non si poteva combattere che con la stampa e l’opinione pubblica era divenuta un potere di cui chi governava doveva tener conto.

La nascita di un'opinione pubblica nell'Europa del '700

Le diverse forme di censura, non poterono arrestare la diffusione della stampa. Guillam Haas perfezionò il sistema di stampa ideato da Gutenberg. Nacquero le prime enciclopedie. Il campo del sapere si allargava, come pure il raggio di circolazione delle idee. Sorsero nei primi del ‘700 le prime massonerie moderne (Isaac Newton) come luoghi di discussione. Si fecero strada nuove forme di letteratura di evasione: narrativa, in Inghilterra il romanzo moderno, in Francia il romanzo epistolare. I nuovi luoghi di aggregazione sociale (caffè, salotti, club), diventarono bacini di formazione di un’opinione pubblica che divenne sinonimo di società civile.

Il simbolo del rapporto tra stampa, opinione pubblica e società civile fu il successo del giornale di Joseph Addison, The Spectator (1711 Londra). Era un giornale letto dalle élites, ma anche dai commercianti e dalle signore colte. La politica entrava ormai nella vita quotidiana di gran parte della popolazione e la lettura dei giornali nei caffè dava vita a vivaci dibattiti e scambi di opinione.

Anche nel corso del ‘700 proseguì l’azione repressiva dell’Inquisizione. Negli USA i giornali furono i protagonisti di tutte le battaglie politiche nei singoli Stati, ma poi anche del più generale movimento per l’indipendenza. Lo scrittore Thomas Paine fece da ponte ideologico fra la rivoluzione americana e quella francese, sostenendo il valore delle idee democratiche e repubblicane contro il sistema oligarchico inglese e la monarchia. La rivoluzione americana fu una rivoluzione per l’indipendenza e non innestò una spirale di guerra civile come in Francia. La popolazione francese venne influenzata soprattutto dai livres philosophique. Le svolte più cruente della rivoluzione, videro come protagonista Marat e il suo giornale l’ami du peuple. Il Palais Royale divenne il luogo di incontro preferito da artisti, intellettuali, scrittori e giornalisti. Dopo la rivoluzione, con Napoleone si tornò alla censura e poi al controllo statale della stampa.

Come nascono le rivoluzioni: il rovesciamento del paradigma della rivoluzione

La più recente storiografia sulla rivoluzione francese, quella revisionista, ha rovesciato il paradigma elaborato dalla storiografia marxista che la spiegava come prodotto dell’ascesa della borghesia e ne vedeva le origini nella crisi economica. Robert Darnton ha intitolato un capitolo del suo saggio I libri provocano le rivoluzioni, quasi a rovesciare il paradigma interpretativo della rivoluzione e spingendosi fino a rivedere criticamente il concetto di sfera pubblica borghese, elaborato da Habermas. I libelli furono, secondo Darnton, il più potente strumento di delegittimazione dell’ancien regime, contribuendo a porre le premesse della mentalità rivoluzionaria. I libelli offrirono un commento agli avvenimenti politici e assimilarono nuovo materiale e nuove tecniche retoriche per creare un nucleo narrativo, una sorta di storia politica popolare, organizzata attorno ad un unico tema: la monarchia era degenerata in dispotismo. Napoleone affermò che 4 giornali ostili erano più pericolosi di 100 baionette e fece sopprimere tutte le testate giornalistiche tranne una decina, a lui favorevoli.

3° C – L'ottocento: un secolo in movimento

La rivoluzione dei trasporti e delle comunicazioni: rivoluzioni intrecciate

La 2° rivoluzione industriale, sospinta dal vapore e dall’elettricità, e la contemporanea rivoluzione delle comunicazioni, si intrecciarono e si cumularono come parti di uno stesso processo. Si modificò la percezione del tempo e dello spazio grazie anche all’apparire di nuovi media: telegrafo, fotografia, telefono, cinematografo e la radio. Tale periodo fu paragonato all’invenzione di Gutenberg. Il telegrafo si sviluppò quasi contemporaneamente alla ferrovia, per ovviarne i problemi di segnalazione e traffico che si erano andati creando. Prese il via un vero e proprio processo di globalizzazione che investì nell’800 ogni continente.

La prima rete telegrafo

Uno dei pionieri dell’invenzione del telegrafo fu Claude Chappe: Nel 1844 fu inaugurata la prima linea telegrafica con il sistema Morse (divenuto poi la base dell’informatica), che collegava Washington con Baltimora. La fortuna del telegrafo, si era intrecciata con quella della ferrovia e dei canali navigabili. Il telegrafo accelerò i tempi delle comunicazioni e ne ridusse i costi.

La 2° rivoluzione della stampa: i giornali come locomotiva sociale

Nell’800 si assistette ad una nuova rivoluzione della stampa grazie all’evoluzione tecnologica e alla diversificazione dei prodotti (la carta viene fabbricata in continuo e si ricorse alla pasta di legno). I giornali furono definiti locomotiva sociale per il potere che esercitavano sugli orientamenti dell’opinione pubblica, e per il loro fare da traino ai processi tecnologici più innovativi. Gli editori erano spesso anche tipografi, ma ben presto, divennero dei veri imprenditori. La stampa periodica abbassando i costi, aumentò il numero dei lettori. In quegli anni ci fu anche il trionfo del romanzo. I giornali venivano letti nei club e nei caffè e ci si rese presto conto, che costituivano un vero e proprio potere. La libertà di stampa venne considerata un diritto essenziale e la censura venne colpita dalle satire più graffianti, o aggirata dalla stampa clandestina (satire del Giusti). Giuseppe Mazzini, aveva capito l’importanza della comunicazione per creare un’opinione pubblica. Nacquero le prime agenzie di stampa e con queste anche la rete postale subì un grosso sviluppo. L’alfabetizzazione subì un grande incremento. Sorsero poi le macchine per scrivere e la Linotype per comporre testi.

Per sostenere i costi, i giornali cominciarono ad ospitare le prime pubblicità.

Dal telefono al telegrafo senza fili: la rete universale

L’11 giugno 2002 il Congresso degli Stati Uniti ha approvato la risoluzione che riconosce ufficialmente ad Antonio Meucci il merito di aver inventato il telefono. L’invenzione del telefono è stata prima di allora, attribuita all’americano Alexander Graham Bell. Meucci presentò un caveat per il suo telettrofono, ma non riuscì a pagarsi il brevetto definitivo, perché troppo costoso. Per creare la rete telefonica bisognava costruire delle centrali di commutazione e le prime furono installate a New Haven e a Londra. Come il telegrafo anche il telefono aveva bisogno di cavi sottomarini per collegare i continenti. Solo nel 1915 NYC fu collegata a San Francisco. Nel 1920 in Italia si contavano poco più di centomila apparecchi, ma nel 2004 l’Italia ha vantato il primato mondiale con ben 50 milioni di telefonini. Anche per il telefono, si può parlare di una rivoluzione sul costume, sulle relazioni sociali, sulla cultura e in generale sulla società.

Nel 1895 Guglielmo Marconi inventò il primo radiotelegrafo. Allora non si pensava alla radio come medium di massa, lo stesso Marconi, pensava alla radio soprattutto come strumento militare. Nel 1909 Marconi ottenne il premio Nobel per la fisica.

4° C – Dalla fotografia al cinema: la lunga marcia della comunicazione per immagini

La fotografia

La comunicazione contemporanea è permeata di immagini. Già nel ‘700 si era diffusa in Europa la moda delle vedute ottiche, si trattava di macchine di legno in cui si inserivano fogli di vedute ottiche. Una tappa fondamentale nella comunicazione per immagini fu l’invenzione della fotografia vero e proprio precursore del cinema e della televisione. Lo sperimentatore francese Niepce produsse con il metodo che chiamò éliografia la prima immagine fotografica e lo scienziato Daguerre, rese noto il nuovo procedimento per produrre immagini fotografiche (dagherrotipi). In Europa e in America si sviluppò quella che fu definita la “dagherromania”, e il numero degli amanti della fotografia crebbe a dismisura. In Italia la famiglia Alinari si dedicò in maniera professionale alla fotografia. Si scatenò tra i sovrani e i principi la corsa al ritratto fotografico e nelle capitali mondiali sorsero degli studi fotografici nelle vie più eleganti.

Nel 1888 George Eastman lanciò un nuovo apparecchio di piccole dimensioni: la Kodak, che divenne presto un nuovo prodotto industriale di massa. Con l’avvento della fotografia si cominciò a tentare di risolver

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Buonanno Milly.
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