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nessuno riuscì ad interrompere il mercato del libro.

Proprio grazie alla natura industriale della stampa era avvenuta in Europa la

saldatura fra libri e mercato, che è ciò che contraddistingue il ruolo della

comunicazione dall’epoca moderna fino ai giorni nostri.

2° C – I ’

AP NUOVI GENERI E L INCONTRO TRA STAMPA E POLITICA

Nell’Europa del ‘600, si colloca la nascita del giornalismo moderno. La

casa commerciale Fugger dalla 2° metà del ‘500 pubblicò una gazzetta

(nome derivato dalla moneta veneziana e venduto al prezzo di una gazzetta,

D

ALLE GAZETTE ALLE

1 ossia 2 soldi), con lo scopo di informare i propri corrispondenti e agenti

RIVISTE CULTURALI sparsi in tutta Europa. Ad Amsterdam, nel ‘600 si pubblicò il primo giornale

in francese La Gazzette d’Amsterdam. Le Gazzette, contenevano anche

avvisi commerciali e veri avvisi pubblicitari.

Tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600 si diffuse in Europa la pubblicazione

di pamphlet e volantini scandalistici, con i quali si prendevano di mira

sovrani, pontefici ed istituzioni. La stampa divenne presto un mezzo di

I informazione e di mobilitazione politica. In Inghilterra in seguito

PAMPHLET E LE LOTTE

2 all’abolizione dell’ultimo Licensing act nel 1965, che pose fine alla censura

RELIGIOSE E POLITICHE e al controllo preventivo dei librai, vennero pubblicati ben 19 giornali. La

stampa non si poteva combattere che con la stampa e l’opinione pubblica

era divenuta un potere di cui chi governava doveva tener conto.

3 L ’ ‘700. S

A NASCITA DI UN OPININE PUBBLICA NEL ITI E LUOGHI DEL SAPERE

Le diverse forme di censura, non poterono arrestare la diffusione della stampa. Guillam Haas perfezionò il

sistema di stampa ideato da Gutenberg. Nacquero le prime enciclopedie.

Il campo del sapere si allargava, come pure il raggio di circolazione delle idee. Sorsero nei primi del ‘700 le

prime massonerie moderne (Isaac Newton) come luoghi di discussione.

Si fecero strada nuove forme di letteratura di evasione: narrativa, in Inghilterra il romanzo moderno, in Francia

il romanzo epistolare. I nuovi luoghi di aggregazione sociale (caffè, salotti, club), diventarono bacini di

formazione di un’opinione pubblica che divenne sinonimo di società civile.

stampa, opinione pubblica e società civile fu il successo del giornale di Joseph

Il simbolo del rapporto tra

Addison, The Spectator (1711 Londra). Era un giornale letto dalle élites, ma anche dai commercianti e dalle

signore colte. La politica entrava ormai nella vita quotidiana di gran parte della popolazione e la lettura dei

giornali nei caffè dava vita a vivaci dibattiti e scambi di opinione.

Anche nel corso del ‘700 proseguì l’azione repressiva dell’Inquisizione.

S Negli USA i giornali furono i protagonisti di tutte le battaglie politiche nei

TAMPA POLITICA E

4 singoli Stati, ma poi anche del più generale movimento per l’indipendenza.

RIVOLUZIONI Lo scrittore Thomas Paine fece da ponte ideologico fra la rivoluzione

americane e quella francese, sostenendo il valore delle idee democratiche e

repubblicane contro il sistema oligarchico inglese e la monarchia. La

rivoluzione americana fu una rivoluzione per l’indipendenza e non innestò

L una spirale di guerra civile come in Francia. La popolazione francese venne

A RIVOLUZIONE influenzata soprattutto dai livres philosophique. Le svolte più cruente della

5 FRANCESE E IL rivoluzione, videro come protagonista Marat e il suo giornale l’ami du

GIORNALISMO MILITANTE peuple. Il Palais Royale divenne il luogo di incontro preferito da artisti,

intellettuali, scrittori e giornalisti.

Dopo la rivoluzione, con Napoleone si tornò alla censura e poi al controllo

statale della stampa.

6 C . I

OME NASCONO LE RIVOLUZIONI L ROVESCIAMENTO DEL PARADIGMA DELLA RIVOLUZIONE

La più recente storiografia sulla rivoluzione francese, quella revisionista, ha rovesciato il paradigma elaborato

dalla storiografia marxista che la spiegava come prodotto dell’ascesa della borghesia e ne vedeva le origini

nella crisi economica. Robert Darnton ha intitolato un capitolo del suo saggio I libri provocano le rivoluzioni,

quasi a rovesciare il paradigma interpretativo della rivoluzione e spingendosi fino a rivedere criticamente il

libelli furono, secondo Darnton, il più potente

concetto di sfera pubblica borghese, elaborato da Habermas. I

strumento di delegittimazione dell’ancien regime, contribuendo a porre le premesse della mentalità

2

rivoluzionaria. I libelli offrirono un commento agli avvenimenti politici e assimilarono nuovo materiale e

nuove tecniche retoriche per creare un nucleo narrativo, una sorta di storia politica popolare, organizzata

attorno ad un unico tema: la monarchia era degenerata in dispotismo. Napoleone affermò che 4 giornali ostili

erano più pericolosi di 100 baionette e fece sopprimere tutte le testate giornalistiche tranne una decina, a lui

favorevoli.

3° C – L’ :

AP OTTOCENTO UN SECOLO IN MOVIMENTO

La 2° rivoluzione industriale, sospinta dal vapore e dall’elettricità, e la

contemporanea rivoluzione delle comunicazioni, si intrecciarono e si

L cumularono come parti di uno stesso processo. Si modificò la percezione

A RIVOLUZIONE DEI del tempo e dello spazio grazie anche all’apparire di nuovi media: telegrafo,

TRASPORTI E DELLE

1 : 2 fotografia, telefono, cinematografo e la radio. Tale periodo fu paragonato

COMUNICAZIONI all’invenzione di Gutenberg. Il telegrafo si sviluppò quasi

RIVOLUZIONI contemporaneamente alla ferrovia, per ovviarne i problemi di segnalazione

INTRECCIATE e traffico che si erano andati creando. Prese il via un vero e proprio

processo di globalizzazione che investì nell’800 ogni continente.

Uno dei pionieri dell’invenzione del telegrafo fu Claude Chappe: Nel 1844

fu inaugurata la prima linea telegrafica con il sistema Morse (divenuto poi

L : I la base dell’informatica), che collegava Washington con Baltimora. La

A PRIMA RETE L

2 fortuna del telegrafo, si era intrecciata con quella della ferrovia e dei canali

TELEGRAFO navigabili. Il telegrafo accelerò i tempi delle comunicazioni e ne ridusse i

costi.

3 L 2° :

A RIVOLUZIONE DELLA STAMPA I GIORNALI COME LOCOMOTIVA SOCIALE

Nell’800 si assistette ad una nuova rivoluzione della stampa grazie all’evoluzione tecnologica e alla

diversificazione dei prodotti (la carta viene fabbricata in continuo e si ricorse alla pasta di legno). I giornali

furono definiti locomotiva sociale per il potere che esercitavano sugli orientamenti dell’opinione pubblica, e

per il loro fare da traino ai processi tecnologici più innovativi. Gli editori erano spesso anche tipografi, ma ben

presto, divennero dei veri imprenditori. La stampa periodica abbassando i costi, aumentò il numero dei lettori.

In quegli anni ci fu anche il trionfo del romanzo. I giornali venivano letti nei club e nei caffè e ci si rese presto

conto, che costituivano un vero e proprio potere.

La libertà di stampa venne considerata un diritto essenziale e la censura venne colpita dalle satire più

graffianti, o aggirata dalla stampa clandestina (satire del Giusti). Giuseppe Mazzini, aveva capito l’importanza

della comunicazione per creare un’opinione pubblica. Nacquero le prime agenzie di stampa e con queste anche

la rete postale subì un grosso sviluppo. L’alfabetizzazione subì un grande incremento. Sorsero poi le macchine

per scrivere e la Linotype per comporre testi.

Per sostenere i costi, i giornali cominciarono ad ospitare le prime pubblicità.

4 D :

AL TELEFONO AL TELEGRAFO SENZA FILI LA RETE UNIVERSALE

L’11 giugno 2002 il Congresso degli Stati Uniti ha approvato la risoluzione che riconosce ufficialmente ad

Antonio Meucci il merito di aver inventato il telefono. L’invenzione del telefono è stata prima di allora,

attribuita all’americano Alexander graham Bell. Meucci presentò un caveat per il suo telettrofono, ma non

riuscì a pagarsi il brevetto definitivo, perché troppo costoso.

Per creare la rete telefonica bisognava costruire delle centrali di commutazione e le prime furono installate a

New Haven e a Londra. Come il telegrafo anche il telefono aveva bisogno di cavi sottomarini per collegare i

continenti. Solo nel 1915 NYC fu collegata a San Francisco. Nel 1920 in Italia si contavano poco più di

centomila apparecchi, ma nel 2004 l’Italia ha vantato il primato mondiale con ben 50 milioni di telefonini.

Anche per il telefono, si può parlare di una rivoluzione sul costume, sulle relazioni sociale sulla cultura e in

generale sulla società.

Nel 1895 Guglielmo Marconi inventò il primo radiotelegrafo. Allora non si pensava alla radio come medium

di massa, lo stesso Marconi, pensava alla radio soprattutto come strumento militare. Nel 1909 Marconi ottenne

il premio Nobel per la fisica.

4° C – D :

AP ALLA FOTOGRAFIA AL CINEMA LA LUNG MARCIA DELLA COMUNICAZIONE PER IMMAGINI

1 L

A FOTOGRAFIA

La comunicazione contemporanea è permeata di immagini. Già nel ‘700 si era diffusa in Europa la moda delle

vedute ottiche, si trattava di macchine di legno in cui si inserivano fogli di vedute ottiche.

3

Una tappa fondamentale nella comunicazione per immagini fu l’invenzione della fotografia vero e proprio

precursore del cinema e della televisione. Lo sperimentatore francese Niepce produsse con il metodo che

chiamò éliografia la prima immagine fotografica e lo scienziato Daguerre, rese noto il nuovo procedimento

per produrre immagini fotografiche (dagherrotipi). In Europa e in America si sviluppò quella che fu definita la

“dagherromania”, e il numero degli amanti della fotografia crebbe a dismisura. In Italia la famiglia Alinari si

dedicò in maniera professionale alla fotografia. Si scatenò tra i sovrani e i principi la corsa al ritratto

fotografico e nelle capitali mondiali sorsero degli studi fotografici nelle vie più eleganti. Nel 1888 George

Eastmann lanciò un nuovo apparecchio di piccole dimensioni: la Kodak, che divenne presto un nuovo

prodotto industriale di massa.

Con l’avvento della fotografia si cominciò a tentare di risolvere il problema di stampare foto e testo nella

stessa pagina e si affacciò la figura di un nuovo professionista: il fotoreporter. Foto sincere e foto bugiarde

erano il segno che la fotografia non era sempre lo specchio della realtà, ma solo un’interpretazione e a volta

una forzatura della realtà.

2 M ITI E SOCIETÀ DI MASSA

La rivoluzione che ha avuto luogo nell’800 è partita dall’incrocio tra la tecnologia dei sistemi di trasporto

(ferrovie, vapore) e dei sistemi di comunicazione. Le ferrovie non si sarebbero potute sviluppare senza il

telegrafo. La velocità dei trasporti e della comunicazione aveva reso possibile la riduzione dei limiti spazio-

temporali.

Migliaia di persone si muovevano in giro per il mondo. Il tempo libero verso la fine dell’800, cominciò a

diventare un’esigenza diffusa. Nascevano le classi intermedie che contribuirono alla nascita della società di

massa, di cui Le Bon fu uno tra i primi studiosi. Si affacciarono nuovi bisogni e nuove esigenze culturali.

Nacquero nuove forme di spettacolo popolare.

Il Wild West show di Buffalo Bill fece una tourné in Europa e, nonostante i prezzi, faceva sempre il tutto

esaurito. La troupe fu anche ricevuta dal Papa Leone XIII°.

Invenzione del cinematografo da parte di Filoteo Alberini che mise a punto una macchina simile a quella dei

Fratelli Lumiere. P

ARTE SECONDA

D 900

AL AI GIORNI NOSTRI

5° C – I . F

AP L GIORNALE COME PRIMO MEDIA DI MASSA RA INTRATTENIMENTO E INFORMAZIONE

Alla fine dell’800 e inizio del ‘900 si assiste al configurarsi di un campo

della comunicazione definito di massa. Inizialmente i protagonisti di

questo cambiamento furono i giornali e i periodici. Negli USA si gettarono

1 I le basi per l’industrializzazione del giornalismo. La penny press creò le

NTRODUZIONE premesse di questo cambiamento e decretò un aumento di pubblico e la

nascita della nuova professione del giornalista. In Europa questo processo

fu più lento.

La Penny Press (così chiamata perché i giornali allora costavano un penny),

fu un fenomeno che vide la trasformazione dei giornali in vere e proprie

imprese commerciali volte a vendere sempre di più giornali e spazi

pubblicitari. Questi giornali rivendicavano una propria autonomia

finanziaria tramite gli abbonamenti e la vendita diretta per strada con gli

strilloni. Il 1° penny paper fu The New York Sun (1833). Nel 1840 negli

2 L P USA c’erano ben 138 quotidiani. La Penny Press, inventò il concetto di

A ENNY PRESS notizia. Oltre alle notizie di politica, venivano pubblicati articoli sulla

polizia, le strade, i tribunali. La stampa rifletteva l’intera vita sociale.

I cambiamenti portati dal giornalismo negli USA erano collegati alla nascita

della società democratica di mercato. La diffusione di un giornalismo

popolare, fu possibile grazie al costituirsi di un pubblico di lettori che

andava al di là delle élites politiche ed economiche.

3 U

NA NOTIZIA PER TUTTI

Oltre a rappresentare la realtà sociale, il giornalismo attirava l’interesse dei lettori su alcuni temi specifici e le

questioni sociali divennero così oggetto di dibattiti pubblici. I fatti anche più insignificanti ..”possono essere

gonfiati a questioni di grande attualità”…I fatti della vita quotidiana divengono newsworthiness acquisendo il

4

valore di notiziabilità- Il giornalismo popolare fu criticato da parte di altri giornali, di involgarire

l’informazione nel nome del sensazionalismo. I Penny paper replicarono che il vecchio giornalismo era

dedicato solo alle élites.

Gli inviati dei giornali andavano direttamente sul posto per raccogliere notizie e interviste. All’inizio del ‘900

vi erano 2 tipi di giornalismo: popolare e di élite.

In Italia il giornalismo era molto meno diffuso e le testate giornalistiche più importanti erano: Il Corsera, La

Stmpa e Il giornale d’Italia.

In USA un esempio di giornalismo dedicato all’intrattenimento definito yellow journalism (l’edizione

domenicale era stampata su carta gialla) fu The New York World (di Pulitzer). Lo scopo di questi giornali

era quello di impegnare la mente, perché il pubblico, a detta dello stesso Pulitzer, “ama più il divertimento che

l’informazione”. Il New York Times era un giornale dai toni più moderati.

In GB un esempio di stampa popolare fu rappresentato dal Daily Mail. L’edizione domenicale era rivolta ad

un pubblico femminile con consiglie e ricette.

Negli USA si diffusero i syndicates agenzie che vendevano a più giornali, notizie ed editoriali.

In Francia: Le petit journal, Le Petit Parisien, Le Matin e il 1° giornale sportivo: Le vélo.

Lo scoppio della guerra segnò un’altra tappa nello sviluppo della

comunicazione di massa. Quasi ogni paese belligerante, anche i più

democratici, adottarono forme di censura preventiva e di controllo della

stampa. La censura era in primis rivolta ad impedire la diffusione di notizie

militari, in seguito a colpire le notizie che potevano turbare l’ordine

L’ pubblico e poi mediante la diffusione di notizie che potessero risollevare lo

ESPERIENZA CRITICA

4 spirito pubblico. Ci furono Governi che predilessero la censura alla

DURANTE LA GUERRA propaganda. Negli USA venne creata un’agenzia governativa per la

produzione di materiale di propaganda, come il celebre manifesto dello Zio

Sam Uncle Sam wants you. I governi capirono che una guerra non si

vinceva solo militarmente, ma anche facendo ricorso a delle tecniche di

comunicazione in grado di toccare l’emotività della gente.

5 R EALTÀ RACCONTATA DAL GIORNALISMO E REALTÀ PROVOCATA DAL GIORNALISMO

Il codice etico dell’associazione americana dei giornalisti affermò nel ’26 che il diritto al popolo a sapere era la

missione prioritaria dei mass media.

Negli USA emerse con chiarezza il limite del giornalismo in rapporto con l’audience e fu proprio negli USA

Scuola di Chicago animata da Robert Park.

che negli anni ’20, presero il via le ricerche sociologiche della

Questi studi, misero in luce gli sviluppi della comunicazione che erano accompagnati dall’ampliamento della

democrazia rappresentativa, dall’espansione del mercato, dalla mobilità sociale e dall’incremento dei consumi.

Nello stesso periodo si diffusero le scienze sociali quali: la psicanalisi, la psico sociale e il marketing che

sottolinearono l’importanza delle dinamiche legate alla conoscenza e alle scelte individuali e collettive. Walter

Lippman nel suo libro L’opinione pubblica del ’21, evidenziò l’importanza che i mass media potevano avere

nello sviluppo della democrazia in una società il cui tratto distintivo era la mobilità e la stessa crescita sociale.

Dal rapporto tra distribuzione delle notizie, creazione degli atteggiamenti e orientamenti dell’opinione

pubblica, Lippman faceva derivare il problema della non automatica corrispondenza delle immagine che gli

individui hanno nella loro mente alle realtà del mondo esterno. Emergeva la consapevolezza della centralità

dell’informazione d’attualità quale principale fonte di conoscenza sul mondo sociale degli esseri umani.

I giornali contribuirono all’allargamento della scena pubblica ed erano nel contempo newspaper e usepaper.

Convivevano insieme informazione e obiettività, spettacolarizzazione e intrattenimento.

6 N

ELLA MORSA DEI TOTALITARISMI

Nei regimi totalitari il controllo sui media da parte dello Stato era totale. La propaganda e la censura segnarono

prepotentemente i contesti da cui emersero il comunismo in Urss, il nazismo in Germania e il fascismo in

Italia.

In URSS, in un contesto in cui le libertà anche minime non erano garantite, ai giornali era assegnata la

funzione di strumenti di orientamento ed educazione delle masse alle regole comunismo sovietico. I giornali

ammessi erano quelli legati al partito: Prava e il Soviet. Esisteva un’agenzia di stampa la TASS.

Germania aveva un contesto economico industriale ben sviluppato. Con Hitler la libertà di stampa fu

La

abolita. I nazisti organizzarono roghi di libri. 5

In Italia la dittatura fascista esercitò un controllo totale sui quotidiani. Mussolini diede vita ad

un’organizzazione burocratica di controllo sui media, per ridurli a cassa di risonanza del regime. L’Ufficio

stampa del Governo, diffondeva le veline contenenti le notizie pubblicabili. Non potendo dare notizie di

cronaca nera, i giornali ampliavano lo spazio dedicato alla cultura. Il fascismo controllava anche radio (ascolti

pubblici di messaggi di propaganda) e il cinema che all’Unione cinematografica educativa LUCE, affidò la

produzione di filmati informativi e cinegiornali.

A partire dagli anni 30 l’informazione su carta, si accompagnò a quella

radiofonica e a quella dei cinegiornali, che combinavano il sonoro alle

immagini. La stampa dovette pensare a nuove strategie per risultare

concorrenziale e si sottolineò l’aspetto di riflessione e approfondimento che

il giornale poteva offrire. Sui giornali apparsero gli opinion makers che

offrivano il loro punto di vista sui temi più importanti del giorno. Nelle

N

UOVE NARRAZIONI TRA redazioni, venne affidata ai capiservizio la responsabilità dei diversi settori

7 TOFOGIORNALISMO E informativi: politica, cronaca, esteri etc. Con le macchine per stampare in

SVILUPPI TECNOLOGICI rotocalco si potevano stampare foto su carta non patinata e avere un numero

di tiratura molto elevato. Nel ’35 furono introdotte pellicole per diapositive.

Tra le riviste settimanali di più alto prestigio ci fu la Life e “vedere ed essere

visti divenne il desiderio di metà del genere umano”. Nacque la figura del

fotoreporter. La 2° guerra mondiale poté essere documentata anche dal

fotogiornalismo.

8 N

UOVE SFIDE E DILEMMI NEL GIORNALISMO CONTEMPORANEO

Le guerre hanno sempre influito sui destini del giornalismo, mettendo a rischio la libertà di informazione. Il

controllo messo in atto da Hitler e Mussolini, poteva avere luogo anche nei paesi più democratici. Negli USA i

giornalisti avevano cmq acquisito una propria indipendenza. Anche la guerra del Vietnam fu documentata da

foto e tv, ma spesso le rappresentazioni dei fatti, mostravano solo una parte di verità, si pensi alla foto del

poliziotto di Saigon che uccide un ragazzo vietnamita (del quale non si sapeva che aveva ucciso una donna con

i suoi figli). Il giornalismo assunse il ruolo di watch dog, che in nome dell’interesse pubblico, cercava di

documentare gli orrori della guerra e di smascherare gli intrighi politico-finanziari. Si affermarono 2 processi

informativi:

N : controllo esercitato dai governi nei confronti delle diffusioni delle notizie,

EWS MAGAGEMENT

attraverso proprie agenzie

A : giornalismo critico e di denuncia.

DVOCACY JOURNALISM

All’inizio degli anni ’80, la presenza dei primi pc nelle redazioni, preparò la rivoluzione digitale degli anni ’90

e il configurarsi di un giornalismo on line.

Le bombe medianiche sono da B. definite quegli eventi traformati rapidamente in notizia.

6° C – S :

AP TORIE PER IMMAGINI IL CINEMA

I fratelli Lumiere il 28 dec 1895 proposero al presso di un franco, la prima

esibizione del cinematographe a 33 spettatori.

Il cinema divenne presto un intrattenimento di massa e negli USA sorsero ii

S , nickelodeon dei magazzini nei quali, per un nickel, si poteva assistere a

IGNORE E SIGNORI ECCO

1 delle rappresentazioni di cinema muto. In questi locali il pubblico era misto:

IL CINEMATOGRAFO classi superiori mischiate al popolo.

Furono introdotte le didascalie, dapprima descrittive, poi di riassunto del

dialogo, poi, a partire dal 1914 di riproduzione fedele del dialogo.

In Italia la produzione cinematografica nacque dopo lo sviluppo

dell’esercizio cinematografico. In Italia all’inizio, ci si limitò al solo

esercizio. Filoteo alberini diede inizio all’attività di produzione nel 1905 e

I fondò una casa di produzione la C . Introno al 1909 la cinematografia

L CONSOLIDAMENTO DI INES

2 ’ mondiale subì una battuta di arresto. In questo periodo il sistema italiano di

UN INDUSTRIA produzione era in forte sviluppo. Torino era la mecca del cinema. Il film

storico all’italiana ebbe un grande successo, si pensi ai primi

lungometraggi: La caduta di Troia, L’inferno, la Gerusalemme liberata.

3 L Tra il 1905 e il 1922 in America, si affermò lo Studio sistem che

A NUOVA INDUSTRIA 6


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Sociologia della Comunicazione della prof.ssa Buonanno sulla breve storia sociale della comunicazione: stampa e modernità, stampa e politica, l'ottocento - un secolo in movimento, dalla fotografia al cinema, il giornale come primo media di massa, il cinema, la televisione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Buonanno Milly.

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