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Teoria generale della politica di Norberto Bobbio

Appunti di Fabrizio Maltinti

Norberto Bobbio è, senz'altro, il filosofo, in generale, e filosofo politico, in particolare, che ha caratterizzato la cultura del '900 (insieme a Benedetto Croce, di cui Bobbio era stato allievo); la prima metà del secolo, Croce e, successivamente, nella seconda metà, è stato il pensiero di Bobbio che ha caratterizzato tale periodo. Bobbio è stato colui che ha portato la filosofia politica nel "sapere" del nostro Paese (istituzionalmente riconosciuta a fine anni '60).

Due filoni di filosofia politica in Italia

In Italia ci sono due filoni di filosofia politica, quella di Bobbio, di indirizzo laico ed un secondo filone "religioso" che, tuttavia, non ha avuto un grande impatto sul pensiero filosofico politico. Norberto Bobbio, prima di essere un filosofo politico, è un filosofo del diritto. La sua prima attività di riflessione filosofica – fine anni '50 – si muove nell’ambito del diritto. Come tale, la sua scuola di pensiero è ancora attiva in molte parti del mondo.

Dopo gli anni '40/'50, cominciò la sua riflessione sulla filosofia politica; egli è anche un filosofo della storia. I due grandi temi affrontati da Norberto Bobbio sono stati quello della guerra e quello della pace. Egli, infine, è un filosofo morale, anche se i suoi scritti in tema di filosofia morale sono pochi ma molto densi.

Approfondimento della teoria generale della politica

Dall’approfondimento della teoria generale della politica, possiamo vedere come Norberto Bobbio si basi su di una serie di dualismi teoretici:

  • Guerra e pace
  • Due libertà
  • Due liberalismi
  • Due democrazie
  • Due socialismi
  • Due eguaglianze; o meglio, diversi tipi di eguaglianza e diversi tipi di diseguaglianze

Norberto Bobbio ritiene non possa raggiungersi l'eguaglianza integrale - com'è invece possibile per altri valori quali la libertà. Ciò in quanto non tutti gli uomini nascono uguali, vi sono diseguaglianze naturali. La società deve mettere in condizione i "diseguali" di mettersi allo stesso livello degli "eguali" (abbattimento delle barriere di diseguaglianza sociale). Si pensi, ad esempio, all’ambito economico dove, un'uguaglianza economica, secondo Norberto Bobbio, non sarebbe nemmeno auspicabile per lo sviluppo dello Stato (a differenza di quello che hanno sempre sostenuto i marxisti).

Suddivisione dei "classici"

Bobbio suddivide i "classici" in tre filoni:

  • Hobbes, Locke, Montesquieu, Rousseau, Kant, Hegel
  • Carlo Cattaneo, Pareto, Mosca, Croce, Weber, Kelsen
  • Marx ed i marxisti, a cominciare da Gramsci

Nucleo teoretico della filosofia di Bobbio

Il nucleo teoretico della filosofia di Bobbio è il fatto che, per Bobbio, le tre grandi dottrine politiche dell'800: liberalismo, democrazia e socialismo, non possono essere più considerate antitetiche l’una all’altra, ma sono un continuum tra l'una e l'altra. Non solo continuità, egli considera la democrazia come il prolungamento del liberalismo ed il socialismo, il prolungamento della democrazia, a sottolineare questo intimo rapporto teoretico tra le tre dottrine.

Se non si comprende questo nucleo, non si possono comprendere gli scritti del filosofo.

Liberalismo, democrazia e socialismo

Vediamo il perché (considerando che, ancora oggi, molti pensatori considerano le tre dottrine come antitetiche). Perché, quando si parla di liberalismo, si parla di una dottrina che conferisce centralità – in politica e nella morale – al singolo individuo. Su questo principio si è sviluppato, storicamente, un equivoco in quanto si è identificato il liberalismo con il liberismo. Sono due cose distinte, il liberalismo è una teoria filosofica, mentre il liberismo è una teoria economica che si riferisce esclusivamente all’ambito dell’economia.

Con il termine democrazia, in senso stretto, si fa riferimento al potere del popolo (demos + cratos). Al momento degli scritti di Bobbio, il termine democrazia è inteso come l’opposto di autocrazia (il potere che va dall’alto al basso, mentre, in democrazia, il potere dal basso, sale verso l’alto). Finché non nasce la democrazia, l’autocrazia era di due tipi: potere che derivava dalla persona del Re e potere che derivava dal soprannaturale (Re per volere di Dio), quale era il potere che permetteva la trasmissione del potere dalla Divinità al Sovrano.

Per socialismo si intende una serie di dottrine, accomunate tutte da una tensione egualitaria ed anti-individualistica. Su questi principi nasce il socialismo, diversificato, come detto, in varie dottrine sviluppatesi nel corso dell'800. Due sono le dottrine principali del socialismo:

  • Socialismo democratico
  • Socialismo rivoluzionario

Il socialismo democratico nasce con i filosofi utopisti – soprattutto francesi (Fourier, Saint Simon, ecc.) i quali, nello sviluppo di questa teoria, non prescindono mai dal principio della democrazia. Il socialismo rivoluzionario, a sua volta, apre, al suo interno, molteplici indirizzi che vanno dal marxismo (in tutte le sue differenze) all'anarchismo. Il più rappresentativo di tutti i socialismi, è senz’altro il marxismo, ed è appunto questo pensiero (il pensiero di Karl Marx) che Norberto Bobbio prende a riferimento nel suo pensiero.

Continuum tra liberalismo, democrazia e socialismo

Norberto Bobbio riesce a dimostrare la sua tesi sul continuum tra liberalismo, democrazia e socialismo, avvalendosi di due termini: libertà ed eguaglianza, termini entrambi presenti nelle tre dottrine in esame, sebbene con debite differenze. Vediamo quale ruolo hanno avuto, ed hanno, la libertà e l’eguaglianza nelle tre dottrine e perché, attraverso esse, possiamo trovare un legame tra le tre dottrine.

Norberto Bobbio parte dai due significati di libertà politica, indicati in un famoso scritto breve di un pensatore minore francese di fine '700, Benjamin Constant, "La libertà degli antichi, paragonata a quella dei moderni" dove, per la prima volta venne fatta una distinzione tra le due libertà. Nel suo saggio, Constant sosteneva che la libertà dei moderni - quella del liberalismo – fosse superiore alla libertà degli antichi, intesa come quella propugnata dalla democrazia.

Norberto Bobbio ritiene che questa definizione di Benjamin Constant fosse sbagliata in quanto Constant opera una trasposizione storica tra le due dottrine in quanto Constant riteneva che fosse nata prima la libertà democratica e, quindi, si fosse passati alla libertà liberalista. Ciò era sbagliato poiché il liberalismo che viene prima - con Montesquieu (1689-1755) – mentre bisogna attendere Rousseau (1712-1778) per quella democratica. Partendo da queste osservazioni allo scritto di Constant, Norberto Bobbio scrive un saggio intitolato "La democrazia dei moderni paragonata a quella degli antichi" nel quale rovescia i termini del saggio di Constant dimostrando che la democrazia dei moderni viene dopo il liberalismo e, soprattutto, dimostra che la democrazia degli antichi non era la vera democrazia in quanto, nelle poleis dell’antica Grecia, quotidianamente, in piazza, si votava su tutte le leggi della città stato ma non tutti avevano il diritto di voto, erano esclusi le donne, i meteci e gli schiavi. Una democrazia, per essere tale, deve garantire l’eguaglianza di tutti nel voto, quindi, quella delle poleis dell’antica Grecia, non poteva essere definita una democrazia.

Mentre il termine eguaglianza, nel linguaggio filosofico-politico, non ha sinonimi o termini equivalenti per indicare lo stesso concetto, ha, invece, molteplici espressioni attraverso cui è indicata la libertà o le libertà. La prima espressione, quella più pregnante, è quella che distingue la libertà liberale, intesa come non impedimento individuale e la libertà democratica intesa come autonomia, ossia come potere di dare norme a se stessi – non individualmente ma collettivisticamente – attraverso i meccanismi della democrazia. Tuttavia, benché la definizione delle due libertà venga così formulata, appare evidente come il loro significato sia univoco in quanto entrambe poggiano sul principio dell’autodeterminazione. Ciò in quanto, la collettività è, comunque, fatta da singoli individui; quindi, senza la libertà individuale non potremmo avere la libertà collettiva.

Ed allora, se ci sono queste affinità di significato, le due libertà dovrebbero essere la stessa cosa? No! Perché a ciascuna delle due libertà vengono collegate azioni distinte a seconda si parli di una o dell’altra. Nel senso che mentre la libertà liberale tende ad allargare la sfera...

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Scienze politiche e sociali SPS/01 Filosofia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher malfa13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Mancarella Angelo.
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