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Storia delle dottrine politiche

Bobbio: La forma di governo nella storia della filosofia politica

Teoria delle forme di governo

Perché Bobbio sceglie questo tema? Il tema della forma di governo è stato per secoli centrale nella riflessione politica. La forma di governo può essere intesa come costituzione dello Stato, di una collettività politica.

Considerazioni differenti intorno alla forma di governo: fino al 1800 si è ritenuto che la forma di governo fosse fondamentale per dare successo e buone condizioni a una collettività politica. Si vuole dare stabilità alla comunità cui viene applicata, in modo da agire in maniera politica e adeguata, di prendere decisioni politiche contingenti. Tutto questo facendo riferimento ai pilastri che costituiscono la comunità politica: le leggi e le istituzioni. Senato e due consoli e tribuni della plebe nella repubblica romana: importanza della forma di governo. Sono pochi gli autori che non si soffermano sulla forma di governo, che ha due caratteristiche fondamentali, che danno la struttura metodologica della teoria delle forme di governo. Gli autori, dice Bobbio, fanno due usi fondamentali più un terzo non sempre presente.

Diversi usi della tipologia delle forme di governo

  • Uso analitico descrittivo
  • Prescrittivo / normativo
  • Storico: presente solo in alcuni

Questo modo avvicina la storia delle dottrine alla storia della filosofia. Qui non parleremo solo di filosofi ma anche di storici che si sono occupati prevalentemente di politica. Ricostruzione vincolata agli eventi storici di un dato periodo se si parla di storia. Ma con questo metodo ci si sofferma più sulle idee che ricorrono: tutto quello che si ripete nel tempo che non è proprio di una determinata epoca e di un determinato periodo. Diverso dal metodo storico / filosofico. Non c'è il bisogno di una prova fattuale e testuale.

Uso analitico descrittivo della tipologia di forme di governo

Lavoro, come quello dello scienziato naturale. Lavoro di classificazione. Così come fece Aristotele in un’opera che riguarda la Costituzione di Atene. Descrive 180 costituzioni delle città greche. Lavoro di classificazione e di comparazione. Senza dire che una è migliore di un’altra (come farebbe un botanico). Costituzioni che sono raggruppate per somiglianza. Classificazione per dominare le cose diverse che ci sono a questo mondo. Quando diciamo monarchia diciamo potere di uno solo ma ci sono tante possibilità di monarchia. Se ci mettessimo a vedere tutte le differenze non ci sarebbe più la classificazione, ma non devono essere classificazioni di un solo elemento altrimenti sarebbero un caso singolo. Vedere cosa c'è e metterlo in ordine.

Uso prescrittivo normativo

Non più proprio delle scienze naturali, ma delle scienze umane e sociali. Compito di chi opera nella politica: deve dire cosa è meglio e cosa è peggio. Qual è la forma di governo migliore, più adatta? Se la descrizione è dell’esistente, la prescrizione può prendere vie diverse. Almeno tre, può essere:

  • Utopica: che non è in nessun luogo = che non è ancora da nessuna parte o che non potrà mai essere. Si ritiene che ciò che abbiamo disponibile nella storia sia pessimo. Se l’esistente è da classificare come insoddisfacente, il passo successivo è quello di immaginare una costituzione diversa e si fa in modo che un giorno in determinate condizioni possa esistere.
  • Prospettiva riformistica: indicare all’interno della tipologia prescrittiva la forma migliore. Prendere ciò che esiste e proporre la forma migliore di ciò che già esiste. Es: democrazia è migliore della monarchia. La forma migliore può non essere una tra quelle esistenti, ma come mescolanza di forme esistenti. In una prospettiva di ingegneria costituzionale, si può correggere ciò che esiste migliorando le forme con inserimento di altre forme.
  • Adeguatezza relativistica: al contrario dell’utopia, tutte le forme sono buone a seconda della situazione in cui nascono. Ciò che è buono qui può non andare bene da un'altra parte.

Uso storico della tipologia

Per alcuni autori le forme di governo servono per disegnare una filosofia della storia. Alcuni filosofi contraddistinguono epoche della storia, per altri è inutile e dannoso e la storia è un insieme di elementi irrelati. Alcuni hanno considerato che per grandi tappe si può vedere una linea di marcia, della direzione della storia. Filosofie della storia sono:

  • Regressive: l’umanità dal paradiso terrestre a una caduta.
  • Progressive: ogni forma nuova è migliore della precedente.
  • Cicliche: l’essenza di una filosofia della storia ciclica, tutto quello che sembra progresso e regresso riporta a un punto di partenza come se si percorresse una circonferenza. Eterno ritorno del sempre uguale, con una serie di passaggi che non rappresentano un superamento ma la continua ripetizione di un percorso già prefissato con momenti migliori e peggiori.

Fino a Marx escluso, questa è stata una convinzione ripetuta. Ogni passaggio da una costituzione a un’altra rappresenta una tappa di un percorso storico regressivo/progressivo/storico.

Erodoto (V sec. a.C.)

Storico: fa un lavoro di archivio e di documentazione. Gli storici antichi greci intrecciavano fatti che sentivano raccontare. Miti e leggende che venivano riportate da una bocca a un’altra. Erodoto: discussione raccontata nel terzo libro delle sue storie: ambientata in Persia, che non è mai avvenuta, ma testimonia quanto fosse avanzata e consapevole la discussione politica nel mondo di lingua greca. Parte da un caso presuntivamente storico: siamo in Persia dopo l’impero di Cambise, sovrano prepotente che non ha fatto il bene dei persiani. Muore ma non si sostituisce subito un imperatore. Periodo di transizione dei magi, sacerdoti con ruolo politico di consiglieri. Ecco che si pone la questione di quale forma di governo dare alla Persia e ai persiani. Si immagina che a discutere siano tre dignitari sostenitori di una posizione distinta: commistione tra uso descrittivo e prescrittivo: discussione sulla forma migliore da dare alla Persia (prescrizione).

Otane: sostiene una forma di democrazia diretta: isonomia. Megabizo: sostiene un'oligarchia buona: un’aristocrazia. Dario: sostiene la monarchia. Con riferimento a Cambise, punto di partenza, come trovare una situazione migliore di quella che aveva proposto lui? Quadro completo delle forme di governo. Discussione sulle forme di governo, che introduce elementi di tipologia descrittiva anche se non in maniera sistematica.

Otane: per sostenere la democrazia inizia con una critica severa della monarchia, del sistema politico esistente. Cambise era un monarca e Otane dice che nessuno tra noi deve essere fatto monarca: cosa sgradita e ingiusta. Un governo monarchico sregolato può fare quello che vuole senza rispondere a nessuno. Il monarca è sciolto dalla leggi: non risponde a nessuna legge superiore e della legge si può liberare a suo piacimento. Non è vincolato da nulla. Non risponde né alle leggi né ai cittadini né a una parte di questi. Problema di accountability: problema di rispondere delle proprie azioni. In queste condizioni chiunque tenderebbe a degenerare verso la tirannia per una sorta di nesso di potere senza vincoli, delirio e follia. Chi ne viene ad essere titolare: non è un uomo come gli altri, ma pensa di poter violare qualsiasi ordine, che cambia di volta in volta. Delirio del potere assoluto: farebbe uscire chiunque dalla sua norma naturale. Prepotenza ed invidia. Anche se il monarca dovrebbe essere senza invidia, lo dimostra nei confronti dei sudditi. Idea di chi di grandi ricchezze e potere non deve essere invidioso. Non è così: c'è invidia no di chi dispone di potere e ricchezze ma dell’equilibrio che ha perso. Invidia i pochi buoni che sono rimasti. Si compiace e si circonda di peggiori che lo assecondano per trarne vantaggio. No equilibrio e perdita del contatto con la realtà. In qualsiasi momento si è passibili di condanna. Tema della paura come caratteristica di un regime tirannico ma più dispotico dove il despota dispone della vita e della morte delle persone. Rapporto tra governati e governanti: è di questa natura. Timore di non sapere cosa possa andare bene o male al padrone che è legge e non ha legge. Il monarca sovverte le leggi dei padri: non è un monarca tradizionale che incarna le leggi. Dispone a capriccio della vita degli altri, tratta tutto come merce. All’orientale parla della Persia anche se Erodoto parla e scrive in greco: pars destruens. Allora che cosa al posto della monarchia? Pars construens: Isonomia: il governo del popolo viene chiamato isonomia: eguaglianza nella legge, non nel senso che intendiamo noi: non conta se siamo ricchi, poveri, donne o uomini. Qui significa che tutti i cittadini sono egualmente partecipi alla costruzione delle leggi che dovranno essere rispettate e obbedite nella collettività. È la società fondata sulla politica e sul peso del voto di ciascuno. Equidistanza dei punti che sono sulla circonferenza, rispetto al centro. Sistema piramidale. Vertice e base: dalla massima concentrazione del potere, sorta di semidio alla massima distribuzione del potere: specchio rovesciato rispetto alla decisione descritta dalla critica. Le cariche si esercitano a sorte: non c'è un' elezione perché altrimenti si presuppone che a b c siano diversi e quindi chi meglio e chi peggio. Ci vogliono degli esecutori che durano in carica poco tempo e rendono conto di quello che fanno all’assemblea. Distribuzione del potere in parti uguali tra i cittadini per evitare interessi particolari.

Megabizo: posizione intermedia. È d’accordo con la critica di Otane, che il monarca sia dispotico ma non ritiene affatto che il popolo sia come lo ha descritto lui. Concorda sulla pars destruens ma non sulla pars construens. Per Otane, il popolo era una somma di individui, non tutti cittadini: donne escluse, schiavi. Il popolo, è costituito da singoli individui, responsabile, che discute insieme e approva le proposte che paiono migliori. Si vede qual’ è la proposta. Dopo un ampio dibattito: si decide e si contano le mani.

Per Megabizo: non somma di individui cui diamo il nome di popolo: sorta di composto organico, in cui non si distinguono i singoli ma una massa che si muove come un tutt’uno. Parla di massa. Oclocrazia: potere della massa. Idea di qualcosa che si può manipolare dando forme diverse. La massa è inetta, ottusa e prepotente. La plebe è intemperante. Si parla di popolaccio, c'è l'ignoranza, la mancanza di conoscenze, l'ottusità, la violenza. Idea della rivolta per Megabizo: la rivolta è un atto distruttivo che un minuto dopo si chiede qual è l’idea di società. Qual' è adesso il progetto? La rivoluzione deve avere un progetto. Il tiranno se fa qualcosa, lo fa consapevolmente nonostante tutto ha un’idea: la plebe non è consapevole di quello che fa. È un fiume in piena che distrugge tutto indistintamente. La massa porta la collettività al disastro, un sovrano lo fa ma non con assoluta certezza. La formula buona è affidare il potere a un gruppo ristretto: oligarchia: governo di pochi capaci: governo affidato a chi sa. Gruppo di Aristo.

Dario: sostenitore della monarchia. È un errore logico paragonare cose che non si possono paragonare. Come hanno fatto i due precedenti. Otane ha descritto la degenerazione della monarchia in un governo dispotico. Dall’altra parte: una democrazia ideale fatta di persone responsabili. Bisogna paragonare le forme allo stesso livello: democrazia, monarchia, considerandole nella loro veste migliore. Monarchia è superiore, non tutte le monarchie sono come quella di Cambise: questa operazione è scorretta, a parità di condizioni è meglio Cambise.

  • Dall’uomo migliore tra i migliori vengono decisioni migliori: il monarca è il migliore. Governerebbe il popolo in maniera irreprensibile.
  • Ha capacità di giudizio (altro vantaggio della monarchia): le decisioni di un sovrano sono più rapide e più efficaci, possono rimanere segrete fino a quando è necessario. Es: caso di una guerra.
  • Sia la democrazia che l’oligarchia sfociano presto in una monarchia. Diamo subito una costituzione monarchica, evitiamo il sangue per arrivare a una soluzione inevitabile. Oligarchi: nascono le fazioni e tra le fazioni il delitto. Tutti pensano di essere migliori. L'oligarchia soffre di contrasti interni insanabili. Quando il popolo governa è impossibile che non nasca corruzione: nascono solide amicizie tra malvagi. Cospirazioni, fino a quando qualcuno si fa difensore del popolo e pone fine alle loro trame. La democrazia di Otane non prevedeva partiti. Il difensore del popolo è il monarca. Dario diventa il monarca; lui dice: rimaniamo fermi nella monarchia.

Nelle oligarchie governate da collegi ristretti si decide in maggioranza. Qualsiasi assemblea, sia grande che piccola, bisogna prendere decisioni a maggioranza. Procedura di decisione all’interno di organi collegiali che sono sempre dispari o prevedono il doppio voto del presidente per evitare la paralisi decisionale. Perché rischiare quando possiamo subito dare ai Persiani la monarchia? Si ritrova la tipologia che viene proposta da Aristotele. Ciò che manca è la critica esplicita del Governo di alcuni, anche se Dario non ne parla bene.

Platone

Nasce nel 428 a.C. e muore nel 347 a.C., il dialogo per eccellenza è La Repubblica. Platone, incarnato dal maestro Socrate. È un dialogo vero e proprio. Il discorso verte intorno al tema della giustizia. Cos’è la giustizia nell’individuo e per l’individuo e nella città? L’antagonista di Socrate è Trasimaco. Sofista che sostiene il relativismo morale. Trasimaco definisce la giustizia come l’utile del più forte. Questo lo si vede nella città retta dalla tirannia, cosa Fanno i governanti se non fare lex per mantenere il potere. Le Lex per Trasimaco coincidono con la giustizia: sono lo strumento che i più forti usano per difendere la loro superiorità. Questo lo si vede bene nella tirannia ma è vero per ogni regime. Socrate contrasta la posizione di Trasimaco. La risposta definitiva per Platone è quella per cui dobbiamo avere un’altra visione della società. La città è una somma di egoismi personali? Platone vede la società come un gruppo dove sono tutti allo stesso tempo fratelli (visione solidaristica) e gerarchicamente ordinati. Fratelli che non valgono tutti allo stesso modo. Platone affida la spiegazione al mito della nobile menzogna: diremo agli uomini che sono tra loro fratelli (mito dei metalli) ma ciascuno di loro ha nel carattere un metallo diverso. Pochissimi hanno l’oro, pochi l’argento e tutti gli altri hanno il bronzo. La società giusta è quella che realizza solidarietà e gerarchia. Si delineano le classi.

  • Governanti: i religiosi, uno o pochissimi (oro).
  • Militari: (argento), custodi della città: il loro compito è militare: funzione solo di chi governa.
  • Artigiani e contadini: si preoccupano di fornire ciò che serve a tutte le classi per ciò che riguarda la sopravvivenza.

È giusto che ciascuno ricopra il proprio ruolo naturale. Conoscere l’arte del governo necessita di qualche specialità, che vanno comunque coltivate. La società giusta è quella che realizza armonia tra le tre classi. Non significa che il figlio di un contadino è contadino. La nobiltà non è di nascita, bisogna riconoscere le qualità degli individui. Struttura armonica e gerarchica. Platone chiama Kallipolis la città ideale.

Teorie delle forme di governo di Platone

La forma di governo migliore può essere un’aristocrazia o una monarchia. Dipende da quante anime d’oro ci sono. Questa è l’utopia. Perché si esce da questa perfezione? Capitoli VIII e IX de La Repubblica dedicati alle forme di governo. Si abbandona la Kallipolis perché non siamo nel mondo delle idee. Kallipolis non si è ancora realizzata ma deve realizzarsi. È difficile ma non impossibile. La classe militare è sottoposta a un regime di vita in comune dall’età di 5 anni fino a 60 anni e non hanno una dimensione né familiare né di proprietà, perché questo fomenterebbe il particolarismo. Azzeramento dei legami familiari per non avere motivi di preferenze, comunanza delle donne. Nessuno potrà dire “mio figlio è lui”. Tutti i giovani diventeranno padri e gli anziani chiameranno figlio tutti i giovani. Il modello è come quello di Sparta. Cosa può accadere a Kallipolis? Ci possono essere degli errori di calcolo o di accoppiamento, che sgretolano l’armonia della città perfetta e inizia la degenerazione. Ogni forma successiva è peggiore a quella precedente fino ad arrivare alla Tirannia: forma di governo peggiore in assoluto. L’unica forma migliore è Kallipolis. Concezione pessimistica della realtà.

le teorie delle forme di governo. Scontro tra monarchia e tirannia: Utopia, Kallipolis Timocrazia: rimane uguale a prima: rimane la classe dei custodi e il resto della popolazione: la classe militare prende il potere, la prima classe si estingue o perde di qualità: mescolanza oro e argento. Per i pochi filosofi re c’è la conoscenza perfetta: principi dell’armonia e dell’equilibrio: geometria / ginnastica / danza. L’uomo ne possiede solo una parte. Non ha la conoscenza della filosofia, quella che per Platone permette di costruire la città. Timo in greco vuol dire ambizione e onore. La città cade in mano ai militari: pasto comune, ecc.., ma dalla descrizione di queste figure si evince che la degenerazione delle forme di governo è inevitabile.

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Scienze politiche e sociali SPS/02 Storia delle dottrine politiche

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