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BIOCHIMICA MOLECOLE

GRUPPI FUNZIONALI e REAZIONI

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DI

APPUNTI

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APPUNTI

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APPUNTI CARBOIDRATI

P.V. MONOSACCARIDI

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APPUNTI

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APPUNTI DISACCARIDI

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APPUNTI POLISACCARIDI

LIPIDI

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APPUNTI

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APPUNTI

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APPUNTI BASI AZOTATE

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APPUNTI NUCLEOSIDI TRIFOSFATI

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APPUNTI INTERMEDI METABOLICI

COFATTORI

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APPUNTI

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APPUNTI

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APPUNTI Coenzima A

VITAMINE

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APPUNTI AMMINOACIDI

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APPUNTI AA NON COMUNI

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APPUNTI

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APPUNTI METABOLISMO

GLICOLISI

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APPUNTI

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APPUNTI FERMENTAZIONE

GLUCONEOGENESI

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APPUNTI VIA DEI PENTOSIO FOSFATI

FASE OX

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APPUNTI FASE NON OX

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APPUNTI CICLO DI KREBS

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APPUNTI

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APPUNTI FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA

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APPUNTI ACIDI GRASSI

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APPUNTI

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APPUNTI

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APPUNTI

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APPUNTI

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APPUNTI

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APPUNTI AMMINOACIDI

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APPUNTI

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APPUNTI

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APPUNTI N.B :

β-mercapto-etanolo → + cisteina

β-mercapto-cisteina

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APPUNTI

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APPUNTI

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APPUNTI

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APPUNTI 1

Le molecole della vita

Le molecole della vita, ossia i monomeri di base, sono:

- amminoacidi, che formano le proteine, componenti delle membrane plasmatiche;

- glucidi, che formano gli zuccheri (o carboidrati) sempre più complessi

(monosaccaridi, disaccaridi, oligosaccaridi, polisaccaridi), come la cellulosa, che

costituisce la parete vegetale delle cellule delle piante;

- lipidi, che costituiscono le membrane cellulari (doppio strato di fosfolipidi);

nucleici, ossia RNA e DNA; quest’ultimo

- nucleotidi, che formano gli acidi

costituisce i cromosomi.

Proteine, carboidrati, lipidi e acidi nucleici sono definiti macro-molecole: essi formano

complessi sovra-molecolari, che costituiscono i vari componenti delle cellule.

I monomeri, a loro volta, sono formati a partire da precursori ambientali (PM= 18-44

g/mol), quali O2, CO2, H2O, NH3, N2, H3PO4 (acido fosforico).

➔ Peso molecolare: PM= massa in g/n. di moli

Dai precursori ambientali si formano anche gli intermedi metabolici (PM= 50-250 g/mol),

P.V. come acido piruvico, acido citrico, gliceraldeide-3-P…

Il livello successivo è rappresentato dalle bio-molecole di base (PM= 100-1.000 g/mol),

DI nucleotidi, aa, monosaccaridi, acidi grassi, glicerolo, ATP…

quali

APPUNTI Si arriva quindi alle macro-molecole (PM= 103-109 g/mol) e poi alle strutture

g/mol), ossia ribosomi, membrane, microtubuli…

sovramolecolari (PM= 106-109

Infine, il livello di organizzazione più alto è rappresentato dagli organuli cellulari, quali

nucleo, mitocondri, cloroplasti…

La geometria delle molecole è molto importante, perché ne determina la reattività,

l’acqua,

quindi influenza le reazioni. In ciò svolge un ruolo molto importante anche che

può agire sia da acido sia da base.

➔ Teoria di Brønsted-Lowry: acido= dona H+ (protoni); base= accetta H+

ad esempio, interagiscono bene con l’acqua, perché come essa presentano

Le proteine, (carica parziale): quindi, l’acqua regola

H e regioni polari la forma e la struttura delle

proteine. Inoltre, essa può essere presa come modello per spiegare i legami a idrogeno.

➔ Legami a H: legami non covalenti che si formano tra un H e un atomo a elevata

elettronegatività (O, N e F), che indica la capacità di un atomo di attrarre gli elettroni (e-)

dei legami covalenti in cui è coinvolto. In particolare, l’N mostra un’elevata reattività per la

presenza di un doppietto elettronico libero.

Esempi di reazioni importanti sono:

1) acqua + ammoniaca ammoniaca (NH3) + ione ossidrile

⥄ acido carbonilico → ione bicarbonato + H+

2) acqua + anidride carbonica 2

3) ossidazione del gruppo

alcolico (-OH)

➔ Gli alcoli sono distinti in 1°,

2° e 3° in base al numero di

gruppi alchilici (-R) legati al

C a cui è legato il gruppo

alcolico. di valenza dell’atomo e il

➔ Numero di ossidazione: differenza tra il numero di e- all’atomo più

numero di e- che gli rimangono dopo aver assegnato tutti gli e-

elettronegativo (E): +1 se il C centrale è legato a un atomo +E; -1 se è legato a un

atomo -E; 0 se è legato a un atomo con la stessa E.

4) reazione tra un gruppo

alcolico e un gruppo

carbonilico (-C=O), con

P.V. formazione di emiacetali

e acetali.

DI

APPUNTI 5) reazione tra un gruppo

un’ammina

carbonilico e

(-NH2), con formazione di

una immina. 3

Reazioni bio-chimiche comuni

Un legame covalente consiste in una coppia di elettroni (e-) condivisi tra due atomi.

Molte reazioni chimiche coinvolgono interazioni tra nucleofili, ossia gruppi funzionali

ricchi di e- e capaci di donarli, ed elettrofili, ossia gruppi funzionali poveri di e-, che

quindi li attirano: dunque, i nucleofili reagiscono con gli elettrofili, a cui cedono gli e-.

Un atomo di C, per esempio, può agire da nucleofilo o da elettrofilo a seconda degli atomi

o dei gruppi che lo circondano.

Le reazioni bio-chimiche più comuni sono:

1. formazione/scissione di un legame C-C;

2. riarrangiamenti interni, isomerizzazioni ed eliminazioni;

3. trasferimento di gruppi;

4. ossido-riduzioni.

1) Reazioni di formazione/scissione di un legame C-C

La scissione di un legame C-C produce un carbanione, ossia un C carico

negativamente, e un carbocatione, ossia un C carico positivamente, entrambi composti

instabili e reattivi. In questo contesto, i gruppi carbonilici (C=O) sono particolarmente

importanti, dal momento che il C del gruppo carbonilico presenta una parziale carica

P.V. positiva (δ+), dovuta alla presenza dell’ossigeno, che tende ad attrarre gli e-, essendo più

elettronegativo: perciò, tale C è elettrofilo e tende facilmente a formare un carbocatione.

DI Anche un gruppo imminico (NH3) può svolgere una funzione simile.

APPUNTI La reazione più comune con cui si forma un legame C-C è la condensazione, mentre la

reazione più comune con cui tale legame si rompe è la decarbossilazione, che consiste

nella perdita di CO2.

2) Riarrangiamenti interni, isomerizzazioni ed eliminazioni

I riarrangiamenti intra-molecolari, come anche le isomerizzazioni e le eliminazioni,

sono reazioni in cui si verifica una ridistribuzione degli e- senza che si verifichino

variazioni nello stato di ossidazione della molecola.

l’isomerizzazione e l’eliminazione di una molecola di H2O

Ne sono degli esempi cis-trans

da un alcol, con formazione di un doppio legame C=C.

3) Reazioni di trasferimento di gruppi

Nelle cellule il trasferimento di gruppi acilici e fosforilici da un nucleofilo a un altro è un

processo molto comune. l’attacco di un

In particolare, il trasferimento di un gruppo acilico (Y), di solito, coinvolge

nucleofilo all’atomo di C carbonilico di un gruppo acilico, con formazione di un intermedio

tetraedrico. Ne è un esempio la reazione della chimotripsina.

Invece, i numerosi enzimi catalizzano il trasferimento di un gruppo fosforico (Pi) fornito

dall’ATP vengono chiamati chinasi: per esempio, l’esochinasi è l’enzima che rimuove il Pi

dall’ATP per inserirlo sul glucosio.

4) Reazioni di ossido-riduzione

Nel corso di molte ossidazioni biologiche un composto perde 2 e- e 1 H+ (= 1 atomo di H):

tali reazioni sono anche chiamate deidrogenazioni e gli enzimi che le catalizzano sono

detti deidrogenasi.

In alcune ossidazioni biologiche, un atomi di C si lega covalentemente a un atomo di O:

se l’atomo di O

gli enzimi che catalizzano tali reazioni sono detti ossidasi o ossigenasi,

deriva dall’O2.

Ogni ossidazione è accompagnata da una riduzione, nella quale un accettore di e-

rimossi dall’ossidazione.

acquista gli e- 4

Di solito, le reazioni di ossidazione rilasciano energia, infatti la maggior parte delle

cellule ottiene l’energia necessaria per svolgere il lavoro cellulare dall’ossidazione dei

combustibili metabolici, ossia carboidrati e acidi grassi.

Dunque, le vie cataboliche sono sequenze di reazioni ossidative, che determinano il

fino all’O2:

trasporto degli e- dai combustibili, attraverso una serie di trasportatori di e-,

infatti, l’elevata affinità dell’O2 per gli e- rende il processo di trasferimento degli

e fornisce l’energia necessaria per la sintesi dell’ATP,

eesoergonico il fine ultimo del

catabolismo.

Al contrario, le vie anaboliche consistono in una serie di reazioni di riduzione, che sono

endoergoniche, cioè consumano ATP.

ATP e trasferimento di gruppi fosforici

Dunque, le cellule ottengono energia libera mediante il catabolismo delle sostanze

nutrienti e usano questa energia per produrre l’ATP a partire da ADP e Pi:

ADP + Pi ATP

L’ATP dona poi una parte della sua energia libera ai processi endoergonici, come la

sintesi di intermedi metabolici, la sintesi di macromolecole da precursori semplici e il

trasporto di sostanze attraverso le membrane contro gradiente di concentrazione.

P.V. Durante tale donazione di energia, l’ATP viene nuovamente convertito in ADP e Pi.

La scissione idrolitica (con uso di H2O) del legame fosfo-anidridico che lega il gruppo

DI Pi terminale all’ATP determina l’allontanamento di questo gruppo Pi carico negativamente

e quindi rimuove dalla molecola alcune delle repulsioni elettrostatiche.

APPUNTI Inoltre, il gruppo Pi rilasciato è stabilizzato da alcune forme di risonanza, che non sono

possibili quando il esso è legato alla molecola di ATP.

Ciò spiega l’elevata variazione di energia libera della reazione di idrolisi dell’ATP, ossia

G’°= -30,5 kJ/mol.

Nei momenti di intensa richiesta di ATP, la [ADP] tende a diminuire, mentre aumenta la

[ATP], grazie all’azione dell’enzima che con l’ausilio di uno ione Mg2+

adenilato chinasi,

G’° ≃

catalizza la seguente reazione, che presenta un 0 ed è quindi reversibile:

2 ADP ATP + AMP

In particolare, l’attacco nucleofilo in posizione α sulla molecola di ATP rimuove il

(PPi) e trasferisce l’adenilato (5’-AMP)

pirofosfato come gruppo adenilico: infatti, tale

un’adenilazione.

reazione è a 2 Pi dall’enzima

A sua volta, il PPi viene idrolizzato ubiquitario pirofosfatasi inorganica,

rilasciando 19 kJ/mol e fornendo quindi un’enorme spinta energetica a favore della

reazione di adenilazione.

Oltre all’ATP, anche altri composti fosforilati presenti negli organismi viventi possono

donare i loro gruppi Pi.

Di solito, tali composti sono distinti in due categorie:

• G’° di idrolisi <

composti ad alta energia= -25 kJ/mol;

• G’° di idrolisi >

composti a bassa energia= -25 kJ/mol.

G’° delle reazioni sequenziali si possono sommare, la sintesi di un composto

Poiché i

fosforilato può avvenire mediante il suo accoppiamento con la rottura di un altro

G’° di idrolisi minore.

composto fosforilato, che possiede un

La maggior parte del catabolismo è indirizzata verso la formazione di composti fosforilati

ad alta energia, dal momento che il trasferimento di gruppi fosforici è un sistema di

attivazione di una grande varietà di composti, che possono poi subire altre

trasformazioni. Tuttavia, per esempio, il trasferimento di gruppi fosforici dall’ATP è

possibile sono grazie all’intervento di specifici, in grado di abbassare l’energia di

enzimi

attivazione della reazione. 5

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APPUNTI 6

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APPUNTI 23

I principali gruppi funzionali sono:

Carboidrati

I carboidrati sono le molecole più abbondanti sulla Terra e l’ossidazione dei carboidrati è

la via principale di produzione di energia nella maggioranza delle cellule non

fotosintetiche.

Queste macromolecole sono poli-idrossi aldeidi o poli-

idrossi chetoni e possono essere

suddivise in 3 classi:

- monosaccaridi,

- oligosaccaridi

- e polisaccaridi.

I monosaccaridi, o zuccheri semplici, sono costituiti da

una sola unità di poli-idrossi aldeide o poli-idrossi chetone

e il monosaccaride più abbondante in natura è uno

zucchero a 6 atomi di C, ossia il D-glucosio.

Gli oligosaccaridi sono formati da una catena di unità

monosaccaridiche unite tra di loro da caratteristici legami,

P.V. detti glicosidici.

I più abbondanti sono i disaccaridi, formati da

DI 2 unità monosaccaridiche e di cui il più comune è il

APPUNTI saccarosio, formato da due zuccheri a 6 atomi di C, ossia il

D-glucosio e il D-fruttosio.

Infine, i polisaccaridi sono polimeri di zuccheri che

contengono più di 20 unità monosaccaridiche:

alcuni ne contengono addirittura centinaia o migliaia.

I polisaccaridi come la cellulosa sono catene lineari,

mentre altri come il glicogeno sono ramificati: cellulosa e

glicogeno sono costituiti esclusivamente da unità di D-glucosio e differiscono per il tipo di

legame glicosidico (β1→4 nella cellulosa, α1→4 e α1→6 nel glicogeno); di conseguenza,

hanno proprietà e ruoli biologici diversi.

Monosaccaridi e disaccaridi

I monosaccaridi, cioè i carboidrati più semplici, presentano più gruppi funzionali (alcolici,

carbossilici…) e possono essere suddivisi in aldosi e chetosi.

Hanno due o più gruppi ossidrilici (OH), molti dei quali sono legati a carboni chirali (C

legati a 4 atomi/gruppi di atomi diversi), che generano quindi molti stereo-isomeri: negli

zuccheri la stereo-isomeria ha una grande importanza biologica, in quanto gli enzimi che

agiscono sugli zuccheri sono stereo-specifici.

In natura, essi sono tutti della serie D, ossia con il gruppo -OH più vicino al gruppo

-CH2OH a destra (capostipite: D-gliceraldeide), e si trovano nella forma chiusa ad anello,

formando un emiacetale ciclico, di cui esistono due anomeri:

• α= se -OH è dalla parte opposta a -CH2OH;

• β= se -OH è dalla stessa parte di -CH2OH.

β-D-glucopiranosio più stabile dell’anomero α per il minor

Per esempio, il (aldoso) è

ingombro sterico. 24

➔ Anomeri: stereoisomeri=

atomi legati nello stesso

modo, ma con una

diversa disposizione

spaziale.

➔ Ingombro sterico:

repulsione elettrostatica

dovuta all’eccessiva

sovrapposizione delle

nubi elettrostatiche degli

atomi di una molecola

Inoltre, i monosaccaridi sono molecole chirali.

➔ Chiralità: una molecola è chirale se possiede un atomo di C centrale legato a 4

atomi o gruppi di atomi diversi, disposti nello spazio in modo tale che la molecola

non è sovrapponibile con la sua immagine speculare.

Gli acetali, invece, si trovano nei

P.V. disaccaridi (maltosio, lattosio,

sucralosio…) e nei polisaccaridi, le cui

DI unità sono legate da legame glicosidici:

ad esempio, nella cellulosa tali legami

APPUNTI sono del tipo β1→4, mentre nel

sono α1→4 e α1→6;

glicogeno

questo è il motivo per cui la cellulosa

non viene digerita da molti organismi,

ossia perché si compatta meglio, non

avendo ramificazioni, mentre nel

“mangiano” prima

glicogeno gli enzimi

le ramificazioni, così da ricavare il

glucosio.

Lo scheletro dei monosaccaridi è costituito da una catena non ramificata di atomi di C

uniti solo da legami singoli.

Nella forma aperta, uno degli atomi di C è legato con un doppio legame a un atomo di O,

formando un gruppo carbonilico (C=O):

- se il gruppo carbonilico si trova a una delle estremità della catena carboniosa, il

monosaccaridi viene detto aldosio;

- se il gruppo carbonilico è in qualunque altra posizione della catena carboniosa, il

monosaccaride viene detto chetosio.

I monosaccaridi più semplici sono due zuccheri a 3 aromi di C, detti triosi: la

gliceraldeide (aldosio) e il di-idrossi-acetone (chetosio).

Per esempio, il D-glucosio è un aldosio, mentre il D-fruttosio è un chetosio e sono

entrambi zuccheri a 6 atomi di C.

Invece, il D-ribosio e il 2-deossi-D-ribosio sono 2 zuccheri a 5 atomi di C, sono aldosi e

sono componenti dei nucleotidi e degli acidi nucleici.

Tutti i monosaccaridi, eccetto il di-idroddi-acetone, contengono uno o più atomi di C

chirali (o asimmetrici), quindi in natura sono presenti forme isomeriche otticamente attive:

tali isomeri s

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Scienze biologiche BIO/10 Biochimica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pulcia93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biochimica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Mura Umberto.
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