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Appunti bilancio d'impresa Maia Miragliotta

Bilancio d'impresa

Il bilancio è uno strumento di comunicazione dell’impresa verso la platea dei portatori di interessi (interlocutori esterni dell’azienda o stakeholders es. shareholders → portatori del capitale proprio dell’impresa). L’azienda comunica infatti in modo fisiologico e naturale con l’ambiente esterno circostante, cioè l’ambiente socio-economico, connessione tra l’ambiente sociale (società civile) e l’ambiente economico.

Il linguaggio del bilancio d’impresa (contabile) ha carattere quantitativo e ha radici in Italia, nel Medioevo (tardo 1400), cioè nel momento dell’evoluzione storica in cui inizia l’attività commerciale, quindi nel momento dell’esistenza delle repubbliche marinare che hanno comportato la nascita del commercio con l’estero e quindi vi era la necessità di trascrivere tali attività.

Tipologie di bilancio d'esercizio

Il bilancio d’esercizio indica il primo dei tre bilanci principali:

  • D’esercizio, “ordinario”, cioè fisiologico di un’impresa, predisposto come mezzo di comunicazione fisiologico.
  • Di liquidazione, straordinario e caratterizzato per il posizionarsi nella fase finale di cessazione dell’attività dell’impresa.
  • Straordinari, cioè per le operazioni di gestione straordinaria.

L’azienda, secondo una delle prime definizioni, è l’ordine strettamente economico di un istituto: la componente (l’organismo) di carattere economico che promana da un istituto cioè collettività di persone che può qualificarsi in relazione a più aspetti.

Inoltre, secondo il professore Paganelli, l’azienda è un sistema integrato di elementi più lavoro manuale intellettuale delle persone o risorse umane (mezzi patrimoniali o capitale più condizioni varie o condizioni esterne di ambiente → sia il tempo storico, sia lo spazio geografico in cui l’azienda si trova a vivere ed operare, sia l’ambiente legislativo, sia l’ambiente tecnologico, sia l’ambiente sociale, insieme delle caratteristiche della collettività, sia l’ambiente naturale) basati su interazioni dinamiche in quanto tali elementi hanno relazioni di causa ed effetto reciproci che si modificano continuamente e con lo scopo di soddisfare i bisogni umani (teoria Maslow).

Tipologie di aziende in relazione ai bisogni

In relazione alla modalità di soddisfacimento dei bisogni si distingue l’azienda:

  • Famigliare o di consumo, con lo scopo di soddisfare direttamente i bisogni umani dei componenti della famiglia.
  • Pubblica o composta pubblica, con caratteristiche di funzionamento simili a quelle delle aziende di produzione ma diverse per la partecipazione dello stato e delle articolazioni territoriali con comportamento direzionale.
  • Di produzione, pone in essere un’attività di creazione di beni e servizi (beni intangibili) volti a soddisfare i bisogni umani in modo indiretto perché avviene attraverso l’attività ma all’interno delle altre imprese, ha come fine la generazione di un reddito di lungo periodo, di un flusso finanziario di breve periodo e di una condizione di sviluppo in tempo e spazio.

L’azienda di produzione tipica è l’azienda di produzione for profit o impresa, alla quale si sono affiancate quelle non profit e mutualistiche o cooperative, diversificate dal fine di perseguire condizioni di impatto sociale sulla collettività o di un vantaggio verso i soci cooperatori (es. cooperative di consumo, come Coop o Conad).

Ciclo di vita dell'impresa

L’impresa ha un ciclo di vita al pari degli esseri viventi, in particolare al pari degli individui di cui l’azienda è emanazione del profilo economico:

  1. Nascita o tempo zero.
  2. Sviluppo o tempo ordinario, non vi è predefinizione della sua durata, quindi non si può conoscere il momento di cessazione dell’impresa in anticipo, sussiste il principio di continuità, come postulato in base al quale è costituito il bilancio d’esercizio, l’azienda nasce per perdurare nel tempo. Vi sono delle eccezioni per tale aspetto (es. l’azienda che gestisce le autostrade si basa sulle concessioni temporanee, quindi la durata delle autostrade è predefinita con lo scadere della concessione). È pervenuta come eccezione, con la pandemia, la definizione per legge della continuità delle imprese.
  3. Cessazione o tempo n.

Gestione E3 E5 E1 E2 E4 GnG0 Tempo T3 T5 T0 T1 T2 T4 Tn.

Al T0 i proprietari (soggetto economico) dotano l’impresa (soggetto giuridico) del capitale proprio iniziale (capitale di primo rischio o capitale di pieno rischio), esso è una condizione di nascita ed esistenza dell’impresa in quanto rappresenta i mezzi patrimoniali come elementi costitutivi del sistema azienda.

Da T0 a Tn si impiega il capitale proprio tramite operazioni economiche di produzione interconnesse e interdipendenti che si diversificano in relazione alla singola impresa e che costituiscono, al termine del ciclo di vita, il sistema della gestione totale d’impresa, esso è unico, specifico di ogni impresa e unitario, indivisibile in tempo e spazio, in particolare è dato dalla gestione interna e dalla gestione esterna:

  • Operazioni esterne (impresa entra in contatto con persone esterne all’impresa) di acquisizione di input (fattori produttivi) sul mercato di approvvigionamento (trovatosi a monte del processo produttivo) tramite operazioni di scambio cioè contratti disciplinati dall’ordinamento giuridico che prevedono l’uso della moneta legale in base a tempo/spazio (moneta di conto o unità di conto).
  • Operazioni interne di trasformazione fisico-economica degli input per l’ottenimento di output (esiti produttivi), es. cotone → maglietta, canditi + farina → panettone O trasferimento dei beni nel tempo e nello spazio in seguito alla precedente trasformazione per renderlo fruibile del suo consumo es. magliette → camion → negozio, cibo grande quantità → porzioni.
  • Operazioni esterne di realizzo degli output sul mercato di sbocco (trovatosi a valle del processo produttivo) tramite operazioni di scambio.

Al Tn si individua il capitale proprio finale, ipotizzando che tra t0 e tn non vi siano attribuzioni o distribuzioni (retribuzione o restituzione) di capitale proprio da parte o verso i soggetti proprietari dell’impresa, in confronto al CP iniziale quello finale può essere:

  • Maggiore, variazione in aumento del CP per effetto delle operazioni economiche attribuite ad un periodo amministrativo → utile totale, cioè risultato economico positivo della gestione totale.
  • Minore, variazione diminutiva del CP per effetto delle operazioni economiche attribuite ad un periodo amministrativo → perdita totale, cioè risultato economico negativo della gestione totale.
  • Uguale, nessuna variazione del CP → nessun risultato economico rilevante.

Tali sono risultato economici di sintesi perché sono la somma algebrica delle operazioni economiche svolte nel periodo amministrativo. Non è possibile (non è conveniente) attendere la data di cessazione del ciclo di vita totale dell’impresa per verificare sul piano quali e quantitativo il raggiungimento del vettore di tre obiettivi perché serve monitorare costantemente le condizioni di raggiungimento degli obiettivi dell’azienda.

È stata introdotta la convenzione (regola artificiale) secondo la quale si suddivide il ciclo di vita totale dell’impresa in periodi temporali di uguale durata a cui riferire singolarmente l’analisi qualitativa e quantitativa delle condizioni di raggiungimento degli obiettivi, tali periodi sono detti “amministrativi” e rappresentano l’unità minima di suddivisione convenzionale del ciclo di vita totale, in particolare è un lasso di tempo ininterrotto di 12 mesi del calendario civile ma non obbligatoriamente coincidenti con l’anno civile (es. 1 gennaio-31 dicembre es. 1 luglio-30 giugno).

Per definire il periodo amministrativo di un’impresa non vi sono regole obbligatorie dell’ordinamento giuridico ma viene impiegata la scelta libera dell’impresa secondo i parametri rappresentati dalle caratteristiche della propria attività economica: ciclicità del processo produttivo, cioè realtà produttive che si caratterizzano per la propria stagionalità, legata al turismo o all’oggetto stesso di produzione, dalle imprese con andamento tendenzialmente (momento di flessione nel periodo estivo) uniforme nel corso del tempo (es. industrie meccaniche).

Il periodo amministrativo, eccezionalmente, può avere durata differente dai 12 mesi consecutivi: minore di 12 mesi → periodo amministrativo infrannuale o maggiore di 12 mesi → periodo amministrativo ultrannuale. Ciò accade per circostanze straordinarie del ciclo di vita dell’azienda:

  • Costituzione dell’azienda (4 marzo → p.a. infrannuale dal 4/03/n al 31/12/n; 5 dicembre → p.a. ultrannuale dal 5/12/n al 31/12/n+1).
  • Le operazioni di gestione straordinaria: fusione, scissione, trasformazione, acquisto o conferimento di azienda.

Come conseguenza di tale suddivisione convenzionale del ciclo di vita, si ha ugualmente convenzionale suddivisione della gestione totale in porzioni elementari svolte ed attribuite ad uno specifico e singolo periodo amministrativo, dette “esercizi”.

L’unità di conto è necessaria per rappresentare ed interpretare le imprese tra loro fisicamente diverse (primario → pomodori coltivati e raccolti, secondario → petrolchimica, terziario → parrucchiere, quaternario → tecnologia), ad oggi, in Italia, è l’EURO. La moneta può essere intesa in senso:

  • Immediato o diretto → denaro contante (es. banconote e monete) e i suoi sostituti (moneta di banca e di Poste italiane es. assegni circolari, assegni bancari e postali, bonifici bancari e postali, carte di credito, di debito e prepagate e applicazioni).
  • Mediato o indiretto → come crediti, cioè diritti riconosciuti da parte dell’ordinamento giuridico (vigente in un dato spazio e tempo) a incassare da un soggetto terzo, in un tempo futuro (determinato a priori o determinabile) un dato quantitativo di denaro in senso diretto e come debiti, cioè obbligazioni previste da parte dell’ordinamento giuridico (vigente in un dato spazio e tempo) a pagare ad un soggetto terzo, in un tempo futuro (determinato a priori o determinabile) un dato quantitativo di denaro in senso stretto.

La moneta di conto è l’unità di misura del CP in quanto le operazioni di gestione esterna avvengono con l’intermediazione della moneta di conto: a monte del processo produttivo si ha l’acquisizione degli input (consegna di moneta diretta o nascita di debito) comportando, dal punto di vista economico, la generazione dei prezzi di acquisto degli input, ossia dei prezzi/costi o semplicemente costi; a valle del processo produttivo si ha il realizzo degli output (ottenimento di moneta diretta o nascita di credito) comportando, dal punto di vista economico, la generazione dei prezzi di realizzo degli output, ossia dei prezzi/ricavi o semplicemente ricavi.

Input e output

Gli input vengono analizzati in relazione alla loro modalità di impiego all’interno del processo produttivo (utilità che generano nel processo produttivo) tenendo conto delle loro caratteristiche fisiche e della destinazione impressa da parte dell’azienda. Possono quindi essere distinti in fattori produttivi:

  1. A fecondità semplice o di utilità singola, destinati ad essere impiegati nel processo produttivo una sola volta perché tale atto di utilizzo comporta l’esaurimento di tutta l’utilità economica ad essi intrinseca e si ha la perdita dell’individualità fisica di essi (es. materie prime, materie sussidiarie → arricchiscono in maniera sussidiaria le materie prime, lavoro delle risorse umane, forza motrice, servizi di trasporto, servizi di magazzinaggio). Tali input generano costi d’esercizio perché riguardano fattori produttivi impiegati in un solo processo produttivo che avviene in un solo periodo amministrativo.
  2. A fecondità ripetuta o di utilità durevole o ripetuta o pluriennale, destinati ad essere impiegati nel processo produttivo una pluralità di volte perché un solo atto di utilizzo non comporta l’esaurimento di tutta l’utilità economica ad essi intrinseca, sono quindi idonei a partecipare ad una pluralità di processi produttivi che avvengono in un arco temporale pluriennale e non si ha la perdita di individualità (es. impianti e macchinari industriali, autoveicoli commerciali, fabbricati industriali e amministrativi). Tali input invece generano costi pluriennali perché riguardano fattori produttivi impiegati in più processi produttivi che avvengono in una pluralità di periodi amministrativi.

Gli output vengono analizzati in relazione alle modalità di realizzo nel mercato di riferimento (utilità che generano rispetto alle operazioni di vendita che sono in grado di procurare) tenendo conto delle loro caratteristiche fisiche e della destinazione impressa da parte dell’azienda (come organi di governo economico). Possono quindi essere distinti in esiti produttivi, sia beni che servizi:

  1. Di fonte singola, destinati ad essere realizzati sul mercato di riferimento soltanto una volta, possono quindi dare luogo solo ad un atto di realizzo (vendita) perché in seguito a tale escono dalla disponibilità economica e giuridica dell’impresa (es. beni ordinari). Tali output generano ricavi d’esercizio perché riguardano esiti di produzione realizzati solo una volta, quindi durante un solo periodo amministrativo.
  2. Di fonte plurima, destinati ad essere realizzati sul mercato di riferimento una pluralità di volte, possono quindi dare luogo ad una pluralità di atti di realizzo perché in seguito a ciascuno di essi non escono dalla disponibilità dell’impresa (es. riproduzioni artistiche, riproduzioni cinematografiche -- Ogni volta che viene riprodotto un brano musicale il proprietario consegue un utile tramite il diritto d’autore, concedendo diritti di concessione). Tali output generano ricavi pluriennali perché riguardano esiti di produzione realizzati più volte durante quindi diversi periodi amministrativi.

La manifestazione finanziaria è la modalità primaria attraverso cui si presenta e si interpreta l’insieme delle operazioni economiche di azienda (gestione totale), le operazioni di acquisizione di input e di realizzo di output danno origine a variazioni di moneta (aumentative o diminutive) → aumento o diminuzione di cassa, crediti e debiti.

A tale modalità, tramite un processo di analisi, si può associare la manifestazione economica, come prospettiva della gestione totale oppure del singolo esercizio, la quale può assumere due diverse connotazioni integrali tra loro:

  1. Di reddito, quando ci si riferisce ad operazioni economiche che generano variazioni (aumentative o diminutive) di → 1. fattori produttivi a disposizione (costi d’esercizio, rettifiche di costi d’esercizio) 2. esiti produttivi realizzati (ricavi d’esercizio, rettifiche di ricavi d’esercizio); tali, per somma algebrica, generano il risultato economico d’esercizio: positivo (utile, R>C) o negativo (perdita, R<C) o nullo (R=C).
  2. Di capitale proprio, quando ci si riferisce ad operazioni economiche che generano variazioni di mezzi patrimoniali essenziali all’esistenza dell’impresa, esso è movimentato dal risultato economico d’esercizio.

Dare capitale → impieghi di capitale in senso finanziario ed economico (investimenti)

  • VF Attive: variazioni aumentative di cassa e di crediti, variazioni diminutive di debiti
  • VE di reddito -: variazione aumentativa di costi, variazioni diminutive di ricavi (es./plu.)
  • VE di capitale proprio -: variazione diminutiva di capitale proprio (rest), perdita d’esercizio

Avere capitale → fonti di capitale in senso finanziario ed economico (finanziamenti/acquisti)

  • VF Passive: variazioni diminutive di cassa e di crediti, variazioni aumentative di debiti
  • VE di reddito +: variazione diminutive di costi, variazioni aumentative di ricavi (es./plu.)
  • VE di capitale proprio +: variazione aumentativa di capitale proprio (aum), utile d’esercizio

Per potere classificare le singole variazioni, le operazioni di azienda si sintetizzano in:

  • Di impiego o di investimento di capitale (D)
  • Di acquisizione o di fonte di capitale (A)

Tali si ricollegano ai circuiti operativi aziendali:

  • Dei finanziamenti (a titolo di capitale proprio o a titolo di capitale di credito), con lo scopo di acquisire mezzi patrimoniali, iniziano con l’entrata di mezzi patrimoniali e si concludono con uscite di mezzi patrimoniali per i rimborsi ed i pagamenti di remunerazioni.
  • Degli investimenti (caratteristici o accessori), con lo scopo di impiegare mezzi patrimoniali, iniziano con uscite di mezzi patrimoniali e si concludono con l’entrata di mezzi patrimoniali per il realizzo diretto ed indiretto dei fattori produttivi.

In ogni istante del ciclo di vita totale dell’azienda di produzione l’impresa compie delle operazioni relative sia ai circuiti dei finanziamenti, sia ai circuiti degli investimenti. Ciò comporta una condizione di equilibrio, ossia di parità, tra le risorse acquisite e le risorse investite: DARE CAPITALE = AVERE CAPITALE.

Il conto, in senso formale, è lo strumento tecnico che permette di rappresentare le singole variazioni, economiche o finanziarie, generate dalle operazioni di gestione esterna. Esso è una tabella a doppia entrata che assume la forma a T che individua due sezioni contrapposte rispetto alla linea verticale di separazione, dette “dare” e “avere”.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maia.dance di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bilancio d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Petrolati Patrizia.
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