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L’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

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L’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

L’IVA è stata istituita in Italia con il DPR 633/72. L’imposta si applica sul valore aggiunto, cioè su quel valore che si

aggiunge nell’ambito di ciascun processo aziendale delle operazioni di gestione.

L'IVA è un'imposta generale sui consumi, il cui calcolo si basa solo sull'incremento di valore che un bene o un servizio

acquista a ogni passaggio economico (valore aggiunto), a partire dalla produzione fino ad arrivare al consumo finale

del bene o del servizio stesso. Nel valore aggiunto sono comprese eventuali accise, ossia tasse sulla produzione o

fornitura che il venditore rigira al consumatore finale.

Mediante un sistema di detrazione e rivalsa, l'imposta grava sul consumatore finale, invece per il soggetto passivo

d'imposta – ad esempio l'imprenditore o il professionista – l'IVA resta neutrale. Infatti il soggetto passivo d'imposta, cioè

colui che cede beni o servizi, detrae l'imposta pagata sugli acquisti di beni e servizi effettuati nell'esercizio d'impresa,

arte o professione, dall'imposta addebitata (a titolo di rivalsa) agli acquirenti dei beni o dei servizi prestati. L'IVA

pertanto rappresenta un costo solo per i soggetti, in generale, per i consumatori finali.

Nell’IVA distinguiamo soggetto passivo e soggetto inciso. Il secondo è colui che effettivamente paga l’imposta -

consumatore finale, il primo è l’operatore economico che opera come intermediario a favore dello Stato.

Ricapitolando un tributo di tipo impositivo che si presenta come:

Tendenzialmente generale, perché colpisce tutti i beni e servizi, tranne alcuni esonerati per esplicita previsione

• normativa.

Trasparente, perché può essere facilmente distinguibile in occasione di ciascuna operazione.

• A pagamenti frazionati, perché a ogni passaggio il fisco incassa una frazione del tributo complessivo dovuto.

Le operazioni si considerano eseguite e quindi l'imposta deve essere applicata nel seguente momento (momento

impositivo):

Per le cessioni di immobili, quando viene stipulato l'atto o al verificarsi del trasferimento della proprietà o del diritto

• reale;

Per le cessioni di beni mobili, quando avviene la consegna o la spedizione del bene, o quando si verifica l'effetto

• traslativo del diritto di proprietà;

Per i servizi, all'atto del pagamento;

• Il pagamento anticipato rispetto ai momenti appena descritti comporta che l'operazione si considera effettuata al

• momento del pagamento in relazione all'importo pagato;

Si considerano effettuate le operazioni per cui è stata emessa fattura.

Le operazioni possono essere:

Fuori campo IVA: per esse non ricorre il presupposto territoriale in Italia;

• Imponibili: quando soddisfano le tre condizioni e quindi devono essere assoggettate all'imposta;

• Esenti: sono escluse per espressa previsione normativa.

• Non imponibili: quando riguardano beni o servizi scambiati a livello internazionale;

• ⇒ Per importazioni, si intendono gli acquisti di beni mobili provenienti dai paesi non aderenti all'Unione europea,

che devono assolvere l'IVA al momento dell'entrata nell'U.E. È compito delle autorità doganali emettere un

documento denominato bolla doganale, nel quale l'importo del bene viene assoggettato all'aliquota IVA di

competenza l'importo totale deve essere pagato dall'importatore.

⇒ Per i beni esportati il cedente non richiede il pagamento dell'imposta al compratore, ma deve comunque

emettere la fattura, specificando espressamente la non imponibilità dell'operazione. In ogni caso il cedente

deve conservare e registrare le fatture e munirsi della prova dell'effettiva uscita dei beni dal territorio

nazionale. Gli aspetti importanti da considerare sono i seguenti

a. I presupposti per l’applicazione dell’imposta.

L’IVA si applica sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi effettuati nel territorio dello Stato nell’esercizio di

imprese o sulle importazioni da chiunque effettuate. Per l’applicazione dell’IVA si devono verificare

contemporaneamente tre presupposti:

Oggettivo: deve trattarsi di cessioni di beni o prestazioni di servizi.

• Soggettivo: devono essere operazioni poste in essere da un imprenditore commerciale.

• Territoriale: deve trattarsi di operazioni poste in essere nel territorio dello Stato.

b. Rivalsa e detrazione.

3

Il soggetto che effettua la cessione di beni o prestazione di servizi imponibile deve addebitare la relativa imposta al

cessionario. Ogni impresa che acquista nell’ambito della propria attività, beni o servizi sui quali paga l’IVA, ha diritto a

riportare a credito nei confronti dello Stato il suddetto importo.

Per le imprese l’IVA non rappresenta un costo, ma un valore di tipo finanziario (positivo o negativo), rappresentativo

della posizione di credito o di debito nei confronti dell’Erario. L’impresa rappresenta un intermediario tra lo Stato e il

consumatore finale, deputato alla riscossione dell’imposta sul valore aggiunto.

c. Le aliquote.

Le aliquote si differenziano in funzione delle tipologie di beni o servizi e sono soggette al variare in funzione degli

interventi. L’aliquota ordinaria è del 22%.

d. La documentazione.

Le imprese emettono per ogni operazione specifici documenti dette fatture.

e. La liquidazione dell’imposta.

Periodicamente (ogni mese oppure ogni trimestre) le imprese provvedono a liquidare la posizione nei confronti

dell’Erario per l’IVA e versare l’importo corrispondente se dalla liquidazione emerge un totale a debito.

Se la differenza è positiva (ad esempio nel caso di fattori produttivi pluriennali o nel caso di differenza dell’aliquota tra

comprare e vendere). Si matura quindi un credito che si porta in detrazione nel periodo successivo.

Casistiche

Acquisto di merce – ottenimento di credito

La società MB acquista merci per 200 IVA 20%, il pagamento avverrà 15 giorni dopo l’emissione della fattura.

VE Merci 20

- c/acquisti 0

VF IVA a credito 40

A

VF Debiti 24

P v/fornitori 0

Al momento del pagamento si estingue il debito e diminuisce la disponibilità sul c/c bancario.

VF Debiti 24

A v/fornitori 0

VF 24

Banca c/c

P 0

Acquisto di servizi – ottenimento di credito

La società riceve dal proprio commercialista fattura per € 400 più IVA 20% per la tenuta della contabilità. Pagamento a

30 giorni tramite bonifico bancario. VE Consulenze 40

- amministrative 0

VF IVA a credito 80

A

VF 48

Debiti v/fornitori

P 0

Il pagamento genera la diminuzione delle disponibilità sul c/c bancario e l’estinzione del debito nei confronti del

fornitore VF Debiti 48

A v/fornitori 0

VF 48

Banca c/c

P 0

Vendita di merce – concessione credito

Successivamente si procede alla vendita della merce per € 300.

VF Crediti 36

A v/clienti 0

VE Merci 30

- c/vendite 0

VF IVA a debito 60

4 P

Al momento del pagamento aumenta la disponibilità sul c/c bancario e si estingue il credito nei confronti del cliente.

VF 36

Banca c/c

A 0

VF Crediti 36

P v/clienti 0

Acquisto di un fattore a fecondità ripetuta

La società acquista un impianto del valore di €10.000, IVA 20%, spese di installazione € 1.000, pagamento a 60 giorni.

VE 11.00

Impianti

- 0

VF IVA a credito 2.200

A

VF Debiti 13.20

P v/fornitori 0

Al momento del pagamento. VF Debiti 13.20

A v/fornitori 0

VF 13.20

Banca c/c

P 0

Liquidazioni periodiche

LIBRO MASTRO

IVA a credito IVA a debito Erario c/IVA

10.000 26.000 29.000 15.000 26.000 29.000

4.000 3.000 3.000

5.000 2.000

7.000 9.000

26.000 29.000

Banca c/c

3.000 LIBRO GIORNALE

31/03 Parziali Totali

IVA a debito a Erario c/IVA 29.000

31/03

Erario c/IVA a IVA a credito 26.000

16/4

Erario c/IVA a Banca c/c 3.000

Liquidazioni periodiche con versamento di acconto

Metodo storico: 88% del debito stesso periodo anno precedente;

• Metodo prospettico: 88% del presunto debito anno in corso;

• Metodo analitico: 100% della situazione 20/12.

Acconto per l’anno 2017 di €9.000 (27/12/17)

5 LIBRO MASTRO

Erario c/acconti Banca c/c Erario c/IVA

9.000 9.000 9.000 12.000 12.000

3.000

LIBRO GIORNALE

27/12/17 Parziali Totali

Erario c/acconti a Banca c/c 9.000

16/01/18

Erario c/IVA a Diversi 12.000

Erario c/acconti 9.000

Banca c/c 3.000

REDDITO DA LAVORO

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IL SOSTITUTO D’IMPOSTA

Il sostituto d'imposta, nell'ordinamento italiano, è un soggetto (pubblico o privato) che per legge sostituisce in tutto o in

parte il contribuente (cioè il cd. sostituito, ovvero chi pone in essere il presupposto d'imposta) nei rapporti con

l'amministrazione finanziaria, trattenendo le imposte dovute dai compensi, salari, pensioni o altri redditi erogati e

successivamente versandole allo Stato.

L'introduzione della figura del sostituto d'imposta risponde a tre esigenze:

La prima riguarda la semplificazione dei rapporti del fisco con la pluralità dei contribuenti;

• La seconda concerne il rafforzamento della garanzia patrimoniale;

• La terza si concretizza nell'interesse alla sicura riscossione del tributo, perché sono versate mensilmente.

La figura del sostituto d'imposta venne introdotta con il D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600 ("Disposizioni comuni in

materia di accertamento delle imposte sui redditi"). In particolare l'art. 64 comma 1 definisce: “Chi in forza di

disposizioni di legge è obbligato al pagamento di imposte in luogo di altri, per fatti o situazioni a questi riferibili ed

anche a titolo di acconto, deve esercitare la rivalsa se non è diversamente stabilito in modo espresso.”

Il sostituto d'imposta è il soggetto che deve operare le ritenute previste per legge, che può identificarsi a seconda dei

casi nel datore di lavoro, committente di un lavoratore autonomo, condominio, ecc.

La sostituzione avviene tipicamente in due modi:

A titolo d'imposta, ovvero quando il sostituto deve pagare tutta l'imposta, con l'azzeramento del debito;

• A titolo di acconto, ovvero quando l'obbligazione del sostituito non si estingue, ed egli rimane soggetto passivo

• dell'imposta: per esempio il caso del datore di lavoro che opera le trattenute IRPEF sullo stipendio del

lavoratore. Si parla di acconto perché il lavoratore sarà tenuto al pagamento dell'IRPEF derivante da redditi

diversi da quello da lavoro dipendente.

LA RITENUTA D’ACCONTO

La ritenuta d'acconto è un metodo a volte scelto dal legislatore per assicurare il versamento delle tasse, che accolla

l'onere di anticipare una parte della tassazione al cliente del contribuente. È una trattenuta sul compenso assoggettato

a tassazione, denominato "sostituto d'imposta", corrisposto da un soggetto nei confronti di un altro soggetto, detto

"percipiente".

Le tipologie di compensi soggetti a ritenuta d'acconto sono le seguenti:

redditi da lavoro autonomo;

• redditi da lavoro dipendente;

• redditi da capitale;

6 altri redditi soggetti a ritenuta d'acconto.

REDDITI DA LAVORO AUTONOMO

In questa fattispecie, la ritenuta d'acconto è una trattenuta che grava sui compensi addebitati dai lavoratori autonomi

nei confronti dei titolari di una partita IVA (imprese o liberi professionisti).

In questo modo, il soggetto debitore riveste il ruolo di sostituto d'imposta, effettuando il versamento all'erario in

sostituzione del professionista, al quale viene detratta una parte della sua prestazione. L'aliquota ordinaria della

ritenuta d'acconto corrisponde al 20% dell'imponibile.

Il professionista deve emettere la fattura per la prestazione di un servizio e tale prestazione è soggetta a IVA.

Valore della 10.00

prestazione 0

IVA 2.200

12.20

TOT. fattura 0

Le prestazioni dei professionisti sono soggette a ritenuta di acconto: l’azienda si sostituisce, ma solo a titolo di acconto.

12.20

Debito 0

Ritenuta  Debito v/erario da pagare entro il mese

2.000

(20% di 10.000) successivo

Versato sul

conto 10.20

del 0

professionista

LAVORATORI PROFESSIONISTI (ricevimento fattura e pagamento)

E’ ricevuta in data 15/3 la fattura dell’avvocato per un prezzo di €20.000 assoggettata a cassa previdenziale.

Pagamento a 30 giorni con bonifico bancario. 20.00

Compenso 0

Cassa previdenziale 800

(4%) 20.80

Imponibile IVA 0

IVA 4.576

25.37

Totale fattura 6

VF Debito 25.37

P v/professionisti 6

VF IVA a credito 4.576

A

VE 20.80

Consulenze legali

- 0

MODALITA’ DI PAGAMENTO (con ritenuta d’acconto) 25.37

Debito 6

- Ritenuta d’acconto (20% sui 4.000

20.000) 21.37

Valore uscita 6

VF Debito 25.37

A v/professionisti 6

7 VF Erario c/ritenute 4.000

P

VF 21.37

Banca c/c

P 6

LIBRO MASTRO

Debiti IVA a credito Consulenze legali

v/professionisti

15/ 15/ 15/

25.376 25.376 4.576 15/3 20.800

4 3 3

Erario c/ritenute Banca c/c

16/ 15/ 15/

4.000 4.000 21.376

5 4 4

16/

4.000 5

LIBRO GIORNALE

15/03 Parziali Totali

Debito

Diversi a 25.376

v/professionisti

IVA a credito 4.576

Consulenze legali 20.800

15/04

Debito a Diversi 25.376

v/professionisti Erario c/ritenute 4.000

Banca c/c 21.376

16/5

(le imposte si liquidano il 16 del mese successivo)

Erario c/ritenute a Banca c/c 4.000

PERSONALE DIPENDENTE

L’Impresa funge da sostituto:

Nei confronti dell’erario  sostituto d’imposta.

• Nei confronti dell’INPS  sostituto nel pagamento dei contributi previdenziali assistenziali.

Nel mese di Febbraio il direttore del personale: 40.00

Salari e stipendi 0

Maternità 3.000

Contributi previdenziali a carico dei 8.000

dipendenti

Contributi previdenziali a carico 12.00

dell’impresa 0

Ritenute fiscali 15.00

8 0

In data 18/2 è versato un anticipo di €10.000. LIBRO MASTRO

Dipendenti Banca c/c Salari e stipendi

c/anticipi

18/ 10/ 18/

10.000 10.000 10.000 28/2 40.000

2 3 2

10/

10.000 3

16/

15.000 4

16/

17.000 4

Dipendenti INPS c/contributi Oneri sociali

c/retribuzioni

10/ 28/ 28/ 28/

43.000 43.000 3.000 12.000 28/2 12.000

3 2 2 2

16/ 10/

17.000 8.000

4 3

Erario c/ritenute

16/ 10/

15.000 15.000

4 3

1. QUANTIFICAZIONE DEL DEBITO 18/02 Parziali Totali

Dipendenti a Banca c/c 10.000

c/anticipi 28/2 Dipendenti

Diversi a 43.000

c/retribuzioni

Salari e stipendi 40.000

INPS c/contributi 3.000

28/02

Oneri sociali a INPS c/contributi 12.000

2. PAGAMENTO DEL DEBITO 10/03 Parziali Totali

Dipendenti a Diversi 43.000

c/retribuzioni Dipendenti c/anticipi 10.000

INPS c/contributi 8.000

Erario c/ritenute 15.000

Banca c/c 10.000

16/04

Erario c/ritenute a Banca c/c 15.000

fiscali 16/04

INPS c/contributi a Banca c/c 17.000

Nel mese di Marzo il direttore del personale: 90.00

Salari e stipendi 0

10.00

Assegni familiari 0

9 Contributi previdenziali a carico dei 5.000

dipendenti

Contributi previdenziali a carico 15.00

dell’impresa 0

20.00

Ritenute fiscali 0

LIBRO MASTRO

Dipendenti INPS c/contributi Salari e stipendi

c/retribuzioni 31/ 31/ 31/

4/4 100.000 100.000 10.000 15.000 31/3 90.000

3 3 3

16/ 10.000 5.000 4/4

5

Oneri sociali Banca c/c Erario c/ritenute

31/ 4/4

15.000 75.000 4/4 16/5 20.000 20.000

3 16/

20.000 5

16/

10.000 5

1. QUANTIFICAZIONE DEL DEBITO 31/03 Parziali Totali

Dipendenti

Diversi a 100.000

c/retribuzioni

Salari e stipendi 90.000

INPS c/contributi 10.000

31/03

Oneri sociali a INPS c/contributi 15.000

2. PAGAMENTO DEL DEBITO 4/04 Parziali Totali

Dipendenti a Diversi 43.000

c/retribuzioni INPS c/contributi 5.000

Erario c/ritenute 20.000

Banca c/c 75.000

16/05

Erario c/ritenute a Banca c/c 20.000

fiscali 16/05

INPS c/contributi a Banca c/c 10.000

10 GLI ACQUISTI DI BENI A FECONDITA’ SEMPLICE

______________________________________________________________________________________________

___________

L’acquisizione dei fattori produttivi costituisce la fondamentale operazione da cui prende inizio il circuito della

produzione.

Nelle aziende manifatturiere si acquistano materie prime e sussidiarie che sono poi oggetti di trasformazioni fisico-

• tecniche.

Nelle aziende commerciali rivestono un ruolo significativo l’acquisto di merci destinate alla rivendita

• (trasformazione commerciale=trasferimento di beni nel tempo e nello spazio).

LA RILEVAZIONE DELLE FATTURE DI ACQUISTO

Gli aspetti che determinano l’attivazione delle basilari rilevazioni contabili, durante l’esercizio, relative agli acquisti dei

fattori in oggetto sono:

Il ricevimento della fattura, dove sono indicate le caratteristiche quali-quantitative (in termini fisici-monetari)

• dell’acquisto effettuato;

Il pagamento della medesima, con cui si chiude il “ciclo passivo” dell’acquisto.

• o CASO UNO

Il giorno 2/03 si riceve la fattura immediata accompagnatoria relativa all’acquisto di merci del prezzo complessivo di

€10.000 + IVA 22%. Le condizioni prevedono il pagamento a 30 giorni con rilascio al fornitore di assegno bancario.

FATTURA IMMEDIATA ACCOMPAGNATORIA = documento formale che comprova con una transazione commerciale

che accompagna i beni oggetti di compra-vendita.

Prezzo 10.00

merci 0

IVA 22% 2.200

TOT. 12.20

fattura 0

VF Debito 12.20

P v/fornitori 0

VE 10.00

Merci c/acquisti

- 0

VF IVA a credito 2.200

A LIBRO MASTRO

Debiti v/fornitori Merci c/acquisti IVA a credito

1/0 2/0 2/0

12.200 12.200 10.000 2/03 2.200

4 3 3

Banca c/c 1/0

12.200 4 LIBRO GIORNALE

2/03 Parziali Totali

Diversi a Debito v/fornitori 12.200

IVA a credito 2.200

Merci c/acquisti 10.000

11 1/04

Debito v/fornitori a Banca c/c 12.200

o CASO DUE

In data 6/03 si versa con assegno ad un fornitore un anticipo per la futura fornitura di materie prime per un importo di €

5.000 + IVA. Le materie sono consegnate in data 20/03 e sono accompagnate da documento di trasporto DDT. La

fattura è ricevuta successivamente in data 2/05 ed espone i seguenti elementi: prezzo complessivo €20.000 + IVA,

sconto incondizionato (o forfettario) 2%, costi di trasposto per il servizio addebitato in modo forfettario per €1.000 +

IVA.

Il pagamento a 60 giorni dalla consegna con bonifico bancario.

Il 5/05, essendo risultate difettose, vengono restituite materie prime del prezzo di € 3.000 + IVA e la relativa nota di

accredito (o fattura rettificativa a credito) viene ricevuta dal fornitore il giorno 8/05.

1. FATTURA DI ANTICIPO (6/03) = pagamento in via anticipata di una parte del prezzo, ad esso è applicata l’IVA.

5.00

Anticipo 0

1.10

IVA 22% 0

TOT. 6.10

fattura 0

VF 6.10

Debito v/fornitori

P 0

VF Fornitori 5.00

A c/anticipi 0

VF 1.10

IVA a credito

A 0

Perché rappresenta un minor debito

futuro o perché rappresenta un credito 2. Con il DDT non si rileva nulla (20/03) perché non è idoneo a

potenziale per la restituzione generare debito.

dell’anticipo, nel caso non fosse

eseguita la consegna. 3. FATTURA DIFFERITA DI ACQUISTO (2/05)

Prezzo di 20.00

listino 0

- Sconto 2% 400

19.60

Prezzo netto 0

Costi di 1.000

trasporto

- Anticipo 5.000

Base 15.60

imponibile 0

IVA 22% 3.432

19.03

TOTALE 2

VF 19.03

Debito v/fornitori

P 2

VF IVA a credito 3.432

A

VF Fornitori 5.000

P c/anticipi

12 VE Materie 19.60

- c/acquisti 0

VE Costi di 1.000

- trasporto

4. Restituzione beni difettosi (5/5) con DDT, quindi non si effettuano rilevazioni.

5. FATTURA RETTIFICATIVA A CREDITO (8/05)

Il reso comporta l’esigenza di rettificare il costo di acquisto precedentemente rilevato e la relativa IVA, in quanto parte

dell’acquisto non risulta andato a buon fine. Nell’aspetto economico l’operazione determina una rettifica di costo che

trova accoglimento nell’avere di un conto specifico: resi su acquisti: in tal modo resta evidenziata separatamente

l’operazione di reso, senza essere inclusa nel saldo del conto merci c/acquisti. La rettifica IVA si accoglie nel conto IVA

a credito, nella sezione dare.

Naturalmente, poi, l’importo della fattura riduce il debito complessivo nei confronti del fornitore.

Prezzo beni 3.00

resi 0

- IVA 22% 660

3.66

TOTALE 0

VF Debito 3.66

A v/fornitori 0

VF IVA a credito 660

P

VE 3.00

Resi su acquisti

+ 0

6. Liquidazione del saldo del debito con i fornitori. (19/05)

LIBRO MASTRO

Debiti v/fornitori Fornitori c/anticipi IVA a credito

6/0 6/0 6/0 2/0 8/05

6.100 6.100 5.000 5.000 6/03 1.100 660

3 3 3 5

8/0 2/0

3.660 19.032 2/05 3.432

5 5

19/ 15.372

5 Materie c/acquisti Costi di trasporto Banca c/c

2/0 2/0 6/03

19.600 1.000 6.100

5 5 15.372 19/5

Resi su acquisti 8/0

3.000 5 LIBRO GIORNALE

6/03 Parziali Totali

Diversi a Debito v/fornitori 6.100

IVA a credito 1.100

Fornitori c/anticipi 5.000

6/03

13 Debito v/fornitori a Banca c/c 6.100

2/05

Diversi a Diversi 24.032

Materie c/acquisti 19.600

Costi di trasporto 1.000

IVA a credito 3.432

Fornitori 19.032

Fornitori c/anticipi 5.000

8/05

Fornitori a Diversi 3.660

IVA a credito 660

Resi su acquisti 3.000

19/05

Fornitori a Banca c/c 15.372

GLI ABBUONI  VARIAZIONE CASO 2

Questo è il caso degli abbuoni (attivi), che sono rilevati in contabilità generale a differenza degli sconti. Nell’aspetto

economico l’operazione determina una rettifica di costo, quindi una variazione economica di reddito attiva.

Si assume che il bonifico bancario viene eseguito per l’importo di €15.370.

LIBRO MASTRO

Debiti v/fornitori Banca c/c Abbuoni attivi

6/0 6/0 6/0 19/0

6.100 6.100 6.100 2

3 3 3 5

8/0 2/0 19/

3.660 19.032 15.370

5 5 5

19/ 15.372

5 LIBRO GIORNALE

19/05 Parziali Totali

Fornitori a Diversi 15.372

Banca c/c 15.370

Abbuoni attivi 2

I COSTI DI TRASPORTO AZIENDA VENDITRICE o

IMPRESA IMPRESA

VETTORE

VENDITRICE COMPRATRICE

Trasferimento proprietà in senso

giuridico e in senso economico.

Con l’emissione della fattura del

vettore l’azienda venditrice paga

anticipatamente il costo del trasporto.

1. L’impresa venditrice esegue il trasporto con mezzi propri  ADDEBITO FORFETTARIO del costo di trasporto.

Si rileva la fattura, si somma il costo di trasporto e alla base imponibile si applica l’IVA.

2. Il vettore esegue il trasporto  COSTI DOCUMENTATI DI TRASPORTO. La fattura emessa dal vettore è

pagata dall’azienda venditrice per nome e per conto dell’azienda compratrice. In questo caso il servizio non è

imponibile di IVA nella fattura principale dell’azienda compratrice, perché essa è già riportata nella fattura

rilasciata dal vettore.

14 La fattura del vettore è allegata alla fattura dell’operatore principale di compra-vendita dei beni e va rilevata

separatamente.

o VARIAZIONE CASO 2

I costi di trasporto sono documentati (o anticipati dal fornitore in nome e per conto dell’acquirente).

FATTURA DEL VETTORE ALLEGATA per i costi di trasporto. 50

Prezzo 0

- IVA 11

22% 0

61

TOTALE 0

VF Debiti v/fornitori 610

P

VE Costi di 500

- trasporto

VF IVA a credito 110

A

FATTURA DI ACQUISTO PRINCIPALE 20.00

Prezzo di listino 0

- Sconto 2% 400

19.60

Prezzo netto 0

- Anticipo 5.000

14.60

Base imponibile 0

IVA 22% 3.212

Costi di trasporto 610

documentati 18.42

TOTALE 2

VF 18.42

Debito v/fornitori

P 2

VF IVA a credito 3.212

A

VF Fornitori c/anticipi 5.000

P

VE 19.60

Materie c/acquisti

- 0

VF Fornitori c/costi 610

A anticipati

CHIUSURA DEL CONTO FORNITORI C/COSTI ANTICIPATI. Perché il debito va a confluire nel conto Debito v/fornitori.

LIBRO MASTRO

Debiti v/fornitori Fornitori c/anticipi IVA a credito

6/0 6/0 6/0 2/0 8/05

6.100 6.100 5.000 5.000 6/03 1.100 660

3 3 3 5

8/0 2/0

3.660 18.422 2/05 110

5 5

2/0 2/0

610 610 2/05 3.212

5 5

Materie c/acquisti Costi di trasporto Banca c/c

15


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alice.foschini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bilancio d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Petrolati Patrizia.

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